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Riflessioni sulla pena di morte.

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    Vololibero19
    00 8/25/2019 6:50 PM
    Quando si sentono notizie di delitti efferati viene spontaneo di desiderare sofferenze o anche la morte di chi li ha commessi.In effetti,nonostante il cambiamento nei secoli delle leggi giudiziarie,la legge del taglione è ancora insita nell'uomo e il desiderio di vendetta è ancora forte.La vendetta consistente nella pena massima per il colpevole diventa un lenitivo per chi ha subito il male o per i parenti delle vittime che comunque non avranno più i propri cari.Spesso gli uomini vogliono penalizzare anche Dio quando lo ritengono responsabile di qualche catastrofe e bestemmiano o diventano atei (perchè altro non possono fare).Indubbiamente la pena per chi commette il male è giusta.La reclusione è una sicurezza per gli altri e deve essere anche PIU' DURATURA di quanto non lo sia troppe volte.L'impossibilità di delinquere ma,soprattutto l'esclusione dalla società,è una pena che il colpevole deve scontare(anche tutta la vita se è recidivo)Per quanto riguarda la pena di morte il discorso è diverso.A parte che il diritto alla vita o alla morte di un individuo spetta solo a Dio,creatore della vita;a parte che la giustizia umana può sbagliare;a parte che la pena di morte non è un esempio per eliminare la delinquenza(basti pensare alla delinquenza sempre in crescita anche negli Stati dove c'è la pena di morte),il motivo principale di non far morire il delinquente è il fatto che gli si preclude ogni via di riscatto,si elimina l'operaio dell'ultima ora che,come sappiamo dal Vangelo,riceve la stessa paga del primo,si uccide il figlio prodigo senza dargli la possibilità di ritornare al Padre.Non si tratta di un falso bonismo come qualcuno può pensare.Anche Gesù ha consigliato di trattare chi non si ravvede dopo vari tentativi come un peccatore (cioè di non avere contatti con lui).Può darsi che molti dei colpevoli non si ravvedano come può darsi che alcuni diventino meglio di altri:questo lo sa solo Dio.Se San Francesco fosse stato ucciso quando era un ragazzo scapestrato non avremmo avuto un San Francesco,se Paolo di Tarso fosse stato eliminato quando assisteva all'uccisione di Stefano non avremmo avuto un San Paolo e di altri esempi ce ne sono a decine!!
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    Credente.
    00 8/30/2019 10:19 PM
    Certo la pena di morte rappresenta una sconfitta per la nostra umanità e per la nostra società, troppe volte incapace di riconoscere i bisogni dei singoli e che spesso per reazione diventano dei criminali.

    Sono convinto che ai nostri giorni vi sono i mezzi per poter comunque evitare la pena di morte che potrebbe togliere al condannato la possibilità di redimersi , e che per tutelarsi, la società può oggi provvedere il sostentamento a vita in un carcere, qualora vi fosse la reale necessità.

    Tuttavia non dobbiamo ignorare che nel corso dei secoli non sempre la società aveva i mezzi per provvedere al sostentamento e al controllo a vita dei soggetti che rappresentavano un reale pericolo per altri uomini, come coloro che potevano commettere ancora omicidi o eccidi o avrebbero potuto comunque nuocere in maniera rilevante e duratura.
    Per questo motivo veniva adottata la pena di morte quale ultimo mezzo di legittima difesa sociale, al fine di evitare la morte o il pericolo di morte per altri innocenti, e che in certi contesti e momenti storici poteva essere l'unica alternativa per poter difendere se stessi o gli altri.