CREDENTI

niente paura

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    Marco-credenti
    00 4/11/2017 11:56 PM
    Tutta la nostra paura davanti alla rovina e alla morte e' inutile, perche' Dio e' anche la rovina e la morte. "Che cosa mi importa d'affondare, se Dio e' l'oceano?". Dove precipitiamo? Dio precipita in noi, dovunque precipitiamo noi. Oppure - come dice la Gita "Rinasce sempre e solo il Signore". Quando moriamo ed entriamo in una nuova esistenza, e' Dio che muore in noi e che entra in una nuova esistenza. La nostra ragione non riesce a comprenderlo. Ma la fede ci dona speranza e fiducia, in quanto non viviamo la nostra vita, ma la vita di Dio.
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    Credente.
    00 4/12/2017 7:17 PM
    Caro Marco,
    alcune tue espressioni mi fanno pensare ad un versetto di s.Paolo che dice inAtti 17,28:
    In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto:
    Poiché di lui stirpe noi siamo.


    Tuttavia dovresti meglio spiegare quando dici:
    "Tutta la nostra paura davanti alla rovina e alla morte e' inutile, perche' Dio e' anche la rovina e la morte.
    Quando moriamo ed entriamo in una nuova esistenza, e' Dio che muore in noi e che entra in una nuova esistenza."

    Una frase detta così, se non venisse adeguatamente chiarificata, sembra contraddire i principii essenziali della nostra fede in Dio che non è rovina ma salvezza, e non è morte ma VITA.
    Inoltre Dio è immutabile ed eterno, per cui non capisco bene cosa intendi dicendo che Egli muore in noi entrando in una nuova esistenza.
    Se vuoi, cerca di spiegare meglio il tuo pensiero [SM=g7474]
    [SM=g3228754]

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    Marco-credenti
    00 4/12/2017 11:00 PM
    Re:
    Chiarisco: la vita, la morte e la rinascita a nuova esistenza fanno parte della Creazione, pertanto visto in questi termini, Dio compenetra tutto, e' Vita, quanto Morte, nascita quanto resurrezione, luce come tenebra. Per me il miracolo della Vita Eterna e' questo: prendere consapevolezza di tutto questo processo come un ciclo naturale, eterno ed immutabile. Il concetto di morte e' visto come un passaggio ad una nuova esistenza cosi come Gesu' Cristo figlio di Dio e' nato, morto e risorto nel Padre.

    Credente., 12/04/2017 19.17:

    Caro Marco,
    alcune tue espressioni mi fanno pensare ad un versetto di s.Paolo che dice inAtti 17,28:
    In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto:
    Poiché di lui stirpe noi siamo.


    Tuttavia dovresti meglio spiegare quando dici:
    "Tutta la nostra paura davanti alla rovina e alla morte e' inutile, perche' Dio e' anche la rovina e la morte.
    Quando moriamo ed entriamo in una nuova esistenza, e' Dio che muore in noi e che entra in una nuova esistenza."

    Una frase detta così, se non venisse adeguatamente chiarificata, sembra contraddire i principii essenziali della nostra fede in Dio che non è rovina ma salvezza, e non è morte ma VITA.
    Inoltre Dio è immutabile ed eterno, per cui non capisco bene cosa intendi dicendo che Egli muore in noi entrando in una nuova esistenza.
    Se vuoi, cerca di spiegare meglio il tuo pensiero [SM=g7474]
    [SM=g3228754]





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    Credente.
    00 4/13/2017 4:53 PM
    Mi pare quindi che il tuo messaggio rispecchia questo brano di 2 Cor 5 ss:
    1 Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.
    2 Perciò, in questa condizione, noi gemiamo e desideriamo rivestirci della nostra abitazione celeste
    3 purché siamo trovati vestiti, non nudi.
    4 In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita.
    5 E chi ci ha fatti proprio per questo è Dio, che ci ha dato la caparra dello Spirito.
    6 Dunque, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo –
    7 camminiamo infatti nella fede e non nella visione –,
    8 siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
    9 Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
    10 Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.
    (2 C.5:1)
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    Marco-credenti
    00 4/14/2017 1:28 AM
    Re:
    Molto interessante questo brano, da qui alcune mie personali riflessioni:

    - Non dobbiamo necessariamente aspettare la dissoluzione del nostro corpo per raggiungere il regno dei Cieli e la Vita Eterna
    - La Vita Eterna e' qui ed ora, il Regno dei Cieli e' dentro di noi
    - L'ignoranza spirituale rende l'uomo cieco, non vede che lo Spirto Santo e' gia' dentro di lui ed opera in lui.
    - L'uomo per Vedere deve spogliarsi del proprio Ego e lasciare che lo Spirito Santo operi in lui
    - Nel momento in cui l'uomo Vede, capisce che la vita eterna e' gia in atto, nel perfetto moto di nascita, morte/trasformazione, resurrezione.

    Credente., 13/04/2017 16.53:

    Mi pare quindi che il tuo messaggio rispecchia questo brano di 2 Cor 5 ss:
    1 Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.
    2 Perciò, in questa condizione, noi gemiamo e desideriamo rivestirci della nostra abitazione celeste
    3 purché siamo trovati vestiti, non nudi.
    4 In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita.
    5 E chi ci ha fatti proprio per questo è Dio, che ci ha dato la caparra dello Spirito.
    6 Dunque, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo –
    7 camminiamo infatti nella fede e non nella visione –,
    8 siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
    9 Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
    10 Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.
    (2 C.5:1)




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    Credente.
    00 4/14/2017 8:20 AM
    Concordo con quanto hai scritto e che d'altra parte , cosa che conta maggiormente, trova conferma nella Scrittura.

    Gv 11,25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai.

    Romani 8,11 ...E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

    Per cui ora il tuo messaggio iniziale è pienamente condivisibile. [SM=g3228773] [SM=g3228775] [SM=g3228777]