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Ricchi in Cristo

«E Giosuè disse ai figli d’Israele: «Fino a quando trascurerete di andare a prendere possesso del paese che il SIGNORE, il Dio dei vostri padri, vi ha dato?» Giosuè‬ ‭18:3‬ ‭

La terra promessa già apparteneva agli israeliti, ma non avevano ancora preso possesso dei rispettivi territori. Non è ciò che abbiamo, ma ciò che sappiamo di possedere che determina la nostra vera ricchezza. Alcune persone povere avevano un ricco giacimento di petrolio sotto casa, senza che ne fossero a conoscenza. Se avessero scoperto di possedere un tale tesoro non avrebbero perso tempo a centellinare le loro risorse. Non serve andare in giro dicendo: “C’è petrolio nel mio terreno. Un tale vanto non paga le bollette. Bisogna prendere possesso di ciò che ci appartiene. Molti credenti esibiscono, a parole, una grande stabilità di propositi, eppure il loro vigoroso repertorio verbale si scontra con una realtà nella quale non sanno mettere in azione il loro diritto. Siamo di fronte a esortazioni intimanti da parte di Dio, affinché la smettiamo di spiluccare, quasi furtivamente, i beni che ci appartengono a pieno titolo. Impariamo a possedere ciò che in Cristo già abbiamo, ma non in modo virtuale. I credenti sanno ciò che possiedono, ma spesso si limitano a vantarsi di ciò che è loro soltanto potenzialmente, senza entrare nella piena disponibilità. Gesù disse: “Io vi darò riposo” (Matteo 11:28), ma ha anche aggiunto, “… prendete su di voi il mio giogo e imparate da me… “(Matteo 11:29). Dio ci offre giacimenti di petrolio, ma non lo estrae al posto nostro. Giosuè riferì al popolo ciò che avrebbero dovuto fare: “…per andare a conquistare il paese che l’Eterno il vostro Dio vi dà perché lo possediate” (1:11). In Cristo abbiamo tutto pienamente (cfr. Colossesi 2:10), ma dobbiamo fare in modo che ciò che è nostro potenzialmente diventi nostro effettivamente. Apprezzare ciò che ci appartiene non potrà mai renderci ricchi, mettervi mano e appropriarcene, sì. È questo che farà la differenza.