10/29/2021 11:59 AM
La Sindone avvolse un cadavere per poco tempo

Ci sono molte particolarità ancora non ben chiarite relative all’immagine sindonica, una fra queste è la seguente. La Sindone sicuramente fu usata come lenzuolo funerario per avvolgere un uomo (Faccini et al. "The death of the Shroud Man: an improved review”, Int. Conf. on the Shroud, Columbus Ohio 2008), ma quest’uomo vi rimase avvolto per non più di una quarantina di ore.

Normalmente i cadaveri imputridivano col lenzuolo che li avvolgeva fino a farlo marcire, ma in questo caso l’immagine del corpo umano non mostra il minimo segno di putrefazione, fenomeno che non inizia dopo una quarantina di ore dalla morte. Inoltre la rigidità cadaverica dell’Uomo, confermata anche dai nuovi studi di ricostruzione tridimensionale del corpo umano ivi avvolto (M. Bevilacqua et alò. “Rigor Mortis and News obtained by the Body’s Scientific Reconstruction of the Turin Shroud Man”, Peertechz, 2018) è un fenomeno di durata relativamente breve che scompare dopo poche decine di ore.

Sorge quindi qualche quesito non facile da rispondere da un punto puramente scientifico, escludendo quindi di considerare gli effetti di quel fenomeno riportato nei Vangeli come Risurrezione: perché il cadavere avvolto nella Sindone vi rimase avvolto per pochissimi giorni? Dove finì allora quel cadavere, perché di cadavere si deve parlare sulla base di altri dati scientifici riscontrabili sulla Reliquia? Chi e perché prese questa decisione?

In aggiunta a questi problemi si deve ricordare che il sangue colato dalle ferite dell’Uomo si ridisciolse per fibrinolisi nell’ambiente umido del sepolcro e che quindi ogni manomissione del cadavere avrebbe prodotto sbavature sulle impronte delle ferite che invece sono perfettamente decalcate anche in corrispondenza della zona schiena-glutei dove sicuramente si sarebbe prodotto qualche strisciamento durante la movimentazione del cadavere.