00 12/27/2017 8:50 AM
Chi ama arriva prima. Sembra uno slogan ma è una verità difficile da contestare. È quello che succede al “discepolo amato”. Pietro arriva secondo, ciò non vuol dire che è meno amato. L’amore rispetta i tempi di tutti, perché ognuno ha i suoi tempi, anche Dio. A Pietro viene offerta un’attesa e un rispetto da parte di chi arriva per primo, e questo la dice lunga. Chi attende sa che Gesù ha scelto Pietro tra tutti, per essere una guida sicura e una conferma anche per gli altri. Chi ama sa attendere. Chi ama riconosce, attendendo il ruolo degli altri. Funzioni diverse, ma Gesù ha lo stesso identico amore, pieno e totale per tutti e due, e anche oggi per noi. Una corsa verso un luogo di morte, un sepolcro, e giunti là si accorgono che la vita ha vinto. Non poteva un sepolcro chiudere per sempre la forza dell’amore, l’amore può morire, ma risorge sempre, non lo si può eliminare. Si possono togliere i segni della nostra fede da tutti i luoghi, ma ciò che Lui ha fatto per noi è incancellabile, indelebile. I luoghi delle nostre morti vengono trasformati in vita, quando c’è Gesù. E ciò che è successo a Lui è l’anticipo, il segno, la promessa di quello che farà per noi. Sì, carissimi risorgeremo con il nostro corpo. Questa è la nostra meravigliosa fede! L’anonimato del discepolo amato è stato pensato perché oggi tutti noi mettessimo il nostro nome in questo racconto. Tu sei il Discepolo amato. Gesù oggi ci invita sì ad arrivare prima, ma anche a saper attendere quelli che Lui stesso ha posto innanzi a noi, guide sicure che, solo per prudenza e per non lasciare indietro nessuno, arrivano dopo. Se leggi il brano sostituendo “l’anonimo” con il tuo nome, finirebbe con le parole “vide e credette”?