00 12/26/2017 10:03 AM
Il Vangelo odierno ben si adatta alla festa di santo Stefano e la Chiesa non a caso oggi lo propone ai suoi figli. A Stefano hanno fatto tutto quello che Gesù aveva profetizzato, ma proprio tutto. Però anche la profezia di Gesù si è realizzata proprio tutta. Stefano ha ricevuto una salvezza eterna, e anche una grande gloria, al punto tale che dopo duemila anni la Chiesa ancora guarda a questo testimone, ed invoca la sua potente intercessione e protezione. L’odio di tutti l’ha sperimentato anche Gesù, per questo ha detto: “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Ci è sempre chiesta da Dio una comunione in toto, anche della sofferenza, ma Gesù da buon amico condividerà anche la sua risurrezione, la sua gloria. Sembra che la liturgia di oggi strida non poco con la solennità celebrata ieri, invece no! Questo è il “natale” di Stefano: lui è stato il primo a nascere in cielo dopo la morte di Gesù, e in cielo la festa è senza fine. La storia di santo Stefano ci interroga. Sono disposto a condividere tutto di Gesù? Scappo davanti alle sofferenze? Ci credo che lo Spirito Santo mi darà la forza? Credo che Lui mi ricompenserà con la salvezza eterna? La risposta è nel suo Natale, nelle parole ascoltate ieri. Le tenebre non vinceranno, Lui è venuto per me! Lui è con me, Lui è per me, e questo basta. Santa Teresa D’Ávila diceva: “se stessi all’inferno e tu fossi con me, quello sarebbe il mio paradiso”. “Il Signore è con me che cosa potrà farmi l’uomo?”. “Fa’ splendere il tuo volto e io sarò salvato”. Ripetiamo spesso queste parole, senza stancarci. Stefano l’ha fatto, ha visto lo splendore del suo volto e ora gode di Lui per sempre.