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COME CONIUGARE LA FEDE CON LA VITA QUOTIDIANA

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    10 7/15/2015 1:38 PM


    Come integriamo la nostra fede nel nostro quotidiano?

    Se ci pensate, molti di noi trascorrono la maggior parte della propria vita adulta (da svegli) sul posto di lavoro. Una tipica giornata lavorativa di otto ore è un terzo della giornata, con gli altri due terzi dedicati a sonno, famiglia, amici, fede e così via. Nella pratica della nostra fede, consideriamo il luogo di lavoro un'opportunità per essere aperti circa le nostre convinzioni cattoliche o ignoriamo questo momento fondamentale e pensiamo ad essere cattolici solo nelle restanti 16 ore della giornata?

    Sospetto che molti di noi concorderanno sul fatto che il luogo di lavoro viene oggi percepito come un ambiente in cui non è facile essere aperti circa le nostre convinzioni cristiane. La correttezza politica e rigide politiche imprenditoriali hanno portato molti di noi a dividere in compartimenti la propria fede in modo insano e innaturale. Sento spesso dire “Quando arrivo al lavoro lascio la mia fede alla porta”, ma come si può separare il nostro essere spirituale da quello fisico?

    Nella Gaudium et Spes, il Concilio Vaticano II ha affermato che “la dissociazione, che si costata in molti, tra la fede che professano e la loro vita quotidiana, va annoverata tra i più gravi errori del nostro tempo... Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza eterna. Gioiscano piuttosto i cristiani, seguendo l'esempio di Cristo che fu un artigiano, di poter esplicare tutte le loro attività terrene unificando gli sforzi umani, domestici, professionali, scientifici e tecnici in una sola sintesi vitale insieme con i beni religiosi, sotto la cui altissima direzione tutto viene coordinato a gloria di Dio” (n. 43).

    Come possiamo superare gli ostacoli secolari alla nostra fede e abbracciare pienamente Cristo in ogni aspetto della nostra giornata, soprattutto il lavoro?

    Essere cattolici a lavoro è per molti un'idea scoraggiante, e il pensiero di agire, pensare e vivere attraverso la lente della nostra fede è un concetto estraneo. Nella mia professione, incontro moltissimi uomini e donne d'affari che percepiscono erroneamente la “fede al lavoro” come condurre studi biblici nella sala relax dopo pranzo o evangelizzare ad alta voce i colleghi. Ci succede raramente di pensare che i nostri percorsi di fede, l'esempio che diamo agli altri e la gioia ispirata da Cristo che dovremmo irradiare siano i modi più efficaci per condividere la nostra fede. Permettere agli altri di vedere Gesù Cristo all'opera in noi è una forma potente di testimonianza che attirerà altri che vogliono ciò che abbiamo noi nella vita.

    Pensiamo alle parole di papa San Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica Christifideles laici: “La formazione dei fedeli laici ha come obiettivo fondamentale la scoperta sempre più chiara della propria vocazione e la disponibilità sempre più grande a viverla nel compimento della propria missione” (n. 58). “I fedeli laici 'sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall'interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo mediante l'esercizio della loro funzione propria e sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a rendere visibile Cristo agli altri, principalmente con la testimonianza della loro vita e con il fulgore della fede, della speranza e della carità'” (n. 15).

    La missione dei fedeli laici ci costringe a considerare il luogo di lavoro come terreno fertile in cui possiamo svolgere l'opera di Dio. Come sappiamo da numerosi passi delle Scritture e dall'insegnamento della Chiesa, siamo tutti chiamati a condurre una vita di santità e ad essere testimoni di Cristo. Le nostre azioni sul luogo di lavoro diventano quindi necessariamente una componente fondamentale della risposta a quella chiamata.

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    00 7/15/2015 1:41 PM
    Ostacoli all'integrazione

    Ci sono numerosi ostacoli al modo di raggiungere l'integrazione della nostra fede nel nostro lavoro, ma in base alla mia esperienza quelli principali sono tre: silos, tempo e resa.

    Ostacolo 1: Silos

    La dichiarazione citata in precedenza, “Quando arrivo al lavoro lascio la mia fede alla porta”, vi ricorda qualcosa? Avendo vissuto a compartimenti stagni per la maggior parte della mia vita, ho imparato a riconoscere questi “silos” in altri, ed è una cosa molto comune. Suggerirei, però, che nel profondo molti di noi desiderino una vita più integrata, una vita in cui Cristo è al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni di ogni giorno sia a lavoro che a casa.
    Credo che promuovere questa integrazione ci aiuterà a diventare cristiani migliori e invertirà gli effetti negativi – morali, emotivi e spirituale – del fatto di tenere la nostra fede separata dal resto della nostra vita.

    Superare questo ostacolo non sarà semplice, ma dobbiamo seguire la guida che ho condiviso in precedenza di papa San Giovanni Paolo II nella Christi fideles laici e vedere le nostre attività quotidiane, incluso il nostro lavoro, come opportunità per unirci a Dio e servire la Sua volontà divina. Tutti noi giochiamo molteplici ruoli nella vita: padri, madri, mariti, mogli, leader, impiegati, studenti e così via, ma il ruolo e la responsabilità più importanti che abbiamo è essere cattolici fedeli. Essere sempre cattolici fedeli nel pensiero, nelle parole e nelle azioni ci permetterà di unire la nostra vita e di sollevarci al di sopra delle nostre tendenze naturali ai compartimenti stagni e ai silos. So che è facile da dire ma probabilmente è difficile da fare, ma è necessario.

    Ostacolo 2: Tempo

    Per voi è una sfida come per me avere abbastanza tempo durante la giornata? Nella maggior parte dei giorni, il mio calendario lavorativo è completamente pieno di incontri e telefonate. Al di fuori della giornata lavorativa, mi concentro sull'aiutare mia moglie a preparare i bambini per la scuola, a cenare in famiglia, a trascorrere del tempo la sera con i bambini, a partecipare a sport giovanili, a leggere e pregare con i bambini al momento di andare a letto per poi addormentarmi sfinito dopo aver letto due pagine del libro che tengo sul comodino da mesi. Vi suona familiare?
    Dove si inserisce il nostro rapporto con Cristo nella nostra impegnatissima giornata? La chiave è riconoscere che Cristo non dovrebbe mai competere per avere il nostro tempo e che vivere una vita impegnata e mettere Lui al primo posto non sono cose che si escludono a vicenda! Cristo non deve essere considerato un aspetto supplementare della nostra vita. È la ragione della nostra vita. Smettiamo di vedere la pratica quotidiana della nostra fede come un'altra occupazione della nostra agenda già piena e concentriamoci invece sul mettere la nostra vita con Cristo al centro di tutto ciò che facciamo.

    Ostacolo 3:Resa

    Se rifiutiamo di arrenderci, cedendo sinceramente il controllo della nostra vita a Cristo, affrontiamo un enorme ostacolo nel vivere la nostra fede sul luogo di lavoro o in qualsiasi altro posto. So benissimo com'era la mia vita prima di arrendermi a Cristo nel 2005. Gli ho detto “no” per più di vent'anni, e lo sforzo è stato estenuante.
    Ora dico “sì”, e questo ha fatto una differenza enorme nella mia vita. Prima della mia conversione, tutto ciò che avevo erano la famiglia e il lavoro, e pensavo che la mia vita e il mio futuro dipendessero da me. Pensavo di essere il marito e il padre forte che era stato mio padre. Pensavo di avere il controllo. Lotto ancora ogni giorno con l'orgoglio e per assicurarmi che Cristo sia al primo posto in ogni aspetto della mia vita. Affronto le stesse sfide di tante persone che leggono questo articolo, ma sapere che Egli mi perdonerà, mi amerà e mi guiderà mi fa tornare sempre al luogo in cui prego dicendo “Signore, mi arrendo. Per favore guidami, e io Ti seguirò”.
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    Credente.
    00 7/15/2015 1:44 PM
    Potete affrontare sfide diverse per essere cattolici a lavoro, ma questi ostacoli sono stati pregnanti per me e per innumerevoli altre persone che ho incontrato. La domanda a cui dobbiamo rispondere è semplice. Cosa faremo per essere pienamente cattolici sul posto di lavoro e non lasciare la nostra fede alla porta?

    Sei lezioni pratiche per integrare la nostra fede cattolica con il lavoro

    Sono sempre stato attratto da idee raggiungibili e fattibili, e vorrei condividere queste sei lezioni pratiche per vivere la nostra fede cattolica a lavoro, che sto cercando di seguire anch'io.

    1. Dedicate un'ora al giorno alla preghiera e alla lettura

    Molti tra di noi gridano in silenzio “Assolutamente no!”, ma vi dico che è del tutto fattibile. Considereremmo mai l'idea di non dedicare ai nostri cari un'ora al giorno? Anche Dio non merita almeno un'ora del nostro tempo? Ecco qualche semplice modo per raggiungere un'ora di preghiera combinata e lettura basata sulla fede ogni giorno.

    •Cercate di svegliarvi quindici minuti prima ogni mattina per leggere la Scrittura o qualche altro testo che segua il Magistero della Chiesa cattolica.
    •Recitate l'officio mattutino prima di uscire di casa ogni mattina.
    •Recitate l'Angelus durante la giornata.
    •Recitate il Rosario o cinque sue decine mentre andate a lavoro o mentre fate esercizio.
    •Fate l'esame di coscienza gesuita, che richiede che vi fermiate, riflettiate e preghiate cinque volte al giorno per qualche minuto. Segnatelo sul calendario e rendetelo parte della vostra routine.
    •Pronunciate una benedizione su ogni pasto, indipendentemente da chi ci sta accanto.
    •Pregate con la famiglia al momento di andare a letto la sera.
    •Recitate un Rosario in famiglia o almeno qualche sua decina se avete figli piccoli.
    •Leggete qualche pagina della Scrittura o di un testo spirituale cattolico prima di addormentarvi. Facciamo un buon uso dei calendari sui nostri smartphone, o di qualsiasi calendario che funzioni, ma la preghiera e la lettura si verificheranno solo se troviamo tempo per loro.

    Consideriamo questo pensiero del dottor Peter Kreeft tratto dal suo saggio Time: “La prima regola per la preghiera, il primo passo più importante, non riguarda come farla, ma semplicemente farla; non per perfezionarla e completarla, ma per iniziarla. Una volta che la macchina si è messa in modo, è più facile dirigersi nella giusta direzione, ma è molto più difficile iniziare quando è ferma. E nel nostro mondo la preghiera è ferma”.

    2. Dedicate più tempo all'Eucaristia

    Vogliamo sperimentare pienamente Cristo ed esserGli più vicino durante la giornata lavorativa? Scoprite quali parrocchie ci sono nel tragitto per andare a lavoro o vicino all'ufficio. Cercate la Presenza Reale di Cristo nell'Eucaristia nella Messa quotidiana quando è possibile, e trascorrete del tempo in silenzio davanti al Santissimo Sacramento in Adorazione Eucaristica ogni settimana. Noi cattolici abbiamo un dono splendido nell'Eucaristia e dovremmo cercarLo in ogni opportunità.

    3. Siate una luce per Cristo

    Cosa significa essere una luce per Cristo? Come si può manifestare in noi? Francis Fernandez condivide questa osservazione in In Conversation with God: “Gesù ha detto ai discepoli: 'Voi siete la luce del mondo'. La luce del discepolo è la luce del Maestro stesso. In assenza di questa luce di Cristo, la società viene avvolta dall'oscurità più impenetrabile. I cristiani devono illuminare l'ambiente in cui vivono e lavorano. Un seguace di Cristo dà necessariamente luce. La vera testimonianza di una vita cristiana, e le buone azioni svolte in uno spirito soprannaturale, sono efficaci per attirare gli uomini alla fede e a Dio. Interroghiamoci oggi sull'effetto che abbiamo su chi vive fianco a fianco con noi, su chi ha rapporti con noi per motivi professionali o sociali. Vedono questa luce che illumina la via che porta a Dio? Queste persone si sentono spinte dal loro contatto con noi a vivere una vita migliore?”

    4. Facciamo sì che sia l'amore a guidare le nostre azioni

    L'agape, la parola greca per indicare l'amore generoso, è l'elisir magico che dovrebbe guidare le nostre attività quotidiane. È agendo in modo generoso e caritatevole nei confronti degli altri e mettendo le loro necessità di fronte alle nostre che la gente inizierà davvero a vedere Gesù all'opera in noi. È tanto facile concentrarci sui nostri desideri e sui nostri bisogni, ma dobbiamo cogliere la sfida di servire gli altri. Anche i piccoli atti di gentilezza generosa avranno un grande impatto sulle persone che ci circondano.
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    Credente.
    00 7/15/2015 1:48 PM
    5. Essere amministratori attivi

    La nostra compagnia restituisce alla comunità? 1 Pietro 4,10 afferma “Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio”. Coinvolgetevi, fate la differenza e contribuite. Forse se noi guidiamo la nostra compagnia seguirà. Cercate delle opportunità per raggiungere il “Lazzaro” della nostra vita oggi (dalla parabola del ricco e di Lazzaro in Luca 16, 19-31). Lazzaro può essere un collega depresso o problematico, un cliente che sta vivendo una tragedia familiare o il senzatetto fuori dal nostro ufficio. Ricordate 1 Giovanni 3, 17: “Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l'amore di Dio?” È importante ricordare che amministrare è più che scrivere un assegno o donare on-line.

    6. Iniziare tenendo a mente la fine

    Non riesco a pensare a una motivazione migliore per applicare la nostra fede cattolica sul posto di lavoro di questa immagine mentale. Immaginate Gesù che ci saluta in cielo con le parole “Bene, servo buono e fedele” (Matteo 25, 23). La via verso il cielo passa necessariamente attraverso il posto di lavoro. Abbiamo una vita, incluso il tempo che passiamo a lavoro, per amare e servire il Signore. La useremo in modo saggio? Cosa dirà Gesù alla fine della nostra vita?


    Il mio intento nel condividere queste azioni è mostrare quanto possiamo modificare facilmente la nostra vita in un modo che integri fede e lavoro e ci metta sulla via di una vita significativa e centrata su Cristo. Cerco ogni giorno di compiere le azioni che ho condiviso e vi assicuro che lotto come chiunque altro. La nostra sfida è metterle in pratica non come una serie di nuovi doveri, ma come parte di un approccio più ampio e unificato a una vita equilibrata e significativa che metta Cristo al primo posto in ogni campo della nostra esistenza.

    Nella pratica della nostra fede cattolica, ci troviamo di fronte alla scelta tra una vita a compartimenti stagni e una vita integrata in cui fede, famiglia e lavoro sono unificati e centrati in Cristo. Ci viene chiesto di cambiare il nostro cuore, di abbandonare il nostro attaccamento alle cose materiali e di mettere Lui al primo posto nella nostra vita. Ci viene chiesto di permettere che gli altri vedano Gesù in noi e di condividere la nostra gioia con gli altri.

    Il nostro esempio umile e virtuoso durante la giornata influenzerà positivamente il comportamento e il percorso di fede individuale degli altri.

    Una vita di preghiera attiva, che trasforma la nostra giornata in una conversazione con Dio e pone fermamente i Suoi desideri prima dei nostri, ci aprirà alla ricezione di grazie infinite.

    Abbiamo l'opportunità, soprattutto sul posto di lavoro, di essere fari e buoni esempi dell'amore redentore di Cristo. Non possiamo essere cattolici per due terzi. Non funziona, e va contro la nostra chiamata. Incoraggio ciascuno di noi a riflettere sulle lezioni di questo articolo. Il mondo ne ha disperatamente bisogno. Con l'aiuto e la guida dello Spirito Santo possiamo farcela. Il momento giusto è questo.


    Randy Hain  senior
    editor di The Integrated Catholic Life, dov'è apparso originariamente questo articolo.