Movimento Domenicano del Rosario

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Coordinatrice
00Saturday, July 23, 2011 10:01 AM
dal sito:

http://www.sulrosario.org/



Figli di s. Domenico di Guzman

Presentazione1Alla luce del Magistero nella contemplazione della realtà e della Parola, oggi come allora i Domenicani in tutto il mondo cercano la Verità con ogni mezzo per poterla poi testimoniare in una fedele proposta di vita cristiana caratterizzata da quell’intimità con Gesù che, nel servizio all’uomo e a Dio, trova il suo fulcro.

Un elemento, non secondario, della Spiritualità Domenicana è il filiale amore per la Beata Vergine Maria, la Madre di Gesù, dalla quale la tradizione attesta che san Domenico abbia ricevuto la corona del santo rosario come strumento di predicazione.

In questo "clima" mariano, palpitante nella Famiglia Domenicana, la ricerca filosofica e teologica che la caratterizza, ne ha sempre ricevuto benefici influssi fruibili in una predicazione insieme profonda e popolare che nel santo rosario ha trovato il mezzo privilegiato.

Erede di questa spiritualità, ogni Figlio di san Domenico, da sempre ed anche oggi, è un appassionato devoto della Vergine Madre dalla quale, ad immagine del Fondatore, in un modo o in un altro riceve la corona del santo rosario per proporre il segreto di quell’incontro beatificante che, già ora nella fede, Lei vuol generare in ogni anima affinché Gesù possa essere vivo con la Sua Luce ed il Suo Amore in ogni epoca e in ogni tempo.

Questa devozione, personale e comunitaria insieme, ha sempre visto i Domenicani, di tutti i tempi e in ogni dove, impegnati in un’appassionata opera di promozione del santo rosario affinché, nella luce del Magistero, la Parola potesse essere letta, amata, meditata e "compresa" per essere luce e guida nel cammino di fede di ogni fedele.

Diffusi in tutto il mondo, i Domenicani, sono presenti anche nel Nord, al Centro e al Sud d’Italia: anche oggi (fra l’altro) continuano in diversi modi quest’opera di promozione e diffusione del santo rosario in questa terra benedetta che tanto ha visto le gioie e le fatiche della predicazione del santo padre Domenico.

Il Movimento Domenicano del Rosario è l’espressione di quest’opera dei Domenicani nel Nord Italia, in modo particolare nelle Marche, in Emilia Romagna, in Lombardia e in tutto il Triveneto.

Coordinatrice
00Saturday, July 23, 2011 10:03 AM
Grande emozione è per noi Domenicani quando si parla del santo rosario: preghiera nata dal cuore, dalla spiritualità e dalla predicazione dell’Ordine dei Frati Predicatori, essa è "carne della nostra carne e osso delle nostra ossa". Ne siamo custodi gelosi, chiamati a questa responsabilità dalla stessa Madre Chiesa.

Quanto stiamo raccogliendo, un poco alla volta, in queste pagine vorrebbe costituire una semplice, ma sicura, documentazione (derivante sia dalla tradizione che dalla ricerca meramente storica) alla quale potrete far riferimento ogni qualvolta vogliate approfondire la vostra conoscenza oppure soddisfare una vostra curiosità.


Brevissime linee di storia

1. Nel secolo VI in qualche liturgia comincia ad apparire l’Ave Maria, sempre e solo nella sua prima parte, quella evangelica.

San Domenico e il Rosario2. Nel secolo XII, sull’antico uso di contare i Pater Noster su una cordicella a nodi, si innesta la recita dell’Ave Maria in numero di 150 a imitazione dei 150 salmi biblici: si parla quindi di "salterio di Maria".

3. Dal 1207 san Domenico e i suoi Frati Predicatori, devotissimi della Madonna, dovendo lottare contro l’eresia albigese, fanno oggetto della loro predicazione al popolo i misteri dell’incarnazione e della divina maternità di Maria. L’incontro tra l’uso popolare di contare le 150 "Ave Maria" e la predicazione domenicana dei misteri dell’incarnazione, passione e risurrezione di Cristo è il primo germe del Rosario.

4. Nel secolo XIV il beato domenicano Alano de la Roche, su ispirazione e comando della Vergine, dal 1460 diventa il grande apostolo del Rosario nella sua forma ormai definitiva, istituisce le Confraternite del Rosario che in breve si diffondono in tutta l’Europa.

5. Nei secoli XVI e XVII il Rosario diventa ufficialmente la preghiera della Cristianità contro i pericoli sociali dell’eresia ugonotta e del dominio dell’Islam. Le vittorie militari dei cristiani a Lepanto (1571), a La Rochelle (1628), a Vienna (1683) vengono attribuite alla Madonna del Rosario, che viene perciò invocata con i titoli di "Regina delle vittorie", "Aiuto dei cristiani", ed infine "Madonna del Rosario" e celebrata il 7 ottobre.

6. Nel secolo XVIII, trecento anni dopo il beato Alano de la Roche, il movimento rosariano riceve nuovo impulso dall’apostolato di san Luigi Grignon de Montfort, legato spiritualmente all’Ordine Domenicano.

7. Sigillo alla storia del Rosario sono le apparizioni a Lourdes (1858), l’esplosione del culto a Pompei, grazie al beato laico domenicano Bartolo Longo (1875) ed infine le apparizioni a Fatima (1917).

8. Oltre ai tanti pronunciamenti pontifici dei secoli scorsi, negli ultimi anni l'accenno al santo rosario nella "Marialis Cultus" di Paolo VI e la completa trattazione nella "Rosarium Virginis Mariae" di Giovanni Paolo II costituiscono una guida sicura per tutti i fedeli che vogliono vivere alla luce della Parola e rispondere agli inviti della Vergine stringendosi insieme come tanti grani di un'unica corona.

Il Rosario: storia e devozione
di P. Angelico Iszak o. p.

Il Rosario non nacque in modo miracoloso.
Secondo Alano de la Roche o.p. (†1475), il primo a prediccare il Rosario sarebbe stato S. Domenico, fondatore dell'Ordine dei frati predicatori; egli l'avrebbe ricevuto per rivelazione dalla Madonna stessa. Molte persone, sia private sia rivestite di autorità, e diversi documenti ufficiali continuano, da allora, a ripetere l'affermazione di Alano. È vero che la nascita e la diffusione di questa forma di devozione deve molto allo spirito di S. Domenico, incarnato nei suoi figli. Esso però non nacque in modo miracoloso per una rivelazione...

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Breve storia della struttura del rosario
di Riccardo Barile
Cf L’Osservatore Romano 11.1.2003, pp. 1.4 e RPL 2 (2001) pp. 30-36

Spesso nell'antichità l'esigenza della preghiera continua si condensò in una formula breve, come nel suggerimento di ripetere: "O Dio vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto" (Sal 69,2), oppure con l'esortazione: "Respirate sempre Cristo". La ripetizione portò alla preghiera numerica e questa al senso del numero: quante formule e in riferimento a che cosa? La risposta fu: in riferimento al salterio...

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Coordinatrice
00Saturday, July 23, 2011 10:07 AM

Breve relazione sul Convegno del Rosario 2011

Domenica 10 aprile 2011 | Bologna

Domenica 10 aprile si è svolto a Bologna il Convegno del Rosario organizzato dal promotore fra Mauro Persici e rivolto in particolare alla zona est della Provincia. La partecipazione è stata al di sopra delle più rosee previsioni: il salone Bolognini è risultato quasi al completo e, per alcuni momenti, si è avuta anche la presenza di alcuni giovani che in vario modo gravitano attorno al convento di S. Domenico in Bologna.

Dopo un’ora mariana d’inizio, al mattino è seguita una tavola rotonda ispirata al noto proverbio:

Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce

L’intento è stato di educare a vedere il bene che c’è intorno a noi, evitando di restare condizionati dall’informazione spesso negativa che ci circonda.

Mauro Faverzani, giornalista di Cremona, ha posto in luce alcuni dati non sempre evidenziati dalla grande stampa, quali i risultati positivi dell’azione dei cattolici a favore della vita, gli aborti evitati, nonché il crescente numero dei medici obiettori.

Don Paolo Zution, responsabile della Caritas diocesana di Gorizia e con un passato di missionario in Africa, ha partecipato ai presenti quanto egli ha conosciuto e sperimentato. Ha parlato dell’impegno di un gruppo crescente di donne africane per sostenere e migliorare l’economia di una intera zona nonché l’opera coraggiosa di riscatto dei malati mentali, che una cultura locale marginalizza in condizioni subumane. In Italia e a Gorizia ha reso edotti dell’impegno di volontariato accresciutosi dopo l’arrivo dei profughi dai Balcani, del sostegno attuale a molte famiglie toccate dalla crisi economica, dell’opera di avvocati e di medici per facilitare chi è in difficoltà a fruire di opportune consulenze ecc.

Cesare, il papà della famiglia Carloni ha condiviso l’esperienza della propria famiglia con nove figli (uno già in cielo) e con la necessità di andare controcorrente rispetto al consumismo attuale, cui fa da felice riscontro una vita familiare più intensa e più serena.

Omar, giovane di una delle comunità di suor Elvira, ha raccontato la sua vicenda di uscita dal tunnel della tossicodipendenza e ha posto in luce l’opera della comunità alla quale è legato.

Il Priore provinciale ha concluso il tutto invitando a uno sguardo di fede, di speranza e di operosità, non disgiunto dalla pratica della meditazione della vita di Cristo attraverso il metodo del Rosario, che aiuta a ravvivare la speranza e a cogliere il positivo che ci circonda.

Al pomeriggio alcuni giovani della comunità Cenacolo di Vada (Li), comunità nata dal carisma di suor Elvira, hanno animato il Rosario, cui è seguita la celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal Priore Provinciale, concelebranti P. Mauro Persici, don Paolo Zution e P. Raffaele Previato, promotore del Laicato domenicano e presente egli pure al Convegno.

Credente.
00Saturday, January 19, 2019 11:16 PM
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