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Coraggio!

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    Ettore.87
    00 12/5/2017 2:10 PM
    "Ma subito Gesù parlò loro e disse: Coraggio, sono io; non abbiate paura!" (Matteo 14:27)

    Il noto predicatore americano H. A. Ironside un giorno si mise carponi appoggiandosi sulle mani e sulle ginocchia giocando con il figlio.

    Cominciò a far finta di essere un orso e ringhiò ad alta voce verso di lui.

    Il bambino si spaventò e corse dal papà dicendo:”Non sei un orso; sei mio papà!”.

    Molto spesso nella nostra vita le cose che temiamo sono atti di Dio stesso.

    Ci sono cose che Dio ha permesso nella nostra vita che ci fanno correre da Lui… per trovare la nostra forza in Lui, gustare il Suo amore e sperimentare la Sua meravigliosa grazia.

    Quando i discepoli di Gesù pensavano che la loro barca stesse per capovolgersi nel mare di Galilea durante la tempesta, guardarono fuori dalla barca e pensarono di vedere un fantasma.

    È superfluo dire che essi avevano molte ragioni per aver paura.

    Ma poi videro Gesù in mezzo alla tempesta!

    Non importa il tipo di tempesta in cui oggi ti trovi e che ti causa paura, potresti trovarvi Gesù al centro, che ti chiama e ti dice di seguirLo.

    Non aver paura.

    Confida nella bontà e nell’amore di Dio di riportarti sempre a Lui!

    Qualsiasi tempesta tu stia attraversando, confida che Dio la userà per riportarti a Lui!
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    Credente.
    10 12/6/2017 4:54 PM
    Coraggio, sono io; non abbiate paura!"

    Un giorno, meditando sulla espressione SONO IO, e il conseguente NON ABBIATE PAURA,
    riflettevo che oltre a rassicurare i discepoli sul fatto che non stavano vedendo una persona estranea, Gesù abbia piuttosto voluto rassicurarli che essi avevano ben motivo di non avere paura perchè lì con loro c'era L'IO SONO,
    il Figlio stesso di Dio. In greco infatti compare EGO EIMI, che alla lettera si traduce IO SONO.
    Le traduzioni correnti purtroppo rendono con SONO IO tale verbo, e ne riducono la reale portata del significato.
    Ovviamente si tratta di una mia personale riflessione.
    Accetto volentieri osservazioni
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    Ettore.87
    00 12/6/2017 5:49 PM
    Buona riflessione... a tal proposito mi piacerebbe integrare queste meditazioni con un pensiero di David Wilkerson che ho trovato online. Spero possa essere di edificazione

    "DIRETTA VERSO UNA COLLISIONE"

    Gesù ordinò ai Suoi discepoli di salire su una barca diretta verso una collisione. La Bibbia dice che Egli li “costrinse a salire sulla barca” (Matteo 14:22). La barca era diretta verso acque agitate; sarebbe stata sballottata come un pezzo di sughero; i discepoli sarebbero stati scaraventato in un’esperienza da mini-Titanic – e Gesù lo sapeva sin dall’inizio.

    Dov’era Gesù? Egli era sul monte, osservando il mare, guardando i discepoli e pregando per loro che non fallissero la prova che Lui sapeva dovevano attraversare. Il viaggio in barca, la tempesta, le onde burrascose, i venti, tutto faceva parte di una prova progettata dal Padre. Stavano per imparare la più grande lezione di sempre – la lezione su come riconoscere Gesù nella tempesta!

    A questo punto, i discepoli Lo riconoscevano come operatore di prodigi, l’Uomo che aveva trasformato dei pesci in cibo miracoloso. Lo riconoscevano come amico dei peccatori, Colui che aveva portato salvezza ad ogni sorta d’umanità. Lo conoscevano come Colui che provvedeva a ogni loro bisogno, persino pagando le loro tasse coi soldi tratti dalla bocca di un pesce.

    Riconoscevano Gesù come “il Cristo, il Figlio di Dio”. Lo conoscevano come un insegnante, che insegnava loro come pregare, perdonare, legare e sciogliere. Sapevano che avesse parole di vita eterna. Sapevano che avesse potenza sopra ogni opera del diavolo. Non avevano però mai imparato a riconoscere Gesù nella tempesta.

    Questa è la radice di molti dei nostri guai oggi. Confidiamo in Gesù affinché compia miracoli e guarigioni. Crediamo in Lui per ottenere salvezza e perdono dei peccati. Guardiamo a Lui come Colui che provvede a ogni nostro bisogno. Confidiamo in Lui affinché un giorno ci porti nella gloria. Quando però una tempesta improvvisa si abbatte su di noi e tutto sembra crollare, troviamo difficile vedere Gesù vicino a noi. Non riusciamo a credere che possa permettere delle tempeste per insegnarci come avere fiducia. Non siamo mai abbastanza certi che Egli sia vicino quando le cose si agitano davvero.

    C’era una sola lezione che i discepoli dovevano imparare in questa tempesta – una sola! Una lezione semplice – non una profonda, mistica, da far tremare la terra. Gesù voleva semplicemente che confidassero in Lui come loro Signore in ogni tempesta della vita. Voleva semplicemente che i discepoli mantenessero la loro fiducia e allegrezza persino nei momento più neri della prova. Tutto qua!