MESSAGGI DI PAPI E VESCOVI al RnS

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Credente.
00Tuesday, January 19, 2010 10:39 PM
In diverse occasioni i Papi hanno rivolto al Rinnovamento nello Spirito,  parole di incoraggiamento ed anche di apprezzamento. Qui vogliamo evidenziare alcuni discorsi che hanno segnato il cammino di questo Movimento che lo Spirito Santo ha voluto suscitare nella Sua Chiesa.

Coordinatrice
00Saturday, May 1, 2010 10:41 PM

Parole indirizzate al RnS


10 OTTOBRE 1973
DISCORSO DI PAOLO VI° ALLA II CONFERENZA INTERNAZIONALE DEI LEADERS DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO

"Ci rallegriamo con voi, cari amici, del rinnovamento di vita spirituale che si manifesta oggi nella Chiesa, sotto forme differenti e in ambienti diversi [ ... ]. In tutto questo possiamo riconoscere l'opera misteriosa e discreta dello Spirito, che è l'anima della Chiesa [ ... ] ".

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(Paolo VI, Discorso ai rappresentanti della II Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, 10 ottobre 1973, in Insegnamenti di Paolo VI, Città del Vaticano, Volume XI, 1973,971s).

 

PENTECOSTE 1975
DISCORSO DI PAOLO VI° AI PARTECIPANTI AL III CONGRESSO INTERNAZIONALE DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO.

"Cari figli e figlie, in quest'Anno Santo avete scelto la città di Roma per celebrare il vostro III Congresso Internazionale; ci avete chiesto di incontrarvi oggi e di rivolgervi alcune parole; con questo avete voluto indicare il vostro attaccamento alla Chiesa istituita da Gesù Cristo e a ciò che per voi rappresenta questa sede di Pietro. Questa preoccupazione di situarvi in modo giusto nella Chiesa è un segno autentico dell'azione dello Spirito Santo [ ... ]. Nell'ottobre scorso dicevamo ad alcuni di voi che la Chiesa e il mondo hanno bisogno più che mai che "il prodigio di Pentecoste continui nella storia"('). [ ... 1 Come potrebbe questo "rinnovamento spirituale" non essere una chance per la Chiesa e per il mondo? [ ... ] Abbiamo dimenticato lo Spirito Santo? No, certo! Noi lo vogliamo, lo onoriamo. lo amiamo, lo invochiamo; e voi con la vostra devozione, il vostro fervore, voi volete vivere nello Spirito. Questo deve essere un "rinnovamento". Deve ringiovanire il mondo, deve ridare una spiritualità, un'anima, un pensiero religioso al mondo, deve riaprire le sue labbra chiuse alla preghiera e aprire al canto, alla gioia, all'inno, alla testimonianza e sarà veramente una grande fortuna per il nostro tempo, per i nostri fratelli, che ci sia tutta una generazione di giovani che grida al mondo le glorie e le grandezze di Dio nella Pentecoste".

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(Paolo VI, Discorso ai partecipanti al III Congresso Internazionale del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Basilica Vaticana, Pentecoste 1975. Cfr. testo francese in Insegnamenti di Paolo VI, Città del Vaticano, Voi. XIII, 1975, 536-542).(1) Cfr. L'Osservatore Romano, 17/10/1974.

23 NOVEMBRE 1980
UDIENZA DI GIOVANNI PAOLO II° AI GRUPPI ITALIANI DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO.

"Grazie innannzitutto, di questa gioiosa visita e, in particolare, delle preghiere che avete rivolto al Signore per me e per le responsabilità del mio servizio pastorale. Vi dirò con San Paolo che avevo "un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati o, meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io" (Rm 1,11 - 12). Stamani ho la gioia di incontrarmi con questa vostra assemblea, in cui vedo giovani, adulti, anziani, uomini e donne, solidali nella progressione della stessa fede, sorretti dall'anelito di una medesima speranza, stretti insieme dai vincoli di, quella carità che "è stata riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato" (cfr. Rm 5,5). A questa "effusione dello Spirito" noi sappiamo di essere debitori di una esperienza sempre più profonda della presenza di Cristo, grazie alla quale possiamo ogni giorno crescere nella conoscenza amorosa del Padre. Giustamente, pertanto, H vostro movimento presta particolare attenzione all'azione, misteriosa ma reale, che la terza Persona della Santissima Trinità svolge nella vita del cristiano [ ... I. [Cristo] ha affidato allo Spirito Santo la missione di portare a compimento la "nuova creazione", a cui egli stesso ha dato inizio con la sua risurrezione [ ... ]. Il Rinnovamento nello Spirito, infatti, ho ricordato nell'esortazione apostolica Catechesi tradendae, "avrà una vera fecondità nella Chiesa, non tanto nella misura in cui susciterà carismi straordinari quanto piuttosto nella misura in cui porterà il più gran numero possibile di fedeli, sulle strade della vita quotidiana, allo sforzo umile, paziente, perseverante per conoscere meglio il mistero di Cristo e per testimoniarlo" (n. 72)".

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(Giovanni Paolo II, Udienza ai gruppi italiani del Rinnovamento nello Spirito Santo, Aula Paolo VI, 23 novembre 1980, in AlIeluja n. 6, novembre/dicembre 1980).

7 MAGGIO 1981
DISCORSO IN LINGUA INGLESE (tradotto in Italiano) DI GIOVANNI PAOLO II° AI PARTECIPANTI ALLA IV CONFERENZA INTERNAZIONBALE DEI LEADERS DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO.

"La vostra fama vi precede come quella degli amati Filippesi, che suggerì all'apostolo Paolo d'iniziare la lettera ad essi indirizzata con un sentimento a cui sono felice di fare eco: "Ringrazio il mio Dio ogni volta che io mi ricordo di voi... e perciò prego che il vostro amore si arricchisca sempre più in conoscenza e in ricchezza di esperienza perché possiate distinguere il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno del Signore" (Fil 1,3.9- 10) [ ... ). Con gioia particolare abbiamo notato il modo in cui i responsabili del Rinnovamento hanno sviluppato una visione ecclesiale sempre più larga e si sono sforzati affinché tale visione divenisse sempre più reale per tutti quelli che si affidano a loro per essere guidati. E abbiamo visto parimenti i segni della vostra generosità nel condivide re i doni di Dio con gli sfortunati di questo mondo in giustizia e carità, di modo che tutti possano sperimentare la dignità inestimabile che appartiene loro in Cri-sto. Che questo lavoro d'amore già iniziato in voi possa essere portato a compi-mento con successo (cfr. 2 Cor 8,6-11) [ ... ]. Molti Vescovi di tutto il mondo, sia individualmente che in dichiarazioni delle loro conferenze episcopali, hanno incoraggiato e dato direttive al Rinnovamento Carismatico - e a volte anche un'utile parola di prudenza - ed hanno aiutato le comunità cristiane in generale a comprendere meglio il loro posto nella Chiesa. Esercitando la loro responsabilità pastorale, i vescovi hanno reso un grande servizio a noi tutti per assicurare al Rinnovamento un modello di crescita e sviluppo pienamente aperto a tutte le ricchezze dell'amore di Dio nella sua Chiesa".

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(Giovanni Paolo Il, Discorso in lingua ,inglese ai partecipanti alla IV Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Giardini Vaticani, 7 maggio 1981, in Alleluja, n. 3, maggio/giugno 1981).

30 APRILE 1984
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II° AI PARTECIPANMTI ALLA V CONFERENZA INTERNAZIONALE DEI LEADERS DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO

"Con tutto il mio cuore, vi do il benvenuto a Roma, nella gioia di Cristo risorto. Il vostro Congresso a Roma, nel centro della Chiesa, giunge nel momento in cui essa sta ringraziando il Padre di N.S. Gesù Cristo per il sacrificio di suo Figlio e per l'effusione dello Spirito Santo che la riempie di vita nuova. Come ho detto nel mio messaggio di Pasqua, la Porta Santa dell'Anno Giubilare della Redenzione è ora stata chiusa, ma non dobbiamo mai dimenticare che a Pasqua la porta del Sepolcro di Cristo è stata aperta per sempre e per tutti [ ... ]. Per questa ragione io domando a voi tutti e a tutti i membri del Rinnovamento Carismatico di continuare a gridare forte al mondo insieme a me "aprite le porte al Redentore!" [ ... ]. Voi partecipate in concreto a questa missione nella misura in cui i vostri gruppi e comunità sono radicati nelle chiese locali diocesi e parrocchie".

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(Giovanni Paolo 11, Discorso ai partecipanti alla V Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Roma, 30 aprile 1984, testo in inglese in E Osservatore Romano, 2 maggio 1984).

17 NOVEMBRE 1986
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II° AI GRUPPI ITALIANI DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO IN OCCASIONE DELLA II UDIENZA A LORO RISERVATA.

"La vostra presenza, carissimi fratelli e sorelle, accanto al successore di Pietro, capo visibile della Chiesa universale, le ripetute attestazioni di comunione sincera e operosa con lui e con i vescovi delle vostre chiese locali, significano 'che voi avete ben compreso ciò che il Vangelo insegna, ciò che lo Spirito Santo presente nei vostri cuori ispira come principio centrale della legge nuova, come regola fondamentale dell'azione e della preghiera ecclesiale, come segreto sicuro di ogni rinnovamento e di ogni progresso: essere al servizio del regno di Cristo secondo le indicazioni dello Spirito in comunione di fede, dì pensiero e di disciplina con i pastori della Chiesa. Su questa strada vi auguro di perseverare e di progredire".

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(Giovanni Paolo 11, Discorso in occasione della Il Udienza ai gruppi italiani dei Rinnovamento nello Spirito Santo, Basilica di S. Pietro, 17 novembre 1986, in Rinnovamento nello Spirito Santo, suppl. al n. 1/1987).

Carissimi Fratelli e Sorelle!
E amore di Dio Padre, la grazia del Signore nostro Gesù Cristo e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi!
Con queste parole saluto tutti voi, che partecipate al Convegno internazionale dei movimenti e delle nuove comunità ecclesiali, che si sta svolgendo a Speyer. Un saluto particolare rivolgo a S.E. mons. Anton Schlembach, che vi ha generosamente accolti nella sua diocesi, a S.E. il cardinale Miloslav Vlk e agli altri vescovi e sacerdoti, amici dei movimenti, che vi accompagnano in questi giorni. Un caro pensiero va ai promontori del Convegno: Chiara Lubich. Andrea Riccardi e Salvatore Martinez.
Avete voluto ritrovarvi insieme, rappresentanti di vari movimenti e nuove comunità, un anno dopo l'incontro organizzato dal Pontificio consiglio per i laici in piazza San Pietro, alla vigilia di Pentecoste del 1998. Quell'evento è stato tiri dono grande per tutta la Chiesa. In un clima di fervente preghiera abbiamo potuto sperimentare la presenza dello Spirito Santo. Una presenza resa tangibile dalla "testimonianza comune" che i movimenti hanno saputo dare, di intesa profonda e di unità nel rispetto della diversità di ciascuno. E' stata una significativa epifania della Chiesa, ricca dei carismi e dei doni che lo Spirito non cessa di elargire.
Ogni dono del Signore, voi lo sapete bene, interpella la nostra responsabilità e non può non tramutarsi in impegno per un compito da osservare fedelmente. E' proprio questa, del resto, la motivazione fondamentale del Convegno di Speyer. Ascoltando ciò che lo Spirito dice alle Chiese (cf Ap 2, 7) alla vigilia del grande Giubileo della Redenzione, voi volete assumervi direttamente e insieme con gli altri movimenti la responsabilità del dono ricevuto quel 30 maggio 1998. Il seme, sparso in abbondanza, non può andare perduto, ma deve produrre frutto all'interno delle vostre comunità, nelle parrocchie e nelle diocesi. E bello e dà gioia vedere come i movimenti e le nuove comunità sentano l'esigenza di convergere nella comunione ecclesiale e si sforzino con gesti concreti di comunicarsi i doni ricevuti, di sostenersi nelle difficoltà e di cooperare per affrontare insieme le sfide della nuova evangelizzazione. Sono, questi, segni eloquenti di quella maturità ecclesiale che auspico caratterizzi sempre più ogni componente della comunità ecclesiale.
Lungo questi anni ho avuto modo di constatare quanto importanti siano i frutti di conversione, di rinascita spirituale e di santità che i movimenti recano alla vita delle Chiese locali. Grazie al dinamismo di queste nuove aggregazioni ecclesiali, tanti cristiani hanno riscoperto la vocazione radicata nel battesimo e si sono dedicati con straordinaria generosità alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Per non pochi è stata l'occasione di riscoprire il valore della preghiera, mentre la parola di Dio è diventata il loro pane quotidiano e l'Eucaristia il centro della loro esistenza.
Nell'enciclica Redemptoris missio ricordavo, come novità emersa in non poche Chiese nei tempi recenti, il grande sviluppo dei "movimenti ecclesiali", dotati di dinamismo missionario: "Quando si inseriscono con umiltà nella vita delle Chiese locali e sono accolti cordialmente da vescovi e sacerdoti nelle strutture diocesane e parrocchiali -scrivevo - i movimenti rappresentano un vero dono di Dio per la nuova evangelizzazione e per l'attività missionaria propriamente detta. Raccomando, quindi, di diffonderli e di avvalersene per ridare vigore, soprattutto tra i giovani, alla vita cristiana e all'evangelizzazione, in una visione pluralistica dei modi di associarsi e di esprimersi" (n. 72).
Auguro di cuore che il Convegno di Speyer sia per ciascuno di voi e per tutti i vostri movimenti un'occasione di crescita nell'amore di Cristo e della sua Chiesa, secondo l'insegnamento dell'apostolo Paolo, che esorta ad aspirare "ai carismi più grandi" (1 Cor 12, 31).
Affido i lavori del vostro incontro a Maria, Madre della Chiesa, e vi accompagno con le mie preghiere, mentre a ciascuno di voi e alle vostre famiglie imparto una speciale Benedizione.

Dal Vaticano, 3 giugno 1999.


Carissimi Fratelli e Sorelle!
Con grande gioia vi invio il mio saluto in occasione del "Raduno Mondiale del Rinnovamento Carismatico Cattolico", che si svolge in Rimini. Da diversi anni ormai il "Rinnovamento nello Spirito Santo" celebra costì, all'inizio di maggio, la sua "convocazione nazionale". In occasione dell'Anno Giubilare questo appuntamento ha assunto una dimensione particolare per la presenza di numerosi esponenti di gruppi e comunità carismatiche provenienti da altri Paesi del mondo. Giustamente, perciò, il vostro raduno si svolge con il patrocinio di un organismo, l"International Catholic Charismatic Renewal Services", a cui spetta il compito di coordinare e promuovere lo
scambio di esperienze e di riflessioni tra le comunità carismatiche cattoliche sparse nel mondo. Grazie a ciò, la ricchezza presente in ogni comunità torna a beneficio di tutti e tutte le comunità possono più facilmente percepire il vincolo di comunione che le lega le une alle altre e a tutta la Chiesa. Saluto cordialmente il Presidente dell'"International
Catholic Charismatic Renewal Services", Sig. Allan Panozza, e il Coordinatore Nazionale del "Rinnovamento nello Spirito Santo", Sig. Salvatore Martinez, insieme a tutti i membri del Comitato Nazionale di Servizio. 2. Questo raduno internazionale di Rimini costituisce per voi una tappa del pellegrinaggio giubilare. Celebrando la scadenza bimillenaria dell'Incarnazione, tutti noi siamo chiamati a volgere il nostro sguardo a Cristo, "luce delle genti".
Guardando a Lui, si rinnovano in noi lo stupore e la gratitudine: il Figlio di Dio è diventato uomo, è morto per la nostra salvezza, è risorto e vive. Cristo vive! Lui è il Signore! Questa è la certezza della nostra fede. Mentre la proclamiamo con umiltà e fermezza, siamo consapevoli del fatto che questa certezza non viene da noi. Se noi abbiamo potuto conoscere Cristo, è perché Lui stesso si è fatto conoscere a noi donandoci il
suo Spirito: "nessuno può dire -Gesù è il Signore- se non sotto l'azione dello Spirito Santo" (1 Cor 12, 3). Facendosi conoscere, Cristo non ci ha lasciati soli. Nello Spirito nasce il nuovo Popolo di Dio, Perché "è piaciuto a Dio di santificare e salvare gli uomini non singolarmente presi e senza alcun legame tra di loro, ma ha voluto costituirli in un popolo che lo riconoscesse nella verità e lo servisse nella santità" (Cost. dogm. Lumen Gentium, 9). Ogni comunità ecclesiale autentica è una porzione di questo popolo, che da duemila anni percorre le strade del mondo. Pur appartenendo ad una comunità determinata, ogni battezzato è, pertanto, aperto ad accogliere la ricchezza della Chiesa universale, che è la Chiesa di tutti i secoli. 3. La Chiesa guarda con gratitudine al fiorire di comunità vive, nelle quali la fede viene trasmessa e vissuta. In questo fiorire, essa riconosce l'opera dello Spirito Santo che mai fa mancare alla Chiesa le grazie necessarie per affrontare situazioni nuove e talvolta difficili.
Molti di voi ricorderanno il grande incontro che si svolse a Roma il 30 maggio 1998, alla vigilia di Pentecoste. In quella occasione dissi: "nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene messa a dura prova e non di radi soffocata e spenta. Si avverte, quindi, con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida e approfondita formazione cristiana.
Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità cristiane vive! Ed ecco, allora, i movimenti e le nuove comunità ecclesiale: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo, a questa drammatica sfida di fine
millennio" (in: "L'Osservatore Romano", 1-2 giugno 1998, pp 6-7) In quella occasione osservai anche che per i movimenti si prospettava ormai una nuova tappa, "quella maturità ecclesiale" (ibid.). Anche le comunità carismatiche sono chiamate oggi a fare questo passo e sono certo che, per il maturare della coscienza ecclesiale nelle diverse comunità carismatiche cattoliche sparse nel mondo, un ruolo importante potrà averlo l'"International Catholic Charismatic Renewal Services". Quello che dissi allora in Piazza S. Pietro lo ripeto a voi tutti radunati a Rimini: "La Chiesa si aspetta da voi frutti 'maturi' di comunione e di impegno" (ibid.). 4. All'interno delle vostre comunità, in circostanze diverse, per ciascuno di voi è iniziato un cammino che porta a una conoscenza e a un amore di Cristo sempre più grande. Non interrompete il cammino intrapreso! Abbiate fiducia: Cristo completerà l'opera che Lui stesso ha iniziato. "Aspirate ai carismi più
grandi!" (1 Cor 12, 31). Cercate sempre Cristo: cercatelo nella meditazione della Parola di Dio, cercatelo nei sacramenti, cercatelo nella preghiera, cercatelo nella testimonianza dei fratelli. Siate grati ai sacerdoti che accompagnano come pastori le vostre comunità: attraverso il loro ministero è la Chiesa che vi guida e vi assiste come madre e maestra. Accogliete con gioia le occasioni che voi sono offerte per approfondire la vostra formazione cristiana. Servite Cristo nelle persone che vi sono vicine, servitelo nei
poveri, servitelo nei bisogni e nelle necessità della Chiesa. Lasciatevi guidare veramente dallo Spirito! Amate la Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica! Sono particolarmente lieto di sapere che al vostro raduno partecipano anche rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali e desidero salutarli cordialmente. Unendovi nella lode comune, voi avete accolto l'invito da me formulato nella Bolla di indizione del Grande Giubileo:
"Accorriamo tutti, dalle diverse Chiese e Comunità ecclesiali sparse per il mondo, verso la festa che si prepara; portiamo con noi ciò che già ci unisce e lo sguardo puntato solo su Cristo ci consenta di crescere nell'unità che è frutto dello Spirito" (Incarnationis mysterium, 4). Mentre insieme con voi prego la Vergine Maria, perché ciascuno accolga il dono dello Spirito per essere testimone di Cristo là dove vive, volentieri a voi, cari
Fratelli e Sorelle, e alle vostre famiglie la mia affettuosa Benedizione.

Dal Vaticano, 24 aprile 2000


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(Giovanni Paolo II°, Lettera autografa inviata in occasione della Convocazione Mondiale del Rinnovamento Carismatico Cattolico avvenuta in Rimini dal 27 aprile al 1° maggio 2000

 

                                            
"La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi!" (2 Cor 13,13). Con queste parole della Liturgia, desidero rivolgere il mio affettuoso saluto a Lei, venerato Fratello nell'Episcopato, ai Responsabili ed ai Membri del Comitato Nazionale di Servizio, come pure a quanti si sono dati appuntamento a Rimini per la XXIV Convocazione Nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. 

Il tema del raduno di quest'anno: "Fate quello che Gesù vi dirà" (Gv 2,5), all'indomani della chiusura dell'Anno Santo, pone ben in luce il proposito di codesto Movimento ecclesiale di porsi alla scuola di Maria, per intraprendere un nuovo cammino di fervore spirituale e di obbedienza al Vangelo. 

L'Evangelista, narrando l'esperienza degli Apostoli dopo la risurrezione del loro Maestro, riferisce che "i discepoli gioirono nel vedere il Signore" (Gv 20,20). Sì, è questa medesima gioia, dono del Risorto, che rende i credenti capaci di guardare con coraggio alle sfide del nuovo millennio. 

Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte ho scritto: "Ora...<<dobbiamo prendere il largo>>, fiduciosi nella parola di Cristo: “Duc in altum!"(n. 15). Questo è tempo di nuove iniziative apostoliche! E' tempo di nuova evangelizzazione! 

Di fronte alle grandi sfide dell'epoca moderna dobbiamo essere ben consapevoli che "non una formula ci salverà, ma una Persona". Per questo anche il Rinnovamento nello Spirito Santo è chiamato a ripartire da Cristo, "da conoscere, amare, imitare per vivere in lui la vita trinitaria e trasformare con lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste" (ivi, n. 29). 

Questo proposito di accresciuto impegno per il Vangelo esige innanzitutto una riscoperta della santità come cuore e centro di ogni apostolato: è necessario tendere con tutte le forze alla santità, per "riproporre a tutti con convinzione questa <<misura alta>> della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della Comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione" (ivi, n. 31). I Movimenti e le nuove Comunità ecclesiali, speciale dono dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo, devono saper rispondere fedelmente a questa chiamata del Signore. Essere docili prontamente e generosamente al Paraclito, che ci configura a Cristo: ecco la strada attraverso la quale i credenti possono offrire una testimonianza di speranza ad un'umanità spesso permeata da una cultura secolarizzata, che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio e rischia di rendere il mondo inospitale e nemico dell'uomo. 

Non esiste santità senza preghiera, anzi, come vediamo nella vita dei Santi, il cristiano vale quanto prega. L'impegno di aderire alla parola di Gesù con grande disponibilità e generosità per recare la sua salvezza al mondo esige una rinnovata scoperta del <<gran mezzo della preghiera>>. Nel nostro mondo, talora malato di efficientismo e di utilitarismo, c'è bisogno di testimoni delle <<cose di lassù>>, contemplate e vissute nell'esistenza di ogni giorno. 

Questo impegna i Gruppi e le Comunità del Rinnovamento nello Spirito ad essere sempre più luoghi di contemplazione e di lode, dove il cuore dell'uomo si riempie dell'amore di Dio, si apre all'amore del fratello e diventa capace di costruire la storia secondo il disegno divino. 

Nella Chiesa, casa e scuola di comunione, che deve contrapporsi alla cultura dell'odio e della vendetta, i Gruppi e le Comunità del Rinnovamento nello Spirito siano luoghi significativi e modelli di fraternità e di amore, di pazienza e di accoglienza reciproca. L'esperienza del perdono e la valorizzazione di ogni dono spirituale aiutino tutti a costruire una convivenza alimentata dal soffio dello Spirito del Signore Risorto. 

"Fate quello Che Gesù vi dirà" (Gv 2,3). Questo tema invita a guardare all'icona delle Nozze di Cana dove il nuovo rapporto dei discepoli con il Signore è propiziato dalla presenza discreta ed efficace di Maria. E' Lei la via privilegiata e sicura per l'incontro con il Signore; è Lei che ci dispone ad accogliere la sua Parola e ci rende perseveranti nella preghiera, nell’attesa dello Spirito che infiamma e ci spinge a prendere con coraggio il largo verso le mete che il Signore ci indica. 

Alla Tutta Santa affido la Convocazione Nazionale, perchè lo Spirito Santo, rinnovando i prodigi della Pentecoste, riempia i cuori del fuoco del suo amore e trasformi i partecipanti in coraggiosi e gioiosi annunciatori del Vangelo, 

Con tali voti, di cuore imparto a Lei, Venerato Fratello, ai Responsabili, ai presenti e a tutti i Gruppi e Comunità del Rinnovamento nello Spirito una speciale Benedizione Apostolica, pegno di abbondanti doni e consolazioni celesti. 

Dal Vaticano, 28 Aprile 2001

Coordinatrice
00Sunday, May 30, 2010 8:52 AM

Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II, ai responsabili,

ai membri del Comitato Nazionale di Servizio e ai partecipanti alla

XXVI Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo

 

Roma, 23 aprile 2003

 

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

 

1. Con intima gioia invio a tutti i presenti alla xxvi Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito il mio cordiale saluto. Saluto in particolare il Pastore della diocesi di Rimini, mons. Mariano De Nicolò, al quale affido questo mio Messaggio. Saluto gli altri presuli presenti, i sacerdoti, i responsabili delle varie Comunità e Gruppi e ogni singolo partecipante.

Questovostroincontrocade nell’anno nel quale, con la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, ho invitato il popolo cristiano a mettersi alla scuola di Maria per contemplare la bellezza del volto di Cristo e per sperimentarne la profondità dell’amore.

Mirabile è la presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. Possa ogni credente farsi umile e docile imitatore di Maria Santissima, per rinnovare l’“impegno di contemplazione del mistero cristiano”, che ho proposto nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte come vera e propria «pedagogia della santità» (cf Rosarium Virginis Mariae, n. 5; Novo millennio ineunte, n. 32).

 

2. Auguro a voi, carissimi, di porvi in questi giorni alla scuola di Maria, per penetrare più facilmente nella ricchezza che il vangelo offre a chi con fiducia lo accoglie. Seguendo Maria, si può meglio assaporare il conforto che il Signore dispensa attraverso la riconciliazione sacramentale nella quale Gesù di Nazareth passa ancora «risanando tutti» (cf At 10, 38). Sulle orme della Madre di Dio è più facile riscoprire che il popolo di Dio è chiamato a una nuova evangelizzazione destinata agli uomini del nostro tempo. Si accoglie allora con gioia il «mistero della vita trinitaria», che si rivela nel volto di Cristo, mirabilmente manifestato dai carismi del suo Spirito che abbelliscono la Chiesa. Si diviene più consapevoli dell’esistenza nuova in Cristo, frutto di una sempre rinnovata Pentecoste che spinge i credenti a una coraggiosa testimonianza del «lieto annunzio», capace di dar senso a tutta l’umana esistenza.

Il fedele che si pone alla scuola di Maria avverte più vivo il desiderio di una confermazione sempre più piena a Cristo, vero “programma” della vita cristiana per pervenire al traguardo della santità. E mai verrà meno, in chi si abbandona alla volontà divina, il coraggio di una risposta pronta, ravvivata dall’effusione potente dello Spirito. Sia così per tutti coloro che fanno parte dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito!

3. Carissimi Fratelli e Sorelle, in questi giorni di riflessione e di preghiera vi esorto a rispondere con totale disponibilità all’azione dello Spirito, perché possiate offrire alla Chiesa il contributo della vostra testimonianza. Il Papa conta anche sul vostro impegno per la nuova evangelizzazione e per il rinnovamento spirituale dell’odierna società, in modo particolare delle famiglie e dei giovani.

Desidero, poi, ringraziarvi per quanto già state facendo nell’ambito dell’ecumenismo spirituale, che unisce fratelli appartenenti a Chiese e Comunità ecclesiali d’Occidente e d’Oriente in una corale invocazione al Padre celeste per la pace sulla terra. In questi tempi «le difficoltà che l’orizzonte mondiale presenta ci inducono a pensare che solo un intervento dall’Alto possa orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali» (Rosarium Virginis Mariae, n. 40). Ecco perché è urgente e indispensabile pregare «sempre, senza stancarsi» (Lc 18, 1). Solo l’incessante orazione «ci consente di sperare che, anche oggi, una “battaglia” tanto difficile come quella della pace possa essere vinta» (Rosarium Virginis Mariae, n. 40). In questo tempo pasquale la ripetizione litanica del Regina caeli, «Rallegrati, Maria», stia sempre al centro della vostra intensa preghiera. Con questi sentimenti, sono lieto di inviare la mia Apostolica Benedizione al Vescovo mons. Mariano De Nicolò e a tutti coloro che prendono parte all’annuale Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito.


 

Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II, ai responsabili,

ai membri del Comitato Nazionale di Servizio e ai partecipanti

alla XXVII Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo

 

Roma, 29 aprile 2004

 

Al venerato Fratello

Mons. MARIANO DE NICOLÒ

Vescovo di Rimini

 

1.     Mi è gradito, anche quest'anno, rivolgere il mio cordiale saluto a Lei e, per mezzo Suo, a quanti prendono parte alla Convocazione nazionale dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito, che si svolge in codesta città di Rimini dal 29 aprile al 2 maggio 2004. Il tema - "Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra; si gioirà per sempre di quello che sto per creare" (Is 65,17-18) - aiuta a contemplare il mistero grande della gioia cristiana. Invito ciascuno a fare propria la preghiera conclusiva dell'Esortazione apostolica "Christifideles laici" nella quale ho chiesto alla "Vergine del Magnificat'' di "insegnarci a trattare le realtà del mondo con vivo senso di responsabilità cristiana e nella gioiosa speranza della venuta del regno di Dio, dei nuovi cieli e della nuova terra" (n. 64). Gli incontri dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito, se veramente animati dalla presenza dello Spirito del Signore, soprattutto quando culminano nella celebrazione dell'Eucaristia, sono eventi nei quali "si apre sulla terra uno squarcio di Cielo e dalla comunità dei credenti si eleva, in sintonia con il canto della Gerusalemme celeste, un perenne inno di lode" (Spiritus et sponsa, 16), che "unisce il cielo e la terra" (cfr Ecclesia de Eucharistia, 8, 19).

 

2.     Lo Spirito Santo non mancherà di arricchire la testimonianza di ciascuno con i "doni spirituali e i carismi che Egli elargisce alla Chiesa" (Catechesi del 27 febbraio 1991). Tra questi carismi rivestono importanza peculiare "quelli che servono alla pienezza della vita spirituale", instillando "il gusto della preghiera", gusto che non esclude "l'esperienza del silenzio" (cfr Spiritus et sponsa, 13-14). "La rosa vastissima di carismi con i quali lo Spirito Santo partecipa alla Chiesa la sua carità e santità" (Catechesi del 27 febbraio 1991) sarà per voi, carissimi Fratelli e Sorelle che partecipate all'incontro, stimolo a diffondere l'amore a Cristo e alla sua Chiesa, "unica Madre sulla terra" (cfr Pastores gregis, 13) e ad inserire la lode che elevate a Dio, sotto la guida dei vostri Pastori, negli "spazi di creatività e di adattamento che la rendono vicina alle esigenze espressive delle varie regioni, situazioni e culture" (Spiritus et sponsa, 15).

 

3.    Auspico di cuore che il Rinnovamento nello Spirito Santo susciti sempre più nella Chiesa quella conversione interiore senza la quale difficilmente l'uomo può resistere alle lusinghe della carne e alle concupiscenze del mondo. Il nostro tempo ha grandemente bisogno di uomini e donne che, come raggi di luce, sappiano comunicare il fascino del Vangelo e la bellezza della vita nuova nello Spirito. Con la forza travolgente della preghiera di lode e la grazia zampillante della vita sacramentale, lo Spirito elargisce incessantemente i suoi carismi alla Comunità ecclesiale, perché sia costantemente abbellita ed edificata.

      Al Vangelo di Cristo occorre, però, corrispondere con l'audacia della fede, che è madre di tutti i miracoli d'amore, con quella ferma fiducia che ci fa impetrare da Dio ogni bene per la salvezza delle anime nostre. Ognuno, pertanto, da vero discepolo di Gesù deve applicarsi senza sosta a seguire i suoi insegnamenti rendendo il proprio cammino di rinnovamento spirituale una permanente scuola di conversione e di santità

 

4.    Essere testimoni delle "ragioni dello Spirito": questa è la vostra missione, cari membri del Rinnovamento nello Spirito Santo, in una società dove spesso la ragione umana non sembra essere irrorata dalla sapienza che viene dall'Alto. Ponete nell'animo dei credenti che partecipano alle attività dei vostri gruppi e delle vostre comunità un seme di feconda speranza nella quotidiana dedizione di ciascuno ai propri compiti.

      Come scrivevo nell'Enciclica sull'Eucaristia "se la visione cristiana porta a guardare ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1), ciò non indebolisce, ma piuttosto stimola il nostro senso di responsabilità verso la terra presente"; ci deve far sentire "più che mai impegnati a non trascurare i doveri della nostra cittadinanza terrena". Così potrete contribuire ad "edificare un mondo a misura d'uomo e pienamente rispondente al disegno di Dio" (Ecclesia de Eucharistia, 20).

      La Vergıne Maria, presente con gli Apostoli nel Cenacolo in attesa della Pentecoste, accompagni i lavori del vostro Convegno. Da parte mia, assicuro uno speciale ricordo nella preghiera, mentre a tutti invio la mia Benedizione.

 
Coordinatrice
00Sunday, May 30, 2010 8:52 AM

LA VOCE DEI VESCOVI AL RINNOVAMENTO

 

 

Card. Leo Jozef Suenens, in Ecumenismo e Rinnovamento Carismatico;

Orientamenti Teologici e Pastorali, “II Documento di Malines”, 1974.

 

“[...] Il Rinnovamento è una grazia per la Chiesa di Dio a più di un titolo, ma lo è assai particolarmente a titolo ecumenico. Infatti, il Rinnovamento, per la sua origine stessa, già invita al ravvicinamento dei cristiani assai lontani gli uni dagli altri, dando loro come terreno di incontro privilegiato una fede comune nell’attualità e nella potenza dello Spirito Santo. Il Rinnovamento nello Spirito è una nuova accentuazione, un’insistenza sul ruolo e sulla presenza attiva e manifesta dello Spirito Santo in mezzo a noi. Nella Chiesa non si tratta di una novità, ma di una presa di coscienza accresciuta di una Presenza tanto spesso sfumata ed implicita. Tale “risveglio” ci viene, storicamente, dal Pentecostalismo classico, come pure da quello che si è convenuto di chiamare Neo-pentecostalismo. Tale riconoscimento di debiti che poniamo all’inizio di queste pagine non misconosce di quanto siamo debitori alla tradizione orientale, sempre così sensibile al ruolo dello Spirito Santo: durante il Vaticano II, i Padri conciliari non hanno cessato di sottolinearlo [...].

Il Rinnovamento nello Spirito, di cui oggi siamo testimoni, si presenta come un avvenimento spirituale sostanzialmente simile nella maggior parte delle Chiese e denominazioni cristiane. Si tratta di un avvenimento spirituale idoneo a ravvicinare i cristiani [...]. A numerosi cristiani che ne fanno l’esperienza, oggi il Rinnovamento Carismatico appare come un esaudimento, tra tanti altri, di questa audace speranza ecumenica del Concilio. È permesso pensare che il Rinnovamento si pone tra gli impulsi futuri dello Spirito che il Concilio confusamente prevedeva. La storia della Chiesa è fatta di queste mozioni e imprese dello Spirito che, periodicamente, vengono a rivitalizzare la Chiesa. Il Rinnovamento si inserisce nel prolungamento della corrente di grazia che fu e rimane il Vaticano II [...].

Il Rinnovamento Carismatico è una grazia di predilezione per la Chiesa del nostro tempo. Esso ci interpella tutti, pastori e fedeli, e ci invita ad intensificare il vigore della nostra fede e a suscitare nuovi modelli di vita cristiana, in condivisione fraterna, a immagine del Cristianesimo della Chiesa primitiva. Nella crisi che stiamo attraversando, questa grazia, per molti cristiani, assume un ruolo di supplenza per nutrire la loro vita religiosa, laddove la nostra liturgia manca troppo spesso di anima e di vita, la nostra predicazione di potenza nello Spirito, la nostra passività ha bisogno di coraggio apostolico [...]”.

 

~

Vescovi del Belgio, documento episcopale sul Rinnovamento, ottobre 1979

 

“[...] Questo risveglio spirituale si esprime, fra gli altri segni, nel rinnovamento della preghiera, personale e comunitaria, nella nuova sete della parola di Dio, nell’attrattiva per i ritiri, nell’interscambio per il Vangelo, nelle nuove forme di vita secondo il Vangelo. Tra questi segni di risveglio religioso, il Rinnovamento “carismatico” occupa un posto particolare, dovuto sia alla sua diffusione mondiale che alle sue esigenze di vita.

[...] In occasione dell’udienza concessa dal papa Paolo VI all’indomani della Pentecoste 1975 ai 10.000 partecipanti al Congresso Internazionale del Rinnovamento, il Santo Padre ricordava, in questi termini, le principali manifestazioni dello Spirito: “Comunione profonda delle anime, contatto intimo con Dio nella fedeltà agli impegni presi al momento del battesimo, nella preghiera spesso comunitaria, in cui ognuno si esprime liberamente, aiuta, sostiene, alimenta la preghiera degli altri. Alla base di tutto una convinzione personale che non ha origine solo in un insegnamento ricevuto con la fede, ma anche in una certa esperienza vissuta, e cioè che, senza Dio, l’uomo non può nulla; mentre, con lui, tutto diventa possibile. Di qui il bisogno di lodarlo, di ringraziarlo, di celebrare le meraviglie che opera ovunque intorno a noi e in noi. L’esistenza umana ritrova il suo rapporto con Dio, quella che si chiama la ‘dimensione verticale’, senza la quale l’uomo è irrimediabilmente mutilato”. Da questo si comprende come Paolo VI abbia potuto dire: “Perché allora questo ‘rinnovamento spirituale’ non potrebbe essere ‘una chance’ per la Chiesa e per il mondo e perché in questo caso, non prendere tutte le misure perché continui ad esserlo?” […].

Lo Spirito soffia dove vuole. Egli non è limitato da alcuna barriera umana, ma ci sono delle ore nella storia della Chiesa in cui agisce con una potenza particolare. Il Rinnovamento, che non rivendica nessun monopolio dello Spirito, è una grazia che passa. Come ogni grazia, essa rispetta le nostre libertà, chiede la nostra collaborazione per poter portare dei frutti di rinnovamento per la vita personale, comunitaria […].

 

~

Vescovi Latino-Americani, documento firmato da 109 vescovi radunatisi per studiare e riflettere sui fondamenti teologici, sui frutti e problemi del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Columbia 1 - 4 settembre 1987.

 

“Paolo VI ha espresso il suo compiacimento per il Rinnovamento nello Spirito che nasce nei luoghi e negli ambienti più diversi e che conduce alla preghiera gioiosa, all’intima unione con Dio, alla fedeltà al Signore e ad una profonda comunione delle anime, […] riteniamo conveniente studiarlo in maniera più approfondita e dargli impulso affinché possa produrre i frutti di cui tanto abbiamo bisogno, evitando che possa snaturarsi a causa di esagerazioni o deviazioni [...]. La discreta ma meravigliosa azione dello Spirito divino in questi venti anni di Rinnovamento Carismatico Cattolico e gli abbondanti frutti che ha prodotto, ci mostrano l’importanza di questa corrente spirituale e ci animano ad apprezzarla e promuoverla diligentemente, poiché è uno dei mezzi per conseguire quel rinnovamento spirituale di cui la Chiesa ha bisogno e che il Santo Padre ci chiede [...].

[...] uno dei frutti del Rinnovamento è la proclamazione gioiosa che molti stanno facendo di un Gesù vivo, “costituito Signore e Cristo” da Dio (cfr. At 2,36) [...]. E la crescita di questo Rinnovamento si deve in gran parte all’azione materna di Maria, la sposa amata dello Spirito, la cui costante intercessione continua a ottenere per la Chiesa l’effusione del divino Spirito [...]. Quando i gruppi sono ben orientati da animatori dovutamente formati, si notano subito i frutti di questa preghiera comunitaria che offre a tutti l’opportunità di agire personalmente e di condividere con semplicità e gratitudine l’azione santificatrice dello Spirito del Signore [...]. Senza dubbio, il frutto più visibile del Rinnovamento è quello di “aver  restituito all’uomo di oggi il gusto per ciò che è spirituale e di aver risvegliato un grande amore per la preghiera in tutte le sue forme” (Paolo VI) […]. Invitiamo vivamente i sacerdoti a conoscere e apprezzare il vero Rinnovamento spirituale affinché possano animarlo nelle loro comunità e orientarlo con sollecitudine pastorale per evitare che cada in esagerazioni o deviazioni”.

 

~

Card. Carlo Maria Martini, Omelia della Celebrazione eucaristica di apertura della XI Convocazione Nazionale del RnS; Rimini, 22 aprile 1988.

 

“[...] Che cosa è richiesto dal cammino ormai quindicennale del Rinnovamento nello Spirito? Questo è il segreto di Dio e ve lo dirà il Signore […] la maturità spirituale è crescere nella carità con tutti i suoi frutti [...].

1. Crescere anzitutto nella conoscenza e nell’amore della vigna che è lo stesso Gesù morto e risorto, nostra vita e Signore delle nostre vite.

2. Crescere nella conoscenza, amore e stima di quella vigna che Dio stesso ha piantato e per la quale Gesù è morto, cioè la santa Chiesa visibile, unita attorno al Papa, sotto la guida dei vescovi, amando ognuno e ciascuno dei più piccoli fratelli di essa.

3. Crescere nella conoscenza della Parola di Dio, studiata e approfondita secondo i criteri della Dei Verbum (capitoli III e VI) […].

4. Crescere nell’interiorità della fede e della preghiera […].

5. Crescere nella forza evangelizzatrice che non viene dal gridare “Signore, Signore” ma, anzitutto, dal fare la volontà del Padre che è nei cieli […].

6. Crescere nell’attenzione al contesto sociale […].

7. Crescere nella delicatezza delle espressioni delle preghiere private e pubbliche, non in commotione Domini […].

8. Crescere nel dolore dei propri peccati; piangere per i peccati del mondo […].

Se frutto del Rinnovamento nello Spirito sarà, anzitutto, il suscitare nella Chiesa intera, fino agli strati più semplici del popolo di Dio, presso tutti i laici, la gioia della lode, la lode spontanea, gratuita, […] tale lode potrà invadere tutte le Chiese […].

 

Card. Camillo Ruini, intervento alla XIX Convocazione Nazionale del RnS, in occasione del riconoscimento dello Statuto dell’Associazione “Rinnovamento nello Spirito Santo” da parte della Conferenza Episcopale Italiana; Rimini, aprile 1996.

 

“Questo riconoscimento ufficiale da parte dei vescovi rappresenta infatti un atto di stima e di fiducia, attestato dal plauso che mons. Antonelli, nella sua lettera di accompagnamento, rivolge alle realtà del Rinnovamento che offre alla Chiesa il proprio impegno di servizio [...]. L’auspicio che vorrei trarre da questa approvazione dello Statuto è che il Rinnovamento possa ricevere ancora maggior slancio per il suo cammino ed esprima con sempre crescente chiarezza l’efficacia del dono dello Spirito Santo per una sequela consapevole e fedele di Cristo e per il bene della Chiesa e dell’Italia [...]. Il Rinnovamento nello Spirito Santo è un’espressione genuina della missione della Chiesa, nella quale Dio realizza, per mezzo del suo Spirito, la sua opera di conversione. Che il Signore possa permettere al Rinnovamento nello Spirito Santo e ai suoi aderenti di accogliere con vigilanza e discernimento l’autenticità del dono dello Spirito così da diventare missionari autentici del Vangelo di Cristo”.

 

~

Card. Joseph Ratzinger, estratto del discorso del Prefetto della Congregazione per la Fede al Congresso mondiale dei Movimenti “I Movimenti ecclesiali e la loro collocazione teologica”, Roma, Domus Pacis, 27 maggio 1998.

 

“[…] Si fanno visibili tanto i pericoli, quanto le vie di superamento che esistono nei Movimenti. Vi è la minaccia di unilateralità che porta ad esagerare il mandato specifico che ha origine in un dato periodo o in forza d’un particolare carisma […] è un fatto che può indurre ad assolutizzare il proprio movimento, che viene ad identificarsi con la Chiesa stessa, a intendersi come la via per tutti, mentre di fatto quest’unica via può esser fatta conoscere in modi diversi.

Del pari è quasi inevitabile che dalla fresca vivacità e dalla totalità di questa esperienza nuova derivi ad ogni piè sospinto anche la minaccia di scontro con la comunità locale: uno scontro in cui può darsi colpa da entrambe le parti, onde entrambe le parti subiscono una spirituale sfida alla coerenza cristiana.

[…] Le due parti devono lasciarsi educare dallo Spirito Santo e anche dall’autorità ecclesiastica, […] devono imparare l’una dall’altra a lasciarsi purificare […].

Ai Movimenti, quindi, va rivolto un monito: anche se nel loro cammino hanno trovato e partecipano ad altri la totalità della fede, essi sono un dono fatto alla totalità della Chiesa, e alle esigenze di questa totalità devono sottomettersi, per restare fedeli a ciò che è loro essenziale. Ma occorre che si dica chiaramente anche alle Chiese locali, anche ai vescovi, che non è loro consentito indulgere ad alcuna pretesa d’uniformità assoluta nelle organizzazioni e programmazioni pastorali.

[…] Non è lecito pretendere che tutto debba inserirsi in una determinata organizzazione dell’unità; meglio meno organizzazione e più Spirito Santo! Soprattutto non si può sostenere un concetto di comunione in cui il valore pastorale supremo consista nell’evitare conflitti […].

Per finire, tutti devono lasciarsi misurare col metro dell’amore per l’unità dell’unica Chiesa, che rimane unica in tutte le Chiese locali e, in quanto tale, si palesa continuamente nei movimenti apostolici […].

 
Coordinatrice
00Sunday, May 30, 2010 8:53 AM
DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI PARTECIPANTI ALLA XXIV ASSEMBLEA PLENARIA
DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI

Sala del Concistoro
Venerdì 21 maggio 2010



Signori Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Cari fratelli e sorelle!



È con gioia che accolgo voi tutti, Membri e Consultori, partecipanti alla XXIV Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici. Rivolgo un cordiale saluto al Presidente, Cardinale Stanisław Ryłko, ringraziandolo per le cortesi parole che mi ha rivolto, al Segretario, Mons. Josef Clemens, e a tutti i presenti.

La composizione stessa del vostro Dicastero, dove, accanto ai Pastori, lavora una maggioranza di fedeli laici provenienti dal mondo intero e dalle più differenti situazioni ed esperienze, offre un’immagine significativa della comunità organica che è la Chiesa, in cui il sacerdozio comune, proprio dei fedeli battezzati, e il sacerdozio ordinato affondano le radici nell’unico sacerdozio di Cristo, secondo modalità essenzialmente diverse, ma ordinate l’una all’altra.

Giunti ormai quasi al termine dell’Anno Sacerdotale, ci sentiamo ancora di più testimoni grati della sorprendente e generosa donazione e dedizione di tanti uomini “conquistati” da Cristo e configurati a Lui nel sacerdozio ordinato. Giorno dopo giorno, essi accompagnano il cammino dei christifideles laici, proclamando la Parola di Dio, comunicando il suo perdono e la riconciliazione con Lui, richiamando alla preghiera e offrendo come alimento il Corpo e il Sangue del Signore. È da questo mistero di comunione che i fedeli laici traggono l’energia profonda per essere testimoni di Cristo in tutta la concretezza e lo spessore della loro vita, in tutte le loro attività e ambienti.

Il tema di questa vostra Assemblea: “Testimoni di Cristo nella comunità politica”, riveste una particolare importanza. Certamente, non rientra nella missione della Chiesa la formazione tecnica dei politici. Ci sono, infatti, a questo scopo varie istituzioni. E’ sua missione, però, “dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime… utilizzando tutti e solo quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni” (Gaudium et spes, 76).

La Chiesa si concentra particolarmente nell’educare i discepoli di Cristo, affinché siano sempre più testimoni della sua Presenza, ovunque. Spetta ai fedeli laici mostrare concretamente nella vita personale e familiare, nella vita sociale, culturale e politica, che la fede permette di leggere in modo nuovo e profondo la realtà e di trasformarla; che la speranza cristiana allarga l’orizzonte limitato dell’uomo e lo proietta verso la vera altezza del suo essere, verso Dio; che la carità nella verità è la forza più efficace in grado di cambiare il mondo; che il Vangelo è garanzia di libertà e messaggio di liberazione; che i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa - quali la dignità della persona umana, la sussidiarietà e la solidarietà - sono di grande attualità e valore per la promozione di nuove vie di sviluppo al servizio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini.

Compete ancora ai fedeli laici partecipare attivamente alla vita politica, in modo sempre coerente con gli insegnamenti della Chiesa, condividendo ragioni ben fondate e grandi ideali nella dialettica democratica e nella ricerca di un largo consenso con tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita e della libertà, la custodia della verità e del bene della famiglia, la solidarietà con i bisognosi e la ricerca necessaria del bene comune. I cristiani non cercano l’egemonia politica o culturale, ma, ovunque si impegnano, sono mossi dalla certezza che Cristo è la pietra angolare di ogni costruzione umana (cfr Congr. per la Dottrina della Fede, Nota Dottrinale su alcune questioni relative all’impegno e al comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 nov. 2002).

Riprendendo l’espressione dei miei Predecessori, posso anch’io affermare che la politica è un ambito molto importante dell’esercizio della carità. Essa richiama i cristiani a un forte impegno per la cittadinanza, per la costruzione di una vita buona nelle nazioni, come pure ad una presenza efficace nelle sedi e nei programmi della comunità internazionale.

C’è bisogno di politici autenticamente cristiani, ma prima ancora di fedeli laici che siano testimoni di Cristo e del Vangelo nella comunità civile e politica. Questa esigenza dev’essere ben presente negli itinerari educativi delle comunità ecclesiali e richiede nuove forme di accompagnamento e di sostegno da parte dei Pastori. L’appartenenza dei cristiani alle associazioni dei fedeli, ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità, può essere una buona scuola per questi discepoli e testimoni, sostenuti dalla ricchezza carismatica, comunitaria, educativa e missionaria propria di queste realtà.

Si tratta di una sfida esigente. I tempi che stiamo vivendo ci pongono davanti a grandi e complessi problemi, e la questione sociale è diventata, allo stesso tempo, questione antropologica. Sono crollati i paradigmi ideologici che pretendevano, in un passato recente, di essere risposta “scientifica” a tale questione. Il diffondersi di un confuso relativismo culturale e di un individualismo utilitaristico ed edonista indebolisce la democrazia e favorisce il dominio dei poteri forti.

Bisogna recuperare e rinvigorire un’autentica sapienza politica; essere esigenti in ciò che riguarda la propria competenza; servirsi criticamente delle indagini delle scienze umane; affrontare la realtà in tutti i suoi aspetti, andando oltre ogni riduzionismo ideologico o pretesa utopica; mostrarsi aperti ad ogni vero dialogo e collaborazione, tenendo presente che la politica è anche una complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi, ma senza mai dimenticare che il contributo dei cristiani è decisivo solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione.

È necessaria una vera “rivoluzione dell’amore”. Le nuove generazioni hanno davanti a sé grandi esigenze e sfide nella loro vita personale e sociale. Il vostro Dicastero le segue con particolare cura, soprattutto attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù, che da 25 anni producono ricchi frutti apostolici tra i giovani. Tra questi vi è anche quello dell’impegno sociale e politico, un impegno fondato non su ideologie o interessi di parte, ma sulla scelta di servire l’uomo e il bene comune, alla luce del Vangelo.

Cari amici, mentre invoco dal Signore abbondanti frutti per i lavori di questa vostra Assemblea e per la vostra attività quotidiana, affido ciascuno di voi, le vostre famiglie e comunità all’intercessione della Beata Vergine Maria, Stella della nuova evangelizzazione, e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.
Coordinatrice
00Wednesday, March 23, 2011 12:47 PM

Omelia del Cardinale Camillo Ruini in occasione

del XXX anniversario di nascita del Rinnovamento

nello Spirito Santo in Italia

 

Basilica di San Giovanni in Laterano, 14 marzo 2002

 

Liturgia della Parola: Isaia 63, 7-9;

Salmo 113 (112); Vangelo di Luca 10, 17-21

 

1. Mi unisco con viva gioia a tutti voi che, in questa Celebrazione eucaristica, affidate al sacrificio eucaristico del Signore Gesù il ringraziamento a Dio Padre per i grandissimi benefici di cui vi ha fatto dono in questi trent’anni di esperienza carismatica in Italia e per l’immensa misericordia con la quale Gesù, il Figlio di Dio fedele e giusto rimette i nostri peccati (l Gv 1, 9).

[…] A distanza di trent’anni possiamo affermare non senza una profonda riconoscenza al Signore, che il Rinnovamento nello Spirito è stata una singolare realizzazione di quella audace speranza profetica formulata dal Beato Giovanni XXIII quando, alla vigilia del Vaticano II, cosi pregava: “Rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste”, come pure delle parole pronunciate da Paolo VI nell’udienza generale del 16 ottobre 1974: “Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia di carismi, per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa, capace di imporsi all’attenzione e allo stupore del mondo profano, del mondo laicizzante”.

Oggi, dopo trent’anni, assistiamo a un vero “risveglio spirituale” in seno alle Chiese e comunità ecclesiali. Siano rese grazie allo Spirito Santo!

[…] Questa sera, con rinnovata gioia, vi annuncio che lo Statuto, dopo il tempo ad experimentum, è stato approvato in forma definitiva da parte del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, proprio questa mattina, nella seduta conclusiva, mentre vi era fatto dono dell’udienza privata con il Santo Padre Giovanni Paolo II.

Sono lieto di questo passaggio, mentre auguro che si rinnovi in voi l’ardore e lo slancio creativo delle prime comunità cristiane, per il bene della Chiesa e della società civile della nostra Italia.

[…] Se la vostra vita cristiana continuerà a manifestare al mondo come è bello vivere da cittadini del cielo (Eb 13, 14), sarete tra quei piccoli ai quali il Signore rivela cose che rimangono nascoste ai dotti e ai sapienti.

Si realizzerà, allora, ai nostri occhi, quella Pentecoste che da Gerusalemme si è propagata nei secoli e di cui il tempo presente reclama con forza una nuova attuazione.

Lo Spirito del Signore continui a concedervi e ad accrescere in ciascuno di voi l’audacia di cui oggi abbiamo tutti bisogno per affrontare le difficoltà e anche le ostilità del mondo che si è distaccato da Dio, così da contribuire a rendere la nostra Chiesa sempre più bella, più pura, più credibile, più amante del suo Signore, più santa.

[…] Persistete anzitutto nella sincera sottomissione, gioiosa collaborazione e risposta entusiasta alle attese dei vostri Pastori. In modo particolare vi chiedo di essere sempre più sensibili ai desideri dei vostri Vescovi, assicurando la vostra fattiva presenza negli ambiti pastorali diocesani, in modo particolare sostenendo la causa dei giovani e della famiglia.

[…] Faccio inoltre appello alla vostra sincera volontà di comunione perché sappiate promuovere, come già avete iniziato a fare, un proficuo rapporto con le comunità carismatiche italiane che, a livello locale, attuano una loro scelta autonoma. Vi auguro che possiate consolidare un cammino sempre più fraterno e unitario, voluto dalle origini comuni che animano il Rinnovamento tutto.

[…] Motivo di speranza è anche il vostro dialogo cordiale con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità, che corrisponde al cammino indicato dal Santo Padre alla Pentecoste del l998.

[…] È degna di lode la vostra collaborazione alle Chiese povere, come avete iniziato a realizzare con entusiasmo verso la poverissima Chiesa Moldava: benedico il primo nucleo missionario che si accinge a raggiungere la diocesi di Chisinau per dar vita all’istituto catechistico e all’opera di evangelizzazione.

[…] siate fedeli allo Statuto che oggi, idealmente, vi riconsegno. Realizzatene con zelo le attese e le finalità, in piena libertà di spirito, come garanzia che vi dà la Chiesa attraverso la Conferenza dei Vescovi italiani.

Coordinatrice
00Sunday, May 27, 2012 3:59 PM

Benedetto XVI al RnS

Discorso del Santo Padre al RnS

Pubblicata domenica 27 maggio 2012, 14.37

Udienza Speciale concessa da Papa Benedetto XVI al RnS

Cari fratelli e sorelle! 
Con grande gioia vi accolgo in occasione del quarantesimo anniversario della nascita del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, espressione del più vasto movimento di rinnovamento carismatico che ha attraversato la Chiesa Cattolica all'indomani del Concilio Ecumenico Vaticano II. Vi saluto tutti con affetto, ad iniziare dal Presidente Nazionale, che ringrazio per le cortesi parole rivoltemi a nome di tutti voi. Saluto il Consigliere Spirituale, i membri del Comitato e del Consiglio, i responsabili e gli animatori dei Gruppi e delle Comunità sparsi in Italia. In questo vostro pellegrinaggio, che vi offre l'opportunità di sostare in preghiera presso la tomba di san Pietro, possiate rinvigorire la vostra fede, crescere nella testimonianza cristiana e affrontare senza paura, guidati dallo Spirito Santo, gli impegnativi compiti della nuova evangelizzazione.
Sono lieto di incontrarvi in questa vigilia di Pentecoste, festa fondamentale per la Chiesa e così significativa per il vostro Movimento, e vi esorto ad accogliere l'amore di Dio che si comunica a noi mediante il dono dello Spirito Santo, principio unificatore della Chiesa. In questi decenni, vi siete sforzati di offrire il vostro specifico apporto alla diffusione del Regno di Dio e all'edificazione della comunità cristiana, alimentando la comunione con il Successore di Pietro, con i Pastori e con tutta la Chiesa. In diversi modi avete affermato il primato di Dio, al quale va sempre e sommamente la nostra adorazione. E avete cercato di proporre questa esperienza alle nuove generazioni, mostrando la gioia della vita nuova nello Spirito, attraverso un'ampia opera di formazione e molteplici attività legate alla nuova evangelizzazione e alla missio ad gentes. La vostra opera apostolica ha così contribuito alla crescita della vita spirituale nel tessuto ecclesiale e sociale italiano, mediante cammini di conversione che hanno condotto molte persone ad essere risanate in profondità dall'amore di Dio, e molte famiglie a superare momenti di crisi. Non sono mancati nei vostri gruppi giovani che hanno generosamente risposto alla vocazione di speciale consacrazione a Dio nel sacerdozio o nella vita consacrata. Di tutto questo rendo grazie con voi al Signore! 
Cari amici, continuate a testimoniare la gioia della fede in Cristo, la bellezza di essere discepoli di Gesù, la potenza d'amore che il suo Vangelo sprigiona nella storia, come pure l'incomparabile grazia che ogni credente può sperimentare nella Chiesa con la pratica santificante dei Sacramenti e l'esercizio umile e disinteressato dei carismi, che, come dice san Paolo, vanno sempre utilizzati per il bene comune. Non cedete alla tentazione della mediocrità e dell'abitudine! Coltivate nell'animo desideri alti e generosi! Fate vostri i pensieri, i sentimenti, le azioni di Gesù! Sì, il Signore chiama ciascuno di voi ad essere collaboratore infaticabile del suo disegno di salvezza, che cambia i cuori; ha bisogno anche di voi per fare delle vostre famiglie, delle vostre comunità e delle vostre città, luoghi di amore e di speranza.
Nella società attuale viviamo una situazione per certi versi precaria, caratterizzata dalla insicurezza e dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza. Diventa, pertanto, sempre più importante costruire l'edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio, lasciandosi guidare dal Magistero della Chiesa. Si comprende sempre più il valore determinante dell'affermazione di Gesù: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia» (Mt 7, 24-25).
Il Signore è con noi, agisce con la forza del suo Spirito. Ci invita a crescere nella fiducia e nell'abbandono alla sua volontà, nella fedeltà alla nostra vocazione e nell'impegno a diventare adulti nella fede, nella speranza e nella carità. Adulto, secondo il Vangelo, non è colui che non è sottoposto a nessuno e non ha bisogno di nessuno. Adulto, cioè maturo e responsabile, può essere solo colui che si fa piccolo, umile e servo davanti a Dio. È necessario, perciò, formare le coscienze alla luce della Parola di Dio, da cui trae senso e spinta ogni progetto ecclesiale e umano, anche per quanto concerne l'edificazione della città terrena (cfr Sal 127,1). Occorre rinnovare l'anima delle istituzioni e fecondare la storia con semi di vita nuova.
Oggi i credenti sono chiamati ad una convinta, sincera e credibile testimonianza di fede, strettamente unita all'impegno della carità. Per mezzo della carità, infatti, anche persone lontane o indifferenti al Messaggio del Vangelo riescono ad avvicinarsi alla verità e convertirsi all'amore misericordioso del Padre celeste. A questo proposito, esprimo compiacimento per quanto fate per diffondere una «cultura della Pentecoste» negli ambienti sociali, proponendo un'animazione spirituale con iniziative in favore di quanti soffrono situazioni di disagio e di emarginazione.
Penso in particolare alla vostra opera in favore della rinascita spirituale e materiale dei detenuti ed ex-detenuti; penso al «Polo di Eccellenza della promozione umana e della solidarietà Mario e Luigi Sturzo», in Caltagirone; come pure al «Centro Internazionale per la Famiglia» a Nazaret, di cui ho avuto la gioia di benedire la prima pietra. Proseguite nel vostro impegno per la famiglia, imprescindibile luogo di educazione all'amore e al sacrificio di sé.
Cari amici del Rinnovamento nello Spirito Santo! Non stancatevi di rivolgervi verso il Cielo: il mondo ha bisogno di preghiera. Servono uomini e donne che sentano l'attrazione del Cielo nella loro vita, che facciano della lode al Signore uno stile di vita nuova. E siate cristiani gioiosi!
Vi affido tutti a Maria Santissima, presente nel Cenacolo all'evento della Pentecoste. Perseverate con Lei nell'orazione, camminate guidati dalla luce dello Spirito Santo vivendo e proclamando l'annuncio di Cristo. Vi accompagni la Benedizione Apostolica, che con affetto vi imparto, estendendola a tutti gli aderenti e ai vostri familiari.

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