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27.04.2014

DOMENICA II DI PASQUA - (della Divina Misericordia)

(ormai tolte le vesti battesimali)



LETTURA

Lettura degli Atti degli Apostoli 4, 8-24a



In quei giorni.

Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto. L’uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant’anni.

Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio.



SALMO

Sal 117 (118)



® La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.

oppure

® Alleluia, alleluia, alleluia.



Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

Dica Israele:

«Il suo amore è per sempre».

Dica la casa di Aronne:

«Il suo amore è per sempre». ®



La pietra scartata dai costruttori

è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:

una meraviglia ai nostri occhi. ®



Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,

sei il mio Dio e ti esalto.

Rendete grazie al Signore, perché è buono,

perché il suo amore è per sempre. ®





EPISTOLA

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 2, 8-15



Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.

È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.



VANGELO

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 20, 19-31



In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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II domenica T. Pasqua (27/04/2014)

Vangelo: Gv 20,19-31 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Quanto avviene nel Cenacolo è ciò che i discepoli dovranno compiere fino alla consumazione dei secoli. Essi sono stati creati nuovi. Dovranno creare nuovo il mondo intero, facendo nuovo ogni uomo. Questa nuova creazione inizia con la conversione, frutto ed opera dello Spirito che vive ed agisce con potenza in essi, e con il perdono dei peccati nella susseguente rigenerazione nelle acque del battesimo. Non solo dovranno fare nuovo ogni uomo, dovranno giorno dopo giorno aiutarlo perché in questa novità cresca e produca veri frutti di vita eterna. Tutto è dall'opera dei discepoli.

Se loro imiteranno il Maestro, il mondo a poco a poco potrà rigenerarsi e incamminarsi su una via di totale cambiamento, rinnovamento. Se invece loro cammineranno con i propri pensieri e seguiranno il loro cuore, il mondo rimarrà nel peccato, ma di ogni colpa, ogni trasgressione il Signore domanderà loro conto. Erano stati mandati tra i fratelli ad operare la loro nuova generazione, la rigenerazione nello Spirito Santo, assieme alla conduzione della vita di tutti in Cristo, per una perfetta conformazione a Lui e questa opera non è stata portata a compimento. È stata tralasciata.

I discepoli di Gesù sono responsabili di tutto il male che è nel mondo: male morale, sociale, politico, economico, dottrinale. Ogni buio etico è ascrivibile a loro. La loro responsabilità è immane. Dio ha posto nelle loro mani la nuova creazione dell'universo. Ciò che Lui ha fatto all'inizio della creazione ora è posto interamente nelle loro mani, saranno essi a dover rigenerare tutti gli uomini facendoli ad immagine della propria natura di rigenerati e di santificati dallo Spirito Santo. È un compito, una missione di vitale necessità per l'intero universo. O il discepolo di Gesù crea tutti gli uomini a sua immagine e somiglianza ad immagine della sua nuova nascita e nuova rigenerazione e nuova santificazione, oppure essi rimarranno nel loro peccato.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Come all'inizio della creazione Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza versando in esso il suo alito di vita, come Gesù crea i nuovi uomini alitando su di essi lo Spirito Santo per farlo divenire anima della loro anima e Spirito del loro spirito, così dovranno fare i suoi discepoli. Essi dovranno essere così pieni, forti di Spirito Santo da poterlo riversare sopra ogni carne, ogni uomo. Questo implica che il discepolo di Gesù giorno per giorno è obbligato a ricolmarsi di Spirito Santo. Se lui è privo dello Spirito del Signore, mancherà la nuova generazione. Potrà anche impastare la creta. Potrà anche fare una immagine dell'uomo. Ma resterà sempre fango, sempre creta, sempre opera morta. Gli manca il Datore della vita che deve essere un suo vero frutto. Oggi molti figli della Chiesa donano forma alla creta. Formano delle stupende raffigurazioni. Sono però natura morta. Manca loro lo Spirito Santo ad animarle, farle persone nuove.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci Datori di Spirito Santo.

movimento apostolico