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LA VITA SPIRITUALE (p.Severino Consolaro)

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    00 8/10/2013 8:42 PM

    - Padre Severino Consolaro -

    LA VITA SPIRITUALE

    IL TUO VOLTO

    IO CERCO

     

    Tu ci hai fatto per Te, Signore,

    e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te

    (S. Agostino)

     

     

    Presentazione

     

    Penso che nulla affascini tanto l’uomo mentre vive sulla terra quanto il MISTERO. E quando si dice MISTERO si dice DIO. L’uomo si sente immerso nel Mistero ed è potentemente attratto dal Mistero, il quale non si può ridurre negativamente ad una VERITÀ che mai potremo comprendere.

    E’, in positivo, la Verità che non finiremo mai di scoprire. E’ la VITA; SORGENTE di ogni vita, nella quale mai finiremo di immergerci...

    Il salmo lo esprime in maniera insuperabile: “E’ in TE la sorgente della vita, nella Tua Luce vediamo la luce” (Sal. 15,10)

    Veramente Dio ha creato l’uomo come “Sua Immagine e Somiglianza Vivente”, imprimendo in lui indelebilmente lo “stampo” di Se Stesso. Infatti l’uomo è un essere che vive sempre in tensione tra il finito e l’Infinito.

    Finito come creatura, è infinito nel desiderio e nelle potenzialità di realizzazione. Tutte le sue facoltà (intelligenza, volontà, cuore, coscienza) sono orientate a Dio e solo in Lui raggiungono il loro compimento e si sentono pienamente appagate. S. Agostino lo ha espresso magistralmente: “Signore, TU ci hai fatto per TE, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in TE” .

    L’intelletto dell’uomo ricerca incessantemente la Verità:

    DIO E’ LA SOMMA VERITÀ

    La volontà tende per se stessa costantemente al Bene:

    DIO E’ IL SOMMO BENE

    Il cuore dell’uomo è sempre assetato di Amore:

    DIO E’ IL SOMMO AMORE

    Ogni essere umano ricerca in ogni istante come fine della propria vita una cosa sola: la Felicità

    DIO E’ FELICITA’, BEATITUDINE PIENA ED ETERNA

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    00 8/10/2013 8:44 PM
    Ma l’opuscolo si rivolge anche a tutti coloro che dicono di non averlo ancora incontrato, per aiutarli a fare in se stessi il “vuoto” necessario perché Lui si possa manifestare. “Fare il vuoto” significa scavare oltre alle apparenze, ai sentimenti, alle emozioni, alle passioni che “tiranneggiano” il cuore umano, per mettersi nudi davanti alla VERITÀ.
    Preziose sono a questo proposito le indicazioni che ci vengono da un “mistico” indiano: “Non affannarti a cercare Dio: non ha indirizzo, non ci sono mappe o cammini che conducono a Dio. Nessuno mai arriva a Dio, ma è Dio stesso che quando tu sei pronto, ossia quando sei completamente recettivo, bussa alla tua porta. E’ Lui che viene a cercarti”. (B.S. Rajneesh, Tantra, la suprema comprensione).
    Tu sei completamente recettivo quando ti accogli come dono e, nella piena verità del tuo essere creaturale, spalanchi la mente e il cuore al MISTERO che ti penetra e ti circonda...
    · Le affermazioni sono sempre suffragate dalla BIBBIA, che è la SORGENTE INESAURIBILE della VERITÀ RIVELATA, dalla vita dei Santi e dall’esperienza di Maestri nel Cammino dello Spirito.
    · Per leggerlo proficuamente bisogna rientrare in se stessi, disporsi in un clima di silenzio che si apre all’ascolto, al confronto, alla preghiera.
    Dobbiamo tenere sempre presente, però, che le VISITE DI DIO sono IMPREVEDIBILI e GRATUITE. Non dipendono dai nostri meriti, ma ci vengono concesse soltanto per Grazia dallo Spirito Santo.
    “Quando tu cerchi la VERITÀ è Dio che cerca te”.
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    00 8/10/2013 8:44 PM
    Tu mi hai fatto senza fine

    “Tu mi hai fatto senza fine, secondo il tuo piacere. Tu vuoti e rivuoti questo fragile vasello, e sempre lo colmi di novella vita. Per monte e per piano hai portato con Te questo piccolo flauto di canna, e sempre vi spiri melodie eternamente nuove. Quando mi sfiorano le tue mani immortali, il mio piccolo cuore si smarrisce dalla gioia e ne sgorgano parole ineffabili.
    Passano le età: Tu continui a versare e sempre c’è da riempire. Su queste mie piccole mani piovono i tuoi doni infiniti. Quando mi comandi di cantare, il mio cuore par che soffochi dall’orgoglio; guardo il tuo viso e mi vengono le lacrime agli occhi.
    Tutto quel che vi è di aspro e di discorde nella mia vita, si fonde in un’unica, dolcissima armonia: e la mia adorazione apre le ali come fa l’uccello felice quando traversa a volo il mare” (Tagore - I Gjtaniali)






    Natura della vita spirituale

    “Tu eri dentro di me e io ti cercavo fuori” (S. Agostino, Le Confessioni)

    La scoperta “folgorante” di Dio , che senza dubbio è la scoperta più esaltante nella vita di una persona, ha fatto capire a S. Agostino che la VIA per incontrarLO PASSA PER IL CUORE, meglio dire: E’ DENTRO IL CUORE. Un mistico orientale definisce così il “CUORE”: “La sorgente vitale, oscura e profonda, da cui scaturisce tutta la vita psichica e spirituale dell’uomo e attraverso la quale l’uomo si avvicina e comunica con la Sorgente stessa della vita” (E. Bhr-Sigel).
    Fratello, sorella, se vuoi, puoi veramente incontrare Dio nel tuo cuore. Tu possiedi la chiave per aprirGli dal di dentro...
    Dio lo potrai trovare al di fuori di te soltanto dopo che ti sei disposto ad incontrarlo in te., perché tu sei il suo tempio VIVENTE.
    Il grande maestro di vita spirituale e grande mistico S. Bernardo te lo esprime con grande forza. “Dovunque ti trovi, prega dentro di te. Se ti trovi distante dalla Chiesa, non andare lontano alla ricerca di un luogo di preghiera, perché tu stesso sei quel luogo. In qualunque posto tu sei, prega perché lì è il tuo tempio e il tuo Dio”...
    Il primo che te lo dice, però, e te lo dice come Lui solo sa dirtelo, è Gesù. “Tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il PADRE tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt. 6,6). La CAMERA che ti isola in un rapporto personale con il Dio Vivente è il tuo CUORE. Non c’è luogo, neanche la Chiesa, che possa metterti in comunicazione con Dio, se tu lo tieni lontano dalla tua mente e dal tuo cuore.

    Quando si dice VITA SPIRITUALE si dice, dunque, VITA INTERIORE.
    Ogni persona fa l’esperienza che la propria vita ha due dimensioni nettamente diverse: la dimensione DENTRO DI SE’=VITA IN PROFONDITÀ; la dimensione FUORI DI SE’=VITA IN SUPERFICIE.
    La VITA FUORI DI SE’ o VITA ESTERIORE è fatta di calcolo, di pensiero, di efficientismo, di distrazione verso le mille cose che attirano.
    La VITA DENTRO DI SE’ o VITA INTERIORE viene, invece, “costruita” da ciascuno secondo le qualità dei rapporti, delle scelte, delle motivazioni e degli orientamenti che dà alla propria esistenza in ordine a quello che percepisce come il BENE SUPREMO. Questo si riassume in una sola parola: AMORE. “Dimmi Chi o che cosa ami e ti dirò chi sei” (S. Agostino), perché là “dov’è il tuo tesoro ivi è il tuo cuore” (Gesù), ossia lì ci sei tu.
    Ogni uomo si gioca il proprio destino eterno secondo le scelte di BENE o di MALE che opera nel cuore.
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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:44 PM
    Per capire la natura e il valore della VITA SPIRITUALE, ci serviamo di un paragone molto chiaro. La nave, che solca i mari e gli oceani, è composta da due parti unite,ma funzionalmente ben diverse: la parte immersa nell’acqua e la parte emersa dall’acqua. la parte della nave immersa nel mare è la più importante, perché contiene gli apparecchi che le danno la forza propulsiva per muoversi e la guidano nella rotta da seguire. La VITA INTERIORE o VITA SPIRITUALE è la FORZA PROPULSIVA e il TIMONE, perché anima, dà valore e guida la VITA ESTERIORE.
    Apprezzare e coltivare la vita spirituale è un dovere di ogni persona che voglia dare un senso alla propria esistenza.
    Dio viene sempre incontro all’uomo, ma l’uomo spesso non è interiormente disposto per incontrarLo. La VITA SPIRITUALE non può crescere e svilupparsi senza l’impegno, la volontà e la ricerca di Dio. I mezzi per coltivare la VITA SPIRITUALE sono la riflessione, la meditazione, la preghiera, l’esame di coscienza, il confronto costante con la PAROLA di DIO. L’uomo, però, con le sue sole forze non può raggiungere il traguardo della VITA SPIRITUALE che è la comunione piena con Dio. Ha bisogno della GRAZIA DIVINA, che gli viene donata dal Padre in CRISTO suo Figlio, mediante i Sacramenti della Chiesa.
    In una parabola del Vangelo Gesù ci parla del TESORO NASCOSTO. In questo possiamo raffigurare la VITA SPIRITUALE. Come il tesoro è ben sotterrato nel campo, così Dio -IL VERO TESORO DELLA TUA VITA- si cela nel più intimo del tuo cuore, sempre in attesa che tu voglia affacciarti fino a quelle profondità. Ti attende per incontrarti lì. Se tu non vendi quello che possiedi, ossia se non ti spogli del tuo egoismo e non "scavi” in te stesso, non troverai il TESORO. Un’altra immagine: la VITA SPIRITUALE è come la radice della pianta: non si vede, ma è la parte più necessaria. Come la radice attinge dal terreno sempre linfa nuova per nutrire la vita della pianta, così la persona attinge dal cuore la linfa che rinnova tutto il suo essere.
    “L’uomo buono dal suo buon tesoro (il cuore buono) trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive” (Mt. 12,35)
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    00 8/10/2013 8:45 PM
    Nel suo sviluppo la VITA SPIRITUALE segue il dinamismo della crescita umana, che tende progressivamente alla sua maturazione.
    Possiamo sintetizzare questo processo in tre principi:
    1. DI INTERIORIZZAZIONE: l’uomo nel cammino spirituale, con il passare degli anni, si fa sempre più riflessivo. Anche se attratto dal mondo che lo circonda, dà sempre meno ascolto alle parole che gli giungono dall’esterno, mentre ascolta sempre più i messaggi che gli giungono dal di dentro. Tende, cioè, ad interiorizzare e unificare la propria vita. In questo itinerario la Parola di Dio diventa il suo costante punto di riferimento: “lampada per i miei passi è la tua Parola, Luce sul mio cammino” ,(Sal. 119,05).
    2.DI SPOGLIAZIONE: il veloce alternarsi delle stagioni, lo scorrere implacabile del tempo tolgono gradualmente all’uomo le sue false sicurezze, la sua prestanza fisica, l’influsso sociale. Quando la morte si fa più vicina dalla nascita, le prove dell’esistenza fanno sentire all’uomo che è “un soffio” che passa... Avverte sempre più acutamente la sua precarietà e fugacità in questo mondo, che lo sta portando verso la sua spogliazione totale e radicale. “Nudo uscii dal seno di mia madre e nudo vi ritornerò” (Gb. 1,21)
    3. DI ESSENZIALITÀ il passeggero e il caduco fanno sempre meno presa su di lui. Aderisce sempre più alle cose che non deludono e che non tramontano. Egli tende a trattenere soltanto ciò che ha sapore di eternità, perché si rende conto con S. Paolo che:”le cose VISIBILI sono DI UN MOMENTO, quelle INVISIBILI sono ETERNE” (2 Cor. 4,18)
    La VITA SPIRITUALE infatti si proietta come DIMENSIONE DEFINITIVA OLTRE LA MORTE e dà perpetuità e stabilità all’edificio interiore. La MORTE vista in questa prospettiva diventa la VERA NASCITA dell’uomo. Mentre la VITA FISICA è sottoposta ad un progressivo ed inevitabile disfacimento, la VITA SPIRITUALE cresce di giorno in giorno. “Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro UOMO ESTERIORE si va disfacendo, quello INTERIORE si rinnova di giorno in giorno” (2 Cor. 4,16).
    A conclusione di questo tema così essenziale per orientare e dare senso alla nostra vita “sempre in fuga”, non possiamo non sottolineare il valore del SILENZIO, condizione indispensabile per poter percepire la PRESENZA di Dio. Vivekananda, un illuminato rappresentante dell’induismo moderno e un grande spirito ecumenico scrive:
    “Siediti ai bordi dell’aurora
    per te si leverà il sole.
    Siediti ai bordi della notte
    per te scintilleranno le stelle.
    Siediti ai bordi del torrente
    per te canterà l’usignolo.
    Siediti ai bordi del SILENZIO
    Dio ti parlerà”
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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:45 PM
    Solo nel SILENZIO la verità di ciascuno si ricompone, mette radici. Solo nel SILENZIO la preghiera “rigenera” l’uomo, lo guarisce dalla propria colpa.
    “Ogni infelicità degli uomini deriva da una sola cosa. non saper restare in silenzio in una camera” (B. Pascal).
    Il Maestro sommo della VITA SPIRITUALE, S. Giovanni della Croce, nella pagina stupenda che riportiamo ci mostra come il SILENZIO è il “custode” di tutte le virtù, lo scrigno prezioso che “protegge” la VITA SPIRITUALE nel suo sviluppo.

    “Tacere di sè è UMILTÀ
    tacere i difetti altrui è CARITÀ
    tacere parole inutili è PENITENZA
    tacere a tempo e a luogo è PRUDENZA:
    tacere nel dolore è EROISMO.

    Saper parlare è un vanto di molti
    Saper tacere è una SAGGEZZA di pochi
    saper ascoltare
    una GENEROSITÀ di pochissimi

    Per possedere il Tutto
    non possedere nulla di nulla!
    Quando ti rifugi in qualche cosa
    cessi di lanciarti nel Tutto.
    Se vorrai possedere qualcosa del Tutto
    non hai posto il tuo tesoro nel Tutto!”
    (S. Giovanni della Croce)
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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:45 PM

    Un giovane, Michele Chinellato, morto di leucemia all’ospedale di Vicenza il 21 luglio 1986, a ventidue anni di età, ha scritto, in forma di diario, delle preghiere che rivelano la maturità raggiunta -che non dipende dal numero degli anni- nel cammino della sua VITA SPIRITUALE. Sono preghiere che riecheggiano la Parola di Dio, i Salmi, di cui si nutre sempre l’anima che si impegna nel Cammino dello Spirito.

    TI AMO, SIGNORE!
    NIENT’ALTRO

    Quanti giorni resteranno?
    Quanti momenti ancora mi darai
    come oggi, come ieri, come domani?
    Tu ci sei e questo mi basta.
    Mi hai dimostrato come la sicurezza non esiste.
    Esisti Tu solo, Signore, Tu solo e basta.
    Tutt’intorno non c’è niente,
    c’è solo il silenzio
    che porta via le mie parole.
    Per i giorni che mi restano,
    per il dolore che mi regalerai,
    Signore, grazie!
    E’ bello, Signore... è bello perché Tu ci sei
    e questo è sufficiente
    per vivere in qualunque modo,
    anche e soprattutto nel mio.
    Ti amo, Signore. Nient’altro.
    Ti amo, Signore. Cos’altro posso aggiungere?
    Non so dirti nient’altro che “Ti amo”.


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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:46 PM

    LA VITA SPIRITUALE E LA PREGHIERA

    “Per liberarvi delle vostre cattive inclinazioni, non occupatevi tanto di esse: ciò alle volte è un modo di dar loro peso ed una virulenza che avevano prima e rischiereste di strappare il bene insieme al male (cfr. La parabola del buon grano e della zizzania” (Mt. 13, 24-30).
    “Il modo giusto di eliminare il male non consiste nell’accanirvi contro, ma nel rivolgervi alla Luce, nel porre tutta la vostra attenzione sulla Luce; allora la vostra parte di ombra si affievolirà, sarà cancellata senza che la tagliate. Dio si incaricherà di tagliarla e di bruciarla nel giorno della mietitura. Rivolgetevi verso la speranza della mietitura” . (Lanzo del Vasto).
    - “Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante” (Lc 9,29) E’ significativo che Gesù si trasfiguri mentre è in colloquio intimo con il Padre. La preghiera, se fatta con il cuore, trasfigura la persona.
    “Guardate a Lui e sarete raggianti; non saranno confusi i vostri volti” (Sal. 33,6).
    Anche Mosè dopo il contatto con Dio scendeva dal monte con il volto luminoso, tanto che gli israeliti avevano timore di avvicinarsi a lui.
    L’anima che “guarda a Dio”, che “si rivolge alla sua LUCE”, è l’anima che prega. Quando uno prega diventa “raggiante”, perché irradia sugli altri la luce di Dio che è AMORE, BENEVOLENZA, BONTÀ, MISERICORDIA
    Tra VITA SPIRITUALE e PREGHIERA vi è un nesso profondo e inscindibile. Non solo non si possono mai separare, ma ognuna influisce in modo diretto sull’altra. E’ vera la frase: “Dimmi come preghi e ti dirò come vivi”. Ma è altrettanto vera la frase trasposta nei suoi termini: “Dimmi come vivi e ti dirò come preghi”.
    La vita spirituale di un’anima corrispondente al grado di comunione con Cristo, è direttamente proporzionale con la qualità di preghiera che la esprime e della quale è come il respiro.
    Madre Teresa di Calcutta ne è un esempio incarnato ai nostri tempi. Prima di andare a servire “gli ultimi della terra”, ogni mattina trascorreva un’ora e mezza in adorazione davanti a Gesù Eucarestia. A sera, dopo il servizio instancabile prestato ai poveri, nello spirito della Carità di Cristo, concludeva la sua giornata con un’altra ora di “colloquio contemplativo”.
    Le molte preghiere che ha composto, sgorgate dal suo grande cuore, sono una viva testimonianza di questa verità: la PREGHIERA, quando è autentica, apre sempre l’anima alla CARITÀ.
    Vogliamo qui riportare uno dei suoi pensieri, così delicati e profondi, nei quali traspare il suo amore e la sua tenerezza per ogni essere umano. Anche il titolo è significativo: LA BONTÀ.
    “Non permettere mai che qualcuno venga a te e vada via senza essere migliore e più contento. Sii l’espressione della bontà di Dio. Bontà sul tuo volto e nei tuoi occhi, bontà nel tuo sorriso e nel tuo saluto. Ai bambini, ai poveri e a tutti coloro che soffrono nella carne e nello spirito, offri sempre un sorriso gioioso. Dai a loro non solo le tue cure ma anche il tuo cuore” (M. Teresa).
    Nel cammino spirituale (chiamato anche CAMMINO DI FEDE, perché questa è la virtù-fondamento che lo sorregge) s’impara a pregare non tanto dai libri quanto dal MAESTRO INTERIORE. lo SPIRITO SANTO, che è stato infuso nei nostri cuori. (cfr. Rom. 5,5).
    Per questo S. Giovanni Climaco afferma: “Dio fa il dono della preghiera a colui che prega”. Ciò significa che A PREGARE S’IMPARA PREGANDO.
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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:46 PM
    La preghiera è un bene sommo,
    è una comunione intima con Dio,
    deve venire dal cuore,
    deve fiorire continuamente, giorno e notte.

    E’ luce dell’anima,
    vera conoscenza di Dio,
    mediatrice tra Dio e l’uomo;
    è un desiderare Dio
    è un amore ineffabile
    prodotto dalla grazia divina
    San Giovanni Crisostomo




    Le leggi della preghiera sono le stesse che guidano e accompagnano la vita spirituale nel suo sviluppo.
    Nel cammino verso l’incontro con Dio, l’anima avverte che il cuore le si allarga sempre più e contemporaneamente si eleva e si dilata la sua preghiera. Proprio come chi scala una montagna: sale e salendo contempla orizzonti sempre più vasti.

    la vita spirituale è la salita al monte santo di dio
    Segnaliamo i principi che costituiscono la verifica sicura del traguardo raggiunto dall’anima nel suo cammino di santità. La preghiera è il termometro che infallibilmente lo rivela.
    a) DALL’ESTERNO ALL’INTERNO: L’INTERIORIZZAZIONE DELLA PREGHIERA ACCOMPAGNA L’INTERIORIZZAZIONE DELLA VITA.
    Da una preghiera prevalentemente “parlata” ad una preghiera prevalentemente “ascoltata”. Nel suo primo stadio la preghiera predominante è la PREGHIERA VOCALE(=fatta con le labbra) più o meno meccanica. Man mano che l’anima progredisce nel suo cammino spirituale passa ad una preghiera che coinvolge sempre più le sue facoltà interiori: MENTE, VOLONTÀ, CUORE. Mentre le parole diminuiscono, ma si fanno più vere, crescono gli spazi di silenzio
    “Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venir ascoltati a forza di parole” (Mt. 6,7)
    b) Da una preghiera “formale” ossia fatta di formule ad una preghiera sempre più “sostanziale”, nella quale l’anima gradualmente avverte la presenza di Dio ed entra in un rapporto personale sempre più profondo con Lui. Anche il suo linguaggio muta: da una forma di MONOLOGO diventa sempre più VERO DIALOGO. E’ meno “freddo” e sempre più “riscaldato” dall’amore dello spirito santo che la guida.
    c) Da una preghiera in cui predomina la Domanda, legata alla richiesta di grazie, ad una preghiera che cede il posto sempre più alla LODE, all’ADORAZIONE, al RENDIMENTO DI GRAZIE, man mano che l’anima scopre quanto è amata. Questo genera il lei un gioioso stupore che la spinge progressivamente ad aprirsi all’Azione Gratuita di Dio. Riconosce umilmente le Meraviglie che Egli va compiendo in lei e si rende più disponibile a ricambiare il dono ricevuto: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt. 10,8).
    In questo cammino giunge all’apice che costituisce anche il traguardo a cui tende la Preghiera: la contemplazione di dio nel Quale tutto è amore che si effonde in grazia
    d) Da una Preghiera CHIUSA SULLA PROPRIA PERSONA (e sui propri cari...), che risente ancora di troppi calcoli umani interessati, ad una PREGHIERA D’INTERCESSIONE APERTA A TUTTA L'UMANITÀ. Intercedere significa farsi carico dei fratelli, nelle loro necessità, presentarli a Dio e implorarlo per loro. La preghiera d’INTERCESSIONE è un grande atto di UMILTÀ -Virtù cardine nella costruzione dell’edificio spirituale- perché ci fa riconoscere i nostri limiti, la nostra povertà radicale.L'UMILTÀ ci rende coscienti che quanto siamo e abbiamo è DONO DI DIO; ci apre perciò a Lui per chiederGli ogni cosa con la semplicità di un bambino che sa di avere bisogno di tutto.
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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:47 PM
    E’ in atto di FEDE, perché ci fa poggiare la nostra richiesta sulla PAROLA DI GESÙ che non si smentisce: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt. 7,7).
    E’ un atto di SPERANZA, perché ci fa attendere da Dio, con ferma fiducia, ciò che Gli chiediamo per i nostri fratelli.
    E’ un atto di CARITÀ, anzi il primo e più grande atto di Carità, perché nella preghiera d’INTERCESSIONE noi affidiamo a Dio, che è PADRE, la Sorte dei nostri fratelli, che non può essere altro se non il loro VERO BENE.
    Nella Bibbia rifulgono due Grandi Personaggi, divenuti MODELLI nella preghiera d’INTERCESSIONE: ABRAMO e MOSE’.
    ABRAMO, con la Confidenza e l’Ardimento che si osa avere solo nei confronti dell’Amico più caro, supplica Dio per la salvezza degli abitanti di Sodoma. (cfr. Gen. 18, 16-33).
    E’ un dialogo molto bello e molto denso, sia in chiave di Fede, come in chiave puramente umana.
    MOSE’, mentre procede nel cammino dell’ESODO - Figura chiara dell’Itinerario della VITA SPIRITUALE-, s’immedesima sempre più nella sorte del suo popolo. Supplica Dio, di cui si sente Intermediario, con accenti molto accorati, facendo appello alla Sua Misericordia, di non far perire con la morte coloro che ha liberati dalla schiavitù.

    L’anima che progredisce nel Cammino della preghiera arriva ad assumere in proprio i problemi che affliggono l’umanità e li presenta a Dio con la Fiducia di un figlio, che sa di poter contare sempre, per la Mediazione di GESÙ, sul Suo AMORE e sulla Sua MISERICORDIA di PADRE.
    “Tutto quello che chiederete con Fede nella preghiera, lo otterrete”
    (Mt. 21,22).
    e) Da una preghiera fatta di pie pratiche o di formule tradizionali ad una preghiera sempre più BIBLICA: l’anima sente il bisogno di esprimersi con la PAROLA DI DIO e specialmente con i SALMI. Non ci sono parole umane che possano tradurre adeguatamente l’esperienza interiore, ineffabile (= Inesprimibile), che essa via via sta vivendo. Effondendosi sempre più con la parola di dio,che medita nel suo cuore, l’anima scopre che LUI E’ IL TUTTO e lei il nulla. ciò che è e ciò che ha è puro dono suo. Perciò dà sempre più spazio a LUI e meno a se stessa.
    S. Francesco d’Assisi, Grande Contemplativo, l’ha espresso in una delle sue brevi ma ardenti “preghiere del cuore”: “Mio DIO, chi sei TU e chi sono io?...”
    f) Da una preghiera rivolta solamente a GESÙ CRISTO ad una preghiera che, nella CIRCOLARITA’ dell’AMORE diventa sempre più TRINITARIA. L’anima entra in un rapporto sempre più intimo con ognuna delle Tre Persone Divine, secondo la formulazione del Mistero SORGENTE DI TUTTA LA REALTÀ CHE ESISTE:
    DA CRISTO AL PADRE NELLO SPIRITO SANTO.
    S. Maria Maddalena De’ Pazzi, religiosa carmelitana e mistica, vissuta nella seconda metà del 1500, esprime così l’ESPERIENZA dell’AMORE TRINITARIO: “Questa è l’opera che continuamente fa la Santissima Trinità nelle sue creature: il PADRE ASPIRA in esse, cioè desidera la loro salvezza, il FIGLIO RESPIRA riposandosi in esse e rendendole gradite a Dio; lo SPIRITO SANTO ISPIRA, ossia le va illuminando perché possano camminare di virtù in virtù”.
    Man mano che l’anima progredisce nel cammino della preghiera fa un’esperienza sempre PIÙ PROFONDA E DIRETTA di Dio, perché gradualmente si abbandona allo SPIRITO SANTO che è SPIRITO DI PIETÀ! E’ LUI che nell'anima prega il PADRE con la VOCE DEL FIGLIO. Lo Spirito Santo che prega in noi è fonte dell’amore che opera. Così nell’AMORE la vita si fa PREGHIERA e la PREGHIERA si fa VITA.
    “Se lo Spirito santo vive nell’uomo, questi prega quando sta e cammina, dorme e veglia, lavora e riposa, parla e tace” (F. La Combe)
  • OFFLINE
    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:47 PM
    Per concludere riportiamo un esempio di preghiera “matura” che ha raggiunto le profondità della persona, là dove ogni essere umano incontra Dio e incontra anche pienamente se stesso.



    O TU che abiti nel profondo del mio cuore,
    fa che io ti incontri nel profondo del mio cuore.

    O TU che abiti nel profondo del mio cuore,
    fammi udire la Tua voce nel profondo del mio cuore.

    O TU che abiti nel profondo del mio cuore,
    custodiscimi accanto a Te nel profondo del mio cuore

    O TU che abiti nel profondo del mio cuore,
    PADRE, FIGLIO, SPIRITO SANTO

    SORGENTE ETERNA DELLA VITA
    NELLA COMUNIONE ETERNA DELL’AMORE

    ogni LODE, ONORE e GLORIA nei secoli dei secoli
    da tutti coloro che Ti amano e Ti seguono

    nella VIA DEL RITORNO alla Patria Celeste.
    Amen
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    Coordinatrice
    00 8/10/2013 8:47 PM
    IL RUOLO INSOSTITUIBILE DI MARIA
    NELLA VITA SPIRITUALE

    “Con tanto interessamento e con tanto amore la Beatissima Vergine lavora a ottenere a tutti noi il divino aiuto, che come per mezzo di Lei discese sulla terra, così per mezzo di Lei gli uomini salgono al cielo. La malvagità degli uomini, assai spesso, eccita la divina indignazione. la Madre di Dio è l’Arca dell’Alleanza eterna perché non venga distrutta l’umanità. Le preghiere degli altri Santi si basano soltanto sulla Divina Misericordia; le preghiere di Maria, invece, su un certo diritto materno. Accostandosi quindi al trono del Figlio suo, come AVVOCATA domanda, come ANCELLA prega, come MADRE comanda (Pio VII,bolla “Tanto studio”).


    In questo opuscolo riportiamo Documenti, Esperienze, Testimonianze di veri Maestri, che hanno tracciato un CAMMINO nella VITA SPIRITUALE. Tutti i Santi -ricordiamo in modo speciale i Fondatori di Ordini e di Congregazioni, sia religiosi che laicali— hanno ricevuto dallo Spirito Santo Carismi diversi per Ministeri diversi, al fine di far rifulgere nella CHIESA, che è “come la Sposa adorna per il suo Sposo” (Ap. 21,2), la Santità e lo Splendore del volto di Cristo. Hanno aperto VIE di Spiritualità che sono e saranno sempre feconde di frutti.
    Ma, mentre i Santi hanno attinto dalla “multiforme GRAZIA di CRISTO (1 Ptr. 4,10) i DONI proporzionali alla loro Vocazione-Missione, Maria Santissima ha partecipato come Madre e anche come Prima Discepola (Prima Cristiana “ante litteram”), in maniera totale ed unica al Mistero della sua Incarnazione e della sua Redenzione. nessuno ha mai condiviso nè potrà mai condividere come Lei la vita di Gesù e quindi l’Ideale del suo Vangelo.
    Tra Maria e Gesù non ci fu solo una unione di opere, di vicende, di convivenza, ma raggiunse il cuore. Il Bèrulle, cardinale e teologo francese, nelle pagine mirabili che dedicò alla contemplazione dell’ineffabile unione di mente e di cuore tra Gesù e Maria, scrive: “Gesù e Maria non sono, ci sembra, che un solo vivente sulla terra: il cuore dell’uno non vive e non respira che per l’altro” (“Le grandezze di Maria, pag.158).
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    00 8/10/2013 8:48 PM
    Come è vero che la VITA SPIRITUALE è il CAMMINO per incontrare Cristo in una maniera sempre più piena e vitale, nessuno l’ha mai incontrato nè lo potrà mai incontrare come Maria, sua Madre. S. Luca, per farci capire quanto Maria fosse unita a Gesù e mettesse sempre il Figlio al centro della propria vita, ci dice: “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc. 2,19). Tutto ciò che faceva e diceva suo Figlio, tutto ciò che gli altri facevano e dicevano nei riguardi di Lui, passava dal suo cuore materno: lo meditava confrontandolo nella Fede, che diveniva incessante preghiera, per conformarsi sempre alla volontà del Padre.
    Così Maria è stata costantemente fedele a quelle parole pronunciate come risposta a Dio nell’Annunciazione: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc. 1,38). E’ la FEDE piena e senza riserve di Maria che Le attira tutti i Favori di Dio, quella FEDE che lo Spirito Santo stesso, per bocca di Elisabetta, proclama: “Beata Colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc. 1,45).
    Il Papa Paolo VI, di venerata memoria, nell’Esortazione Apostolica “SIGNUM MAGNUM” del 1967 sul culto da tributarsi a Maria, esalta le virtù evangeliche che con la fede rifulgono mirabilmente in LEI.
    “Contempliamo Maria ferma nella fede, pronta nell’obbedienza, semplice nell’umiltà, esultante nel magnificare il Signore, ardente nella carità, forte e costante nell’adempiere la sua missione fino all’olocausto di se stessa, in piena comunione di sentimenti con il Figlio suo che si immolava sulla croce per donare agli uomini una VITA NUOVA” (Signum magnum N° 12).
    Nei momenti più importanti della vita di Gesù troviamo, sempre in maniera significativa, la presenza di Maria.
    Þ A Cana compie il primo Miracolo di tramutare l’acqua in vino per la Mediazione materna di Maria. L’episodio mette in risalto l’attenzione e la vigilanza con cui Ella segue, momento per momento, lo svolgersi della festa, per cui si accorge quando il vino sta per finire. Sono squisite la sua sollecitudine e insieme la sua discrezione nell’intervenire presso il Figlio: “Non hanno più vino” (Gv. 2,3). Senza interferire minimamente circa le modalità del suo intervento, Lei ha la certezza che vi avrebbe comunque provveduto. Per questo si rivolge ai servi e dice loro semplicemente: “Fate quello che vi dirà” (Gv. 2,5). “Sono -dice il Papa Giovanni Paolo II- come le parole-testamento di Maria”. Tutti i suoi Messaggi nelle diverse apparizioni della storia riecheggiano questa Sua missione: portare le anime a Lui. “Fate quello che vi dice mio Figlio”
    Þ Sul Calvario, al compimento dell’ORA di Cristo e dell’ ORA della storia, ai piedi della croce, Maria partecipa nel cuore al Sacrificio Redentore del FIGLIO con un abbandono totale alla volontà del PADRE. Unita intimamente a Cristo, la Vergine è MODELLO e FIGURA della CHIESA, chiamata ad accogliere, non passivamente ma con la propria collaborazione la Redenzione operata da LUI. Per questo dalla croce il Figlio laa dichiara MADRE dell’umanità redenta. “Gesù allora, vedendo la MADRE e lì accanto il discepolo che Egli amava, disse alla Madre: “Donna ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”(Gv. 19,26-27). Attraverso l’esperienza del Calvario, Maria è divenuta la MADRE della REDENZIONE, perché in Cristo e con Cristo ci ha rigenerati come Figli di Dio, e nostra AVVOCATA di Grazia e di Misericordia. Qualche Santo arriva a definirla l’”ONNIPOTENTE PER GRAZIA”.
    Il Sommo Poeta Dante, nel Canto XXXIII del PARADISO, in una delle
    più belle preghiere di esaltazione alla Vergine, esprime così la sua
    Efficace Mediazione presso il Figlio Gesù:”Donna se’ tanto grande e
    tanto vali, che qual vuol Grazia ed a Te non ricorre, sua desianza vuol
    volar sanz’ali”.
    Þ Maria è la DONNA del SABATO SANTO. Tra lo sconcerto dei discepoli, smarriti dopo la fine ignominiosa del loro Maestro nel quale avevano riposto tutte le loro speranze, ELLA -”nel Sabato del silenzio di Dio”- è e rimane la “Virgo fidelis”, la Vergine fedele. Sotto la croce non crolla, ma -come dice il Vangelo- “STA”. Lo SPIRITO SANTO, che inonda pienamente la sua anima benedetta, la ILLUMINA, la FORTIFICA, la GUIDA nel percorrere tutto l’arco della fede.
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    00 8/10/2013 8:48 PM
    All’alba del mattino di PASQUA, Maria non è presente con le pie donne che vanno alla tomba a piangere un morto. ELLA è sicura che LUI, come aveva predetto, sarebbe risuscitato. anche se il Vangelo non ne parla espressamente, è ovvio che Gesù risorto, è apparso per primo a sua Madre.
    Þ Troviamo finalmente Maria presente all’EVENTO grandioso che inaugura ufficialmente la Chiesa: la PENTECOSTE. Nei giorni di attesa dello Spirito Consolatore, che li avrebbe trasformati in suoi Testimoni, ELLA anima, rincuora e tiene uniti gli Apostoli e i Discepoli. “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù e con i fratelli di Lui” (Atti 1,14). Questa presenza materna di Maria, tanto assidua e premurosa nel servire -e nell'ascoltare- il Figlio, diventa così la sua missione nella vita della Chiesa: essere MEDIATRICE di GRAZIA per la salvezza di tutti i figli che Lui le ha “consegnato dalla croce.
    Ogni DONO. ogni GRAZIA ci vengono elargiti dalla misericordia del Padre, che non ha limiti, per i meriti infiniti del proprio Figlio Gesù Cristo, Crocifisso e Risorto. Maria però intercede efficacemente perché il TESORO INESAURIBILE della REDENZIONE venga donato a ciascuna anima nel cammino verso la VITA ETERNA. secondo la Vocazione di ogni persona, che è UNICA e IRREPETIBILE.

    “Ecco la tua Madre!”. Questo caldo invito di Gesù ad accogliere la sua Mamma come mamma nostra è il più dolce dei Testamenti. Nessuno ha tanto influsso nella vita di ogni persona, nessuno entra nel suo cuore quanto la propria mamma . Gesù, donandoci sua Madre -e quale Madre!- come Madre nostra, ce l’ha affidata come MAESTRA e GUIDA sicura nel cammino della VITA SPIRITUALE. San Luigi Grignion di Montfort, il Santo innamorato della Madonna, che ha tanto contribuito con la sua vita e con i suoi scritti a diffonderne la devozione -in particolare con l’atto di Affidamento a Lei- spiega come “è una strada comoda, breve, perfetta e garantita per giungere alla unione con il Signore, dove c’è la perfezione cristiana” (“Trattato della vera devozione” N° 152 e ss.).

    Il santo Papa Giovanni Paolo II, che con molta sapienza guida oggi la Chiesa nel trapasso da un millennio all’altro, ci mostra con la santità della sua vita e con la fecondità prodigiosa del suo Alto Magistero che cosa significa affidarsi a Maria.
    Il 13 maggio 1981 -giorno della prima Apparizione della Vergine a Fatima- nel gravissimo attentato che ha subito, è stato salvato da Dio per Intercessione di Maria. Porta per sempre, impressi nella propria carne, i SEGNI della sua Potente e Materna protezione. La devozione del Santo Padre alla Madonna è intensa, tenera e filiale. La esprime continuamente: nelle molte e stupende preghiere per Lei composte, negli Atti di Affidamento, sia delle singole nazioni come dell’umanità intera, nei frequenti pellegrinaggi ai Santuari mariani, in tutti i luoghi dove lo porta il suo zelo apostolico indefesso, paragonabile a quello di San Paolo. Anche il motto del suo pontificato, eminentemente mariano, lo sintetizza bene: “Totus tuus, o Maria: Sono tutto tuo, o Maria”.

    La PREGHIERA LITURGICA della Chiesa esprime sempre la sua fede: “lex orandi, lex credendi”. Per questo essa applica a Maria le parole che ne esaltano la sua potenza di Grazia. Sono tratte dal Libro dei PROVERBI: “Chi trova Me trova la VITA e ottiene FAVORE dal Signore” (Prov. 8,35).
    Per concludere, ogni anima, finchè è pellegrina in questo mondo, tra tante prove e sofferenze, guardi sempre a Maria, che ci viene descritta nella GLORIA di DIO dall’apostolo Giovanni nell’Apocalisse, con meravigliose immagini “...nel cielo apparve poi un SEGNO GRANDIOSO: una DONNA vestita di SOLE, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle”Þ (Ap. 12,1)
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    00 8/10/2013 8:49 PM
    LE TAPPE DELLA VITA SPIRITUALE

    “Sempre ti dispiaccia ciò che sei, se vuoi arrivare a ciò che non sei. Infatti, quando ti ritieni soddisfatto, allora ti sei fermato. Se dici: ‘Basta’ , sei perduto. Avanza sempre, cammina sempre: non fermarti, non tornare indietro, non smarrirti. Chi non progredisce si ferma, chi si volge là donde era partito retrocede; chi vien meno si smarrisce. Cammina meglio uno zoppo sulla retta via, che un atleta fuori strada” (S. Agostino, Serm. 169, 15.18).
    La VITA SPIRITUALE è un CAMMINO: il cammino dell’anima verso Dio. Come il cammino è fatto di TAPPE INTERMEDIE prima di raggiungere la META o il traguardo del viaggio così nella vita spirituale l’uomo non può raggiungere Dio se non percorrendo le tappe del Cammino Spirituale CHE CONDUCE A Lui.
    La vita è una STRADA. l’importante è camminare sulla strada, anche se faticosa, verso la META. La vita invoca una meta, pena l’apatia, la disperazione, il fallimento.
    Cristo si è fatto per te VIA per accompagnarti e sorreggerti nel VIAGGIO DELLA TUA VITA INCONTRO AL PADRE.
    Non ti esime, però, dal compiere la tua parte. Senza la tua volontà e il tuo impegno assiduo, quotidiano, di seguire LUI, tu non cammini sulla STRADA...
    Nella vita spirituale fermarsi significa retrocedere. Medita le parole del grande dottore della Chiesa S. Agostino, sopra citate. “Se dici ‘Basta’ sei perduto. Avanza sempre, cammina sempre” ricordandoti che su questa strada non sei mai solo...
    I Maestri di vita nello Spirito hanno tracciato l’itinerario che progressivamente conduce l’anima ad incontrare Dio.
    E’ L’AVVENTURA Più AFFASCINANTE DELLA VITA.
    Eccone le varie tappe:

    La VITA SPIRITUALE è un DONO che Dio fa all’uomo perché possa crescere sempre più nella COMUNIONE CON LUI fino a quando lo raggiungerà in cielo. La GLORIA che ognuno godrà in Paradiso sarà proporzionale al grado di Santità raggiunto nel Cammino della Vita Spirituale. Il Percorso è SENZA LIMITI, perché tra l’uomo e Dio la distanza è infinita. “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt. 5,45).



    La SORGENTE della VITA SPIRITUALE è la PASQUA di Gesù (Passione - Morte - Risurrezione). “Dalla sua pienezza - dice S. Giovanni- noi tutti abbiamo ricevuto e Grazia su Grazia (Gv 1,16). Questa “pienezza di Grazia ci viene donata mediante i Sacramenti. Nel BATTESIMO -che fonda la VITA SPIRITUALE perché fonda la VITA CRISTIANA- per opera dello SPIRITO SANTO (AMORE - COMUNIONE - BEATITUDINE tra il PADRE e il FIGLIO), veniamo INCORPORATI IN CRISTO. In LUI diveniamo FIGLI DI DIO e quindi COEREDI CON LUI della VITA ETERNA nella GLORIA. LA VITA SPIRITUALE è un CAMMINO CON CRISTO. dall’ESPERIENZA dolorosa e drammatica della LOTTA in mezzo alle TENTAZIONI nel DESERTO fino all’ESPERIENZA BEATIFICANTE della CONTEMPLAZIONE di Dio sul TABOR. Il Padre chiama ogni anima a percorrere questa strada (la VERA STRADA è GESU’) verso il MONTE SANTO, per “trasfigurarla” nel proprio FIGLIO.
    Dio, elevando nel Battesimo la natura umana -che diventa perciò natura umano-divina- non la cancella. Solamente la risana radicalmente dal peccato, rendendola idonea a ricevere i DONI SOPRANNATURALI. Tutto il “Bagaglio Umano” che ha donato ad ogni persona, anche il “vissuto” che appare “negativo”, nella FEDE viene assunto e trasfigurato: diventa ESPERIENZA DI DIO. L’anima, sotto la Luce della GRAZIA DIVINA, scopre che anche le proprie colpe commesse, nell’umile riconoscimento e confessione, che raggiunge la pienezza nel Sacramento della Riconciliazione,arrivano a glorificare Dio per la sua INFINITA MISERICORDIA.
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    00 8/10/2013 8:49 PM

    L’esempio più chiaro ce lo dà S. Agostino nelle pagine immortali delle CONFESSIONI. In tono umile, penitente e sincero ha espresso, in forma di profonda e accorata preghiera, la “visione” della propria vita di peccato sotto la Luce della Grazia di Dio che gli aveva toccato il cuore.
    “Tardi ti ho amato, o Bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato! Deforme come ero, mi gettavo su queste cose belle che hai creato. Mi tenevano lontano da Te le tue creature, che non esisterebbero se non fossero in Te. Mi hai chiamato, hai gridato, e hai vinto la mia sordità...Ti ho assaporato e ho fame e sete. Mi hai toccato e aspiro ardentemente alla Tua pace” (Confessioni).

    Nel colloquio notturno con Nicodemo, che tocca le radici del senso della vita, Gesù dice con molta forza e chiarezza: “In verità, in verità ti dico, se uno non ri-nasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio... Se uno non nasce da acqua e da spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito” (Gv. 3, 3-6).
    LA RINASCITA ALLA VITA NELLO SPIRITO non è altro che il BATTESIMO VISSUTO, che ci fa vivere la vita stessa di Dio. Egli non distrugge la vita che trova, ma la ri-assume in una sfera di VITA ben più alta. Ciò avviene -come dice Gesù a Nicodemo- attraverso l’azione dello Spirito Santo. Bisogna ritornare bambini: capire di non sapere niente per poter percepire il più leggero vento dello SPIRITO INAFFERRABILE e IMPREVEDIBILE. “Chi ha raccolto il vento nel proprio pugno? “ (Prov. 30,4)
    “Come tu ignori quale via segua il vento, così ignori l’opera di Dio” (Qo. 11,5). L’anima che è ri-nata nello Spirito, inizia a vivere una VITA NUOVA, LA VITA DI CRISTO RISORTO. In lei è intervenuta una VERA CON-VERSIONE. incomincia a PENSARE, a VEDERE, a GIUDICARE ogni realtà con gli occhi di Dio.
    Inizia a gustare ciò che prima le era noioso, come la preghiera. Pur sentendosi ancora tentata dalle proprie “voglie”, sente un’attrattiva più forte: la voce interiore dello Spirito Santo. Si rende conto infatti della verità delle parole di Gesù: “IL CONSOLATORE, LO SPIRITO SANTO, che il PADRE manderà nel MIO NOME vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che IO vi ho detto” (Gv. 14,26).
    L‘anima prende sempre più coscienza delle proprie colpe e ne ha orrore. Ma, anziché perdere la fiducia o disperarsi, si sente sostenuta dalla MISERICORDIA del Padre, che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la VITA ETERNA” (Gv. 3,16).
    Infatti, guidata dallo Spirito Santo, l’anima, con gioioso stupore va via via riscoprendo nella CHIESA la presenza viva di GESÙ Crocifisso-Risorto, VERBO INCARNATO dell’Amore del PADRE. Così, pur constatando la gravità delle proprie colpe, essa avverte che il Sangue di Cristo la sta ”lavando” dal suo peccato. Inizia a stabilire con Lui un contatto sempre più intimo e più vero, soprattutto mediante i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia.
    Man mano che persevera, si sente sempre più da Lui amata così com’è, nella sua fragilità e nello stesso tempo sostenuta e rinnovata nel suo cammino di conversione, difficile ma esaltante. Più fa esperienza della Misericordia senza limiti del Padre, Rivelata e Donata nel Figlio,, più si sente stimolata ad amarlo, restando nell’umiltà che la rende consapevole della propria miseria. Davide, dopo il peccato commesso, illuminato dallo Spirito Santo, lo esprime molto bene nel Salmo: “Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, Tu non disprezzi” (Sal. 50,19).
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    00 8/10/2013 8:49 PM
    - S. Francesco d’Assisi nel suo “Testamento” puntualizza quest’esperienza che nella sostanza vive ogni neo-convertito.
    “Il Signore così donò a me Frate Francesco d’incominciare a far penitenza, poiché, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. Dopo l’incontro con essi ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo”.


    L’incontro di Gesù con la Samaritana è, a questo proposito, molto eloquente. Gesù, nel colloquio con questa donna peccatrice, la porta gradualmente a:
    Þ SCAVARE in se stessa fino ad entrare nella sua dimensione più profonda;
    Þ RISCOPRIRE in sè una SETE DI ACQUA “che zampilla fino alla vita eterna”;
    Þ CONOSCERE CHI E’ LUI e chi è lei.
    L’anima, man mano che cammina nella vita dello Spirito, sente crescere nella sua profondità il DESIDERIO DI DIO. Il Salmo 63 lo esprime molto bene in questi termini: “o Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io Ti cerco, di TE HA SETE l’anima mia, a Te ANELA la mia carne, come terra deserta, arida , senz’acqua” (Sal. 63,2).
    Il DESIDERIO DI DIO è come un FUOCO DENTRO DI NOI: è necessari alimentarlo con il combustibile (=preghiera, contemplazione, offerta della propria vita...). Ma più si alimenta più diventa INSAZIABILE. Sembra che Dio, più l’anima Gli si avvicina, più si allontani. Lo scopo è chiaro: quello di farle fare più strada sulla via della santità che non ha limiti.
    - S. Giovanni della Croce lo esprimeva mirabilmente nei suoi versi immortali:
    “Dove ti nascondesti, o Amato, e mi lasciasti nel lamento?
    Come il cervo fuggisti, avendomi ferito;
    uscii dietro di Te, gridando: eri partito!”
    L’esperienza vissuta dalla fede, la vita con Dio, sono un ESODO, un continuo uscire “dietro di Te, gridando”. Quando si credeva di avere scoperto il tuo “volto”, o Dio, già “eri partito”.
    Così tu attiri incessantemente l’anima a Te, dilatando il suo DESIDERIO che la fa crescere nella FEDE e nell’AMORE.
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    00 8/11/2013 1:47 PM
    Il “DESERTO” è una tappa obbligata nell’itinerario verso Dio. La storia del popolo eletto nel suo peregrinare verso la TERRA PROMESSA (=Dio) è ciò che deve ri-vivere ogni anima nel suo spirito e nella sua carne. Solo al termine di questa marcia sarà in grado di offrire, come il popolo di Dio, IL SACRIFICIO DELLA LODE PERFETTA.
    Il DESERTO è il luogo del TOTALE SILENZIO, della ESTREMA POVERTÀ ridotta all’ESSENZIALE, della SOLITUDINE, della PROVA, della TENTAZIONE.
    Ma è proprio nel DESERTO che Dio trasforma un’orda di povera gente in un popolo santo, il “POPOLO DI DIO”.
    Un episodio biblico ci illumina sul significato del DESERTO per incontrare Dio. Il profeta Elia, cercato a morte dall’empia regina Gezabele, fugge nel DESERTO dove, sfinito, si sente morire (I Re 19,1-13). Ma Dio non lo abbandona: lo nutre “dall’alto”, perché possa camminare fino all’incontro con Lui sul monte della RIVELAZIONE, il monte Oreb. RIVELAZIONE che avviene DOPO L’ESPERIENZA DEL DESERTO, che ha reso Elia capace di percepire Dio nel “mormorio di un vento leggero”. “Elia capì che era il Signore che passava e si coprì il volto con il mantello”. Questa RIVELAZIONE è preceduta da:


    ¨ L’URAGANO, IL TERREMOTO, che richiamano la GRANDIOSA MANIFESTAZIONE di Dio sul monte Sinai. Sono i SEGNI PRECURSORI del suo PASSAGGIO.
    ¨ IL FUOCO: è l’ULTIMO SEGNO che ha purificato Elia da tutte le scorie di peccato, rendendolo degno di entrare in comunione con Lui

    Il DESERTO è la PURIFICAZIONE NECESSARIA attraverso la quale deve passare l’anima per essere in grado di percepire il “leggero mormorio” nel quale il Signore le si rivela
    L’uomo non può varcare la soglia del MISTERO se non a piedi scalzi e profondamente prostrato, come Mosè all ROVETO ARDENTE (Esodo, cap. 3).
    La PROVA e la TENTAZIONE nascono anche dal SILENZIO di DIO.
    “Se vai in giardino, ti parlano i fiori, ti parlano gli uccelli, ti parlano le stelle: solo Dio tace. Tutto, nell’universo, è un’immensa e profonda evocazione del MISTERO, ma il MISTERO svanisce nel SILENZIO”.
    Anche il SILENZIO di Dio è DESERTO che spinge l’anima -come bene ci insegna S. Agostino nel travaglio della conversione- a ricercarlo sempre “oltre”, sempre “al di là” delle sue creature.
    Dio non si manifesta se non a chi si è spogliato pienamente di se stesso e si pone in totale ascolto di Lui. S. Teresa d’Avila, Dottore della Chiesa e Grande Maestra nella Vita Spirituale, afferma: “Dio non si dà totalmente se non a coloro che si danno totalmente a Lui

    Anche il profeta Osea, ricorrendo alla simbologia sponsale, esprime il VALORE e il SIGNIFICATO del DESERTO come il LUOGO dove avviene l’ultima purificazione e quindi L’INCONTRO INEFFABILE con Dio.
    “Lei seguiva i suoi amanti mentre dimenticava me!... Perciò, ecco, la attirerò a Me, la condurrò nel DESERTO e parlerò al suo cuore” (Os. 2, 15-16).
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    00 8/11/2013 1:48 PM


    NEL “TUO” DESERTO INCONTRI LA VERITÀ

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è il SILENZIO delle tue labbra chiuse che CUSTODISCE IL TUO CUORE CHE PARLA

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è il TUO ASCOLTO nelle PROFONDITÀ del MISTERO che TI AVVOLGE e TI PENETRA TUTTO.

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO:è l’IMMAGINE del DIO CHE TI HA PLASMATO, RIFLESSA nello specchio, reso puro, della tua anima.

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è il FUOCO CHE BRUCIA sotto le ceneri della TUA UMANITÀ e TI CHIEDE di SOFFIARE per ALIMENTARLO.

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è la TUA VITA che incessantemente RINASCE e si RI-NNOVA nel SILENZIO ADORANTE.

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è l’ESTASI di Dio che SI CONTEMPLA IN TE STESSO

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è la CHIAVE che APRE IL TUO CUORE PERCHÉ VI ENTRI IL SUO REGNO.

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è RIPOSARE ALLA SUA PRESENZA “COME BIMBO SVEZZATO IN BRACCIO A SUA MADRE” (Sal. 130)

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è PARTECIPARE al SILENZIO di DIO, SORGENTE dell’ARMONIA del Cosmo.

    · Non è UN LUOGO IL DESERTO: è la SUA PACE CHE SCENDE IN TE QUANDO GLI PRESENTI il VUOTO del TUO NULLA

    Il cammino del popolo eletto dall’Egitto alla terra promessa è stato un cammino di LIBERAZIONE dalla SCHIAVITÙ degli idoli alla LIBERTÀ di dare il culto al vero Dio che l’ha chiamato per essere il “suo popolo”, stingendo con lui UN’ALLEANZA D’AMORE.
    Il cammino dell’anima “nello Spirito” progredisce nella misura in cui essa SI LIBERA INTERIORMENTE. Gesù lo afferma con chiarezza: “In verità, in verità vi dico: Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato... Se (invece)rimate fedeli alla mia Parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la VERITÀ e la VERITÀ vi farà LIBERI (Gv. 8,31 ss.).
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    00 8/11/2013 1:48 PM
    Come LIBERARSI INTERIORMENTE?
    Þ CON L’ASCESI, che si può definire: “Esercizio morale dello spirito per ascendere a Dio”. Tutti, a causa del peccato originale, portiamo nel cuore le cattive tendenze che si chiamano i sette vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia. Essi sono come le radici perverse dalle quali nascono e prolificano tutti i frutti velenosi che sono i peccati. Senza la lotta per controllarli, ne diventiamo schiavi e quindi sempre più incapaci di fare il bene. Chi si lascia dominare dalla Superbia, dall’orgoglio, diventa schiavo di se stesso o del proprio io; chi è avaro sceglie come idolo il danaro e le ricchezze; chi è lussurioso i piaceri della carne ecc...Per questo chi vuole progredire nel Cammino dello Spirito tiene sempre presenti le parole di Gesù: “ Se qualcuno vuol venire dietro a Me, rinneghi se stesso (attraverso l’autocontrollo, la mortificazione, la rinuncia),prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita (in senso egoistico), la perderà, ma chi perderà la propria vita per Me, la salverà” (Lc. 9,23-24).
    Þ Le croci sono costituite da tutte le sofferenze e i dolori, sia di ordine fisico che morale, da tutti i sacrifici e i “pesi” della vita. Accettare le croci dalle mani di Dio che è Padre e vuole sempre il nostro vero bene: ecco la prima e fondamentale forma di ascesi. “Dare totalmente la nostra volontà al Signore perché si conformi alla sua in tutto ciò che ci capita. questa è la CONTEMPLAZIONE PERFETTA” (S. Teresa d’Avila) Ma ogni anima, man mano che progredisce nel Cammino della Vita Spirituale, si rende conto che senza praticare la rinuncia e la mortificazione volontarie non le è possibile avanzare sulla Via della Santità. devi morire a te stesso perché dio possa nascere in te.
    Una bellissima immagine illustra la realtà dell’anima che sta camminando “nel travaglio” verso la TERRA PROMESSA ossia verso l’ INCONTRO ETERNO CON DIO NELLA GLORIA. Ci viene sempre offerta dalla PAROLA DI DIO. “Chi semina nella lacrime, mieterà con giubilo” (Sal. 125,5). E’ l’immagine dell’uomo, artefice nella libertà del proprio destino. Ogni giorno è chiamato ad affrontare, con fatica e sacrificio, una dura lotta contro il proprio egoismo per liberarsi dagli attaccamenti disordinati a se stesso, alle creature e alle cose di questo mondo, che tentano sempre di “sedurlo”. Ma solo così si tempra per procedere sempre più speditamente nel Cammino Spirituale.
    Il contadino, mentre in autunno con fatica e sudore sparge la semente nei solchi della terra brulla, pensa alla gioia, che già pregusta, della mietitura nell’estate.
    Anche l’anima, mentre si sforza di seguire Cristo sulla VIA STRETTA della CROCE, sparge attorno a sè il profumo delle VIRTÙ e delle OPERE BUONE, fissando spesso “con lo sguardo del cuore” il RADIOSO TRAGUARDO che l’attende: la VITA ETERNA, in cui ogni OPERA DI BENE, come la semente sparsa, maturerà tramutandosi in GLORIA SENZA FINE.
    “Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi” (Rom. 8,18)
    San Francesco d’Assisi, ricolmo di una Gioia Indicibile, nell’estasi contemplativa, esclamava. “Tanto è il BENE che mi aspetto che ogni PENA mi è diletto!”

    C’è un’ascesi del corpo e un’ascesi dello spirito.
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    Coordinatrice
    00 8/11/2013 1:48 PM
    L’ASCESI DEL CORPO: Non si tratta di disprezzare il corpo o di “uccidere” la natura umana, ma di purificare noi stessi in modo da trasformare il corpo “animale” in corpo “spirituale”, per renderlo obbediente alla voce dello Spirito. Ciò si ottiene con tutte le forme di PENITENZA (fatte sempre con moderazione) necessarie per tenere sotto la nostra signoria gli istinti che facilmente ci inducono a peccare con il nostro corpo. La rinuncia è sinonimo di libertà interiore per agire secondo la ragione e, più ancora, secondo la coscienza
    Þ L’ASCESI DELLO SPIRITO: Consiste nel fare “pulizia” di tutti i pensieri "ingombranti” e “inutili” che popolano le nostre facoltà interiori: FANTASIA, MEMORIA, CUORE. Solo allora si crea lo spazio affinché la PREGHIERA e la LODE salga a Dio PURA, perché parte da un cuore PURIFICATO.

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    Coordinatrice
    00 8/11/2013 1:49 PM
    DIO, SEI MERAVIGLIOSO


    O SIGNORE, DIO
    Tu ci ami da sempre e per sempre.
    Tu non possiedi nulla che non sia donato.
    Tu non ti manifesti che come dono, non sai che donarti.
    Tu non ti riveli che abbandonato a noi.
    Tu ami ciascuno di noi dal più profondo.
    Tu ti affidi, ti consegni a noi.
    Tu sei sempre vicino perché ci ami e basta.
    Tu ti offri e non ti imponi mai.
    Tu sei onnipotente, ma nell’amore:
    sei cioè uno che si dona senza misura.
    Tu ami gratis: non vuoi dei sudditi, non sei diffidente,
    non ti arrabbi, non sei vendicativo, non premi e non castighi.
    Tu continui sempre, tenace nell’amore, a donarci fiducia.
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    Coordinatrice
    00 8/11/2013 1:50 PM
    L’ Obiettivo e il Traguardo del cammino spirituale è sempre l’incontro con Dio. L’anima che si è sforzata (e continua a sforzarsi) di percorrere le varie tappe descritte giunge a fare una STABILE ESPERIENZA DI DIO NELLA Profondità DEL PROPRIO ESSERE.


    Egli rimane sempre nascosto, ma l’anima lo avverte come LA GRANDE PRESENZA DELLA SUA VITA cui tutto riferisce. Una PRESENZA CONCRETA che irradia LUCE su tutte le esperienze e tutti gli eventi che la toccano, che UNIFICA, DA’ SENSO e VALORE alla propria esistenza. Una PRESENZA CHE E’ LA VITA, alla quale l’anima si “abbarbica” sempre più man mano che le onde del tempo “sgretolano” il suo essere fisico.

    - “Credere che un Essere che si chiama AMORE
    ABITI IN NOI AD OGNI ISTANTE DEL GIORNO E DELLA NOTTE
    e domandi di vivere in intimità con Lui
    è ciò che ha fatto della mia vita un cielo anticipato”.
    (Elisabetta della Trinità)

    UNA PRESENZA INTERIORE avvertita come PACE, SICUREZZA, AMORE.
    UNA PRESENZA, però, che rimane sempre MISTERIOSA, benché sia più intima all’uomo di se stesso.
    Anche qui ricordiamo un episodio biblico che RIVELA e nello stesso tempo NASCONDE L’INCONTRO INESPRIMIBILE che avviene tra Dio e l’anima che ha risposto senza riserve al suo AMORE: la lotta del patriarca Giacobbe con Dio (Gen. 32, 23-32).
    Al guado dello Iabbok, nel corso di una notte memoranda che cambia radicalmente la vita di Giacobbe, egli è costretto a lottare con un Personaggio Sconosciuto. Gli chiede il NOME che non gli viene svelato. Si può lottare con Lui, anzi è Lui stesso a provocare alla lotta, ma Egli conserva il proprio Mistero. E’ stupefacente che Giacobbe da questa lotta esca vittorioso: “Non ti chiamerai più Giacobbe ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto”
    L’anima che si incammina nella meravigliosa avventura della VITA NELLO SPIRITO deve sostenere una lotta contro il male, contro se stessa e anche, in un certo senso, contro Dio.
    La lotta, per così dire, contro Dio avviene, come c’insegna l’episodio di Giacobbe, quando l’anima si dibatte nell’aridità, nel dubbio, nell’oscurità, che le procura un’indicibile sofferenza. In quei momenti le sembra veramente che Dio l’abbia abbandonata a se stessa... Invece Lui si è semplicemente nascosto perché essa, attraverso la purificazione della prova, Lo possa ritrovare in un rapporto sempre più diretto e in una dimensione sempre più vera e più profonda.
    Il modo di uscire vincitori da questa lotta è la PREGHIERA COSTANTE E PERSEVERANTE.
    DIO SI LASCIA SEMPRE VINCERE DALL’UOMO CHE VERAMENTE PREGA

    “E’ la nostra Fede che ci dà la vittoria sul mondo” (Gv. 5,4).
    Ma la FEDE si alimenta con la PREGHIERA.
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    Coordinatrice
    00 8/11/2013 1:50 PM
    Nella lotta con Dio Giacobbe riporta una “ferita” che nessuna medicina umana potrà guarire. E’ la “ferita” del DESIDERIO DI DIO, ferita che cresce in proporzione di quanto l’anima si avvicina a Lui. Allora essa canta veramente con il sospiro dell’esule: “L’anima mia ha sete di Dio, del Dio Vivente: quando andrò e vedrò il volto di Dio?” (Sal. 42,3)


    La grande mistica S. Teresa d’Avila esprime in una lirica altissima l’Aspirazione “bruciante” dell’anima a ricongiungersi al suo SPOSO nella VITA ETERNA.


    Stavo pensando se da questo fuoco acceso,
    che è il mio Dio, non si fosse staccata una scintilla...
    (6 M. 2,4)


    TU SEI VIVO FUOCO

    Tu sei vivo fuoco
    che trionfi a sera,
    del mio giorno sei la brace.

    Ecco già rosseggia
    di bellezza eterna
    questo giorno che si spegne.
    Se con Te, come vuoi,
    cerco la sorgente,
    sono nella pace.
    Tu sei fresca nube
    che ristori a sera,
    del mio giorno sei
    rugiada.

    Ecco già rinasce
    di freschezza eterna
    questo giorno che
    sfiorisce.
    Se con Te, come vuoi,
    cerco la sorgente,
    sono nella pace.

    Tu sei l’orizzonte
    che s’allarga a sera
    del mio giorno sei dimora

    Ecco già riposa
    in ampiezza eterna
    questo giorno che si chiude.
    Se con Te, come vuoi
    m’avvicino a casa,
    sono nella pace.

    Tu sei voce amica
    che mi parla a sera,
    del mio giorno sei
    conforto.

    Ecco già risuona
    d’allegrezza eterna
    questo giorno che
    ammutisce.

    Se con Te, come vuoi,
    cerco la Parola,
    sono nella pace.

    Tu sei sposo ardente
    che ritorni a sera,
    del mio giorno sei
    l’abbraccio.

    Ecco già esulta di ebbrezza eterna
    questo giorno che sospira.
    Se con Te, come vuoi,
    mi consumo amando,
    sono nella pace.
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    Coordinatrice
    00 8/11/2013 1:51 PM


    hic “de vita spirituali” exigui finis operis,
    numquam viatori finis quaerendi deum!

    Tradotto dalla lingua latina in maniera libera nella lettera, ma fedele nello spirito:

    qui ha fine un breve trattato sulla vita spirituale,
    ma mai ha fine per l’anima,
    finché è pellegrina in questo mondo,
    la ricerca di dio.



    “”Quanta sete nel mio cuore,
    solo in Dio si spegnerà;
    quanta attesa di salvezza,
    solo in Dio si sazierà”.

    AMEN