00 09/11/2017 08:40
Monastero Domenicano Matris Domini
Commento su 1Cor 3,9c-11.16-17

Collocazione del brano

Nel ricordo della dedicazione della Basilica Lateranense ci viene proposta una pagina della lettera ai Corinti. Nel rispondere a quanti dicevano "Io sono di Paolo" "Io invece sono di Apollo", dividendo la comunità in tante conventicole, Paolo ricorda che i vari predicatori del Vangelo sono come i diversi operai che collaborano alla costruzione di una casa. Ognuno fa la sua parte, ma tutti devono costruire sull'unico fondamento che è Cristo.
Lectio

9c Fratelli, voi siete edificio di Dio.

Il versetto 9 viene preso qui solo nella sua parte finale. La comunità è un edificio, una costruzione che appartiene a Dio. La parte iniziale del versetto invece ricorda che i predicatori (Paolo, Apollo, Cefa) sono i collaboratori di Dio e che la comunità di Corinto è il campo di Dio (un'altra immagine per comprendere la comunità in senso dinamico: il campo produce frutti, l'edificio prende forma).
10Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce.

Paolo rivendica a sé un ruolo fondamentale. Egli è l'architetto che ha posto le fondamenta. E' lui che ha fondato la comunità di Corinto. Questa fondazione si poggia sulla predicazione di Cristo crocifisso. Altri poi sono stati chiamati a continuare questa costruzione, ad accompagnare il cammino di crescita della comunità. Ma non è possibile che continuino la costruzione in modo diverso.
11Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.

Quindi le fondamenta non possono essere cambiate. Alla base c'è Gesù Cristo e la sua morte e risurrezione, ciò che Paolo ha predicato sin dal principio della sua attività. Nei versetti 12-15, che la liturgia ci fa saltare, Paolo ricorda che è importante anche il materiale con cui una casa viene edificata. Egli elenca diversi materiali, dal più nobile (oro) al più effimero (fieno e paglia) e ricorda che la casa compiuta sarà ben visibile a tutti e verrà provata col fuoco nel giorno del giudizio. Solo chi avrà costruito con materiale resistente potrà superare questa prova. I predicatori che a Corinto stanno continuando la missione di Paolo hanno dunque un compito molto delicato.
16Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?

Paolo ritorna alla comunità di Corinto ricordandole che essi sono tempio di Dio, dimora dello Spirito Santo. E' questo un passo molto importante nella concezione religiosa, dove la presenza degli dei era concepita soltanto in certi templi e in certi luoghi particolari e non nei credenti.
17Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Quindi il predicatore che si permette di distruggere questo tempio, costruendolo male in nome del proprio prestigio, riceverà la giusta ricompensa, poiché Dio è molto geloso della sua opera ed è sua sollecitudine avere cura della comunità che ha aderito a Lui nella fede.
Meditiamo

- Cosa significa per me essere edificio di Dio?

- Su quali fondamenta poggia la mia casa?

- Quando mi sono sentito dimora dello Spirito Santo?