I MOVIMENTI NELLA STORIA DELLA CHIESA

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Coordinatrice
00Tuesday, August 7, 2012 7:35 PM

La storia dei Movimenti

Se esaminiamo il fenomeno degli attuali Movimenti ecclesiali sotto il profilo storico, rileviamo che essi sono nati o si sono sviluppati in un periodo particolare della storia della Chiesa. Nell'incontro che essi ebbero con Giovanni Paolo II nella Pentecoste del 1998 (30 maggio) in piazza San Pietro, se ne contarono 56: i più noti tra di essi erano (in ordine alfabetico) il Cammino Neocatecumenale, la Communauté de l'Arche, la Communauté de l'Emmanuel, Comunione e Liberazione, la Comunità di Sant'Egidio, i Cursillos de Cristiandad, i Foyers de Charité, la Legione di Maria, il Movimento dei Focolari detto anche Opera di Maria, l'Opera di Schönstatt, il Rinnovamento nello Spirito Santo. La maggior parte di questi Movimenti ecclesiali o sono nati o si sono sviluppati nella seconda metà del secolo XX, cioè nel periodo di più intenso secolarismo del mondo cristiano, che raggiunse il suo culmine negli anni Settanta, quando varie organizzazioni e associazioni cattoliche tradizionali entrarono in una crisi profonda, un certo numero di sacerdoti abbandonarono il ministero, molti seminari e noviziati si vuotarono e gli Ordini e le Congregazioni religiose conobbero una falcidia assai grave dei loro membri, forse mai prima avvenuta in misura così ampia.

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00Tuesday, August 7, 2012 7:36 PM

Fu un periodo "invernale" per la Chiesa. Ma fu proprio in quel periodo che la nascita e la crescita dei Movimenti ecclesiali ridiede nuova vitalità e un nuovo slancio alla Chiesa, annunciando per essa una nuova primavera. Sotto questo profilo si può dire che i Movimenti ecclesiali sono stati in questo drammatico cinquantennio la risposta dello Spirito Santo alle sfide che il processo di secolarismo esasperato - che per certi aspetti è un processo di apostasia dalla fede cristiana - ha posto alla Chiesa e al cristianesimo.

In tal modo, i Movimenti ecclesiali che sono sorti o si sono sviluppati nel passato cinquantennio, considerati sotto il profilo della storia della Chiesa, si ricollegano a una costante della vita ecclesiale. Questa infatti non è lineare: a periodi di fervore e di vita cristiana intensa possono far seguito periodi di crisi e di illanguidimento. Orbene, proprio nei periodi di crisi sorgono figure carismatiche che raccolgono uomini e donne di ogni condizione e in tal modo danno vita a Movimenti spirituali che rinnovano la Chiesa.

Questa costante nella vita della Chiesa si configura secondo uno schema che, se non è identico in ogni caso, è tuttavia abbastanza simile. All'inizio c'è una persona - uomo o donna - che fa un'esperienza intensa di Dio, che ne segna l'intera esistenza. Centrale in questa sua esperienza è l'incontro con Cristo, da cui essa si sente "afferrata", fino a fare dell'amore e dell'imitazione di Cristo il senso e il fine della propria vita. La persona così "presa" da Cristo sente di essere chiamata a un nuovo genere di vita, a un modo originale di vivere il Vangelo, che sia nello stesso tempo un modo nuovo di servire la Chiesa e la sua missione apostolica.
L'esperienza spirituale fatta da questa persona ha una particolare forza comunicativa: attratte dal suo esempio, altre persone si uniscono a lei, sentendosi chiamate a fare la stessa esperienza spirituale. Si forma in tal modo un gruppo stabile, che si organizza in modo tale da poter vivere l'esperienza spirituale di colui o di colei che ormai è considerato il "fondatore" o la "fondatrice". Il gruppo primitivo può restare piccolo, ma generalmente tende a espandersi e a divenire un Movimento tale da incidere sulla vita di una parte della Chiesa o, in certi casi, sulla vita della Chiesa universale. È una forza che immette nella Chiesa nuove energie e modi nuovi di vivere e di attuare il Vangelo, un accrescimento di fervore spirituale e di zelo apostolico.

Leggendo la storia della Chiesa rileviamo infatti che, nei secoli IV - VI, anche a motivo di fatti storici quali le invasioni barbariche, la Chiesa attraversa un periodo di grave crisi: è il movimento monastico, nato dalle esperienze spirituali di san Pacomio e di san Basilio in Oriente e di san Benedetto in Occidente, che rinnova tutta la Chiesa e la pone in condizione di porre le basi dell'Europa cristiana. Nella crisi della Chiesa medievale, a cui tenterà di porre rimedio la riforma di Gregorio VII, saranno ancora figure carismatiche come l'abate Bernone, fondatore dell'ordine cluniacense; san Bernardo, animatore dell'ordine cistercense; san Brunone, fondatore dei certosini; san Norberto, fondatore dei canonici regolari premonstratensi, a vivificare nella Chiesa lo spirito di preghiera e di penitenza, fortemente illanguiditi nel clero e nel popolo cristiano.

Il secolo XIII è per la Chiesa un tempo di decadenza per l'eccessivo arricchimento del clero, l'ignoranza religiosa del popolo cristiano e la crisi in cui versa l'antico monachesimo. Sorgono allora le figure carismatiche di san Domenico di Guzmàn e di san Francesco di Assisi, che danno vita a Movimenti che, con l'annuncio del Vangelo al popolo e la pratica della povertà, condurranno a un rinnovamento straordinario della Chiesa nel campo della vita cristiana e della teologia.
L'inizio, nel Quattro e Cinquecento, dell'epoca moderna e del processo di secolarizzazione, che si svilupperà nel Seicento, e soprattutto nel Settecento con l'Illuminismo, trova la Chiesa in uno stato di rilassamento dei costumi, in particolare nel clero, e di crisi della fede e della pratica cristiana. Sorgono in questo tempo grandi predicatori popolari come san Vincenzo Ferrer e san Bernardino da Siena, si espande la corrente di risveglio spirituale della Devotio moderna, e poi nella prima metà del Cinquecento c'è come un'esplosione di vita religiosa con la nascita di nuovi Ordini religiosi, quali i teatini, i somaschi, i barnabiti, i gesuiti, detti "chierici regolari".

Tra i fondatori di nuovi ordini religiosi emerge sant'Ignazio di Loyola che, con la creazione della Compagnia di Gesù, dà un potente impulso al rinnovamento della vita cristiana con i suoi Esercizi Spirituali, e al lavoro missionario nei continenti recentemente scoperti dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa, in collaborazione con i domenicani, i francescani e gli agostiniani. Nello stesso tempo, a Roma, san Filippo Neri crea l'Oratorio e dà vita al movimento oratoriano.

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00Tuesday, August 7, 2012 7:37 PM

Dopo il Concilio di Trento c'è una straordinaria fioritura di santi, alcuni dei quali fondano nuovi istituti religiosi per le varie necessità del popolo cristiano, come i camilliani, che danno nuovo vigore ai fatebenefratelli, fondati già nel 1537 da san Giovanni di Dio, e i chierici regolari della Madre di Dio, gli scolopi. Il Seicento è dominato dalle figure di san Francesco di Sales, fondatore dell'Ordine della Visitazione, e di san Vincenzo de' Paoli, fondatore dei preti della missione: da lui ha origine il fiume di carità e di servizio ai malati e ai poveri che, per mezzo delle Figlie della Carità di santa Luisa de Marillac, delle Suore della Carità di santa Giovanna Antida Thouret e delle Conferenze di San Vincenzo del beato A.-F. Ozanam, ha investito il mondo cristiano, costituendo, con la Piccola Casa della Divina Provvidenza, istituita a Torino da san Giuseppe B. Cottolengo, una delle più grandi glorie del cristianesimo e dell'intera umanità.

Se il Settecento è un'epoca grigia nella storia della Chiesa, seppure illuminata dalle mirabili figure di san Luigi Maria Grignion de Montfort, fondatore dei monfortani, di san Paolo della Croce, fondatore dei passionisti, e di sant'Alfonso Maria de' Liguori, fondatore dei redentoristi, l'Ottocento, che vede la Chiesa combattuta dal liberalismo razionalista, dalla massoneria, dal socialismo positivista e ateo, è il secolo segnato da una straordinaria rinascita cristiana, che si manifesta nella creazione di istituti religiosi dedicati all'educazione dei giovani - tra i quali emerge la Congregazione salesiana, fondata da san Giovanni Bosco - e alle opere di carità per ogni necessità; nella fondazione di istituti missionari, che riprendono con nuovo fervore l'attività missionaria, frenata con danni gravi dalla soppressione della Compagnia di Gesù (1773).

Così in Francia sorgono gli oblati di Maria Immacolata ad opera di mons. E. de Mazenod, vescovo di Marsiglia; i padri bianchi ad opera del card. C. M. Lavigerie; in Belgio i missionari di Scheut, ad opera di Th. Verbist; in Germania, i missionari del Verbo Divino, ad opera di A. Janssen; in Gran Bretagna, i missionari di Mill Hill ad opera del card. Vaughan; in Italia i missionari comboniani, fondati da D. Comboni, i missionari saveriani, ad opera di G. M. Conforti, le missioni estere di Milano, ad opera di mons. Ramazzotti e di mons. Marinoni, l'istituto della Consolata fondato dal canonico G. Allamano. Ma il fatto nuovo dell'Ottocento e della prima metà del Novecento è la nascita di Movimenti laicali, che hanno trovato il loro inquadramento ecclesiale nell'Azione Cattolica, sia generale, sia specializzata, come laJeunesse Ouvrière Catholique (JOC), fondata dal can. Chardijn. Si deve ricordare infine la nascita degli "istituti secolari"; dei "Piccoli Fratelli e Sorelle di Gesù" sull'esempio di Ch. de Foucauld; dell'Opus Dei del beato Escrivà de Balaguer e dei Legionari di Cristo fondati da M. Maciel.

Così tutta la storia della Chiesa, particolarmente nei suoi momenti di declino e di crisi spirituale e apostolica, è attraversata da una corrente "carismatica" che ha investito uomini e donne, dotandoli di carismi appropriati alle diverse situazioni drammatiche, in forza dei quali hanno raccolto attorno a sé persone di ogni genere che hanno potentemente contribuito a rinnovare la Chiesa e a darle nuovo slancio spirituale e apostolico. Le figure carismatiche che abbiamo ricordato sono costituite soprattutto da uomini. Ma sarebbe ingiusto non ricordare figure carismatiche di donne che hanno avuto - con gli istituti da esse fondati o con opere da esse create - un peso enorme nella storia della Chiesa, per quanto riguarda la carità e la cura dei poveri e dei malati, l'educazione cristiana, l'attività missionaria, tanto da potersi dire che, specialmente negli ultimi secoli, le opere della Chiesa sono state sostenute in massima parte da donne consacrate all'amore di Cristo e dei fratelli più bisognosi. Senza dire che la vita contemplativa, la quale costituisce una sorgente di grazia che vivifica tutta la Chiesa, è praticata in buona parte da donne. Parlando della corrente carismatica che percorre la storia della Chiesa, non si possono perciò non ricordare figure carismatiche come santa Scolastica, santa Francesca Romana, santa Brigida di Svezia, santa Chiara, santa Caterina da Siena, sant'Angela Merici, santa Teresa di Gesù, Mary Ward, santa Francesca Frémiot de Chantal, santa Luisa de Marillac, santa Giovanna Antida Thouret, santa Sofia M. Barat, santa Paola Frassinetti, santa Francesca S. Cabrini, Madre Teresa di Calcutta e moltissime altri.

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00Tuesday, August 7, 2012 7:37 PM

L'aspetto istituzionale e quello carismatico sono quasi coessenziali 
alla costituzione della Chiesa

Così gli attuali Movimenti ecclesiali, sotto il profilo teologico, fanno parte della dimensione "carismatica" della Chiesa, che il Concilio Vaticano II così descrive: "Lo Spirito Santo non solo per mezzo dei sacramenti e dei ministeri santifica il Popolo di Dio e lo guida e adorna di virtù, ma "distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a Lui", dispensa tra i fedeli di ogni ordine anche grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere e uffici, utili al rinnovamento e allo sviluppo della Chiesa, secondo quelle parole: "A ciascuno la manifestazione dello Spirito è data perché torni a comune vantaggio". E questi carismi straordinari o anche più semplici e più comuni, siccome sono soprattutto adatti e utili alle necessità della Chiesa, si devono accogliere con gratitudine e consolazione. I doni straordinari però non si devono chiedere imprudentemente, né con presunzione si devono da essi sperare i frutti delle opere apostoliche; ma il giudizio sulla loro genuinità e sul loro esercizio ordinato appartiene all'Autorità ecclesiastica, alla quale spetta soprattutto di non estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e di ritenere ciò che è buono" (Lumen gentium, n. 12).

In realtà, c'è nella Chiesa l'aspetto "istituzionale", che si esprime nel Credo o Simbolo della fede, nei sacramenti e nella successione apostolica del Papa e dei vescovi, che conferisce loro la potestà ministeriale di santificare il Popolo di Dio e di guidarlo nel suo cammino verso Dio, ma prima di tutto di annunciargli autorevolmente ciò che Cristo ha annunciato agli Apostoli ed essi hanno trasmesso alle prime comunità cristiane, e ciò che la Chiesa nel corso dei secoli, sotto la guida dello Spirito Santo, ha insegnato nei Concili e vissuto nell'esperienza del popolo cristiano.

Ma la Chiesa non è solo "istituzione"; è anche "carisma". All'aspetto "istituzionale" che fa riferimento all'azione "costitutiva" di Cristo, Signore della Chiesa e Capo del Corpo mistico, si affianca l'aspetto "carismatico", che fa riferimento all'azione "santificatrice" dello Spirito Santo, che è in certo modo l'anima della Chiesa e che Cristo, in quanto "dispensatore" dello Spirito, ha effuso su di essa nella Pentecoste e continua a effondere nel corso dei secoli, in alcuni momenti storici particolarmente critici, in maniera tanto abbondante da dar luogo a una "nuova Pentecoste".

Parlando ai Movimenti ecclesiali convenuti in piazza San Pietro il 30 maggio 1998, Giovanni Paolo II ha detto: "L'aspetto istituzionale e quello carismatico sono quasi coessenziali alla costituzione della Chiesa e concorrono, anche se in modo diverso, alla sua vita, al suo rinnovamento e alla santificazione del popolo di Dio. È da questa provvidenziale riscoperta della dimensione carismatica della Chiesa che, prima e dopo il Concilio, si è affermata una singolare linea di sviluppo dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. Oggi la Chiesa gioisce nel constatare il rinnovato avverarsi delle parole del profeta Gioele: "Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona". Voi qui presenti siete la prova tangibile di questa "effusione" dello Spirito. Ogni Movimento differisce dall'altro, ma tutti sono uniti nella stessa comunione e per la stessa missione. Alcuni carismi suscitati dallo Spirito irrompono come vento impetuoso, che afferra e trascina le persone verso nuovi cammini di impegno missionario al servizio del Vangelo, proclamando senza pausa le verità della fede, accogliendo come dono il flusso vivo della Tradizione e suscitando in ciascuno l'ardente desiderio della santità. Oggi a tutti voi riuniti qui in piazza San Pietro e a tutti i cristiani, voglio gridare: Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa!".

Giovanni Paolo II - ricordando poi che la nascita e la diffusione dei nuovi Movimenti hanno recato nella Chiesa "una novità inattesa e persino talvolta dirompente: ciò che non ha mancato di suscitare interrogativi, disagi e tensioni", comportando talora "presunzioni e intemperanze da un lato e non pochi pregiudizi e riserve dall'altro" - ha aggiunto: "Oggi dinanzi a voi si apre una tappa nuova: quella della maturità ecclesiale. Ciò non vuoi dire che tutti i problemi siano stati risolti. È piuttosto una sfida. Una via da percorrere. La Chiesa si aspetta da voi frutti "maturi" di comunione e di impegno". Ha continuato affermando che i Movimenti e le nuove comunità ecclesiali sono "la risposta suscitata dallo Spirito Santo" - una "risposta provvidenziale" - alla "drammatica sfida di fine millennio", poiché "nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolaristica che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene messa a dura prova e non di rado soffocata e spenta" e si sente il bisogno urgente di personalità cristiane mature e di comunità cristiane vive. Giovanni Paolo II ha quindi chiesto che - per custodire e garantire l'autenticità del carisma - "ogni Movimento si sottoponga al discernimento dell'Autorità ecclesiastica competente", poiché "nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai pastori della Chiesa"; "Questa è la garanzia che la strada che percorrete è quella giusta".

Ha quindi aggiunto: "Nella confusione che regna nel mondo di oggi è così facile sbagliare, cedere alle illusioni. Nella formazione cristiana curata dai Movimenti non manchi mai l'elemento di questa fiduciosa obbedienza ai vescovi, successori degli Apostoli, in comunione con il Successore di Pietro. Conoscete i criteri di ecclesialità delle aggregazioni laicali. Vi chiedo di aderirvi sempre con generosità e umiltà, inserendo le vostre esperienze nelle Chiese locali e nelle parrocchie, e sempre rimanendo in comunione con i Pastori e attenti alle loro indicazioni".

È noto che in anni recenti alcuni Movimenti, sia sotto il profilo dottrinale, sia sotto il profilo sacramentale e liturgico, hanno creato seri problemi, tanto che alcune Conferenze Episcopali sono dovute intervenire per limitarne la presenza o ridurne l'attività sul proprio territorio. I fatti più spiacevoli sono avvenuti in ambito diocesano e parrocchiale, sia per la tendenza - assai forte in alcuni Movimenti - a radicalizzare il proprio carisma, fin quasi a ritenere che la propria esperienza cristiana fosse l'unica veramente "evangelica", sia per la tendenza ad agire da soli, non accettando di collaborare con altre organizzazioni ecclesiali, sia infine per la difficoltà di integrarsi nella pastorale diocesana e parrocchiale. Non poche diffidenze ha poi suscitato il fatto che alcuni Movimenti, temendo di perdere la propria libertà e creatività, e soprattutto temendo di "istituzionalizzarsi", hanno avuto difficoltà a presentare i loro Statuti, per l'esame e l'approvazione, all'Autorità ecclesiastica.

Attualmente pare che le difficoltà di un tempo siano - se non del tutto scomparse - certamente molto attenuate e in via di superamento. Anche una migliore conoscenza dei Movimenti e delle esigenze del loro carisma da parte dei vescovi e dei parroci hanno contribuito ad attenuare o a far scomparire le tensioni, fino alla piena integrazione dei Movimenti nella vita della Chiesa tanto a livello diocesano quanto a livello parrocchiale. Ciò ha contribuito al rinnovamento della Chiesa nella crescita della fede, nella vita di preghiera, nella formazione di comunità cristiane vive in cui sono sbocciate numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, e nell'impegno apostolico e missionario. Per tale motivo non è esagerato vedere nella nascita e nella crescita dei Movimenti ecclesiali una grazia speciale per la Chiesa del nostro tempo.

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