00 5/21/2010 11:42 PM

Il fenomeno delle stigmate è stato rilevato in molte persone e dal 1200 circa sono state anche documentate diecine di casi.
Tra i più noti santi che hanno ricevuto questi segni della passione, sono S.Francesco di Assisi e più recentemente Padre Pio.

Ai nostri giorni sono diecine le persone che hanno delle piaghe alle mani, ai piedi e al costato senza apparenti traumi.

Queste persone sono sottoposte a particolari esami per accertare almeno che non vi siano delle lacerazioni procurate dai soggetti stessi, o che siano riuscite a provocarle per autosuggestione.
Per quanto riguarda la posizione della Chiesa, essa non avalla la genuinità del fenomeno se non dopo molti anni di verifiche e soprattutto sulla base della retta fede e retta condotta dello stigmatizzato.

Le stigmate in se stesse non hanno molta importanza se non sono accompagnate dai segni di comportamenti irreprensibili da parte della persona che le ha ricevute.
Nella Scrittura è possibile trovare qualche versetto che permette di non escludere a priori un tale fenomeno, dando anche un sostegno dottrinale alla possibilità che il Signore permetta il manifestarsi dei segni della sua Passione anche in alcuni suoi seguaci:

S.Paolo usa queste espressioni:
Ga 6,17 D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo.

Qualcuno potrebbe obiettare che Dio non possa permettere tali sofferenze, essendo venuto per dare la gioia e non il dolore. Inoltre si potrebbe pensare  che Cristo avendo già compiuto tutta l'opera redentiva morendo sulla Croce, sare3bbe illogico continuare a far soffrire altri.

Tuttavia giova ricordare che s.Paolo affermava:
Col 1,24 Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Vi sono pertanto dei casi in cui il Signore può chiedere a talune persone ben disposte, di collaborare al suo piano di salvezza, con la partecipazione alle sue sofferenze.


Dice infatti ancora s.Paolo:
...se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Rom. 8,17

Non dobbiamo perciò escludere che Cristo possa volere queste manifestazioni visibili e sensibili del suo sacrificio, chiamando qualcuno in particolare a rivivere la sua passione.



[Edited by Coordin. 4/14/2012 9:43 AM]