Freeforumzone mobile

testimoniate

  • Posts
  • OFFLINE
    ulisseitaca
    8/20/2013 3:13 PM
    Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 luglio 2013
    "Cari figli! Con la gioia nel cuore vi invito tutti a vivere la vostra fede ed a testimoniarla col cuore e con l'esempio in ogni modo. Decidetevi figlioli di stare lontano dal peccato e dalle tentazioni; nei vostri cuori ci sia la gioia e l'amore per la santità. Io, figlioli, vi amo e vi accompagno con la mia intercessione davanti all'Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

    18 maggio 2013 -Veglia di Pentecoste con i Movimenti Venerdì 24 Maggio 2013 09:41 amministratore

    stralcio

    Dirò soltanto tre parole.



    La prima: Gesù. Chi è la cosa più importante? Gesù. Se noi andiamo avanti con l’organizzazione, con altre cose, con belle cose, ma senza Gesù, non andiamo avanti, la cosa non va. Gesù è più importante. Adesso, vorrei fare un piccolo rimprovero, ma fraternamente, tra noi. Tutti voi avete gridato nella piazza “Francesco, Francesco, Papa Francesco”. Ma, Gesù dov’era? Io avrei voluto che voi gridaste: “Gesù, Gesù è il Signore, ed è proprio in mezzo a noi!”. Da qui in avanti, niente “Francesco”, ma “Gesù”!



    La seconda parola è: la preghiera. Guardare il volto di Dio, ma soprattutto – e questo è collegato con quello che ho detto prima – sentirsi guardati. Il Signore ci guarda: ci guarda prima. La mia esperienza è ciò che sperimento davanti al sagrario [Tabernacolo] quando vado a pregare, la sera, davanti al Signore. Alcune volte mi addormento un pochettino; questo è vero, perché un po’ la stanchezza della giornata ti fa addormentare. Ma Lui mi capisce. E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda. Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare… No! Làsciati guardare dal Signore.

    Quando Lui ci guarda, ci dà forza e ci aiuta a testimoniarlo - perché la domanda era sulla testimonianza della fede, no? Primo “Gesù”, poi “preghiera” - sentiamo che Dio ci sta tenendo per mano. Sottolineo allora l’importanza di questo: lasciarsi guidare da Lui. Questo è più importante di qualsiasi calcolo. Siamo veri evangelizzatori lasciandoci guidare da Lui. Pensiamo a Pietro; forse stava facendo la siesta, dopo pranzo, e ha avuto una visione, la visione della tovaglia con tutti gli animali, e ha sentito che Gesù gli diceva qualcosa, ma lui non capiva. In quel momento, sono venuti alcuni non-ebrei a chiamarlo per andare in una casa, e ha visto come lo Spirito Santo era laggiù.

    Pietro si è lasciato guidare da Gesù per giungere a quella prima evangelizzazione ai gentili, che non erano ebrei: una cosa inimmaginabile in quel tempo (cfr At 10,9-33). E così, tutta la storia, tutta la storia! Lasciarsi guidare da Gesù. E’ proprio il leader; il nostro leader è Gesù.

    E terza: la testimonianza. Gesù, preghiera – la preghiera, quel lasciarsi guidare da Lui – e poi testimonianza. Ma vorrei aggiungere qualcosa. Questo lasciarsi guidare da Gesù ti porta alle sorprese di Gesù. Si può pensare che l’evangelizzazione dobbiamo programmarla a tavolino, pensando alle strategie, facendo dei piani. Ma questi sono strumenti, piccoli strumenti. L’importante è Gesù e lasciarsi guidare da Lui. Poi possiamo fare le strategie, ma questo è secondario.



    Infine, la testimonianza: la comunicazione della fede si può fare soltanto con la testimonianza, e questo è l’amore. Non con le nostre idee, ma con il Vangelo vissuto nella propria esistenza e che lo Spirito Santo fa vivere dentro di noi. E’ come una sinergia fra noi e lo Spirito Santo, e questo conduce alla testimonianza. La Chiesa la portano avanti i Santi, che sono proprio coloro che danno questa testimonianza. Come ha detto Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI, il mondo di oggi ha tanto bisogno di testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita, proprio la coerenza di vita! Una coerenza di vita che è vivere il cristianesimo come un incontro con Gesù che mi porta agli altri e non come un fatto sociale. Socialmente siamo così, siamo cristiani, chiusi in noi. No, questo no! La testimonianza!

    La terza domanda: “Vorrei chiederle, Padre Santo, come io e tutti noi possiamo vivere una Chiesa povera e per i poveri. In che modo l’uomo sofferente è una domanda per la nostra fede? Noi tutti, come movimenti, associazioni laicali, quale contributo concreto ed efficace possiamo dare alla Chiesa e alla società per affrontare questa grave crisi che tocca l’etica pubblica” – questo è importante! – “il modello di sviluppo, la politica, insomma un nuovo modo di essere uomini e donne?”.



    Riprendo dalla testimonianza. Prima di tutto, vivere il Vangelo è il principale contributo che possiamo dare. La Chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata: non è questo. Noi non siamo una ONG, e quando la Chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, è soltanto una vuota organizzazione. E in questo siate furbi, perché il diavolo ci inganna, perché c’è il pericolo dell’efficientismo. Una cosa è predicare Gesù, un’altra cosa è l’efficacia, essere efficienti. No, quello è un altro valore. Il valore della Chiesa, fondamentalmente, è vivere il Vangelo e dare testimonianza della nostra fede. La Chiesa è sale della terra, è luce del mondo, è chiamata a rendere presente nella società il lievito del Regno di Dio e lo fa prima di tutto con la sua testimonianza, la testimonianza dell’amore fraterno, della solidarietà, della condivisione.

    Cosa ha detto di nuovo la madonna nel suo messaggio?
  • OFFLINE
    ulisseitaca
    8/22/2013 2:00 PM
    [SM=g7367]
  • ONLINE
    Credente.
    8/22/2013 6:11 PM
    Ci sono alcuni che amano le manifestazioni straordinarie a prescindere dal messaggio, e si recano ovunque si dica che ve ne siano.
    Ci sono alcuni che non credono neanche se la Madonna apparisse loro veramente.
    Ci sono alcuni che prima di accettare presunte apparizioni attendono il parere della Chiesa, (che però, in genere arriva dopo un secolo dalla fine delle manifestazioni.),
    Ci sono alcuni che con un certo senso della fede, scartando possibili contraddizioni palesi con la dottrina rivelata, si fanno una idea positiva di certe manifestazioni, anche se esse non aggiungono nulla di sostanziale alla fede, pensando che come una madre spesso per richiamare i figli usa le stesse noiose, ma pur sempre amorevoli parole, così forse usa fare la mamma celeste nel tentativo di richiamare i figli alla fede.

    Personalmente mi trovo tra questi ultimi.
  • OFFLINE
    ulisseitaca
    8/22/2013 7:51 PM
    si certo ma guardacaso dopo quelle del papa

    comunque io mi trovo tra i secondi

  • ONLINE
    Credente.
    8/22/2013 9:00 PM
    Caro Ulisse,
    se ti trovi tra quelli della seconda categoria da me elencata, sei in una botte di ferro.
    Non avrai delusioni di sorta.
    Ma probabilmente, se la madonna appare, (notare il se) lo fa per coloro che appartengono ad un'altra categoria che si aggiunge alle quattro che avevo elencato:
    la categoria di coloro che hanno bisogno di alcuni segni, più o meno evidenti, per rafforzare la fede o per cominciare a credere.
    Per loro, il Signore, sempre pronto a venire incontro a tutti, non fa mancare il suo aiuto.
    E' accaduto tante volte in passato, e la Chiesa ha riconosciuto la validità di varie manifestazioni del genere; non si può escludere che questo avvenga ancora.
    Senza ovviamente con questo voler prevenire il ponderato giudizio della Chiesa. [SM=g7479]
  • OFFLINE
    ulisseitaca
    8/22/2013 9:10 PM
    la categoria di coloro che hanno bisogno di alcuni segni, più o meno evidenti, per rafforzare la fede o per cominciare a credere


    Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti" (Lc 16,31)

    o apparisse la Madonna

  • OFFLINE
    ulisseitaca
    8/22/2013 9:14 PM
    Le aparizioni, così come i miracoli sono segni che aiutano la fede non la sostituiscono e dunque invitano a rafforzarla, ma noi dobbiamo credere per fede e non per segni, altrimenti la cosa rischia, ho detto rischia, ma il pericolo c'è, di essere pura superstizione
  • ONLINE
    Credente.
    8/23/2013 12:12 PM
    I segni non sostituiscono la fede, come tu dici, però sono da sempre un ausilio per promuovere e sostenere la fede.
    Sin dagli inizi della storia salvifica Dio ha accompagnato il suo popolo con i suoi prodigi e poi n dagli inizi del cristianesimo, i segni sono stati ancora maggiori e più incisivi.
    Basta ricordare alcuni passaggi:


    Atti 8,13 Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.

    Atti 14,3 Rimasero tuttavia colà per un certo tempo e parlavano fiduciosi nel Signore, che rendeva testimonianza alla predicazione della sua grazia e concedeva che per mano loro si operassero segni e prodigi.

    Rom 15,19 con la potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito. Così da Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo.

    2Cor 12,12 Certo, in mezzo a voi si sono compiuti i segni del vero apostolo, in una pazienza a tutta prova, con segni, prodigi e miracoli.

    Ebrei 2,4 mentre Dio testimoniava nello stesso tempo con segni e prodigi e miracoli d'ogni genere e doni dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà.

    Alcuni sostengono che agli inizi del cristianesimo tali prodigi fossero necessari mentre successivamente, una volta radicato il messaggio evangelico, non fossero più necessari.
    Personalmente sono convinto che per confermare la Parola rivelata occorre accompagnarla nella storia con la conferma da parte di Dio e in Marco 16,20 viene appunto riportato tale concetto.
    E' ovvio che un segno non è una manifestazione incontrovertibile e vi è sempre un margine di dubbio che permette all'uomo di mettere in gioco la propria fede.

  • OFFLINE
    ulisseitaca
    8/23/2013 1:10 PM
    I segni non sostituiscono la fede, come tu dici, però sono da sempre un ausilio per promuovere e sostenere la fede.

    Non per sostituirla

    O opporsi o perlomeno mettere in dubbio chi ne ha il deposito: la Chiesa