L'OPUS DEI

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Coordinatrice
00Wednesday, November 30, 2011 9:25 AM
L'Opus Dei è una Istituzione della Chiesa cattolica, fondata da san Josemaría Escrivá.
L’Opus Dei, fondata nel 1928, è una Prelatura personale della Chiesa Cattolica. La sua missione consiste nel diffondere il messaggio che il lavoro e le circostanze ordinarie sono occasione di incontro con Dio e di servizio nei confronti degli altri, per il miglioramento della società. L’Opus Dei collabora con le chiese locali, offrendo mezzi di formazione cristiana (lezioni, ritiri, assistenza sacerdotale), rivolti a persone che desiderano rinnovare la propria vita spirituale e il proprio apostolato.
Coordinatrice
00Wednesday, November 30, 2011 9:27 AM

Lo spirito

L’Opus Dei aiuta a trovare Cristo nel lavoro, nella vita familiare e in tutte le attività quotidiane.

Opus Dei -
Tutti i battezzati sono chiamati a seguire Cristo, a vivere il Vangelo e a farlo conoscere. L’Opus Dei ha lo scopo di contribuire a tale missione evangelizzatrice della Chiesa, incoraggiando nei fedeli cristiani di ogni condizione uno stile di vita pienamente coerente con la fede nelle circostanze quotidiane, soprattutto attraverso la santificazione del lavoro.

Vengono illustrate di seguito alcune caratteristiche dello spirito dell’Opus Dei:

Filiazione divina. Il fondatore dell’Opus Dei afferma: «La filiazione divina è il fondamento dello spirito dell’Opus Dei». Da quando riceve il battesimo, un cristiano diviene figlio di Dio. La formazione impartita dalla Prelatura suscita in ogni fedele cristiano una viva consapevolezza della condizione di figli di Dio e lo aiuta ad assumere un comportamento coerente con tale realtà: fa scaturire la fiducia nella provvidenza divina, la semplicità nel rapporto personale con Dio, un profondo senso della dignità di ogni essere umano, la fraternità fra gli uomini, un vero amore cristiano per il mondo e per le realtà create da Dio, la serenità e l'ottimismo.

Vita ordinaria. «È in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini», diceva san Josemaría. La famiglia, il matrimonio, il lavoro, l’occupazione di ogni momento: sono queste le occasioni abituali per stare con Cristo e per imitarlo, cercando di praticare la carità, la pazienza, l’umiltà, la laboriosità, la giustizia, la gioia, e in generale tutte le virtù umane e cristiane.

Santificare il lavoro. Cercare la santità nel lavoro significa impegnarsi per svolgerlo bene, con competenza professionale e con senso cristiano, cioè per amore di Dio e per servire gli uomini. In questo modo, il lavoro ordinario diviene luogo dell’incontro con Cristo.

Orazione e sacrificio. I mezzi di formazione dell'Opus Dei ricordano la necessità di coltivare la preghiera e la penitenza proprie dello spirito cristiano. I fedeli della Prelatura assistono tutti i giorni alla Santa Messa, dedicano qualche minuto alla lettura del Vangelo, ricorrono con frequenza al sacramento della confessione, praticano la devozione per la Madonna. Per imitare Gesù, fanno anche in modo di offrire qualche piccola mortificazione, soprattutto quelle che migliorano l’adempimento del proprio dovere e rendono la vita più gradevole agli altri, e anche il digiuno e l'elemosina.

Unità di vita. Il fondatore dell’Opus Dei spiegava che il cristiano non deve «condurre una specie di doppia vita: da una parte la vita interiore, la vita di relazione con Dio; dall'altra, come una cosa diversa e separata, la vita familiare, professionale e sociale». Invece – ricordava lo stesso san Josemaría - «vi è una sola vita, fatta di carne e di spirito, ed è questa che deve essere - nell'anima e nel corpo - santa e piena di Dio».

Libertà. I fedeli dell'Opus Dei sono cittadini che godono degli stessi diritti e sono soggetti agli stessi doveri di ogni altro cittadino. Nelle scelte politiche, economiche, culturali, ecc., agiscono con libertà e con responsabilità personale, senza coinvolgere la Chiesa o l’Opus Dei nelle proprie decisioni e senza presentarle come le uniche coerenti con la fede. Ne consegue il rispetto della libertà e delle opinioni altrui.

Carità. Chi conosce Cristo, scopre un tesoro che non può tenere per sé. I cristiani sono testimoni di Cristo e ne diffondono il messaggio di speranza fra parenti, amici, colleghi, con l’esempio e la parola. Afferma il fondatore dell'Opus Dei: «Impegnandoci gomito a gomito negli stessi problemi dei nostri compagni, dei nostri amici, dei nostri parenti, potremo aiutarli ad arrivare a Cristo». L'aspirazione a far conoscere Cristo è inseparabile dal desiderio di contribuire ad alleviare le necessità materiali e a risolvere i problemi sociali del contesto in cui si vive.
Coordinatrice
00Wednesday, November 30, 2011 9:28 AM

L'Opus Dei nella Chiesa Cattolica

La formazione spirituale che l’Opus Dei offre è complementare al lavoro svolto dalle chiese locali. Le persone che entrano a far parte dell’Opus Dei continuano ad appartenere alla loro diocesi.

Opus Dei - Persone provenienti dai cinque continenti durante la beatificazione di san Josemaría.
Persone provenienti dai cinque continenti durante la beatificazione di san Josemaría.
L’Opus Dei fu fondato nel 1928. Nel 1941 ricevette l’approvazione del Vescovo di Madrid, e nel 1947 quella della Santa Sede. Dal 1982 è una Prelatura personale della Chiesa Cattolica.

Il Concilio Vaticano II creò la figura giuridica delle prelature personali per permettere lo svolgimento di specifiche missioni pastorali. Le prelature personali formano parte della struttura gerarchica della Chiesa. Sono composte da laici e sacerdoti i quali, sotto l’autorità di un prelato, cooperano organicamente per portare avanti la missione propria di ciascuna prelatura.

L'attività dell'Opus Dei si riassume nella formazione dei fedeli della Prelatura affinché ciascuno possa svolgere, nel posto che occupa nella Chiesa e nel mondo, una multiforme attività apostolica, sostenendo l’opera evangelizzatrice dei pastori e diffondendo intorno a sé l’ideale della chiamata universale alla santità.

 
L'impegno apostolico dei membri della Prelatura, nello stesso modo di tanti altri fedeli cattolici, produce una fioritura cristiana che, con la grazia di Dio, ridonda a beneficio delle parrocchie e delle chiese locali: conversioni, maggiore partecipazione all'Eucaristia, pratica più assidua degli altri sacramenti, diffusione del Vangelo in ambienti a volte lontani dalla fede, iniziative di solidarietà per i più bisognosi, collaborazione alla catechesi e alle altre attività parrocchiali, cooperazione con gli organismi diocesani. 

L'apostolato delle persone dell'Opus Dei si svolge nell’ambito del carisma specifico della prelatura: la santificazione nel lavoro e nelle realtà della vita ordinaria.

Le autorità dell'Opus Dei si impegnano a procurare l'unione di tutti i fedeli della Prelatura con i pastori delle diocesi, incoraggiandoli in modo particolare ad approfondire la conoscenza delle disposizioni e degli orientamenti dei vescovi diocesani e della Conferenza Episcopale, affinché ciascuno li metta in pratica, secondo le circostanze personali, familiari e professionali .

In virtù del carattere esclusivamente spirituale della sua missione, la Prelatura non interviene nelle questioni temporali che i suoi fedeli devono affrontare con completa libertà e responsabilità personali.

Gli Statuti affermano che, per quanto riguarda l'attività professionale e le dottrine sociali, politiche ecc., ogni fedele della Prelatura, nei limiti della dottrina cattolica sulla fede e sui costumi, gode della stessa piena libertà degli altri cittadini cattolici. Su queste materie le autorità della Prelatura devono astenersi nel modo più assoluto anche solo dal dare consigli in queste materie.
Coordinatrice
00Wednesday, November 30, 2011 9:30 AM

Persone dell’Opus Dei

Dei circa 90.000 membri dell’Opus Dei, il 98% è costituito da laici, uomini e donne, per la maggior parte sposati. Il restante 2% è costituito da sacerdoti.

Opus Dei -
LAICI E SACERDOTI

L'Opus Dei è costituito da un prelato, da un presbiterio o clero proprio e da laici, uomini e donne. Nell’Opus Dei non esistono diverse categorie di membri. Esistono semplicemente modi diversi di vivere la stessa vocazione cristiana a seconda delle circostanze personali: celibi o sposati, sani o malati, ecc.

La maggior parte dei fedeli dell’Opus Dei (attualmente, circa il 70%) è costituita dai membri soprannumerari: si tratta per lo più di persone sposate, donne o uomini, per i quali la santificazione dei doveri famigliari costituisce parte fondamentale della propria vita cristiana.

Il restante 30% dei fedeli della Prelatura è costituito da uomini e donne che si impegnano a vivere il celibato, per motivi apostolici. Gli aggregati abitano con le proprie famiglie, oppure là dove pensano che sia più adeguato alla propria situazione professionale.

I numerari ordinariamente abitano nei centri dell’Opus Dei, perché le circostanze personali permettono loro di essere pienamente disponibili per prendersi cura delle iniziative di apostolato e della formazione degli altri fedeli della Prelatura. Le numerarie ausiliari si dedicano soprattutto allo svolgimento del lavoro domestico nelle sedi dei centri della Prelatura, e ciò costituisce la loro attività professionale ordinaria.

I sacerdoti della Prelatura provengono dai fedeli laici dell'Opus Dei: sono numerari e aggregati i quali, liberamente disponibili a essere sacerdoti, dopo aver fatto parte per diversi anni della Prelatura e dopo aver completato gli studi previ al sacerdozio, sono invitati dal prelato a ricevere gli ordini sacri. Il loro lavoro sacerdotale si svolge principalmente al servizio dei fedeli della Prelatura e delle attività apostoliche che questi ultimi promuovono.

AMBIENTE DI FAMIGLIA

Un aspetto caratteristico della fisionomia dell'Opus Dei è l’ambiente di famiglia cristiana. Questo tono familiare è presente in ogni attività che la Prelatura organizza. Si manifesta anche nel calore familiare che si respira nei suoi centri, nella semplicità e nella fiducia dei rapporti interpersonali, nell’atteggiamento di servizio, di comprensione e di delicatezza che si cerca continuamente di avere nella vita quotidiana.

QUALCHE DATO

Secondo l'Annuario Pontificio del 2009 fanno parte della Prelatura  89.904 persone, di cui 1.972 sono sacerdoti. Sul totale dei fedeli, la percentuale degli uomini e delle donne è approssimativamente la stessa
 
Attualmente in Italia i fedeli della Prelatura sono circa quattromila, uomini e donne, di tutti i ceti sociali. Svolgono i mestieri più svariati, sia intellettuali che manuali. Il primo italiano che chiese l'ammissione all'Opus Dei fu, nel 1947, un giovane avvocato romano. Centri e opere apostoliche della Prelatura sono presenti in 27 città italiane. La Prelatura dell’Opus Dei ha personalità giuridica civile. Il Vicario regionale per l’Italia è attualmente don M

Coordinatrice
00Wednesday, November 30, 2011 9:36 AM
ALCUNI MOMENTI SIGNIFICATIVI DELL'ATTIVITA' DEL FONDATORE:

Un incontro durante i viaggi di catechesi del 1974
Dal 1970, il fondatore dell’Opus Dei volle intraprendere lunghe catechesi itineranti in vari Paesi. Se fra i credenti si diffondevano il dubbio e l’incertezza, era il tempo di «scendere nell’arena», come amava dire, per fortificare nella fede e proclamare la buona dottrina a tante persone. Il metodo sarebbe stato quello a lui congeniale del contatto personale, che personale restava con ciascuno dei presenti, malgrado le folle che venivano ad ascoltarlo. Domande e risposte, battute e preghiere, episodi e verità proclamate a voce alta.

1970 in Messico

Con un gruppo di contadini messicani
Iniziò nel maggio 1970 in Messico, in concomitanza con il pellegrinaggio a Guadalupe. Ricevette molti gruppi di persone diverse. C’erano anche dei contadini dello Stato di Morelos, dove i fedeli dell’Opus Dei insieme ad altre persone avevano fondato delle scuole agricole. A loro diceva: «Tutti, voi e noi, siamo preoccupati che possiate migliorare, che usciate da questa situazione, in modo da non avere preoccupazioni economiche… Cerchiamo anche che i vostri figli acquistino cultura: vedrete come tutti insieme ci riusciremo e che coloro che hanno talento e desiderio di studiare arriveranno molto in alto. All’inizio saranno pochi, ma con gli anni… E come faremo? Come chi fa un favore?… No, figli miei, questo no! Non vi ho detto che siamo tutti uguali?».

1972 nella Penisola Iberica

Nel 1972 fu impegnato in un giro di due mesi in diverse città della Spagna e del Portogallo, con programmi fitti di incontri di ogni tipo, di cui è rimasta testimonianza filmata. Fu un viaggio spossante, che contrasta con la forza d’animo che il Padre emana nei filmati. Si sottoponeva alle più svariate domande, rispondeva con garbo, con simpatia, con la semplicità di un catechista ma con la dottrina di un teologo e la fede di un santo. La gente gli faceva domande sui sacramenti, sulla devozione alla Madonna, sulla preghiera, sulla famiglia, sulle questioni, insomma, che in genere venivano dibattute nell’opinione pubblica non senza che ne derivasse perplessità nelle anime.

«Negli incontri con nostro Signore gli apostoli trattavano di tutto:in multis argumentis, dice la Sacra Scrittura. I nostri incontri hanno questo sapore evangelico: sono un modo incantevole di parlare della dottrina e della pratica della dottrina diCristo, in famiglia. Vedete che non esagero quando dico che l’Opus Dei è una grande catechesi».

Mentre benedice il bebé di una madre di famiglia in Argentina
Incoraggiava le persone a fare domande «impertinenti» e molti non se lo facevano ripetere.
«Padre, come celebra la Messa e come fa il ringraziamento della comunione?».
«Questi vogliono che mi confessi in pubblico!».
Ma rispondeva, parlando del suo impegno per prolungare il ringraziamento fino e mezzogiorno e da quel momento in poi prepararsi alla Messa successiva. Chi chiedeva aveva ottenuto un suggerimento stimolante.

«Padre, quali virtù ritiene più importanti per un insegnante?».
«Servono tutte, ma soprattutto devi manifestare ai ragazzi una grandissima lealtà».

«Padre, come aiutare gli amici a recuperare la fede che dicono di avere perso?».
«Se hanno avuto veramente la fede, forse non l’hanno persa. Può darsi che sopra la fede ci sia adesso un guscio, e un altro e un altro ancora: una serie di strati di indifferenza, di letture mal digerite, forse di ambienti e di consuetudini deviate. Ti consiglio, prima, di pregare».

«Padre, qualcuno dice che bisognerebbe insegnare tutte le religioni ai bambini affinché scelgano da grandi…».
E via di questo passo con domande e risposte di sorprendente spontaneità. La sua predicazione in quelle settimane raggiunse più di centocinquantamila persone. E in ogni città volle anche visitare alcuni monasteri di clausura per testimoniare il suo amore per la vita contemplativa e chiedere preghiere alle religiose.

1974 in Sud America

San Josemaría, sofferente per l’altitudine, mentre sale sul volo per il Venezuela
Tra maggio e agosto 1974 compì un viaggio in America del Sud: Brasile, Argentina, Cile, Perù, Ecuador e Venezuela. Di nuovo voleva confermare le anime nella fede, nell’amore allaChiesae al Papa, e nella fedeltà al Magistero. Gli incontri furono dappertutto numerosi e molto affollati, come testimoniano le immagini filmate. In Perù un grave disturbo bronchiale lo costrinse a letto con evidente preoccupazione dei medici. Benché non ancora rimesso del tutto, volle riprendere la predicazione. Quando il primo agosto arrivò in Ecuador, ilsorocheomal de alturalo colse con inusitata violenza e i medici gli prescrissero di sospendere l’attività. Ma si sforzò, sia lì che più tardi in Venezuela, per prendere parte a diversi incontri nonostante la febbre alta.

1975, di nuovo in America

Nel febbraio 1975 tornò in America. Visitò il Venezuela e il Guatemala. In quest’ultima tappa cadde di nuovo malato: era rimasto talmente senza forze che fu costretto a porre fine al viaggio prima del previsto.

Conversione

In tutti gli incontri americani insistette sulla necessità della conversione, ponendo l’accento sul ricorso frequente allaconfessione sacramentale. Diceva che se anche una sola persona si fosse confessata, avrebbe giudicato utile il proprio viaggio.
Coordinatrice
00Wednesday, November 30, 2011 9:37 AM
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