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Matteo 1,25 "non la conobbe fino a quando..."

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    00 9/1/2013 10:54 AM

    Matteo 1,25
    NT in greco traslitterato:
    Mat 1,25 kai ouk eginôsken autên heôs hou eteken huion; kai ekalesen to onoma autou Iêsoun.

    C.E.I.:
    Mat 1,25 la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.


    Darby:
    Mat 1,25 et il ne la connut point jusqu'à ce qu'elle eût enfanté son fils premier-né; et il appela son nom Jésus.


    Diodati:
    Mat 1,25 Ma egli non la conobbe, finchè ebbe partorito il suo figliuol primogenito. Ed ella gli pose nome Gesù.


    Nuova Riveduta:   
    Mat 1,25 e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.


    Vulgata:
    Mat 1,25 et non cognoscebat eam donec peperit filium suum primogenitum et vocavit nomen eius Iesum


    Traduzione Letterale:

     ...non la conobbe fino a che non diede alla luce un figlio e Giuseppe gli pose nome Gesù

    (alcuni manoscritti aggiungono: "primogenito").

    Nella traduzione di Mat.1,25 della LDC, (concordata ) troviamo:

    E senza che avessero avuto fin allora rapporti matrimoniali, Maria partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù.

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    00 9/1/2013 10:54 AM

    La maggior parte delle traduzioni cattoliche , riportano "finchè", o "fino a quando", come già traduceva anche il Martini del 1500, il che significa che la questione della traduzione non è in discussione.

    Mentre invece è in questione l’interpretazione di questo versetto.

    Su questa frase, com'è noto, i negatori della perpetua verginità di Maria hanno trovato un buon argomento Ma è facile rilevare che l'evangelista, pur mettendo 1 accento sul periodo precedente alla nascita di Gesù, non lascia affatto capire che l’atteggiamento di Giuseppe nei riguardi di Maria sia in seguito mutato. Nel linguaggio biblico (cf Gn 8,7, 1Tm 4,13, ecc ) la congiunzione temporale finché (greòs ou, ebr. ad k1) non implica necessariamente un cambiamento di situazione per il tempo successivo. Del resto, la preoccupazione principale di Matteo non è tanto quella di far sapere che Maria non ebbe rapporti con Giuseppe nella concezione del bambino, attribuita inizialmente allo Spinto Santo (cf 1,8), ma di legittimare la presenza e l'azione di Giuseppe nei riguardi del Messia, nonostante che egli non ne sia il padre, può essergli al fianco e imporgli persino il nome. Infatti la primitiva generazione cristiana non ha dovuto difendere direttamente la verginità di Maria, ma spiegare la paternità " putativa " di Giuseppe.

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    00 9/1/2013 10:55 AM
    Da "i quaderni" di N.Tornese
     

    A proposito di Matteo 1, 25, san Girolamo ha così commentato:

    "Dal fatto che è detto "Giuseppe non la conobbe" (cioè, non ebbe rapporti) non ne segue che la conobbe dopo. La Scrittura mostra solo ciò che non avvenne".

    - Con san Girolamo concordano i grandi studiosi della Bibbia dei nostri giorni. Commentando Matteo 1, 25, La Sacra Bibbia di Salvatore Garofalo osserva:

    "Il finché, nell'uso della Bibbia, nega un'azione per il tempo passato ma non implica che essa sia stata compiuta in seguito. Per esempio, nel Salmo 110, 1, Dio invita il Messia alla sua destra finché pone i nemici a sgabello dei suoi piedi: ciò non può evidentemente significare che, dopo la vittoria, il Messia abbandonerà il suo posto".

    La TOB, ossia Traduzione Ecumenica della Bibbia francese, a proposito di Matteo 1, 25 fa notare:

    "Il testo non permette di affermare che Maria abbia avuto in seguito rapporti con Giuseppe."

    La Bibbia di Gerusalemme (con traduzione CEI) commenta:

    "Il testo non considera il periodo successivo e per sé non afferma la verginità perpetua di Maria; ma il resto del vangelo, così come la tradizione della chiesa, la suppongono".

     
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    00 9/1/2013 10:56 AM

    Tratto dalla "Vita di Gesù Cristo" di Giuseppe Ricciotti

    Matteo, 1, 25, parlando delle relazioni fra Giuseppe e Maria dice letteralmente: Ed (egli) non la conosceva, finché partorì (un) figlio.

    La congiunzione finchè, ews, corrisponde all'ebraico '•ad, il quale si riferisce soltanto al compimento dell’azione annunziata appresso, astraendo pero da ciò che avverrà ancora in seguito. Vi sono esempi in tal senso sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento (Genesi 8, 7, Salmo 110 ebr, 1, Matteo, 12, 20 / 22, 44 / 28, 20 / 1Tim. 4, 13) Perciò giustamente il Loisy ha fatto notare che Matteo in questo passo ha di mira la nascita di Gesù alla quale nega ogni intervento paterno, senza estendersi al tempo successivo.

    il figlio primogenito

    L'espressione è tipicamente ebraica: il figlio primogenito è l'ebraico bèkor, termine di particolare importanza giuridica perché il primogenito ebreo doveva essere presentato al Tempio, e Luca impiega qui questo termine quasi per preparare il racconto della presentazione di Gesù al Tempio, che narra egli solo fra i quattro evangelisti Ma il termine, m questo contesto, forni 1 appiglio per attribuire a Luca l'affermazione implicita che Maria ebbe m seguito altri figli, altrimenti primogenito sarebbe stata una parola priva di senso Già nel secolo v S Girolamo aveva risposto a Elvidio, primo rappresentante di questo ragionamento, facendo notare che omnis unigenitus est primogenitus non omnis primogenitus est unigenitus (Adv. Helvidium, 10), ma invano e si tornava a ripetere l'argomentazione di Luciano: Se è primo non è solo, se è solo non è primo (Demonax, 29).

    Naturalmente la Riforma protestante fece di questa espressione lucana il suo cavallo di battaglia contro il culto cattolico di Maria, ma anche i razionalisti, che spesso hanno egregie osservazioni storico-filologiche, non hanno interpretato il termine in senso storico filologico e hanno preferito il ragionamento di Elvidio. Solo pochi, fra cui il Loisy, sono rimasti dubbiosi. Oggi la discussione è terminata, e chi ha avuto ragione non è stato certamente Elvidio con i suoi seguaci.

    Nell'anno 5 a. C. , cioè a pochi mesi di distanza dal parto di Maria partorì m Egitto una giovane sposa giudea lasciandovi però la vita, la stele sepolcrale, finendo che la defunta parli, le fa dire fra l'altro questo: "La sorte mi condusse al termine della vita fra le doglie del primogenito figlio", l'iscrizione fu pubblicata da C. C. Edgar nelle Annales du Serbice des Antiquités de l'Ègypte, sotto il titolo More tomb-stones from Teli el yahoudieh, tomo 22 (1922), pagg 7-16, e riprodotta in Biblica, 1930, pag 386.

    La morte della puerpera dimostra, contro Elvidio e seguaci, che quel primogenito fu anche unigenito, come nel caso di Gesù.

     
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    00 9/1/2013 10:57 AM

    S.Ambrogio: Dal commento al Vangelo di Luca

    Così non ci deve turbare quest'affermazione dell'evangelista : " E non la conobbe finché diede alla luce un figlio "

    Anzitutto perché questo è un particolare modo di esprimersi della Scrittura, come trovi in un altro passo : " E finché sarete invecchiati, io sarò ". Forse che Dio cessò di essere dopo la loro vecchiaia? E nel Salmo: " II Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi!".

    Forse che dopo non starà più seduto? Poi, perché quando si difende una causa, si giudica sufficiente dire solo ciò che vi ha stretta attinenza, e non si cercano prove superflue, basta infatti sostenere la causa proposta, rinviando quella accessoria.

    Così l'evangelista, il quale aveva assunto l'impegno di provare l'immacolato mistero dell'Incarnazione, credette bene di non cercare ulteriori testimonianze sulla verginità di Maria, per non sembrare piuttosto il difensore della Vergine che il banditore del mistero.

    Sicuramente, affermando che Giuseppe era un giusto, spiegò a sufficienza che egli non avrebbe potuto contaminare il tempio dello Spirito Santo, la madre del Signore, il grembo fecondato dal mistero.

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    00 9/1/2013 10:57 AM

    Tratto dal commento al Vangelo di Matteo di S.Giovanni Crisostomo.

    Giuseppe, avendo presa Maria definitivamente come sua sposa, "non la conobbe fino a quando ella partorì il suo figlio primogenito". Questa espressione " fino a quando ", non deve affatto farvi credere che Giuseppe l'abbia conosciuta in seguito. Queste parole ci indicano che egli non l'ha conosciuta prima della nascita divina e inoltre che la madre di Gesù è rimasta sempre vergine. La Scrittura è solita usare questa espressione " fino a quando ", senza voler con ciò stabilire un tempo limitato. La Scrittura dice, quando il corvo usci dall'arca di Noè, che non vi rientrò " finché la terra non fu asciutta ", e tuttavia il corvo non rientrò nell'arca neppure dopo che la terra si fu asciugata. Parlando di Dio, la Scrittura dice: " Tu sei dall'eternità e fino all'eternità ", senza volere con questo assegnare dei limiti all'eternità divina. E cosi, quando preannunzia la nascita di Gesù Cristo, dice: " Fiorirà ai suoi dì la giustizia e somma pace, finché non si spenga la luna ": ma con ciò non segna la fine di questo bell'astro. Cosi l'evangelista si serve qui di questa espressione per garantire ciò che accadde prima della nascita di Gesù, lasciando a voi di giudicare quanto è accaduto dopo. Egli vi dice solo quello che voi non avreste potuto sapere da altri se non da lui, e cioè che Maria era vergine fino al parto; lascia a voi trarre la conclusione ovvia e necessaria dopo quanto ha detto e cioè che un uomo giusto come Giuseppe si è ben guardato di accostarsi, dopo la nascita di Cristo, a colei che era divenuta madre in modo tanto divino e che era stata onorata da una fecondità tanto nuova e miracolosa. Se Giuseppe avesse vissuto in seguito con Maria come con la sua sposa effettiva, avendo cioè dei figli da lei, perché Gesù Cristo avrebbe, sulla croce, affidato sua madre al discepolo, comandandogli di prenderla nella sua casa, come se ella non avesse avuto nessuno che si potesse prendere cura di lei? Ma perché allora — voi direte — Giacomo e altri sono chiamati nel Vangelo fratelli di Gesù Cristo? Sono chiamati fratelli di Gesù nello stesso modo in cui Giuseppe è chiamato sposo di Maria. Dio ha voluto coprire con molti veli questo grande mistero, in modo che la nascita divina restasse per qualche tempo nascosta. Per questo anche Giovanni li chiama fratelli del Signore, quando dice che " i suoi fratelli non credevano in lui ". Ed ecco, coloro che dapprima non credevano in lui, si sono più tardi segnalati all'ammirazione di tutti per l'ardore della loro fede. Quando Paolo sali a Gerusalemme per discutere con gli altri apostoli sulle verità che andava predicando, venne dapprima a trovare Giacomo. Egli era cosi degno di ammirazione che meritò di essere il primo vescovo di Gerusalemme. E' stato detto di lui anzi che conduceva una vita cosi rigida e austera, che tutte le sue membra erano come morte, e che si prostrava cosi spesso a terra per pregare che la sua fronte si era indurita come le ginocchia del cammello tanto l'aveva abbassata e trattenuta al suolo. Ed è sempre Giacomo che, quando Paolo sale di nuovo a Gerusalemme, gli parla con tanta saggezza dicendogli: "Vedi, fratello, quante migliaia sono i credenti giudei". Grande era la sua prudenza e il suo zelo o, meglio, grande era in lui la potenza di Gesù Cristo. Coloro, dunque, che spesso mormorarono contro Gesù Cristo vivo, dopo la sua morte lo ammirarono tanto da morire per lui con gioia: quale grande segno è questo dell'efficacia della sua risurrezione! Egli ha riservato dopo la sua morte le più gloriose manifestazioni della sua potestà, affinchè tali prove risultassero indubitabili. Infatti, se noi con facilità dimentichiamo, dopo la morte, coloro che pure avevamo molto ammirato in vita, come potrebbero coloro che avevano disprezzato Gesù Cristo durante la sua vita considerarlo Dio dopo la morte, se egli fosse stato soltanto uno dei tanti uomini? Come avrebbero accettato di morire per lui, se non avessero avuto la prova certa della sua risurrezione?

     
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    00 9/1/2013 10:58 AM

    Una implicita conferma al fatto che Maria non ebbe altri figli dopo Gesù ci viene data soprattutto da due dettagli evangelici.

    1) L’affidamento di Maria da parte di Gesù morente a Giovanni, il quale non aveva parentela di sangue con la famiglia di Maria;

    2) le parole stesse di Maria in Luca 1,30-34:

    L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
    34 Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo".