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Apoc. 7,4 chi sono i 144000 segnati

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    00 9/1/2013 11:25 AM
    Vulgata:
    Apocalisse 7,4
    et audivi numerum signatorum centum quadraginta quattuor milia signati ex omni tribu filiorum Israhel

    E udii il numero dei segnati: centoquarantaquattro mila segnati di tutte le tribù dei figliuoli d'Israele: della tribù di Giuda dodicimila segnati, della tribù di Ruben dodicimila, ...della tribù di Beniamino dodicimila segnati.
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    00 9/1/2013 11:26 AM
    Per consenso di quasi tutti gli espositori, il numero dei segnati col sigillo divino, non ha da prendersi alla lettera come se si trattasse di statistica; è un numero simbolico che racchiude due idee: Dio conosce tutti quelli che sono suoi, senza eccettuarne neppur uno: e tutti senza eccezione sono da lui custoditi e condotti a salvezza. Una parte degli interpreti vede, nei centoquarantaquattromila segnati, dei membri del popolo d'Israele, inteso in senso materiale, come distinto dagli altri popoli; rappresenterebbero gli Israeliti credenti nel Cristo, i Giudeo-cristiani, per opposizione ai cristiani etnici. Si fa valere il fatto che il testo dice esplicitamente: di tutte le tribù dei figliuoli d'Israele ed enumera nominativamente le dodici tribù. Inoltre si osserva che sembra esserci un contrasto voluto tra i segnati d'Israele che son numerati e la 'gran folla che nessuno poteva noverare di tutte le nazioni e tribù...', folla che Giovanni vede, nella scena seguente Apocalisse 7:9-17, davanti a Dio nella gloria. Si tratta, però, di due visioni diverse e ci pare preponderante il peso degli argomenti in favore dell'opinione secondo la quale i centoquarantaquattromila segnati formano l'Israele spirituale, ch'è quanto dire la Chiesa di Cristo senza distinzione di nazionalità. Se si prende in senso letterale la designazione 'figliuoli d'Israele', si dovrà per coerenza prendere anche in senso letterale la cifra totale dei segnati e la ripartizione di essa in dodici parti esattamente uguali fra le dodici tribù; ma con questo si va incontro a difficoltà insormontabili. Di fronte alla promessa della futura conversione del popolo d'Israele, come limitare a centoquarantaquattromila il numero dei suoi segnati? Di fronte al fatto palese della quasi completa sparizione di una parte delle tribù, come spiegare la cifra uguale di segnati attribuita a ciascuna? Perchè mai sarebbero soltanto i Giudeo-cristiani ad esser suggellati per essere preservati dall'apostasia, mentre il numero dei credenti di altra origine è di gran lunga superiore e in Cristo non c'è più nè Giudeo nè greco? Si aggiunga che nell'Apocalisse i veri Giudei sono i membri dell'Israele spirituale Apocalisse 2:9; 3:9 mentre i Giudei increduli sono 'una sinagoga di Satana'. La città celeste ch'è la dimora di tutti i redenti è chiamata, 'la nuova Gerusalemme che scende dal cielo...' 'la santa città' con dodici porte sulle quali sono scritti i nomi delle dodici tribù d'Israele, mentre sui fondamenti si leggono i nomi dei dodici apostoli dell'Agnello Apocalisse 21. Parimente vi si parla di tabernacolo, di tempio, di cortili, di altare, di profumo, di arca del patto, di sette lampade, di sacerdoti ecc., ma tutto questo va inteso spiritualmente, non in senso materiale. Il concetto che il popolo dei credenti sotto il nuovo patto è l'erede spirituale dell'antico popolo di Dio si trova espresso in più luoghi del Nuovo Testamento. Gesù promette ai suoi apostoli che nella 'nuova creazione' essi sederanno su dodici troni a giudicar 'le dodici tribù d'Israele' Matteo 19:28. Paolo chiama il popolo dei rigenerati 'l'Israele di Dio' e dice esplicitamente ai cristiani della Galazia: 'Se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abramo, eredi secondo la promessa' (Galati 3:29; 6:16; Cfr. Giovanni 8:30 e segg.; Romani 2:29; 4:1-25; Filippesi 3:3). I profeti antichi avevano annunziato che nei tempi messianici, i credenti di tutte le nazioni formerebbero un unico popolo con i credenti israeliti (Isaia 2; 56:6-7; 60:1-22; ecc.). D'altronde, i centoquarantaquattromila segnati son designati in Apocalisse 7:3 col termine generico di 'servitori di Dio' e sono rappresentati come sparsi per tutta la terra giacchè i venti trattenuti per cagion loro son quelli che vengon dai quattro canti della terra; il flagello delle locuste da cui son preservati Apocalisse 9:4 è scatenato 'sulla terra' e colpisce gli uomini in genere. Tutto questo induce a credere che la visione di Apocalisse 7:1-8 è destinata a infonder coraggio all'intero popolo di Dio col dargli la certezza che il Signore non l'abbandona in balia dell'odio del mondo e degli assalti di Satana, ma ne conosce e ne protegge ogni membro, moltiplicandogli le grazie necessarie a misura che crescon gli sforzi nemici. Nessuna creatura per quanto potente, nessun evento per quanto avverso, li 'potrà separare dall'amor di Dio in Cristo Gesù' Romani 8:38-39.
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    00 9/1/2013 11:27 AM
    "Nel linguaggio simbolico i numeri 7 e 12 indicano la perfezione (3 la divinità, 4 la creazione). Il numero 12, le 12 tribù d’Israele, i 12 apostoli. Rappresenta il popolo di Dio, il risultato del patto, sia dell’Antico Testamento che del Nuovo Testamento, conseguenza dell’intervento di Dio nella storia degli uomini.
     
    Le 12 tribù rappresentano l’idea della totalità ed il suo quadrato (144) è il numero perfetto ed assoluto, il coefficiente 1.000 segna l’idea della moltitudine. 144.000 corrisponde al numero perfetto nella sua moltitudine.
     
    Quanto ai numeri 12.000 e 144.000 si ha ragione di affermare che essi non sono né matematici, né statici, ma simbolici. Quale è il significato? 12, cifra del popolo di Dio, è portata al suo quadrato 144, e questo è moltiplicato per il cubo di 10 cioè 1.000. Ora, essendo 12 la cifra della perfezione, il numero 144.000 rappresenta questo popolo nel suo perfetto compimento.
     
    Il carattere simbolico del numero è evidente, quadrato delle cifra sacra 12, moltiplicato per il coefficiente di moltitudine 1.000, significa che a Dio solo appartiene l’enumerazione dei suoi a che essa si realizza in tutta la sua pienezza.
     
    Il quadrato di 12 rappresenta il popolo di Dio nella sua pienezza. Moltiplicato per 1.000 evoca l’idea di una moltitudine. La cifra 12 volte 12.000, ossia un totale di 144.000 mostra che l’opera perfetta di Dio si compie nella debolezza degli uomini. Prima risposta alla domanda "chi può reggere in piè"? (Apocalisse 6:17); "ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio;" "le porte del soggiorno dei morti non prevarranno contro la Chiesa" popolo di Dio .
     
    "Dell’Israele spirituale Giovanni aveva udito il numero, ma era un numero non aritmetico, bensì simbolico, inteso ad insegnare che Dio conosce e conta i suoi uno per uno come il pastore le sue pecore, ch’egli trae da tutte le famiglie dell’umanità e tutte le protegge come sua proprietà"....Possiamo affermare che la cifra 144.000 indica la totalità vivente del popolo di Dio pronta al ritorno del suo Signore.
     
    Per l'intero testo cliccare http://www.infotdgeova.it/unti.htm
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    00 9/1/2013 11:28 AM
    Alcuni interpreti ritengono che i centoquarantaquattromila siano coloro che hanno abbracciato lo stato di verginità (interpretazione letterale), quelli che fin dall'inizio della Chiesa sono vissuti in tale stato di vita. Sono i salvati, primizia di tutto il popolo di Dio. 

    Altri studiosi invece (interpretazione più valida), risalendo ai testi profetici che parlano dell'idolatria usando il termine prostituzione (vedere Osea), sostengono che ci troviamo di fronte al simbolo dell'idolatria. Quindi le donne indicate nel brano sono da intendere come prostitute, come simboli degli idoli. 

    Di conseguenza i centoquarantaquattromila sarebbero coloro che si sono mantenuti fedeli al Signore, che non hanno macchiato le loro vesti prostituendosi alle divinità, che non sono menzogneri - in senso biblico -. E' il caso di ricordare che essere menzogneri vuol dire l'opposto di essere puri di cuore, sinceri. E pura di cuore è la persona che ha accolto in sè il Signore e lo mostra all'esterno; sulla sua bocca non compare menzogna perché le parole pronunciate corrispondono alle idee, ai sentimenti. I puri di cuore sono coerenti. I farisei invece rappresentano l'ideale dell'ipocrisia e, quindi, della menzogna. 

    Il discepolo ideale resta fedele sempre al Signore, è puro e coerente, segue il suo Signore ovunque vada senza mai macchiare i suoi abiti. 

    Allora i centoquarantaquattromila sono gli unici che possono capire il cantico nuovo, ossia il cantico di lode all'Agnello vittorioso, quindi il cantico della resurrezione.
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    00 9/1/2013 11:29 AM

    La classe dei privilegiati

    1 - I tdG insegnano che non tutti i credenti in Cristo o piuttosto in Geova sono membri della vera congregazione cristiana, non tutti cioè sono uguali davanti a Geova, non tutti sono figli di Dio, non tutti hanno lo "spirito santo", non tutti nutrono la stessa speranza, non tutti godono gli stessi diritti.

    La vera congregazione di Geova è costituita da un numero abbastanza limitato di creature umane: appena 144.000 in tutto il genere umano!!! Solo questi sono i membri della congregazione di Geova a tutti gli effetti nel secolo presente e nel mondo che verrà. Di essi la maggior parte sono morti, sarebbero cioè trasferiti in cielo anche se le loro ossa si trovano ancora nei cimiteri qui sulla terra. Un rimanente di poche migliaia respira ancora l'aria di questo mondo.

     

    2 - Come si fa a sapere che qualcuno è del numero dei 144mila? Rispondono i geovisti:

    "Dopo il battesimo in acqua, un tale cristiano (…) avrebbe dentro di sé l'infallibile evidenza di essere stato chiamato al regno celeste".

    In effetti, questi privilegiati sarebbero anche dei predestinati, scelti cioè arbitrariamente da Geova, senza alcun loro merito. Scrivono i tdG:

    "Dio (cioè Geova) è colui che sceglie. Egli pone nella congregazione come gli piace. E Gesù rivelò che, lungi dall'includere quelli che professano di essere cristiani, sono limitati per numero a 144.000".

    Purtroppo Geova non ha previsto che, malgrado l'infallibile evidenza e la sua scelta personale, molti di questi predestinati avrebbero dimostrato coi fatti di non avere avuto nessuna infallibile evidenza e nessuna scelta preferenziale da parte di Geova. Appena scoperto l'inganno, sono ritornati a credere nel vero Dio della Bibbia e a servirlo ed amarlo fuori della setta geovista. A giudizio dei tdG, sarebbero dei "giuda", destinati alla perdizione.

     

    3 - Quali i compiti dei 144.000 ?

    a) - Prima di tutto su questa terra. Per volontà di Geova essi e solo essi hanno diritto al comando. In teoria tutti, in pratica solo alcuni, quelli del Corpo Direttivo (una quindicina), che su questa terra fanno le veci e la voce dell'Onnipotente.

    Al Corpo Direttivo è riservato il diritto di assegnare i posti di responsabilità in seno all'organizzazione, di eleggere gli ispettori nelle singole nazioni e regioni, e gli anziani nelle comunità locali. E naturalmente di controllarli. Ma è sempre Geova che elegge e controlla. Ragion per cui "l'organizzazione di Geova non è in nessun modo democratica. Geova è il supremo, e il suo governo è strettamente teocratico".

    Soprattutto al Corpo Direttivo spetta l'amministrazione di tutti i beni della società geovista, non quelli invisibili nei cieli, ma quelli visibili qui sulla terra. In altre parole, il Corpo Direttivo, quale schiavo fedele e discreto dell'invisibile Geova, è il padrone legale dei beni terreni (e non sono pochi) del Signore celeste.

    b) - Poi in cielo. In effetti, secondo gli insegnamenti geovisti, quei del numero dei 144 mila non muoiono come gli altri figli di Adamo. Anche se di fatto la loro fine terrena è in tutto simile a quella dei comuni mortali, bisogna credere per fede che essi sono destati incorruttibili, cambiati cioè in esseri celesti, e chiamati a maggiori privilegi di servizio nei cieli.

    Dalla dimora celeste, tra pochissimo tempo, in qualità di giudici e di sacerdoti, assieme alle poche migliaia di privilegiati come loro ancora viventi sulla terra, saranno con Cristo i governanti benevoli della nuova umanità.

    Nel gergo geovista quei del numero dei 144 mila sono chiamati santi, unti, cittadini celesti, schiavo fedele e discreto, caste vergini, ecc.

    Le altre pecore

    Ai rimanenti figli di Eva la intellighenzia della società geovista concede una sorte ben diversa. Descriviamola a brevi tratti:

     

    1 - Russell e compagni si erano appena accorti che vi fossero sulla terra altri esseri umani, oltre al loro minuscolo gruppo di candidati al cielo. La sorte o destino di miliardi di uomini e donne non creava per essi un grosso problema.

    Fu il secondo presidente Rutherford a capire che 144.000 o piuttosto quelli che ancora rimanevano sulla terra, dovevano apparire abbastanza pochini per giustificare la presenza e le pretese della società geovista in un mondo divenuto numericamente assai grande. Inoltre c'era bisogno di ausiliari per la propaganda, che ubbidissero ciecamente al Corpo Direttivo. C'era bisogno di operai nelle tipografie della setta, di gente che distribuisse in tutto il mondo libri e riviste, raccogliesse fondi, dirigesse le congregazioni locali, facesse rapporti sull'andamento, la disciplina, la sottomissione o meno dei membri della setta nelle varie nazioni.

     

    2 - Il secondo presidente trovò la soluzione di tutti questi problemi. Gli fu rivelato da Geova che le altre pecore, di cui parla Gesù nel vangelo di Giovanni (10, 16), altri non sono che membri di seconda categoria al servizio della classe dei privilegiati. In modo molto appropriato li chiamò "le altre pecore", appunto uomini e donne di serie B. Era il 31 maggio 1935.

    Il numero delle "altre pecore" non ha limite. Negli insegnamenti di Rutherford e dei suoi successori le "altre pecore" sarebbero la grande folla vista e descritta da Giovanni nell'Apocalisse "davanti al trono a davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani" (Apocalisse 7, 9).

     

    3 - Le altre pecore non sono membri della vera congregazione cristiana. Benché credenti in Cristo, non sono generati da Dio (cfr. 1 Giovanni 5, 1). Cristo non sarebbe per loro il Redentore e il Mediatore, ma un semplice soccorritore. In essi lo spirito Santo non rende testimonianza che siano figli di Dio (cfr. Romani 8, 15-16).

    Non hanno perciò - quelli di Serie B - diritto alla eredità assieme a Cristo (cfr. Romani 8, 17; Efesini 4, 4) né sacerdozio, né regno celeste (cfr. 2 Timoteo 2, 12; Ebrei 11, 16). Non saranno commensali al banchetto del Re celeste (cfr. Luca 22, 30). Non possono partecipare alla Cena del Signore ricevendo il pane e il vino (gli emblemi, dicono i tdG). Alle altre pecore è promesso solo un'avvenire su questa terra.

     

    4 - Ecco come si svolgeranno le cose. Nel prossimo futuro, tra brevissimo tempo, entro questa generazione, la battaglia di Armaghedon porrà fine all'attuale sistema di cose malvagio. Saranno distrutti in un bagno di sangue tutti i non-appartenenti alla setta geovista. I tdG assisteranno in tripudio all'immane carneficina.

    Compiuta la strage per opera di Cristo e dei suoi agenti celesti e terrestri, vi sarà la nuova umanità, dove finalmente si potrà beneficiare di un governo giusto, benevolo, provvido verso i suoi sudditi: è il regno millenario di Cristo.

     

    5 - Diamo uno sguardo a questa nuova umanità:

     

    a) - I superstiti terrestri saranno solo le altre pecore, perché i fortunati rimanenti dei 144.000 verranno trasferiti in cielo per regnare con Cristo.

    Ai superstiti terrestri si aggiungeranno i morti risuscitati: i cimiteri si svuoteranno, le tombe daranno i loro morti. Nel 1975 il Corpo direttivo assicurava che "miliardi ora morti presto torneranno in vita". Non tutti però in una sola volta, bensì a scaglioni, a misura che saranno pronti i servizi logistici, perché l'uomo vive anche di pane!

    Tuttavia il Corpo direttivo, ossia il canale infallibile della mente di Geova, è del parere che non tutti i morti risorgeranno, ma solo quelli di cui Dio si ricorda. Di alcuni, infatti, Dio, cioè Geova, non può ricordarsi perché sulla loro tomba non vi è nessun segno che aiuti la memoria di Geova.

    Non sembra, comunque, che Gesù cristo la pensasse allo stesso modo (cfr. Giovanni 5, 28-29); Matteo 25, 32), e anche san Paolo era di parere diverso (cfr. Atti 24, 25), e come lui la pensava anche san Giovanni (cfr. Apocalisse 20, 12-13).

     

    b) - Superstiti terrestri e morti risuscitati devono ancora raggiungere il traguardo finale: il "regno millenario" sarà ancora un tempo di prova e di giudizio. Sotto la guida di capi qualificati, legittimi rappresentanti sulla terra dei signori del cielo (= Serie A), la nuova umanità sarà sanata spiritualmente, mentalmente e fisicamente. In parole più chiare, tutti dovranno accettare ciò che impongono i capi, e regolare tutta la loro vita spirituale, mentale e fisica in conformità delle loro ingiunzioni. E se qualcuno volesse seguire il suo libero arbitrio, sarà giustiziato senza misericordia, cioè stroncato nel nulla eterno!

     

    c) - sarà permesso il matrimonio durante i mille anni? Sì e no:

    Sì, perché "dopo Armaghedon con le altre pecore si potrà cominciare a riempire la terra d'una progenie giusta. I superstiti si dovranno riprodurre e divenire milioni in non molto tempo. I disubbidienti morranno".

    No, perché a suo tempo, quando il pianeta terra avrà raggiunto la sua convenevole densità, il glorificato Figlio dell'uomo farà cessare la procreazione rendendo sterili gli abitanti del nostro pianeta.

    E' chiaro che in nessuna parte della Bibbia sono dette tali e tante idiozie.

     

    6 - Alla fine dei "Mille anni" una terribile prova attende la nuova umanità. Vi sarà una lotto corpo a corpo col dragone, il diavolo. L'esito sarà poco dignitoso per le "altre pecore" educate alla scuola teocratica. Infatti, il numero di quelli che si lasceranno egoisticamente sviare dal maligno sarà infinito come i granelli di sabbia che sono sulla spiaggia del mare. Tutti questi saranno distrutti totalmente che sarà come se fossero gettati in un lago di fuoco e di zolfo.

    Finalmente per i vittoriosi terrestri vi saranno tempi tranquilli. Geova darà loro la "vita eterna". Non la felicità del cielo riservata a quelli di "Serie A", ma una felicità terrena, perché i giusti erediteranno la terra (cfr: Matteo 5, 5; Salmo 37, 22; Ebrei 11, 16). Vi sarà l'adempimento delle parole di Isaia 25, 6:

    "E Geova degli eserciti per certo farà per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di piatti ben oleati"

    Le "altre pecore" passeranno il loro tempo - l'eternità - mangiando, bevendo, danzando e forse anche andando a caccia! (cfr. Romani 14, 17).

     

    7 - Un'ultima curiosità: quanti saranno i superstiti vittoriosi nel paradiso terrestre geovista?

    Non possiamo saperlo con esattezza matematica, come ci è dato sapere il numero preciso dei privilegiati signori del cielo. Possiamo, comunque, fare un calcolo approssimativo.

    Dell'intero genere umano ora vivente la massima parte sarà distrutta nell'imminente battaglia di Armaghedon. Saranno risparmiati meno di tre milioni di una massa umana di cinque miliardi.

    Dei superstiti terrestri, dei risuscitati e della loro copiosa prole, una parte numerosa come i granelli di sabbia che sono sulla spiaggia del mare subirà lo stritolamento o annientamento eterno durante o alla fine dei "Mille anni":

    I rimanenti, a cui Geova darà la vita eterna su questa terra, saranno certamente una sparuta minoranza. La stragrande maggioranza delle creature umane che furono, sono e saranno, finirà annientata, nel nulla eterno!

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    00 9/1/2013 11:30 AM
    Nelle pagine che seguono viene fatta una analisi dettagliata dei testi di Apocalisse dove vengono menzionati i 144000 segnati.
    Il lavoro di ricostruzione è stato fatto da un pentecostale, ma troviamo che le conclusioni di queste specifiche pagine, possono essere condivise anche dai cattolici.
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