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Non è proprio una novità questo modo di fare di Dio: tu hai un progetto di vita, e poi Lui arriva e con il suo irresistibile fascino ti propone qualche cosa che ha pensato per te e ti stravolge tutto. Maria era promessa sposa a Giuseppe. Quest’uomo già pensava alla sua vita con sua moglie, sicuramente avevano già scelto la casa dove andare ad abitare, e forse, come accade a tutte le coppie innamorate, avranno pensato anche a come chiamare il loro primo figlio. Ma poi arriva Dio. E che fine fanno i tuoi progetti? Poi, Lui ti si fa accanto, ti chiede, e, se accetti, nel tempo ti accorgi che non ha cambiato il tuo progetto di vita, anzi, lo ha realizzato meglio di come avresti fatto tu. Giuseppe, come tutti gli uomini, voleva una brava moglie, e Dio gli ha dato in sposa la più bella creatura che il cielo e la terra abbiano mai conosciuto. Giuseppe non è stato padre come tutti gli uomini, lo è stato di più! Colui che è prima di tutti i secoli, l’Onnipotente, il Santo, si è messo tra le sue braccia e lo ha chiamato papà. Quante volte Gesù avrà detto a Giuseppe: “Papà, ti voglio bene” e, abbracciandolo, gli avrà dato tanti bacetti. Sì, Gesù lo ha realizzato perfettamente come uomo e come padre. Solo a lui Dio ha detto: “papà”. Mi piace pensare che, quando i fanciulli si vantavano del proprio padre, anche Gesù faceva a gara con i suoi compagni, e raccontava di quando Giuseppe se lo è messo sulle spalle, per tutto il tempo del viaggio dall’Egitto a Nazaret, dicendo fiero: “È forte il mio papà”. Giuseppe aveva capito che Dio non toglie mai nulla e, se lo fa, è solo per dare molto di più. Allora noi perché ancora gli resistiamo?