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L'informazione nel DNA indica una Sapienza creatrice.

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    00 12/15/2015 1:07 PM
    L’informazione biologica contenuta nel DNA indica l'esistenza di un Creatore.

    Ispirato liberamente, tradotto liberamente, e rielaborato dai lavori di Frank Turek (Stealing from God) e Werner Gitt (il suo libro Without Excuse e i suoi articoli “Laws of information” parte 1 e parte 2)
    Introduzione:
    Una volta sentii un ateo lamentarsi del fatto che non ci fossero abbastanza prove per credere in Dio. Quando un cristiano allora gli chiese che tipo di evidenza avrebbe voluto per far convincersi, l’ateo disse che avrebbe creduto se avesse visto, guardando esattamente in quel momento il cielo: “Ciao Roger, Sono Dio! Io Esisto! Adesso smettila di lamentarti!” Dato che l’immediatezza dell’apparizione avrebbe evitato la possibilità che il messaggio fosse stato scritto artificialmente dall’uomo, quel messaggio sarebbe una buona prova per l’esistenza di Dio. Roger certamente non avrebbe potuto spiegare questo come una strana coincidenza, per cui le nuvole del cielo avrebbero preso casualmente la forma di parole. Né avrebbe detto che, dando loro abbastanza tempo, le nuvole avrebbero preso quella forma naturalmente grazie a qualche processo di evoluzione. Ogni messaggio del genere deve essere infatti un prodotto di una intelligenza. Perché? Poiché le leggi della natura non possono creare informazioni complesse come “Ciao Roger, Sono Dio!”. In tutta la nostra esperienza le uniche forze che vediamo creare messaggi di informazione sono menti intelligenti. Le forze della natura non possono mai fare questo.
    Questo è il motivo per il quale quando cammini sulla spiaggia e vedi scritto nella sabbia “Giovanni ama Maria” non ipotizzi che l’abbia scritto un granchio uscito fuori dall’acqua, o che siano state le onde marine che in qualche modo abbiano prodotto questo messaggio. Sai benissimo infatti che è stata una mente a scrivere questa informazione. Questa è la stessa deduzione che fanno gli archeologi quando trovano un’inscrizione antica. Non dicono che è stata una fluttuazione quantica a creare la Stele di Rosetta, dicono che sia stata una intelligenza umana poiché tutta la nostra esperienza precedente dimostra che l’informazione deriva solamente da delle menti intelligenti.
    Anche l’ateo Lawrence Krauss ammette che un tale messaggio nel cielo, come quello citato prima, punterebbe all’esistenza di Dio. In un dibattito con William Lane Craig in Australia, Krauss disse: “Mi hanno chiesto quale evento potrebbe farmi cambiare idea (sulla veridicità dell’ateismo). Se questa sera guardassi il cielo e vedessi le stelle disporsi in modo da scrivere in Aramaico, Ebraico, o Inglese… “Io Sono Qui” allora considererei valida l’opzione di riflettere riguardo all’esistenza di Dio” (Chris Mulherin, “Interview with Lawrence Krauss”, Skandalon, October 30, 2013)
    Beh, risulta che tutte le forme di vita contengono sequenze di informazione complessa che sono di molto più articolate di “Sono Qui” o “Ciao Roger, Sono Dio!”. I teorici dell’informazione lo sanno bene infatti. I biologi lo sanno, e infatti alcuni dicono che vi è “una firma nella cellula”.
    Stephen C. Meyer scrisse il libro “Signature in the Cell” in cui dimostra come la presenza di informazione punti sempre ad un atto creativo intelligente, proprio come sappiamo che la Stele di Rosetta è stata scritta da qualcuno. Il lungo e accademico lavoro di Meyer, consiste nel dimostrare come il DNA contenga informazione biologica. In altre parole si può dire che il DNA contiene un messaggio, ben più lungo di quello che il Dr. Krauss o Roger avevano chiesto.
    Questo messaggio è scritto in una molecola chiamata acido deossiribonucleico (che abbreviamo con “DNA”). Come correttamente asserisce Bill Gates “Il DNA umano è come il programma di un computer, ma molto, molto più avanzato di qualsiasi software mai creato” (Bill Gates, The Road Ahead, 228).
    In modo molto generico il DNA può essere paragonato, oltre che ad un software, ad un codice, un programma, a delle “istruzioni”.
    Nel “Signature in the Cell” il Dr. Meyer mostra che il codice espresso nel DNA non può essere spiegato naturalisticamente e conferisce evidenza positiva per un intervento precedente di un progetto intelligente, il cosiddetto “Intelligent Design”.
    Se si riflette su questo anche solo un minuto è davvero dura trovare motivazioni che possano andare contro questa affermazione di Meyer. Come è possibile che cieche forze della natura creino un codice di un software?
    Le leggi chimiche e fisiche che gli scienziati descrivono matematicamente come leggi della natura agiscono in modo altamente prevedibile e regolare. Ogni volta che si lascia cadere un oggetto, la gravità compie sempre la stessa funzione ripetitiva, fa cadere a terra l’oggetto. La forza di gravità spiega come mai cade la neve, ma le forze gravitazionali non possono scrivere nella neve il tuo nome e il tuo indirizzo. Altre leggi chimiche e fisiche possono produrre un ordine altamente ripetitivo che troviamo nei cristalli o ne vortici, ma non hanno la capacità di generare sequenze di simboli imprevedibili, non ripetitive, che caratterizzano tutte le informazioni complesse di codici o testi.
    E questo è ciò che è il nostro materiale genetico (detto anche genoma): è un testo di ricchissima informazione che è come un “messaggio” genetico. In altre parole il nostro genoma è un messaggio come il tuo nome o indirizzo di casa, scritto però nel DNA ed è lungo tre miliardi di caratteri! E tutte queste lettere, salvo un raro errore, devono assolutamente essere nel corretto ordine per far sì che noi possiamo vivere.
    Ma come si è raggiunto questo ordine? Non da leggi naturali. Meyer mostra nel “Signature in the Cell” cap. 15, che nessuna reazione fisica o chimica può progettare la disposizione delle lettere genetiche lungo la spina del DNA. La fisica e la chimica infatti non determinano l’ordine di queste lettere genetiche proprio come non determinano l’ordine delle lettere italiane in questa frase. Menti intelligenti determinano messaggi e codici, non le forze della natura.
    Questo è il motivo per il quale il nostro amico Roger non attribuirebbe il messaggio nel cielo, “Ciao Roger, Sono Dio”, alle forze della natura. È anche il motivo per il quale voi non attribuireste l’ordine delle lettere nei Promessi Sposi a leggi dell’inchiostro e della carta. Le leggi della chimica spiegano come l’inchiostro si assorba nella carta, ma non sono in grado di spiegare l’ordine delle lettere che compongono il messaggio sulla carta. Il messaggio sulla pagina è infatti prodotto da una mente.
    Lo stesso vale per il tuo MP3: può il tuo telefono o dispositivo elettronico produrre esso stesso la musica? No, la musica deve essere stata creata da un essere intelligente, convertita in un codice digitale, e poi programmata in un lettore come un MP3 affinché il tutto possa funzionare. Cosi anche noi uomini, affinché possiamo funzionare, abbiamo bisogno che un Essere intelligente ci abbia programmato con uno specifico codice genetico.
    Ma è forse possibile che mutazioni e selezione naturale possano spiegare l’origine dell’informazione genetica necessaria per produrre la prima forma di vita? No. Le mutazioni e la selezione naturale possono agire soltanto su organismi che già dispongono di un codice genetico. Se non vi è nulla da mutare non vi saranno mutazioni e selezione naturale ecc., la stessa parola “selezione” implica che ci sia qualcosa da selezionare.
    Ma è forse possibile che il primo codice fosse semplice e che poi sia mutato nei codici più lunghi che conosciamo ora? Il problema è che anche una semplice sequenza di informazione, come “Ciao Roger, Sono Dio”, necessita una intelligenza. E le cosiddette “forme di vita semplici” hanno un codice di gran lunga più lungo di questo. Lo stesso ateo evoluzionista Richard Dawkins ammise che la quantità di informazione in un essere unicellulare (come un’ameba) è tanto grande nel suo DNA come 1000 Enciclopedie Britanniche! (Richard Dawkins, The Blind Watchmaker, New York: W.W. Norton, 1986, 116). Credere che 1000 enciclopedie siano venute in esistenza senza un intervento intelligente è come credere che un’intera libreria sia emersa dall’esplosione di una tipografia. Non ho abbastanza fede per credere a questo!
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    00 12/15/2015 1:08 PM
    Lo scienziato dell’informazione Hubert Yockey (che lavorò sotto Robert Oppenheimer sul Manhattan Project) chiarì che la comparazione che fanno scienziati come Dawkins e Meyer tra l’alfabeto (inglese) e l’alfabeto genetico non è semplicemente una analogia ma molto di più, è una netta corrispondenza. Scrive infatti: “È importante capire che non stiamo ragionando per analogie. L’ipotesi della sequenza si applica direttamente alla proteina e il testo genetico ugualmente al linguaggio scritto, dunque il modo in cui si tratta è matematicamente lo stesso”. L’implicazione è chiara: se un messaggio breve in Inglese (o in qualunque altra lingua) richiede intelligenza per essere composto, lo dovrà a maggior ragione essere anche un messaggio genetico lungo come migliaia di libri.
    L’origine dell’informazione genetica contenuta nella prima cellula vivente è solo il primo problema che gli atei devono affrontare. Spiegare l’informazione addizionale necessaria per costruire nuove forme di vita è soltanto un problema in più, che causa altri problemi per la visione materialistica.
    Ma andiamo più a fondo nella questione, analizzando i lavori di uno degli scienziati più esperti in questo campo: Werner Gitt.

    RIASSUNTO DELL’ARGUMENT FROM INFORMATION DI WERNER GITT
    Prima di iniziare è necessario definire due concetti: 1) che cosa sia una legge della natura e 2) che cosa sia l’informazione.
    1) Che cos’è una legge della natura:
    Se affermazioni del mondo osservabile possono essere consistentemente e ripetutamente confermate essere universalmente vere, le consideriamo leggi della natura. Le leggi della natura descrivono eventi, fenomeni e accadimenti che accadono consistentemente e ripetutamente. Sono quindi leggi universalmente valide. Possono essere formulate per entità materiali in fisica e chimica. Dato il loro potere esplicativo, le leggi della natura possiedono il più alto livello di affidabilità scientifica (ad esempio la legge della gravità è più certa di una teoria).
    Ecco alcuni degli attributi delle leggi della natura:
    a) Le leggi della natura non hanno eccezioni: Questa è forse la caratteristica più importante, infatti se stiamo parlando di una vera, non supposta legge della natura, allora le sue implicazioni non possono essere ignorate. Una sua caratteristica è quindi la sua immutabilità e la sua universalità. Una legge della natura infatti, può, per principio, essere confiutata da un singolo esempio contrario
    b) Le leggi della natura non cambiano nel tempo
    c) Le leggi della natura possono dirci se un determinato processo preso in considerazione può essere anche teoricamente possibile o meno
    d) Le leggi della natura esistono prima e sono indipendenti dalla loro scoperta e formulazione: Le leggi della natura sono fondamentalmente differenti dalle ipotesi, teorie e modelli, poiché queste ultime sono inventate dalle persone e non solamente formulate. La formulazione può comprendere anche una formula matematica, che però non è necessaria.
    e) Le leggi della natura possono sempre essere applicate con successo a situazioni sconosciute (è per questo che l’uomo è arrivato sulla Luna).
    Quando parliamo di leggi della natura, ci riferiamo quasi sempre alle leggi della fisica (come ad esempio la seconda legge della termodinamica) e della chimica (come ad esempio il principio di Chatelier). Tutte queste leggi si riferiscono solamente alla materia, ma asserire che il nostro mondo possa essere descritto solamente in termini di quantità fisiche significa assumere il naturalismo metodologico, ovvero l’atteggiamento con cui si presuppone l’inesistenza di entità non materiali. Ma ogni persona onesta ammette con se stessa che leggi della logica, il libero arbitrio e la coscienza esistono. Detto questo, diventa almeno possibile formulare delle leggi della natura per entità non materiali. La stessa procedura scientifica usata per identificare le leggi della fisica, è usata per identificare leggi del mondo non materiale, come, in questo articolo, faremo per l’informazione. Di conseguenza, gli attributi delle leggi della natura sopracitati valgono anche per le eventuali leggi non materiali. Le leggi riguardante la materia e l’immateriale avranno quindi le stesse condizioni e lo stesso potere di inferenza.
    Per poter vedere però se esistono leggi che governano l’informazione bisogna prima definire che cosa sia appunto questa informazione.
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    00 12/15/2015 1:09 PM
    2) Che cos’è l’informazione:
    a) L’informazione non è una proprietà della materia
    Il matematico americano Norbert Wiener disse questa frase citata spesso: “L’informazione è informazione, non è né materia e né energia (Wiener, N., Cybernetics, or Control and Communication in the Animal and the Machine, Hermann et Cie, The Technology Press, Paris, 1948).
    Con questo egli ha ammesso una cosa molto importante: l’informazione non è una entità materiale. Immaginate una spiaggia di sabbia, su cui, con le dita della mano vengono scritte diverse frasi. Il contenuto dell’informazione può essere capito, ma ad un certo punto, strofinando la sabbia, viene cancellato il messaggio. Una volta che la sabbia si è uniformata, viene scritta un’altra frase, e ciò viene fatto utilizzando lo stesso materiale della vecchia frase. Anche in seguito alla cancellatura e alla riscrittura, quindi alla distruzione e creazione di informazione, anche cambiando la quantità di informazione (frase più brevi o più lunghe), la massa della sabbia non si è mai alterata. L’informazione di per sé è quindi senza massa.
    Norbert Wiener ci ha detto che cosa l’informazione non è, ma che cos’è l’informazione?
    Poichè l’informazione non è una entità materiale, la sua origine non è spiegabile con processi materiali.
    Cosa crea e origina l’informazione? Cosa causa la scrittura di una lettera, di un libro o di un file? Il più importante prerequisito per la costruzione di informazione è la propria volontà, o la volontà della persona che affida l’elaborazione di tale informazione ad altri. L’informazione deriva sempre dalla volontà del mittente, essa non è costante, ovvero può essere deliberatamente incrementata e può essere modificata e distrutta.
    Per riassumere, l’informazione si origina solamente tramite volontà (intenzionalità e finalità)
    b) Una definizione di Informazione Universale
    Termini tecnici usati in ambito scientifico, come “energia” o “informazione”, sono alcune volte usati nel linguaggio quotidiano. Però se si vogliono formulare le leggi della natura, allora i termini delle entità alle quali si applicano devono essere non ambigui e chiari. Dunque si devono sempre definire tali entità con molta precisione. In linguaggio scientifico, il significato di un termine è nella maggior parte dei casi considerabilmente più specifico rispetto al suo campo semantico nel linguaggio quotidiano (cioè è un sottoinsieme). In questo modo, una definizione fa molto di più che semplicemente assegnare un significato; agisce anche per contenere o limitare quel significato. Una buona definizione di “leggi della natura” è una che ci permette di escludere tutti quelle categorie (domini) in cui le leggi della natura non sono applicate. Più chiaramente è possibile stabilire il dominio di una definizione, più le conclusioni saranno precise (e dunque certe).
    Ad esempio, nel linguaggio di tutti i giorni il termine “energia” può voler dire molte cose, possiamo infatti considerare una persona molto attiva come “energica”, ma la parola stessa è usata in fisica con un significato ben diverso (la capacità di compiere lavoro, ovvero la forza moltiplicata per la distanza). Il significato quindi, con una definizione specifica e non ambigua, si restringe notevolmente.
    Lo stesso deve essere fatto per il termine “informazione”: dobbiamo dire molto chiaramente che cosa sia l’informazione del contesto nel contesto delle leggi naturali. Abbiamo bisogno di criteri affinché si possa essere inequivocabilmente capaci di determinare se un sistema non conosciuto appartenga o meno al dominio della nostra definizione. La definizione seguente permette una sicura assegnazione in tutti i casi:
    L’informazione è sempre presente quando tutti i seguenti livelli gerarchici sono osservati in un sistema: statistica, cosintica (codice + sintassi), semantica, pragmatica e apobetica. Questi sono i 5 attributi distintivi dell’informazione, che ci permetteranno di formulare delle leggi. Se anche solo uno di questi attributi è assente in una entità, allora quella entità non può essere considerata “informazione”.
    Per distinguere il termine “informazione” intesa in senso comune da quello che stiamo andando a definire, chiameremo quest’ultimo “informazione universale” (IU).
    Quindi se tutti questi attributi si applicano al sistema in questione, allora possiamo essere certi che il sistema ricade all’interno del dominio della nostra definizione di informazione. Ne consegue quindi che per questo sistema tutte e sei le leggi della natura dell’informazione (che andremo a spiegare) si applicheranno.
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    00 12/15/2015 1:10 PM
    I CINQUE LIVELLI DI INFORMAZIONE UNIIVERSALE
    Statistica:
    Considerando un libro, un programma di un computer o il genoma di un essere umano possiamo porci la seguente domanda: Il testo, da quante lettere, numeri e parole è costituito? Quante lettere individuali dell’alfabeto (per esempio a, b, c, d… z per l’alfabeto romano, o G, C, A e T per l’alfabeto del DNA) sono utilizzati? Qual è la frequenza dell’utilizzo di certe lettere e parole? Per rispondere a questa domanda è irrilevante il fatto che il testo contenga significato o che sia totalmente insignificante o che sia composto da sequenze di simboli o parole ordinate in modo casuale. Il livello statistico infatti considera solo la quantità, ignorando totalmente l’aspetto contenutistico. Il livello statistico è il primo e più basso livello dell’informazione. Il livello statistico può essere visto come il ponte tra il mondo materiale e non materiale.
    L’informazione vista in chiave unicamente statistica fu concepita da Claude E. Shannon, ma per comprendere l’informazione universale, la sola statistica non è sufficiente.
    Cosintica (l’insieme di codice e sintassi):
    La cosintica include tutte le unità strutturali e proprietà usate nel processo della creazione di informazione.
    a) Codice:
    Un codice è unicamente definito un insieme di simboli astratti. Per astratto si intende che non hanno alcuna relazione intrinseca o somiglianza con la realtà che vogliono rappresentare.
    Da qui in poi useremo i cosiddetti “empirical statements” ovvero delle “asserzioni empiriche” (AE) non controversie prodotte dall’osservazione. Per comodità le chiameremo “AE”. Queste AE serviranno poi a formulare le “leggi dell’informazione”
    AE (Asserzione Empirica) 1: Un codice è un requisito essenziale per presentare un’informazione universale. Un codice è una condizione necessaria ma non sufficiente per identificare o generare un’informazione universale.
    AE 2: L’assegnazione e la determinazione dei significati a sequenze di simboli astratti sono processi intellettuali che dipendono da una convenzione.
    AE 3: Una volta che un codice è stato definito da una determinata convenzione (frutto di una progettazione), deve essere rispettato da allora in poi.
    AE 4: Se l’informazione è capita, il codice in questione deve essere noto sia al mittente che al ricevente.
    AE 5: Un sistema di codici è sempre il risultato di un processo intellettuale e dunque necessita di una intelligenza che l’ha originato.
    AE 6: Ogni sequenza di informazione universale (IU) può essere rappresentata da qualunque codice del sistema di IU (alfabeto italiano, morse, braille)
    b) Sintassi:
    Se guardiamo al testo di una qualsiasi lingua vediamo che solo certe combinazioni di lettere formano parole con un senso. Il motivo di tale fenomeno è che la lingua è determinata da una preesistente, premeditata e intenzionale convenzione. Tutte le altre possibili combinazioni non appartengono al lessico della lingua.
    La sintassi comprende tutte le caratteristiche strutturali del modo in cui è rappresentata l’informazione. Questo secondo livello coinvolge soltanto il sistema stesso dei simboli (il codice) e le regole per le quali i simboli e le catene di simboli sono combinati (grammatica, lessico). Questo è indipendente da ogni particolare interpretazione del codice.
    La sintassi è l’insieme di tutte le regole di un lingua (che sia linguaggio matematico, logico, naturale, del computer…). Essa può essere anche definita, in parte, come l’insieme delle regole grammaticali.
    Semantica: le sequenze dei simboli e delle regole sintattiche formano le condizioni necessarie per rappresentare l’informazione. Ma il punto critico riguardante la trasmissione dell’informazione non è il particolare codice scelto, nemmeno la dimensione, né il numero e né la forma delle lettere, nemmeno il metodo di transizione; è piuttosto la semantica (dal greco semantikos= significato) questo significa il messaggio che contiene, l’affermazione, il senso, il significato.
    L’informazione stessa non è mai l’oggetto attuale o l’atto, non è nemmeno una relazione (evento o idea), ma simboli codificati semplicemente rappresentano ciò che è discusso. Simboli di natura estremamente diversa giocano un ruolo sostitutivo nei confronti della realtà o di un sistema di pensiero. L’informazione è sempre una rappresentazione astratta di qualcosa di abbastanza differente. Per esempio, i simboli nel giornale di oggi rappresentano un evento accaduto ieri; questo evento non è contemporaneo; dunque potrebbe essere accaduto in un altro paese e non essere assolutamente presente dove e quando l’informazione è trasmessa. Le parole genetiche nelle molecole di DNA rappresentano gli specifici amminoacidi che saranno usati in futuro per la sintesi di molecole di proteine.
    AE 7: Un aspetto importante dell’Informazione Universale è che è stata trasmessa da qualcuno e che è stata progettata per qualcuno. Un mittente e un ricevente sono sempre implicati quando vi è Informazione Universale.
    AE 8: La semantica è un attributo necessario per l’Informazione Universale.
    AE 9: l’Informazione Universale ci porta a ritroso verso una sorgente intellettuale (mittente), ciò si deduce ripercorrendone all’indietro i passi lungo la catena di trasmissione.
    AE 10: l’Informazione Universale non può essere originata da processi fisici e chimici casuali e non guidati.
    Pragmatica:
    La pragmatica è l’azione che mittente si aspetta o desidera dal ricevente. L’azione che si aspetta nel messaggio può essere sia implicita che esplicita. L’informazione richiede un’azione. In questo contesto è irrilevante se il ricevente dell’informazione agisce nel modo desiderato dal mittente dell’informazione, o agisce nel modo opposto, o non agisce.
    Qualsiasi trasmissione di informazione è tuttavia associata con l’aspettativa, dalla parte del mittente, di generare un particolare risultato o effetto sul ricevente. Anche lo slogan pubblicitario più breve è studiato per avere un effetto in chi riceve il messaggio affinché compri un determinato prodotto piuttosto che un altro. Abbiamo dunque raggiunto un livello totalmente nuovo sul quale opera l’informazione, che noi chiamiamo pragmatica (dal greco pragma=azione). Il mittente è anch’esso coinvolto in un’azione finalizzata per realizzare il suo desiderio (esempio: profitto o vendite), cercando dunque di progettare il messaggio migliore (semantica) e trasmettendolo in modo che si diffonda il più possibile attraverso giornali, televisione, ecc
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    Credente.
    00 12/15/2015 1:11 PM
    Quindi, tramite ripetute osservazioni, possiamo postulare queste asserzioni empiriche:
    AE 11: L’IU possiede sempre un attributo pragmatico
    AE 12: L’IU è inviata per portare il ricevente a eseguire un certa azione o rispondere in qualche modo desiderato.
    AE 13: Quando l’attributo pragmatico dell’IU è espresso nel mondo materiale richiede sempre una macchina (corpo umano, computer, ecc.), intesa come uno strumento materiale che richiede energia per eseguire funzioni specifiche.
    AE 14: L’IU e l’atto creativo sono richiesti per la progettazione e la costruzione di tutte le macchine.
    AE 15: L’esistenza di un macchinario funzionante invariabilmente significa che l’IU sta influenzando, o ha influenzato, il mondo materiale.
    AE 16: Le macchine operano all’interno delle leggi fisico-chimiche della materia (massa e energia).
    AE 17: Le macchine causano la materia a funzionare con consistenza in modi specifici producendo risultati consistenti, che non si sarebbero mai potuti ottenere solamente con processi fisico-chimici non guidati (casuali).
    Apobetica:
    Siamo già giunti alla conclusione che per ogni informazione il mittente sta cercando di realizzare un fine. Siamo ora arrivati all’ultimo è più alto livello di informazione sul quale opera l’informazione, si chiama apobetica (quella parte dell’informazione che ha a che fare con il fine, il risultato stesso). L’autore Werner Gitt inventò questo termine “apobetica” (dal greco apobeion=risultato, conseguenza). Il risultato del ricevente è fondato sul fine desiderato dal mittente: ciò vuol dire che è presente un piano. L’aspetto apobetico dell’informazione è il più importante dei cinque livelli poiché riguarda la questione del risultato (conseguenza) desiderato dal mittente.
    Negli articoli più sbalorditivi di Alex Williams “Inherance of biological information”, l’autore ha spiegato questi cinque livelli applicati all’informazione biologica. Usando gli ultimi quattro livelli sopra citati siamo riusciti a sviluppare una definizione univoca dell’informazione: un messaggio codificato, rappresentato simbolicamente che trasmette una richiesta di azione e un fine premeditato. Si definisce ogni entità che corrisponde a questa definizione con la sigla (IU) che significa “informazione universale”
    AE 18: Ogni pezzo di Informazione Universale ha uno scopo (è teleologico).
    AE 19: La qualità teleologica dell’Informazione Universale è il livello più importante poiché comprende sia le intenzione iniziali che le ultime del mittente.
    AE 20: Le cinque qualità dell’Informazione Universale (statistica, cosintica, semantica, pragmatica, apobetica) sono valide sia per il mittente che per il ricevente.
    AE 21: All’interno dell’Informazione Universale i livelli della cosintica, della semantica e della pragmatica sono interconnessi in tal modo che ogni livello inferiore sia un prerequisito necessario per la realizzazione del livello superiore.
    AE 22: Sebbene la qualità apobetica sia raggiunta per ultima, è concepita nella mente del mittente per prima ed è l’impulso iniziale per il messaggio (l’Informazione Universale) e per gli effetti successivi.
    AE 23: Non vi sono alcune leggi naturali conosciute attraverso le quali la materia da sola potrebbe dare vita a Informazione Universale, e non vi sono nemmeno processi fisici casuali o fenomeni materiali che sono capaci di farlo.
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    Credente.
    00 12/15/2015 1:12 PM
    L’IU potrebbe esser confusa con un oggetto che mostra evidenza della sua progettazione. Dato che abbiamo visto che l’IU ha una causa intelligente, si potrebbe credere che anche un motorino, un vaso o qualsiasi altra cosa che mostra segni di un progetto sia IU. Ma questo non è vero, poiché, anche se una moto evidentemente è stata progettata da un intelligenza, non soddisfa tutti e 5 i livelli di IU.

    LEGGI SCIENTIFICHE DELL’INFORMAZIONE (LSI)
    Ora descriveremo le sei leggi più importanti leggi della natura riguardanti l’informazione
    LSI-1
    L’informazione universale è un’entità fondamentale non materiale.
    Il materialismo, anche se è diventata la visione dominante, è un dogma ingiustificato.
    La realtà in cui viviamo è divisibile in due categorie fondamentali: quella materiale e quella non materiale.
    La materia necessita di una massa, che può essere pesata in un campo gravitazionale. Invece, tutte le entità non materiali (informazione, coscienza, volontà, intelligenza…) sono prive di massa e quindi non hanno peso. L’informazione è sempre basata su un’idea, che è anch’essa priva di massa e non nasce da processi chimici e fisici. L’informazione non è inoltre correlata con la materia nello stesso modo in cui lo è l’energia, l’elettricità o la quantità di moto). Tuttavia, l’informazione è immagazzinata, trasmessa e espressa tramite la materia e l’energia.
    Distinzione tra entità materiai e non materiali
    Condizione Necessaria (CN): Che un entità immateriale debba essere priva di una massa (CN: m=0) è certamente una condizione necessaria, ma non è una condizione sufficiente, ovvero non basta che sia solo senza massa per essere considerata immateriale. Per essere precisi, “la condizione sufficiente” deve anch’essa essere riscontrata.
    Condizione Sufficiente (CS): Una entità può essere considerata essere immateriale se non ha alcuna correlazione fisica o chimica con la materia. Questo è sempre il caso se ci si imbatte in queste quattro condizioni (che sono oltre che sufficienti, anche necessarie):
    CS1: L’entità non ha alcuna interazione fisica o chimica con la materia (es. un sasso che sottostà alla legge della gravità, l’idrogeno che si combina con l’ossigeno creando l’acqua).
    CS2: L’entità non è una proprietà della materia (es. rigidità, densità, colore ecc.)
    CS3: L’entità non si origina dalla pura materia (es. particelle elementari come elettroni possono essere emesse da materia preesistente)
    CS4: L’entità non è correlata con la materia (es. L’energia è correlata con la massa e dunque è materiale)
    Un esempio particolare sono i fotoni che sono particelle prive di massa però sono in contrasto con le CS (condizioni sufficienti) poiché interagiscono con la materia e possono essere correlati e originati dalla materia.
    L’informazione dipende sempre da una idea; è senza massa e non è originata da un processo chimico o fisico. La condizione necessaria (NC: m=0) e tutte le quattro condizioni sufficienti (dalla SC1 alla SC4) sono riscontrate (nell’informazione) e dunque l’informazione universale è un’entità immateriale. Il fatto che richieda materia per essere immagazzinata e trasportata non la trasforma in materia. Dunque possiamo constatare: L’Informazione Universale è un’entità immateriale poiché adempie entrambe le condizioni necessarie:
    È senza massa; e
    Non è correlata fisicamente o chimicamente con la materia.
    Occasionalmente può capitare che qualcuno affermi che sia una entità fisica (e dunque materiale); ma, tenendo conto del LSI-1, l’informazione è chiaramente una entità immateriale.
    Vi è inoltre un’altra giustificazione molto potente per constatare che l’informazione non possa essere una grandezza fisica. Il Sistema Internazionale (SI) di Unità di Misura ha identificato sette unità fondamentali: massa, lunghezza, intensità di corrente elettrica, temperatura, quantità di sostanza, intensità luminosa, e l’intervallo di tempo. Tutte le grandezze fisiche possono essere espresse in base a una di queste 7 unità fondamentali (es. area= lunghezza x lunghezza) o da una combinazione (moltiplicazione o divisione) fra loro (es. la quantità di moto= massa x lunghezza /tempo). Tutto ciò non è possibile nel caso dell’informazione e dunque l’informazione non è una grandezza fisica!
    AE 24: L’informazione Universale (IU) è una entità non materiale poiché non possono essere applicate le unità del SI (Sistema Internazionale) e soddisfa tutte e cinque le condizioni per non essere una entità materiale
    LSI-2
    Un’entità materiale non può generare un’entità immateriale
    Nella nostra esperienza comune osserviamo che un albero di mele produce mele, un albero di pere produce pere, e i semi del cardo daranno vita a loro volta ad un cardo. In modo simile i cavalli danno vita a puledri, le mucche danno vita ai vitelli e le donne ai bambini umani. Così anche possiamo osservare che qualcosa che è solamente materiale non crea mai qualcosa di non materiale. L’universale e osservabile verdetto del LSI-1 può ora essere formulato in una forma più specializzata arrivando dunque al LSI-2.
    AE 25: L’informazione universale, un’entità fondamentale non materiale, non è né una proprietà della materie e né è correlata ad essa. Quindi processi puramente materiali sono esclusi come possibili cause dell’origine dell’IU.
    LSI-3
    L’Informazione Universale non può essere creata da processi statistici
    La teoria dell’evoluzione asserisce che l’informazione può formarsi dalla materia senza alcun intervento intelligente. Questa asserzione deve però essere dimostrata, ed è per questo che gli evoluzionisti hanno proposto due modelli, che però non fanno altro che sottolineare la fragilità di questa teoria. I loro tentativi di spiegazione sono numerosi, ma nessuno ha prodotto evidenza empirica che un codice si possa formare dalla pura materia.
    I modelli della nascita di informazione si possono classificare in due forme di esperimenti: la “Selezione cumulativa” e gli “Algoritmi genetici”.
    a) La Selezione cumulativa= Il neo darwinista ateo Richard Dawkins presenta il seguente esperimento: usando un particolare software, Dawkins utilizza una sequenza casuale di 28 lettere (spazi compresi) e prova a produrre, tramite ricombinazioni casuali (che possono essere paragonate a mutazioni e selezione naturale), la frase di Shakespeare: “Methinks it is like a weasel”. La sequenza casuale di partenza con la precisa lunghezza della frase da raggiungere è copiata e ricombinata ripetutamente, permettendo ogni volta che si verifichino certi errori (l’equivalente delle mutazioni nella realtà). Il programma seleziona i cambiamenti che man mano si accumulano all’interno delle frasi copiate, trattenendo i cambiamenti che man mano formerebbero la frase di Shakespeare.
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    Credente.
    00 12/15/2015 1:14 PM

    formerebbero la frase di Shakespeare.



    Obbiettivo:

     


     


    M E T H I N K S   I T   I S   L I K E   A   W E A S E L
    Frase di partenza: W D L T M N L T   D T J B K W I R Z R E Z L M Q C O   P
    Tentativo #1 S E E   S N X D   E T H A I Y G S W C W V F C Q C Q M Z
    Tentativo #2 F E I Q G N I C   A T Z T L M M X L T K K G G B V W I L
    Tentativo #3   E S N W N J E   Y T N V Q J Z K I F U Y D Y Q Y U I L
    Tentativo #4 O E W E V N L O   B T B W   A R Z D K N Y E W R G B Y L
    Tentativo #5 N E S B A N Z F   Y T M E H U X G J X X L Q W F Z G A L
     …
    Tentativo #40 M E T H I N K S   I T   I S   P I K E   A E W E C S E L
     …
    Tentativo #164 M E T H I N K S   I T   I S   L I K E   A   W E A S E

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    Credente.
    00 12/15/2015 1:18 PM
    L’errore logico dietro questo tentativo di dimostrare la capacità di creare informazione è plateale: primo, e già questo sarebbe sufficiente a difendere l’Argument from information, parte già con un codice (in grado di essere copiato). Dimostrare come sia venuto un libro spiegando quel libro con un altro libro non è la mossa più intelligente.
    Secondo egli utilizza un software che è programmato per raggiungere la frase di Shakespeare. Il suo intero programma si basa su questo: man mano seleziona i cambiamenti di lettere utili per la creazione della frase finale. La frase “Methinks it s like a weasel” sarà infatti sempre il risultato finale del processo, che seleziona e accumula in vista di questa frase. Chiaramente però il processo evoluzionistico non ha impostata una frase da raggiungere, e non ha nessun motivo per preservare tutti i tentativi prima del 164°. Per questo semplice motivo è evidente che nessuna informazione, anche a livello teorico e matematico, è stata creata con questo processo, ma bensì l’informazione esisteva già. Il risultato che Dawkins deve ottenere esisteva già grazie a un atto di intelligenza (necessaria per la creazione dell’informazione stessa), e poi non ha fatto altro che permettere che un programma scegliesse in modo progettato le lettere giuste per la frase.
    Ad esempio. Come si vede nella tabella, la “N” evidenziata era già nel posto giusto per raggiungere la frase impostata come target, per questo è stata mantenuta sino ad arrivare alla frase finale. Detto questo diventa evidente come il target esistesse già e, con questo, tutti i cambiamenti erano mantenuti o scartati in vista di quel cambiamento. Spiegare quindi l’origine della frase “Methinks it s like a weasel” semplicemente nascondendola non è la soluzione.
    Per un maggiore approfondimento sull’esperimento di Dawkins leggere “Dawkins’ weasel revisited” di Royal Truman.
    b) Gli Algoritmi genetici: Allo stesso modo, gli algoritmi genetici,, che funzionano in modo lievemente diverso dall’esperimento di Dawkins, necessitano, per raggiungere un obbiettivo, che questo obbiettivo sia già stato inserito da un mittente intelligente.
    LSI-4
    L’Informazione Universale può essere prodotta solamente da un mittente intelligente
    La domanda è cos’è un mittente intelligente? Esistono certi attributi richiesti per definire un mittente intelligente:
    Definizione 1: Un mittente intelligente così come menzionato nel LSI-4 è: Cosciente, è dotato di un volontà propria, ha un potere creativo, pensa autonomamente, agisce con finalità.
    AE 26: L’IU è un prodotto della volontà (intenzionalità)
    LSI-4 è una legge molto generale da cui possono derivare diverse leggi specifiche. Nella prossima sezione presenteremo quattro formule più specifiche (da “LSI-4a” fino a “LSI-4d”).
    LSI-4a
    Qualsiasi codice è basato su un accordo reciproco tra i mittente e il ricevente
    La caratteristica essenziale di un codice e di un simbolo (lettera) è che un tempo fu liberamente e intenzionalmente definito (costruito). Quindi la creazione di un qualsiasi codice richiede un mittente intelligente.
    In questo modo, l’insieme di simboli creati all’interno del codice rappresenta tutti i simboli permessi (per definizione). Sono strutturati in modo che adempiano, al meglio possibile, il loro scopo progettato (es. uno scritto per i non-vedenti come il Braille deve essere sufficientemente riconoscibile al tatto; i simboli musicali devono essere in grado di descrivere la durata e il tono delle note; i simboli chimici devono essere in grado di designare tutti gli elementi). Nel caso del DNA il ricevente è l’intero sistema di traduzione e trascrizione che è in grado di “leggere” ciò che è scritto nel DNA.
    Un segnale osservato può dare l’impressione di essere composto da simboli, ma se può essere mostrato che il segnale sia un proprietà fisica o chimica del sistema, allora l’attributo del fondamentale “accordo reciproco” è assente, e il segnale dunque non è un simbolo (data la nostra definizione).
    LSI-4b
    Non può crearsi nuova informazione senza un mittente intelligente.
    Il processo di formazione di nuova informazione, diversamente da un’informazione semplicemente copiata o modificata casualmente (ad esempio nel caso della copiatura, un macchinario, che non è mai dotato di intelligenza, è in grado di copiare l’informazione; le mutazioni, anch’esse non intelligenti, sono un classico esempio di modificazione di informazione con effetti di distruzione e non costruzione di informazione), dipende sempre dall’intelligenza e dal libero arbitrio. Una sequenza di caratteri è selezionata da un insieme di simboli a disposizione liberamente e intenzionalmente definiti cosicché la risultante sequenza di caratteri rappresenti tutti i 5 livelli dell’informazione. Poiché questo non può essere ottenuto da processi casuali, deve esserci sempre un mittente intelligente. Un importante aspetto di questo è l’applicazione della volontà, cosicché possiamo anche dire che l’informazione non può essere creata senza volontà (libero arbitrio).
    LSI-4c
    Tutti i mittenti che creano IU (Informazione Universale) hanno una componente non materiale
    Questa legge si può formulare grazie alle seguenti asserzioni empiriche
    AE 27: Ogni pezzo di IU rappresenta uno sforzo intellettuale, che può essere tracciato sino ad arrivare ad un ideatore dotato di personalità che esercita volontà e intelligenza
    AE 28: Nuova IU può solo originarsi da un processo di pensiero creativo
    AE 29: IU si origina solo da una componente non materiale del mittente intelligente
    LSI-4d
    Tutta la catena di trasmissione di informazione può essere tracciata sino ad arrivare al mittente intelligente.
    Questa legge possiamo formularla in vista delle asserzioni empiriche (AE) n° 9, 28 e 29
    E’ utile fare una distinzione tra il mittente originale e quello intermedio. Intendiamo per mittente originale l’autore dell’informazione, che deve sempre essere un individuo dotato di intelligenza e volontà. Se, dopo il mittente originale, si susseguono una catena di macchinari (trasmettitori intermedi), l’ultimo macchinario potrebbe essere erroneamente considerato l’autore del messaggio. Il mittente originario è spesso non visibile (pensate ad esempio ad un autore deceduto di un libro). Il fatto che non sia visibile, non influenza l’inferenza (constatazione) che noi facciamo.
    Alcune volte l’informazione ricevuta è stata potata tramite diversi intermediari, e anche in questo caso ci deve essere stato il mittente originario. Pensate ad esempio ad una radio: noi riceviamo informazione udibile dagli auto parlanti, ma questi non sono la causa e l’origine dell’informazione, nemmeno la torre di trasmissione, anche essa fa parte della catena di trasmissione. A monte di questa catena c’è sempre un mittente intelligente. Ci sono altri innumerevoli esempi come il sistema di pulizia della autovettura: qualcuno potrebbe pensare che il computer all’interno del macchinario sia l’autore del programma, ma chiaramente non è così, lo è un ingegnere Allo stesso modo la molecola del DNA: l’informazione genetica è inscritta in un substrato fatto di materia, ma questo substrato non è il mittente originario, ma bensì quello intermedio.
    Il mittente intermedio può quindi essere sia una persona e sia un macchinario.
    LSI-4e
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    Credente.
    00 12/15/2015 1:19 PM
    Attribuire significato ad un insieme di simboli e determinare il significato dell’insieme, sono un processi intellettuali che richiedono intelligenza
    Questa legge può essere dedotta da AE 2.
    Abbiamo ora definito i cinque livelli (statistica, sintassi, semantica, pragmatica e apobetica) sui quali l’Informazione Universale opera. Usando LSI-4d possiamo fare la seguente generale osservazione: questi cinque aspetti sono rilevanti sia per il mittente che per il ricevente.
    Origine dell’informazione: LSI-4d descrive la nostra esperienza di come ogni informazione viene in esistenza. Primo, attingiamo da un insieme di simboli (caratteri) che sono stati definiti secondo il LSI-4a. Poi utilizziamo un simbolo dopo l’altro per creare unità di informazione (come parole, frasi). Questo non è un processo casuale, ma richiede l’applicazione di una intelligenza. Il mittente ha la conoscenza della lingua che sta usando e conosce quali simboli gli servono per creare il significato che vuole trasmettere. In seguito, la connessione tra ogni simbolo dato e il significato non originariamente determinato dalle leggi della fisica e dell’energia. Per esempio, non vi è assolutamente nulla di fisico delle lettere “c, a, n, e” che necessariamente le causò ad essere associate con l’animale di compagnia (appunto il cane).
    Il fatto che ci siano altre parole per indicare “cane” nelle altre lingue dimostra che l’associazione tra una parola e il suo significato è mentale invece che fisica/energetica. In altre parole, l’originale la nascita dell’informazione è un processo intellettuale.
    LSI-5
    Possiamo formulare le seguenti leggi dell’informazione grazie alle Asserzioni Empiriche AE 13, AE 14, AE 15, AE 16, AE 17
    Quando l’attributo pragmatico dell’IU è espressa nel mondo materiale, richiede sempre un macchinario.
    LSI-5a
    Informazione universale e potere creativo sono richiesti per la progettazione e la costruzione di tutti i macchinari.
    LSI-5b
    L’esistenza di un macchinario funzionante significa che per forza l’informazione universale sta influenzando, o ha influenzato, il mondo materiale.
    LSI-5c
    Macchinari, una volta costruiti operano esclusivamente all’interno delle leggi fisico-chimiche della materia.
    LSI-5d
    I macchinari causano la materia a funzionare in modi specifici, e con consistenza producono risultati mai raggiungibili da soli processi chimici-fisici non guidati.
    LSI-6
    La quantità di IU esistente immagazzinata in un medium materiale non aumenta mai nel tempo tramite processi puramente chimici fisici, ma è sempre ridotta nel tempo da processi chimici fisici non guidati.
    Per un maggior approfondimento su questo punto leggere il nostro articolo “Introduzione all’Anti Evoluzionismo Parte 1”.
    Infine facciamo tre constatazioni che hanno un’importanza fondamentale
    Constatazione C1: macchinari tecnici e biologici possono immagazzinare, trasmettere, decodificare e tradurre informazione senza conoscerne il senso e lo scopo.
    Constatazione C2: l’informazione è il fondamento immateriale per tutti I sistemi tecnologici e biologici.
    Vi sono numerosi sistemi che non posseggono la loro propria intelligenza ma tuttavia possono trasferire o immagazzinare informazione o dirigere dei processi. Alcuni di questi sistemi sono inanimati (es. computer collegati alla rete, processi di controllo in industrie chimiche, sistemi automatici di produzione, strutture per il lavaggio dell’autovettura, robots); altri invece sono animati (es. processi delle cellule controllati dall’informazione, o la “Danza dell’ape”).
    È importante riconoscere che l’informazione biologica differisce dall’informazione generata dall’uomo in tre punti essenziali:
    1) Nei sistemi viventi troviamo la più alta densità di informazione conosciuta (per maggiori informazioni p.271-290 Without Excuse).
    2) I programmi nei sistemi viventi ovviamente mostrano un altissimo livello di sofisticatezza. Nessuno scienziato può spiegare il programma che produce un insetto che sembra come una foglia appassita. Nessun biologo comprende il secreto di un orchidea che è formato, colorato, e ha lo stesso odore di una vespa femmina. Noi siamo capaci di pensare, provare emozioni, desiderare, credere e sperare. Siamo in grado di maneggiare una cosa tanto complessa come il linguaggio, ma siamo spaventosamente lontani dal comprendere come il processo di controllo dell’informazione sviluppi il cervello nell’embrione. L’informazione biologica mostra una sofisticatezza che è incomparabile a quella umana.
    3) Quasi tutti le ingegnose idee e programmate che troviamo in organismi viventi sono difficilmente, o al meglio solo parzialmente, capiti da noi tutti. Fare una replica è impossibile.
    Constatazione C3: L’immaganizzamento e la trasmissione dell’informazione necessita un medium materiale.
    Immagina dell’informazione scritta su una lavagna. Adesso cancella la lavagna con uno straccio. L’informazione è sparita, anche se le particele del gesso sono rimaste. Il gesso in questo caso era il necessario (medium) materiali, ma l’informazione era rappresentata dalla disposizione articolare delle particelle, e questa disposizione non si è formata per caso, ebbe infatti un’origine mentale.
    La stessa informazione sarebbe potuta essere immagazzinata con segnali di fumo tramite la particolare disposizione di nuvole di fumo, nella memoria di un computer, allineando delle rocce che formando così l’alfabeto morse. Detto questo è chiaro che la quantità o il tipo di materia su cui essa risiede non è la questione. Anche se l’informazione richiede un substrato materiale per l’immagazzinamento e la trasmissione, l’informazione non è una proprietà della materia. Allo stesso modo, l’informazione risedente negli essere viventi è presente nella molecola del DNA (e nell’RNA), ma non è una proprietà inerente della fisica e della chimica del DNA come non lo era il messaggio sulla lavagna (che non era una proprietà intrinseca del gesso).
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    Credente.
    00 12/15/2015 1:20 PM
    CONCLUSIONE
    Il DNA ricade nella nostra definizione di Informazione Universale. Infatti soddisfa tutti e 5 i livelli:
    Statistica
    Cosintica (codice + sintassi): Il codice genetico, infatti il DNA contiene parole della lunghezza di tre lettere (i codoni) regolati da precise regole
    Semantica (significato): Descrizione delle sequenze di aminoacidi per la formazione delle proteine (processo of trascrizione) e comandi per la costruzione degli organi
    Pragmatica (azione): Sintesi proteica nelle cellule (processo di traduzione), costruzione dell’intero organismo, realizzazione di tutte e funzioni biologiche
    Apobetica (scopo, risultato): Esistenza della vita

    IMPLICAZIONI DELLE LEGGI DELL’INFORMAZIONE UNIVERSALE: DIO ESISTE
    1) Esiste un mittente intelligente che ha creato l’informazione genetica
    a) L’informazione universale può solo essere creata da un mittente intelligente (LSI-4)
    b) L’informazione contenuta/espressa nel sistema di sintesi proteica del DNA/RNA è IU (Informazione Universale) poichè rientra all’interno della definizione di IU
    c) Quindi l’IU contenuto nel DNA/RNA deve essere stato creato da un mittente intelligente
    Ricordiamoci che tutti i tentativi evoluzionistici di spiegare la presenza di IU negli esseri viventi presuppongono già l’esistenza dell’IU (per far evolvere un organismo da un altro l’IU deve già esistere) assieme a tutto il sistema di trascrizione e traduzione. L’evoluzione cerca quindi di spiegare lo sviluppo dell’informazione, e non la sua origine. Inoltre, come abbiamo accennato nei nostri due articoli “Introduzione all’Anti Evoluzionismo Parte 1 e 2” abbiamo dimostrato come, oltre al fatto che non c’è mai stato un esempio di aggiunta di informazione il suo sviluppo è matematicamente impossibile (esperimento di Douglas Axe).
    Nei prossimi articoli, analizzando il problema dell’origine della prima vita, dimostreremo come ogni modello di origine della vita necessiti già dell’informazione.
    2) Questo mittente è altamente intelligente
    a) L’IU finalizzata alla tecnologia dei macchinari è impossibile senza un mittente intelligente (LSI-4) (nel caso degli esseri viventi, quando si parla di macchinari, ci si riferisce al sistema di traduzione e trascrizione che in futuro spiegheremo).
    b) La densità e la complessità dell’IU nel sistema di sintesi proteica (appunto di traduzione e trascrizione) presente nei nostri corpi ha una complessità enormemente più alta dell’IU prodotto dagli umani per un macchinario (il software per un computer ad esempio).
    c) Quindi il mittente dell’IU espresso nel sistema di sintesi proteica deve essere altamente intelligente.
    Questo punto è di fondamentale importanza, e per la sua evidente validità, ha portato a tanti atei, su tutti Dawkins e Francis Crick, a credere che effettivamente l’informazione universale (assieme al suo sistema di traduzione e trascrizione) della prima forma di vita è stata creata da un essere incredibilmente intelligente. Ma questo essere per loro non è Dio, ma bensì una forma di vita aliena molto evoluta. Questa teoria, che purtroppo potete trovare nei libri di scienze delle scuole superiori, è a dir poco “non esplicativa”, poiché non fa che spostare il problema. Infatti si dovrebbe poi spiegare l’origine dell’IU all’interno degli alieni, e se si volesse spiegare poi l’origine dell’IU degli alieni con altri alieni si cadrebbe in una regressione infinita, in cui si postulerebbero infinite cause, ma questo ha due problemi 1) Postulare infinite cause implica non arrivare mai all’effetto in questione (il DNA e l‘RNA) poiché ci sarebbero infinite cause che precedono questo effetto, impedendo così di arrivare all’effetto in questione (filosoficamente parlando non può esistere un infinito attuale ma solo potenziale); 2) Abbiamo evidenza scientifica (basti pensare a coloro che sostengono il Big Bang) che l’universo abbia avuto un inizio. L’inizio dell’universo interrompe per forza la regressione infinita.
    3) Questo mittente possiede un potere creativo altissimo
    a) La pragmatica (l’azione che l’IU si aspetta che venga compiuta) è sempre adempiuta da macchinari (LSI-5) e ciò richiede IU ed un potere creativo per la loro progettazione e costruzione (LSI-5a).
    b) Il sistema di sintesi proteica del DNA e del RNA contiene macchinari biomolecolari estremamente complessi che richiedono un potere creativo che supera altamente quello umano.
    c) Quindi il mittente (la causa) dell’UI nel sistema di sintesi proteica deve possedere un potere creativo molto alto.
    Per sistema di sintesi proteica intendiamo tutti quei macchinari complessi finalizzati ad utilizzare l’informazione genetica (leggerla, trascriverla per creare le proteine). Diversamente dall’Argument from Design che in futuro analizzeremo, non stiamo dimostrando come i macchinari in quanto macchinari debbano essere stati creati, ma bensì macchinari, in quando intrinsecamente correlati e finalizzati a supportare l’IU (entità che abbiamo dimostrato essere creata). La loro interdipendenza infatti (senza uno l’altro non ha un’utilità all’interno dell’organismo, l’informazione costruisce le macchine, e le macchine costruiscono l’informazione) dimostra come, se, dal momento che uno dei due (l’IU) è stato creato, allora anche l’altro (i macchinari di sintesi) è stato creato. Nell’Argument from Design dimostreremo come questi macchinari cellulari siano stati creati senza fare uso dell’IU (da spiegare e approfondire). Ad esempio, se dimostriamo che un tasto di un telecomando è stato creato da una persona è ragionevole credere che l’intero telecomando lo sia stato, poiché quest’ultimo lavora sinergicamente con esso (nell’Argument from Design si dimostra la progettazione del telecomando senza partire del tasto). Infatti si può constatare come la macchina sia sempre progettata per supportare l’IU; non è mai una casualità la loro collaborazione.
    Per una breve sintesi della complessità del sistema di sintesi proteica “Without Excuse” p. 155-182, 189-191.
    4) Questo mittente ha una componente immateriale
    a) Tutti i mittenti che creano IU hanno una componente non materiale (quindi anche l’uomo) (LSI-4c).
    b) IU è espressa (conveyed) nel sistema di sintesi proteica del DNA/RNA.
    c) Quindi, il mittente intelligente dell’originale IU (conveyed) dal sistema di sintesi proteica ha una componente non materiale
    Deduciamo questo per LSI-1 e LSI-2
    Conclusione: Esiste un essere incredibilmente intelligente, con un altissimo potere creativo, una componente immateriale e questo mittente non può essere un altro essere vivente.
    Questa prova non dimostra tutti gli attributi di Dio (la sua onniscienza e onnipotenza) ma assieme, alle alte prove, in parte già analizzate, ci permette di dimostrare Dio tramite una corroborazione da più argomentazioni che dimostrano i diversi attributi di Dio.
    Werner Gitt, inoltre trae diverse conclusioni, utilizzando gli altri LSI, qui non riportate, basate sull’IU che noi esseri viventi possediamo, come l’impossibilità dell’evoluzionismo, la falsità del materialismo ecc.