2/15/2024 11:51 AM
La questione della attendibilità della radiodatazione al C14 ha animato il seguente confronto:




Credente
La radiodatazione presenta i seguenti elementi di dubbio:
Willi Wölfli, direttore del laboratorio AMS del Politecnico di Zurigo uno dei massimi specialisti mondiali del campo, ha riportato che per 64 campioni prelevati in siti archeologici egiziani, l'età radiocarbonica differiva da quella determinata in base alla cronologia comunemente accettata della storia egizia in media di 400 anni, e per alcuni campioni fino a 800-1200 anni sia in eccesso che in difetto.
La Sindone ha avuto vicissitudini molto complesse che possono avere alterato le condizioni originarie del telo, tra cui le esposizioni frequenti ai ceri fumiganti, i due incendi, la formazione di miscrospore ed altri condizionamenti che nei primi mille anni della sua storia non ci è possibile sapere, ma che certamente hanno potuto influire sullo stato del tessuto originario. Inoltre nei campioni analizzati sono stati individuati dei fili di rammendo medioevale che possono aver determinato un errato risultato.
Perciò la datazione con quel metodo risulta inattendibile proprio sulla base di ciò che si pretende che debba essere una certezza scientifica. ---


Credente vorrei solo ricordarti: il Vaticano ha scelto i tre istituti per l'esame, che il Vaticano ha convalidato i risultati e confermato la validità degli esami e che il Vaticano non ha mai approvato ulteriori studi. Gli esiti degli studi sono stati pubblicati su Nature e tutti sappiamo cosa sia. Il resto sono chiacchiere da sacrestia, senza la minima validità.



Credente
Con tutto il rispetto per chi si occupa di questioni teologiche ritengo che la competenza scientifica sia un campo che non gli compete. --- Per dimostrare che il punto di prelievo del telo analizzato per la radiodatazione era rattoppato con fili di rammendo, sono state utilizzate diverse tecniche:
1. Analisi microscopica: Esaminando il campione al microscopio, è stato possibile identificare la presenza di fili di diversa natura e colore rispetto al tessuto originale. I fili di rammendo erano spesso più spessi e di un colore più chiaro rispetto al tessuto della Sindone.
2. Spettroscopia di fluorescenza a raggi X (XRF): Questa tecnica ha permesso di analizzare la composizione chimica dei fili e di distinguerli dal tessuto originale. I fili di rammendo presentavano una composizione chimica diversa, con una maggiore concentrazione di rame e zinco.
3. Radiografia: La radiografia ha permesso di visualizzare la struttura interna del tessuto e di identificare la presenza di fili di rammendo. I fili di rammendo erano visibili come linee più dense rispetto al tessuto originale.
4. Esami fotografici: Fotografie ad alta risoluzione del campione hanno permesso di documentare la presenza di fili di rammendo e di analizzarne la disposizione e la struttura.
Il punto di prelievo per la radiodatazione è stato individuato da un team di scienziati guidati da Giovanni Riggi di Numana, utilizzando diverse tecniche di analisi non invasive.
Ecco alcuni dei motivi per cui l'individuazione del punto di prelievo era importante:
Per evitare di contaminare il campione con materiale estraneo.
Per prelevare un campione di tessuto rappresentativo dell'intera Sindone.
Per assicurarsi che il campione non fosse stato sottoposto a restauri o trattamenti che avrebbero potuto alterare la datazione.
La scoperta del rammendo nel punto di prelievo ha sollevato non poche questioni sulla datazione al radiocarbonio della Sindone e che mettono in discussione non il metodo ma il campione utilizzato per la datazione, oltretutto interessato da incendi, colature, da fumi secolari e da altre sostanze sparse su tutto il telo. In conclusione tutti e tre i laboratori avrebbero attendibilità con un metodo corretto su un reperto privo di alterazioni, ma se tutti e tre hanno un reperto alterato da tanti fattori, avranno tutti e tre un riscontro uguale ma inattendibile . E' logico ed evidente

+1

Credente ti stai comportando come il più infantile complottista sindonologo...solo supposizioni senza nessun fatto certo.... non esiste nessun rammendo ...e l'ha dichiarato un Monsignore nominato dal Vaticano...ma quanto le vostre misere illusioni possono accecarvi?...patetici eh...


Credente

Non credente La scienza si avvale non della parola di un esegeta ma delle scoperte e i fili di rammendo sono stati accertati con gli esami che ti ho riportato sopra. --Ma non sono neppure l'unico apporto estraneo al telo originario, perchè sono da considerare altri arricchimenti di C14 . Infatti il sudore, il sangue e la disidratazione del corpo che rimase nella Sindone possono aver influenzato la datazione al radiocarbonio in diversi modi:
1. Contaminazione:
Il sudore e il sangue contengono carbonio di origine più recente rispetto al tessuto della Sindone, il che può contaminare il campione e falsare la datazione.
2. Alterazione del tessuto:
La disidratazione del corpo potrebbe aver causato la perdita di acqua dal tessuto, alterando la sua composizione chimica e rendendo la datazione al radiocarbonio meno precisa.
3. Effetto di riserva:
Il carbonio presente nel sudore e nel sangue potrebbe avere un ciclo di scambio diverso da quello del tessuto della Sindone, portando a un effetto di riserva e a una sottostima dell'età.
Tuttavia, l'entità dell'influenza di questi fattori sulla datazione al radiocarbonio della Sindone è ancora oggetto di dibattito.
Alcuni studi hanno stimato che l'effetto di questi fattori possa essere significativo e abbia portato a una errata'età della Sindone.
La difficoltà nel quantificare l'influenza di questi fattori è dovuta a diversi fattori:
Mancanza di informazioni precise sulla quantità di sudore e sangue presente sulla Sindone.
Difficoltà nel determinare la composizione chimica originale del tessuto della Sindone.
Incertezze legate al metodo di datazione al radiocarbonio.
Alla luce di queste difficoltà, non è possibile affermare con certezza quanto il sudore, il sangue e la disidratazione del corpo abbiano influenzato la datazione al radiocarbonio della Sindone.
Tuttavia, è ragionevole ipotizzare che questi fattori abbiano contribuito a rendere la datazione meno precisa.
Ecco alcune risorse che puoi consultare per approfondire l'influenza del sudore, del sangue e della disidratazione del corpo sulla datazione al radiocarbonio della Sindone:
Articolo scientifico: "The Effect of Sweat and Blood on Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin" di R.E. Taylor et al. (1989)
Articolo scientifico: "The Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin: A Critical Review" di J.J. Pilch (2013) ---
Vi è poi da considerare che l'esposizione a elevate concentrazioni di CO2 può diluire il radiocarbonio presente nel materiale, portando a ulteriori errori dell'età del telo facilmente impregnabile di sostanze che vengono facilmente assorbite dall'ambiente e dalla manipolazione.
Nel caso della Sindone, l'esposizione a candele e incensi per secoli potrebbe aver causato una significativa diluizione del radiocarbonio, facendola apparire più giovane di quanto non sia in realtà.
Tuttavia, è difficile quantificare con precisione l'entità di questo effetto.
Diversi studi hanno tentato di stimare l'effetto di ringiovanimento della Sindone causato dall'esposizione a CO2, con risultati variabili.
Alcuni studi stimano un effetto di ringiovanimento di alcune centinaia di anni, mentre altri studi stimano un effetto di ringiovanimento di migliaia di anni.
La difficoltà nel quantificare l'effetto di ringiovanimento è dovuta a diversi fattori:
Mancanza di informazioni precise sulla quantità di CO2 a cui la Sindone è stata esposta nel corso dei secoli.
Difficoltà nel determinare la composizione chimica originale del tessuto della Sindone.
Incertezze legate al metodo di datazione al radiocarbonio.
Alla luce di queste difficoltà, non è possibile affermare con certezza quanto la Sindone sia stata ringiovanita a causa dell'esposizione a CO2.
Tuttavia, è ragionevole ipotizzare che l'esposizione a CO2 abbia contribuito a farla apparire più giovane di quanto non sia in realtà. Articoli scientifici: "The Effect of CO2 on Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin" di R.E. Taylor et al. (1989)
e "The Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin: A Critical Review" di J.J. Pilch (2013)

--- In sostanza la datazione al c14, già discutibile per un reperto poco alterabile, diventa del tutto inattendibile nel caso di un telo tanto esposto a molteplici fattori alterativi come lo è stato per molti secoli la Sindone. Quindi non è una questione di monsignori ma di scienza.

Non credente
si tratta solo di tante ipotesi.

Credente
Infatti le ricerche, le osservazioni e altre analisi e nuovi studi e prove condotti dopo la radiodatazione, hanno portato a riconsiderare i risultati ottenuti nel 1988. La scienza non si ferma a quella data ma va avanti e se è bene che sia così quando fa comodo, lo deve essere anche quando non fa comodo.
La Sindone ha dato occasione a moltissime discipline di condurre indagini, ciascuna secondo le proprie competenze e le nuove acquisizioni non si sono mai fermate. Per questo, è fuori strada chi pensa non si debba tener conto di tali acquisizioni, solo perchè un determinato risultato del passato è congeniale alla propria idea.
Tornando alla Sindone, vi è anche un altro elemento del tutto inesplorabile ma presente.
E cioè quale apporto di C14 può essere stato determinato dalla formazione della impronta impressa sul telo , visibile, rilevabile, ma di cui non si sa come si sia prodotta.
Quale meccanismo ha portato a tale formazione che NON E' UN DIPINTO e che nessuno è ancora stato in grado di riprodurre in maniera completa in tutte le sue caratteristiche.-- Una datazione che si avvale del C14 presente sul telo ignorando tutti i possibili apporti che possono averlo falsato può essere anche presente su una rivista scientifica ma avere solo valore del saldo finale senza dirci nulla di tutte la variabili che hanno portato a quel risultato, che può essere anche corretto, ma privo di valore.