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Risposte a DOMANDE di FEDE

Last Update: 11/25/2020 3:39 PM
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7/3/2011 11:10 PM
 
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 Quali sono le prove della resurrezione di Gesù Cristo?

risposta

Noi non possiamo vedere il Risorto ma possiamo avere anche oggi alcune evidenze sotto gli occhi che ci inducono a credere nell'annuncio della resurrezione.
-La sussistenza del Corpo di Cristo nel mondo, e cioè della Chiesa, partita da un manipolo di uomini incapaci e umanamente inadeguati di fronte ad un mondo che li avrebbe travolti se non avessero avuto la costante assistenza del Risorto.
-La conferma della testimonianza sul Risorto con prodigi e miracoli che si sono perpetuati lungo il corso della storia
-le macchie di sangue sulla Sindone non presentano segni di frammentazione nè di alterazioni dovute alla corruzione del cadavere o alla rimozione forzata del telo dal corpo che vi era stato avvolto per un arco di tempo non maggiore di 40 ore.
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8/21/2011 10:52 PM
 
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Frasi in netta contraddizione dette solitamente dai cristiani cattolici                     …‡

-Perché dio non si fa vedere? Perché non fa mostra di sé?
-Perché ci lascia il libero arbitrio, perché altrimenti saremmo come i robot, etc.

-Ci sono prove dirette e dimostrabili dell'esistenza di dio?
-Sì, ci sono un sacco di miracoli, etc., etc.

Non pensate che andate molto in contraddizione? Prima dite che Dio non dà prove della sue esistenza per il libero arbitrio, poi dite che le prove dell'esistenza di dio ci sono e sono pure dirette e dimostrabili (alcune risposte che mi hanno dato illustri cattolici della sezione nella mia domanda-sondaggio). Se dio non vuole dare prove, e voi dite di avere le prove, o state mentendo o state andando contro la volontà di dio.
Non sarà il caso di revisionare alcune delle vostre argomentazioni?

Rispondo

Essendo Dio non misurabile con strumentazioni umane di nessun tipo. possiamo dire che è impossibile fornire una prova apodittica della sua esistenza.
Possiamo invece affermare, come credenti, di poter fornire prove molto vicine alla certezza matematica derivanti da deduzione di quanto è osservabile e misurabile e cioè la complessità irriducibile di alcuni processi della natura, anche nelle forme più microscopiche, la finalizzazione di ogni cosa creata, la complementarità e la bellezza delle cose. Oltre naturalmente ai segni soprannaturali e alle profezie realizzate. Le quali ci permettono di dedurre un Creatore ed anche molte caratteristiche della Sua natura.
Vi è in ciascuna di queste cosiddette "prove" una sufficiente luce per chi è disposto ad accettare l'elevato numero di probabilità della esistenza di Dio, e sufficiente tenebre per chi vuole scegliere liberamente di seguire il quasi inesistente numero di probabilità che Dio non esista. Ecco dunque la libertà individuale di poter scegliere avendo elementi sufficienti per credere.
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8/21/2011 11:16 PM
 
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Come definiresti un PECCATO?

Per me un peccato è non vivere la vita seguendo le proprie vocazioni ed attitudini, farsi condizionare da religione, politica e famiglia...insomma gli altri

E per te?

Risposta

Il peccato è un atto contrario al bene dell'uomo, commesso deliberatamente con la consapevolezza della negatività del proprio atto che la coscienza stessa anche dei non credenti segnala, e che produce sofferenza in chi lo subisce. I 10 comandamenti sono i riferimenti di una legge scritta nell'intimo e che si può facilmente comprendere come i paletti sicuri per non peccare.
Infatti se noi stessi ci troviamo a subire ciò che i Comandamenti indicano, come un furto, un omicidio, una infedeltà da parte del coniuge, una mancanza di rispetto da parte dei figli,una falsa testimonianza, ci rendiamo subito conto che si tratta di cose molto negative, perchè sono sofferte da noi. Per cui dobbiamo convenire che lo sono parimenti quando siamo noi a provocarle agli altri.
Dio quindi ci ha indicato ciò che dovrebbe essere chiaro a tutti, che è per il bene dell'uomo

OFFLINE
9/2/2011 6:47 PM
 
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Riporto qui di seguito una serie di obiezioni poste alla fede cattolica che un interlocutore ha posto altrove, a cui ho dato un contributo di risposte come segue:

Tu dici:

nell'anno 375, sebbene i primi cristiani venerassero solo Dio, la Chiesa introdusse il culto dei santi e degli angeli;

rispondo:

I cristiani hanno sempre ADORATO sempre e solo Dio, in tre Persone, ma hanno venerato, cioè amato, onorato, imitato, ponendoli ad esempio e modello di vita perfetta nella carità sin dai primi martiri. Adorazione e venerazione hanno un diverso valore.

Ad esempio di s.Stefano protomartire s.Agostino dice:

DISCORSO 316

Stefano, il primo tra i Diaconi. Miracoli di Stefano nel nome di Cristo.

1. Stefano, il beatissimo e gloriosissimo martire in Cristo, ci ha già ben nutriti con le sue parole; dopo quel pasto, però, con il discorso del mio ministero vi presento quasi una seconda mensa. E che trovo di più dolce da servire in essa di Cristo e dello stesso Martire? Egli infatti è il Signore, costui è il servo: ma Stefano, da servo, è amico. Quanto a noi, siamo indubbiamente dei servi: egli ci conceda di essere anche amici. Quali servi, tuttavia? Tali da poter cantare con espressione di sincero affetto: O Dio, quanto a me, ho reso grande onore ai tuoi amici 1

....

Per volontà di Dio, (Paolo) vediamo i tuoi frutti: dovunque si legge di te, dovunque si predica di te, dovunque tu converti a Cristo i cuori degli avversari, dovunque, da buon pastore, raduni greggi numerose. Tu regni con Cristo insieme a colui che hai lapidato. Entrambi vi vedete lassù; entrambi ascoltate ora il nostro discorso; entrambi pregate per noi. Entrambi esaudirà chi vi ha coronati, prima l'uno, poi l'altro: il primo, quello che subì la persecuzione, l'altro chi perseguitò. Quello era agnello allora, l'altro, invece, era lupo, ma ora sono agnelli entrambi. Gli agnelli ci riconoscano, ci vedano nel gregge di Cristo: ci raccomandino con le loro preghiere, in modo da impetrare alla Chiesa del loro Signore una vita serena e pacifica.

---------

Nella chiesa perciò vigeva già l'uso di onorare gli amici di Cristo, prima che questo venisse ufficializzato da decreti scritti.

Vi sono anche incisioni nelle catacombe che documentano invocazioni rivolte a persone di fede.



Tu dici:

successivamente nel 431 il Concilio di Efeso proclamò Maria “Madre di Dio”.

Rispondo:

Si trattava di una semplice conseguenza della divinità di Cristo da sempre professata dai cristiani come documenta Eusebio.

Il concilio di Efeso fu quindi una conferma di quello di Nicea. Maria è madre di Dio perchè le due nature, umana e divina, sono inseparabili nella unica Persona di Cristo.


Tu dici

Questi e altri provvedimenti dovevano accontentare le istanze del popolo ...e la Madonna doveva riempire il “vuoto” lasciato nella venerazione popolare dalla sparizione delle varie dee della religione pagana.
Maria dunque prese il posto, nella devozione popolare, di Diana, Iside, Artemide. Infatti, molte caratteristiche del culto della Madonna risalgono a divinità femminili precristiane. L'iconografia della Vergine con in braccio il bambino è ispirata al culto di Iside (ivi comprese le grotte come tipico luogo di apparizioni). Lo stesso racconto della verginità di Maria e della nascita miracolosa di Gesù fu aggiunto ai Vangeli posteriormente, per facilitare la diffusione del Cristianesimo fra i pagani che già erano abituati ai racconti riguardanti esseri semidivini, figli di un dio e di una donna vergine (Eracle, Mithra, Horus).


Rispondo:

Mitra non nacque da una vergine in una grotta, ma (secondo il mito) nacque da una roccia, presumibilmente lasciando una grotta dietro di sè. La roccia non può certamente essere definita "una vergine", e inoltre Mitra sempre secondo queste leggende, nacque già adulto .

L'idea secondo cui Mitra sarebbe nato da una vergine è fondata su un uso arbitrario della terminologia. Mitra sarebbe nato dalla "materia primordiale", chiamata anche "prima madre" o "materia vergine". È evidente che la differenza tra la materia inanimata e una donna vergine è abissale.
E' inoltre abissale la leggenda con ciò che noi riteniamo storia vera.


Eracle nacque, seconda la leggenda, da una delle tante relazioni extraconiugali di Zeus, con Alcmena, una mortale sposa di Anfitrione, re di Tebe . Alcmena non era vergine neppure nella leggenda e la storia non è accomunabile in nessun modo a quella della nascita di Cristo.


Di Horus si possiede solo un bassorilievo che riporta una scena che si potrebbe leggere in tanti modi tranne nel modo in cui un improvvisato e squalificato “studioso” lo ha voluto leggere accostando la scena ai fatti narrati nel Vangelo. Le sue conclusioni sono state dichiarate prive di qualsiasi validità dagli egittologi seri. Peccato che subito i famelici cacciatori di notizie anticristiane ne abbiano tratto motivi per denigrare il cristianesimo. Ma chiunque vede il bassorilievo si rende conto, se è onesto, che ce ne vuole per arrivare alle conclusioni fantasiose dello “studioso” in questione.


Il fatto che i pagani rivolgessero il loro culto di adorazione a delle divinità femminili non significa che Maria non sia quello che i Vangeli ci dicono di lei e che la Chiesa si limita a riconoscerle: una creatura che ha ricevuto il privilegio di essere madre di Dio, cosa di non poco conto e per la quale come essa stessa dice: “tutte le generazioni mi chiameranno beata”.


Tu dici:
Nel 593 il Vescovo di Roma (non c'erano ancora i papi!)...Il primo papa è del 610. L'idea fu dell'imperatore Foca, che prese il potere facendo assassinare il suo predecessore. Per tale crimine, il Vescovo Ciriaco di Costantinopoli lo scomunicò, ma Foca, per ritorsione, proclamò “papa” (ossia capo di tutti i vescovi) il Vescovo di Roma, Gregorio I, il quale tuttavia rifiutò il titolo, rimanendo fedele alla tradizione episcopale della Chiesa Cristiana dell'epoca. Ma già il successore, Bonifacio III, fu pronto ad avvalersi del titolo di “papa”.
Si scardinava così l'insegnamento di Gesù: «Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.» (Mat 23,8-10).


rispondo:

I successori nella funzione di Pietro non ancora si cominciarono a chiamare con il titolo di Papa, ma esercitavano tanto prima che dopo il mandato di Cristo: A TE DARO' LE CHIAVI, e ciò che avrai legato o sciolto in terra sarà legato o sciolto in cielo.

I titoli possono variare nella storia ma la sostanza è quella che conta. Anche i cristiani non si chiamavano così all'inizio: possiamo con ciò dire che quelli che li precedettero non fossero cristiani solo perchè avevano un altro titolo (la Via)?

Già s.Paolo aveva detto:

1Co 4,15 Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il vangelo.


Indirettamente anche Pietro si ritiene “padre” in quanto chiama, ad esempio, Marco “figlio mio” (1 Pt 5,13)


Inoltre nel Nuovo Testamento molte volte si nominano termini come “maestro, guida,” riferiti a persone che esercitavano tale funzione. Questo significa che Cristo voleva che si considerasse solo Lui stesso come Maestro e guida in senso assoluto e che gli altri lo sarebbero stati solo in funzione di Lui.


Tu dici:


Gregorio Magno decretò l'esistenza del purgatorio. Questa geniale invenzione ha permesso alla Chiesa, per molti secoli, fino a tutt'oggi, di vendere suffragi, indulgenze, promozioni in paradiso, realizzando ottimi introiti economici, macchiandosi però di simonia.


Rispondo

Cristo disse che i servi che avessero operato male ignorando la volontà del Padrone avrebbero ricevuto poche percosse nel giudizio dopo la morte (cf Luca 12, 42 ss). In queste percosse limitate possiamo vedervi una pena non eterna e tuttavia non un premio pieno e definitivo. Il concetto era stato anche espresso da Paolo quando dice che il fuoco brucierà le opere dei cattivi operai ma che essi stessi si salveranno ma “COME ATTRAVERSO IL FUOCO” (1 Cor 3,14)

Il termine “purgatorio” esprime e condensa con una sola parola il concetto presente nel Nuovo Testamento nei versetti citati e in altri, di pena temporanea per rendere completamente pure le persone perchè dice la Scrittura che “senza la santificazione nessuno vedrà mai il Signore (Ebrei 12,14)


 

Tu dici:
Nel 788 la Chiesa Cattolica adottò ufficialmente l'adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie dei santi. I primi cristiani, proprio come gli ebrei, consideravano idolatria ogni pratica di questo tipo. Poiché il secondo dei famosi dieci comandamenti di Mosè proibiva il culto delle immagini, e ciò poteva turbare i devoti, la Chiesa modificò la lista dei dieci comandamenti, censurando il secondo e, per far tornare i conti, spezzando in due l'ultimo.


Rispondo

Dio ORDINO' a Mosè di fabbricarsi un serpente di rame da issare su un'asta affinchè chiunque lo riguardasse venisse sanato dal morso mortale dei serpenti velenosi. Questo, secondo la stessa spiegazione di Gesù prefigurava la Crocifissione che ci avrebbe liberati dal morso mortale del peccato e della morte eterna. Dio era forse in contrasto con se stesso quando ordinò una tale immagine da mettere, oltretutto, bene in vista di tutti? Da questo si può arrivare facilmente alla conclusione che l'immagine può essere utilizzata quando serve per rinviare a ciò che rappresenta, come ha spiegato il concilio. La Bibbia deve essere letta a 360 gradi, coniugando tutti i componenti che servono a completare i quadri.


Tu dici
Nel 995 Giovanni XIV introdusse la canonizzazione dei santi. Nel Nuovo Testamento il termine “santi” si riferisce a tutti i membri della comunità. Infatti Paolo conclude le sue lettere con la tipica espressione “un saluto a tutti i santi”. L'idea che essere “santo” sia una condizione peculiare ed elitaria è perciò in contrasto con le Scritture.


Rispondo


Il termine SANTI viene usato nel Nuovo Testamento, sia per indicare tutti santificati in generale, che sono tutti i cristiani, sia per indicare la perfezione richiesta e a cui devono tendere tutti i santificati. Come ad esempio l'esortazione rivolta da Cristo: (mt 5,48) siate santi come è santo il Padre vostro. Tradotta anche “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro.


Paolo ritenendo se stesso uno tra questi perfetti, dice:

1Co 2,6 Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla;


Fili 3,15 Quanti dunque siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo.


Si tratta dunque di un termine (santo) da distinguere a seconda del contesto.

Nella canonizzazione dei santi viene considerata appunto la perfezione e l'eroica carità delle persone e non la generica santificazione derivante dal comune battesimo ma che può essere offuscato da innumerevoli ombre durante la vita. Solo i perfetti, (nel senso di santi che hanno raggiunto la perfezione) la Chiesa li addita alla venerazione e cioè all'onore dovuto agli amici di Dio.


Tu dici:
Nel 1079 papa Gregorio VII introdusse il celibato dei preti.
Nel Nuovo Testamento si dice l'esatto contrario, ovvero secondo Paolo il vescovo dovrebbe avere famiglia, in quanto: «... bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?» (I Epistola a Timoteo, cap. 3).


Rispondo:

Secondo Paolo la scelta migliore è quella del celibato e tutto il capitolo 7 della prima lettera ai Corinti lo spiega con forza come ad esempio dicendo: 1 COR.7,32-34 CHI NON E’ SPOSATO SI PREOCCUPA DELLE COSE DEL SIGNORE, COME POSSA PIACERE AL SIGNORE…CHI NON SI SPOSA FA MEGLIO.. Mentre la possibilità di sposarsi per i vescovi dei primi tempi cristiani era una concessione e non certo un obbligo. Divenne tale quando la Chiesa si trovò nella possibilità di poter dare incarichi pastorali a persone che avevano scelto di servire il Signore con cuore indiviso.


Tu dici
Nel 1090 venne introdotto il rosario. Ciò costituisce l'ennesimo capovolgimento dell'insegnamento di Gesù, che disse: «... E nel pregare non usate inutili dicerie come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per la moltitudine delle loro parole.... Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l'uscio fai orazione al Padre tuo che è nel segreto...» (Mat 6,5-8).

rispondo:

Gesù ha insegnato una preghiera denominata Padre Nostro. Perchè non dovremmo recitarla, anzi perchè non dovremmo recitarla spesso, o ancor meglio di continuo se fosse possibile, visto che s Paolo ci raccomanda : PREGATE INCESSANTEMENTE?
Vi è forse una controindicazione nel Vangelo a questo utilizzo, se Gesù stesso ha detto una parabola, quella della vedova importuna col giuidice che l'ascoltò per la sua ripetitività per indicarci che nella preghiera dobbiamo essere insistenti, e addirittura assillanti ?
Cosa significa allora le parole che non dobbiamo sprecar parole di fronte al fatto che vi sono interi salmi che ripetono lo stesso versetto per diecine di volte come ad esempio: eterna è la sua misericordia, oppure Gesù stesso che continuava a invocare il Padre sempre con le stesse parole nell'orto degli ulivi, oppure s Paolo che continuava a chiedere sempre di essere liberato da una certa spina che aveva nella carne?
Significa che noi non dobbiamo attenderci che dalla pronuncia di un determinato numero di preghiere otteniamo un determinato risultato, come fosse una gettoniera che fornisce per ogni gettone il prodotto atteso. Ma anche se non dobbiamo attendere risultati secondo le nostre vedute il Signore ci insegna a non smettere di pregare, foss'anche con le stesse parole, non per niente ha insegnato egli stesso a pregare col Padre Nostro. Quello che importa è essere in comunione con Dio, possibilmente sempre, e questo lo consente solo la preghiera. Chi può e sa pregare con parole proprie, usi le proprie, chi prega ripetendo i salmi a memoria, faccia in tal modo. Chi non sa altra forma preghi con le preghiere più semplici che la Chiesa insegna ai semplici.


Tu dici:


Nel 1184 il Concilio di Verona istituì l'inquisizione per gli eretici. Da questa data e per oltre cinque secoli la Chiesa commise crimini ed atrocità di ogni genere sterminando milioni di innocenti.

rispondo:

La cosiddetta “inquisizione” era destinata a umanizzare sistemi disumani di amministrare la giustizia spesso sommaria e senza processi di un potere civile senza freni. Quindi rappresentava per l'epoca un freno notevole tanto che storici seri hanno potuto ricostruire i fatti determinando l'entità e la natura dei casi, che non sono gli sbandierati milioni ma rientrano in una percentuale molto bassa e solo per coloro che rappresentavano una pericolosità sociale notevole. La Chiesa non eseguiva pene di morte, ma dava un parere dopo aver tentato il recupero dell'incriminato. Tener presente che allora, come oggi, molti eseguivano sacrifici umani per atti di satanismo e costoro senza dubbio erano nemici della società, ed allora non c'era la possibilità di mantenerli a vita a spese della società stessa con gli ergastoli. Quando si valuta la storia occorrono molti parametri .


tu dici:
Si potrebbe continuare con un elenco foltissimo nei secoli seguenti, riempiendo (come infatti sono stati riempiti) parecchi volumi per raccontare come la Chiesa sia andata in deriva rispetto alle sue finalità originarie per creare un sistema di potere temporale monolitico e assoluto, deriva che ha avuto, anche sotto il profilo ideologico, il suo culmine finale nella connivenza con il nazifascismo.


Risposta

Dice Paolo:

1Ti 2,1 Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini,

2 per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità. 3 Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore...

La Chiesa, ha dovuto vivere in mezzo a numerosi regimi anticristiani. L'imperatore romano, sanguinario, dittatoriale, spesso spietato e invasore di numerose nazioni, non fu apertamente avversato da Cristo sulla cui bocca non si trova alcuna riprovazione degli atti criminosi dell'impero romano. Ci si dovrebbe chiedere come mai Cristo che pronunciò nunerose invettive contro scribi e farisei non dicesse una arola contro l'imperatore verso il quale anzi disse di rendergli ciò che gli era dovuto.

Coloro che avrebbero voluto invettive contro il nazionalsocialismo da parte della Chiesa devono sapere che il suo modo di agire è innanzitutto conseguente al modello evangelico.

Con il nazionalsocialismo, vi fu un legittimo e doveroso tentativo di concordare alcune linee di rispetto reciproco che doveva garantire quella pace che secondo Paolo è cosa gradita a Dio e quindi da perseguire.

Quando però si è venuta mostrando la ferocia e la inaccettabilità di questa ideologia, il papa ha scritto la "mit brennender sorge" dove venivano evidenziate le tante storture e la pericolosità del nazionalsocialismo. Tale documento non è stato sconfessato dal suo successore il quale si è trovato a fronteggiare una contrapposizione violenta e sfrenata e che ha ritenuto di dover agire per salvare e mettere al riparo coloro che erano perseguitati dal regime senza cercare uno scontro a tutti i costi.

Io penso che se avesse continuato a fare proclami avrebbe ottenuto una più radicale ed atroce violenza per tutti i credenti. La condanna dell'idea c'era già stata e in vari modi era stata anche confermata. Il regime fece internare ed uccidere migliaia di sacerdoti oltre a tanti credenti, ma potrebbero essere stati molto di più se si fosse cercato di avversare il regime con ripetizioni di posizioni già esplicitate in precedenza.


Tu dici:
Questo dovrebbe rispondere anche all'obiezione di Teofilo, che parlava di “puntualizzazioni e precisazioni”: si tratta di puntualizzazioni piuttosto drastiche, direi, e non sempre limpide, anzi persino in alcuni casi nette deviazioni dai «principi eterni divini enunciati nelle Scritture»;

Rispondo:

Come ti ho evidenziato la Chiesa nel proclamare i dogmi e nell'esercizio del suo magistero è rimasta ancorata alla Scrittura considerata nella sua interezza e non sezionata a proprio piacimento per fargli dire quello che si vuole. Non vi sono deviazioni anzi è stato raddrizzato ciò che rischiava una deviazione.

 

Spero di aver chiarito tutti i punti che hai elencato.


[Edited by (Teofilo) 9/2/2011 7:05 PM]
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11/30/2011 3:20 PM
 
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Cosa è la libertà?

Risposta

Si può essere veramente liberi solo se si è veramente felici. E si è veramente felici solo se si consegue un bene definitivo e immutabile. Ma tale bene è solo Dio il quale ci ha dotati dei mezzi adatti per realizzare questo fine.
La libertà perciò, non è fare ciò che vuole la propria carne, soggetta ai vizi e alla caducità, ma ciò che vuole il proprio spirito, e cioè svincolarsi dalle passioni che assogettano e rendono
schiavi, perseguendo la felicità per la quale siamo stati fatti.
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11/30/2011 3:24 PM
 
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Secondo la chiesa un uomo che dice di essere dio è un seguace di satana. Ehm... ma Gesu' allora?

Risposta

Gesù sarebbe rimasto un signor nessuno se non avesse confermato con opere credibili la sua pretesa di essere vero figlio di Dio e quindi della stessa natura del Padre. I discepoli, di fronte alla condanna e alla morte del loro maestro, rimasero delusi e smarriti e si sarebbero dispersi ben presto senza alcuna speranza di poter annunciare alcunchè. Infatti tutti gli insegnamenti ricevuti si sarebbero rivelati soltanto delle follie, se ad insegnarli fosse stato un semplice uomo.
Ma di fronte alla Resurrezione essi hanno dovuto ammettere che tutto ciò che Cristo aveva detto e fatto acquistava un valore inestimabile, e la loro predicazione in tutto il mondo si è potuto affermare solo grazie al fatto che il Signore operava insieme a loro molti segni e prodigi, tali da risultare convincenti.
Ogni altro uomo al mondo che abbia avuto la pretesa di essere un dio non ha potuto fornire prove sufficienti per ritenerlo tale, e anche se vi sono stati movimenti nella storia che si sono radunati per un certo tempo attorno ai propri messia, sono puntualmente scomparsi.
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11/30/2011 3:26 PM
 
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I T. di Geova hanno spostato la loro "predicazione" dalle case alle strade? Nuova tecnica commerciale?
Avete fatto caso caso a una cosa? I T. di Geova hanno spostato la loro "predicazione" (le solite scempiaggini che vanno dicendo in giro e a cui non crede più nessuno), dalle case alle strade.
Sempre muniti delle loro borse di similpelle piene di giornalini illustrati e di pseudo Bibbie TNM, ora fermano la gente nelle strade, come gli addetti alla pubblicità dei supermarket.
Perchè pochissimi fanno entare i Geovisti nelle case?
Per 2 ragioni:
1) Per quelli che non li conoscono: c'è un gran numero di gente poco raccomandabile che gira per le case spacciandosi per addetti dell'Enel o del Gas. E' quindi meglio far entrare in casa quanta meno gente è possibile.
2) Per quelli che li conoscono: la gente è stanca delle continue panzane sulle fini del mondo "fetecchia" di cui questi geovisti vanno canciando nelle case e moltissimi sanno che questi geovisti girano per piazzare giornalini illustrati e Bibbia manipolate.
Per queste ragioni i geovisti hanno spostato la loro "predicazione" nelle strade, ma la gente ha capito anche questo e quasi nessuno si ferma con loro.
Li vedi allora aggirarsi sconfortati nelle periferie cittadine, li vedi salire per scalinate poco frequentate e arrancare per vicoli stretti, parlando tra loro per vincere la solitudine e l'angoscia.
Prima o poi , così come hanno imparato moltissimi loro predecessori e coadepti, impareranno anche loro in mano a che gente sono finiti.

Risposta
Finora i tdg si sono avvalsi di uno dei metodi di marketing molto diffusi: quello del porta a porta, che la società ha abilmente fatto accettare ai suoi aderenti propagandisti con la scusa che si trattava di applicare un precetto evangelico: andare a due a due di casa in casa.
Ora che per molti questo è diventato un obbligo morale da incubo, venendo da molti rifiutati per le motivazioni da te addotte, non sarà facile per molti di loro comprendere e giustificare un cambiamento di metodo che finora essi non hanno trovato scritto nella loro bibbia.
Ma si sa che la necessità aguzza l'ingegno e sapranno trovare una giustificazione appellandosi al "maggior intendimento". Speriamo però che gli italiani ( sono tra i pochi a dare una qualche importanza a questa casa editrice, mentre in altre nazioni non hanno molto credito), abbiano anch'essi un intendimento sufficiente per evitare di entrare in un circolo dove il fine ultimo (all'insaputa degli ignari propagandisti a proprie spese) è la vendita delle pubblicazioni.
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11/30/2011 3:36 PM
 
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La propria fede va vissuta privatamente? Se è si...non è in contraddizione con quello che disse Gesù e con quello che fecero i primi cristiani?

Risposta
Molti purtroppo pensano che la fede sia un fatto da vivere solo privatamente senza che questa intacchi nè il proprio ambiente nè tantomeno le scelte sociali, neppure quando si tratta di scelte che toccano l'aspetto morale.
Non è così. In proposito possiamo ricordare che gli apostoli e i primi cristiani vivevano pubblicamente la loro fede facendo scaturire da essa le azioni pratiche e le scelte di vita personale e comunitaria. Questo era così visibile e contrapposto al tipo di società del tempo, che essi furono perseguitati ferocemente in tutti ambiti culturali e sociali in cui vivevano.
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11/30/2011 3:41 PM
 
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Per quale motivo ogni cosa che riguarda Dio deve essere discorde con la scienza, come se quest'ultimo fosse un mago?. Perché Dio non potrebbe agire seconde le leggi senza infrangerle per il gusto di apparire come un prestigiatore?

Risposta
La scienza e la fede sono compatibili e complementari: ne sono convinti molti ricercatori e uomini di scienza, oltre che teologi seri e documentati.
Dio, essendo l'Ordinatore delle leggi fisiche, chimiche, ecc.. che regolano l'universo, vuole che tali leggi abbiano il loro corso, rispettandole Lui stesso. Per questo rifugge dall'intervenire inopportunamente per modificarle a capriccio.
Per lo stesso motivo Cristo, che pur aveva fatto molti miracoli, negò un segno a coloro che volevano spingerlo a farlo in modo arbitrario solo per offrire una prova spettacolare ma senza una necessità. Lo stesso gli chiedeva Erode quando gli fu portato davanti per essere giudicato.
Ma Egli può eccezionalmente intervenire modificando il corso delle leggi della natura quando lo ritiene assolutamente necessario per motivi che non possiamo sempre comprendere nè imbrigliare a nostro piacimento.
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4/3/2012 1:52 PM
 
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Domanda
Quando si pensa alla religione..si pensa alla Chiesa o a qualcosa che non ha a che fare con la Chiesa?
mi spiego meglio...
tantissima gente dice che se si è credente si dovrebbe andare in chiesa,giacchè la chiesa è la casa di Dio...
e io mi chiedo..ma a casa non si può pregare?in fin dei conti..se sono credente..prego ovunque...o no?
Sappiamo bene che nel corso degli anni la Chiesa ha avuto sia alti che bassi!Come ad esempio papi traditori,papi affamati di ricchezza,il nicolaismo,papi che si sposavano e se ne fregavano della 'legge di dio'. Insomma la chiesa spesso e volentieri si è presentata agli occhi della gente corrotta.
e quindi la domanda viene da sè.. è OPPORTUNO CREDERE COMUNQUE ALLA CHIESA E ALLA SUA SPIRITUALITà...O SI CREDE IN QUALCOSA CHE NON HA NIENTE A CHE FARE CON LA CHIESA?

Risposta

Nel mondo ci sono molti medici e anche ospedali che abusano del loro ruolo per sfruttare situazioni che non sono compatibili con quello che dovrebbero fare per la salute e non per i loro affari.
Se io però mi trovassi in condizioni di infermità o di necessità andrei ugualmente da qualche medico di fiducia o in ospedale perchè l'arte medica esiste inidipendentemente dai corrotti e si spera che qualcuno la pratichi e la usi a beneficio di chi ha bisogno.
Questo per far comprendere che Cristo ha incaricato la Chiesa, fatto di uomini anche indegni a volte, ma che possono veicolare le grazie che Egli riserva a quanti le chiedono.
Basti ricordare che Egli ha parlato specificamente della Sua Chiesa, promettendo che le forze degli inferi non avrebbero prevalso contro di essa, dando a Pietro le chiavi per legare e scioglere . (Mat.16,16ss)

A casa propria certamente si può e si deve pregare, ma non bisogna dimenticare che, come il corpo ha bisogno non solo di vitamine, ma anche di proteine, carboidrati ecc, per un corretto nutrimento del nostro spirito, oltre alla preghiera personale, occorrono anche l'Eucarestia (Gv 6,53), la comunione fraterna, l'ascolto della Parola e la preghera comunitaria come si può desumere dai testi sottocitati:

At 1,14 Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
At 2,42 Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
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4/3/2012 1:59 PM
 
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Domanda
L’anima che pecca, essa stessa morirà..?
Ezechiele 18:4

Se tutti siamo delle anime, sia noi esseri umani in parte, che gli esseri spirituali che abitano i "cieli" o gli "inferi", perchè Dio dovrebbe permettere l'esistenza di forze malvage?
Per testare la volontà stessa dei singoli uomini, permettendo il libero arbitrio?

E dato che è stato "l'albero della conoscenza del bene e del male" ad offrire il frutto del peccato, la conoscenza in generale è da considerarsi come peccaminosa, o cmq portatrice di divisione e malvagità?

Risposta

DIo permette, assegnando dei limiti alle sue creature. Limiti nel potere di distruzione, e limiti di tempo per agire sia in bene che in male. Se così non fosse stato, le forze ribelli a Dio ci avrebbero già "inghiottiti vivi nel furore della loro ira". Uno dei motivi di questo permesso è quello che tu hai evidenziato. Ma potrebbero esserci altre ragioni. Può darsi che Dio abbia concesso questo periodo al tentatore e agli uomini, al fine di convertirsi, di migliorarsi attraverso le prove dolorose, e nello stesso tempo consentire a Cristo stesso di "meritare" per conquista ciò che è già per natura: il Re dei re e il Signore dei signori, dimostrando il suo amore infinito verso l'umanità perduta, per mezzo del servizio, della passione e della crocifissione.Questo estremo atto di abbassamento, fino alla morte e alla morte di croce, dopo aver lasciato la gloria del cielo con tutte le prerogative del suo essere uguale a Dio (Fil.2,6) ) è stata una condizione unica che ha permesso a Dio stesso di mostrare la sua infinita misericordia e pazienza nel sopportare i nemici che ha beneficato.
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10/10/2014 8:31 PM
 
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Il mio nipotino (ha cinque anni) mi ha posto una domanda che mi ha messo in imbarazzo. Per il momento ho preso tempo, e vi giro la domanda in modo che possiate aiutarmi a rispondere: cosa faceva Dio prima della creazione?
Graziella Tenti


Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia

La domanda è semplice e propria di un bimbo, ma proprio per questo a volte sono quelle più complicate, perché spiegare ciò che è semplice (ossia: non composto) è difficilissimo, perché non ha parti. Mi verrebbe la voglia di rispondere: non faceva niente! Perché Dio non fa, è. Che faceva il sole prima di illuminare le cose intorno? Niente, faceva il sole. Così Dio faceva Dio.

Ma allora andiamo all'interno di Dio. La prospettiva cambia, perché non ha importanza la creazione, ma chi è Dio. Noi lo possiamo osservare da due angolazioni. La prima è quella della ragione. Dio è l'essere unico e assoluto, non non vi sono altri esseri, altre cose se non Lui solo, e se qualcosa può esistere si deve solo a una deliberazione di Dio stesso che la porrà in essere traendola dal nulla. Questa è la creazione. Ma attenzione. Dio non è che diventi creatore dopo che ha creato, quasi fosse un pittore che può esser detto tale solo dopo che ha dipinto qualcosa. Dio è da sempre creatore, Dio è il creatore per essenza, anche quando ancora non ha creato niente di diverso a se stesso. Perciò possiamo dire che Dio prima di creare «faceva» o è il creatore. Se la luce del sole fosse ciò che fa essere le cose, è chiaro che il sole sarebbe illuminante anche se non c'è niente ancora da illuminare. Così Dio in quanto ciò che farà esistere è una partecipazione al suo essere, il creare è lui stesso, e la creazione avviene come partecipazione al suo essere.

Dice Agostino, nelle 
 
 
ConfessioniLui era più intimo a me, di me a me stesso. In questo senso Dio è da sempre Creatore, e non lo diviene. Noi veniamo creati in un certo tempo, ma lui non diventa creatore quando ci crea lo è da sempre, perché l'essere è Lui.

L'altra angolazione è quella della fede. L'indagine qui si arricchisce. Dio è Trino, la sua natura si costituisce di tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, relazioni che tra loro si fondano e si differenziano. Allora possiamo dire, a prescindere dalla creazione, che Dio ha sempre fatto il Padre che genera il Figlio e dal loro reciproco amore procede lo Spirito. Il che significa che Dio è un reattore atomico (mi si permetta l'esempio) di Amore costituito dall'eterno atto del Padre di generare il Figlio e far procedere lo Spirito.

Ora amare è la più grande e la massima attività di qualunque cosa. Ma mentre l'amore umano passa nell'altro in quanto altro, in Dio costituisce la sua natura di tre Persone divine. E questo è l'essere più perfetto che si possa immaginare: Dio è costituito dall'amore, l'amore è l'eterna generazione che è presente in Dio, e questo amore reciproco ed eterno è la Vita. Dio dunque vive, Dio è la vita in se stesso nella comunione delle tre Persone. Questa vita, questo amore e questo essere, Dio lo ha voluto estendere anche ad altre cose, e le ha create, e se ci pensiamo noi abbiamo preso vita non in un certo tempo, ma dall'eternità, perché siamo nel cuore di Dio, in quanto siamo nel suo progetto di vita e di quella vita noi ne partecipiamo.

Con un'immagine nostra Dio è una «famiglia», viveva in famiglia, che è la cosa più importante come vediamo quando essa è il luogo dell'amore, della gioia, del bene. Una famiglia del genere nessuno la lascerebbe, anzi una volta fuori non si vedrebbe l'ora di tornarci, perché essa è il vero e supremo luogo della vita e dell'essere.

Ecco dunque quello che Dio «faceva»: faceva il Dio, viveva, amava, generava, era generato, cose che fa tutt'ora naturalmente, anche se noi, creature, possiamo dargli qualche pensiero in più.
sources: TOSCANA OGGI

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10/12/2014 9:08 PM
 
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... mi capita di aprire una pagina a caso della Bibbia per cercare conforto e indicazioni concrete sulle scelte da fare nella mia vita, ma non sempre trovo le risposte che cerco.

Annamaria


Le tue parole mi hanno fatto venire in mente il romanzo Il potere e la gloria di Graham Greene. La storia, ambientata in Messico durante le persecuzioni anticlericali, ha per protagonista un prete ubriacone, che alla fine trova il coraggio di comportarsi da eroe. Un giorno questo prete trova in una casa una Bibbia e al suo interno un foglietto con i passi da leggere nei momenti tristi, gioiosi, in caso di necessità, ecc. Egli rimane perplesso di fronte a quest'uso della Bibbia.

Anch'io lo sono all'idea di aprire il testo sacro per trovare una risposta immediata ai propri bisogni. A maggior ragione se si sceglie una pagina a caso. Si può correre il rischio di voler tentare il Signore. La Bibbia non è un libro magico, ma contiene la rivelazione di Dio agli uomini. Una rivelazione progressiva, all'interno di una storia, culminata in Cristo, morto e risorto per noi. La Bibbia ci presenta la storia della salvezza, la relazione d'amore tra Dio e il suo popolo. Rileggere ogni tanto un passo, anche a caso, di questa storia è una buona cosa, ma va fatto con fede, senza risvolti superstiziosi.

La lettura deve poi essere accompagnata dalla preghiera e va fatta in comunione con la Chiesa, chiedendo, in caso di necessità, l'aiuto del proprio parroco o di una persona esperta. Nella nuova Bibbia San Paolo, di cui ha parlato il Papa all'Angelus, c'è uno schema per leggerla tutta in un anno. Nella Scrittura è Dio stesso che dialoga con noi. Questo avviene soprattutto nella liturgia. Per questo suCredere pubblichiamo il Vangelo di ogni giorno con un breve commento. Perché, comprendendo la parola di Dio, possiamo metterla in pratica.
 
sources: CREDERE

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10/12/2014 9:13 PM
 
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Quesito

Caro Padre Angelo,

Vi scrivo per la prima volta, spero di non disturbarvi e che la mia domanda possa essere utile anche ad altri. Molte volte mi soffermo dopo Letture Sacre a meditare su i Misteri che Nostro Signore non ci ha concesso di concepire in questa vita anche se so che ora non avrò risposta a prescindere da quanto io possa discernere su di essi. Fra tutti forse però mi potete aiutare ad avvicinarmi ad uno di questi, vengo al dunque. Dio ha mandato a noi Gesù che è venuto fra noi come Uomo a tutti gli effetti condividendo tutto tranne il peccato, nel dire questo mi sento fermo e convinto. Penso quindi spesso a quella Persona che nasce e vive, e La immagino prendere coscienza di quello che Rappresenta per l'umanità e per Dio suo Padre. Immerso in questo pensiero non riesco di fare a meno di chiedermi se Gesù è nato consapevole di tutto o ha preso coscienza di essere l'Agnello di Dio ad un punto preciso, un istante esatto della sua Vita terrena. Fra le due propendo per la seconda anche se non ne sono convinto, tendo ad immaginare Gesù così Uomo che ha dovuto anche passare per il percorso di "costruirsi" e prendere coscienza del suo compito ma le certezze cadono... Quando inizio a pensare a Gesù che si sofferma ad un certo punto e si rende conto di tutto rimango impietrito quasi che io e Lui siamo della stessa pasta quasi sullo stesso piano.
Un abbraccio sincero
Claudio

Risposta del sacerdote

Caro Claudio,

1. Nella lettera agli Ebrei si legge: “Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato” (Eb 10,5). San Tommaso commenta: “mi hai preparato un corpo, e cioè l’ha fatto adatto per l’immolazione. E in riferimento a ciò si devono osservare due cose. La prima: era un corpo purissimo, adatto per togliere ogni peccato, come era prefigurato nell’Agnello pasquale di cui parla l’Esodo: “Sarà un agnello senza macchia” (Es 12,5). In secondo luogo era un corpo passibile perché potesse essere immolato, come si legge in Rm 8,3: “Dio ha mandato il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato”. Questo corpo dunque è vera ostia e vera oblazione, secondo quanto si legge in Ef 5,2: ‘Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore’” (Commento alla lettera agli Ebrei 10,4).

2. Dunque dal testo di Eb 10,5 Gesù sa il motivo per cui viene. Lo sa fin dal primo momento: “entrando nel mondo… un corpo mi hai preparato”. Queste parole le dice nella piena consapevolezza di se stesso e della sua missione.

3. Il Magistero della Chiesa dice che Gesù ebbe perfetta coscienza di se stesso e della sua missione fin dal primo istante del suo concepimento. Pio XII nella Mistici Corporis afferma: “Questa amantissima conoscenza, con la quale il Divin Redentore ci ha seguiti fin dal primo istante della sua incarnazione, supera ogni capacità della mente umana, giacché per quella visione beatifica di cui godeva fin dal momento in cui fu ricevuto nel seno della Madre divina, Egli ha costantemente e perfettamente presenti tutte le membra del Corpo Mistico e le abbraccia col suo salvifico amore!” (Mistici Corporis, 76).

4. Il pensiero che Gesù abbia elaborato poco per volta la consapevolezza della propria missione è inverosimile. Fà di Gesù un essere umano a dir poco “strano” che si domanda, anche dubitando: “sono Dio o non sono Dio”? Ho sentito varie volte dei pazzi dire: “Io sono Dio”…. “Mi domandavo se ero Dio….”

5. Il minimo che si possa dire è che la Sacra Scrittura non fornisce nessun appiglio per dire che Cristo ha acquisito poco per volta la consapevolezza della sua identità e della sua missione. Anzi, soprattutto nel Vangelo di Giovanni, ne dà molti in contrario. Egli è venuto tra noi “pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14) e “dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Gv 1,16). In Gesù come uomo c’è la sorgente di ogni grazia e di ogni dono celeste.


Anche la visione beatifica dei santi in cielo è un’irradiazione della grazia e della verità che Gesù ha avuto in pienezza fin dal primo istante del suo concepimento. “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia” (Gv 1,14).

6. Nel Vangelo di Luca, al momento del ritrovamento del tempio, quando ha dodici anni. Gesù ha la piena consapevolezza di ciò che è venuto a fare. Dice infatti a Maria: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,49).

7. Questa perfetta coscienza che Gesù ha avuto della sua missione è molto consolante. Gesù non si è incarnato senza sapere che cosa faceva. E insieme con quella coscienza c’era anche tutto il suo amore per noi. Per questo ognuno di noi può dire: “Grazie, Gesù, perché ti sei incarnato per me… perché sei nato per me”. Questo non possiamo dirlo di nessun altro, ma solo del Signore. Nessun altro sapeva di venire al mondo e di essere un dono fin da quel momento.
Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.

Padre Angelo


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4/24/2016 9:00 PM
 
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Quando e per quale preciso motivo si è scelto di sostituire il pane azzimo con la particola, nella somministrazione dell'eucarestia? Perché durante le celebrazioni eucaristiche rarissimamente si somministra anche il vino? Vi sarei molto grato se riusciste a sciogliere questi miei dubbi.

Risposta
Il pane azzimo è sempre stato utilizzato nella Chiesa latina, avendolo utilizzato nell'Ultima Cena lo Stesso Nostro Signore Gesù Cristo, poiché già usato ritualmente dagli Ebrei per la Pasqua.

Le modalità di distribuzione della Comunione Eucaristica - così come ci sono giunte sino a noi - risalgono al Papa Innocenzo I, che convocò un Sinodo nell'anno 404 nel quale fu sancito l'obbligo dell'amministrazione del Pane Consacrato sulla lingua dei fedeli, e non sulle mani.

Nell'amministrare ai fedeli, generalmente, il solo Pane Consacrato, oltre a motivi pratici - l'impossibilità di consacrare sufficientemente il Preziosissimo Sangue per un gran numero di fedeli - intervennero ragioni dottrinali. Invero, l'eresiarca Jan Hus (XV secolo) sosteneva che la Presenza Reale esistesse solo con la consacrazione sub utraque specie del Pane e del Vino contemporaneamente, perciò occorreva amministrare ai fedeli sia il Pane sia il Vino nel medesimo momento perché potessero accedere validamente alla Comunione Eucaristica; viceversa, la teologia cattolica asserisce che la Presenza Reale di Nostro Signore in Corpo, Sangue, Anima e Divinità è presente nella completezza sia nel solo Pane Consacrato, sia nel solo Vino.
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4/24/2016 9:01 PM
 
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Domanda
Salve sono un neo convertito alla religione cristiana (sono sempre stato cattolico, ma dopo una breve crisi di fede sono tornato ancora piu' credente). Volevo chiedervi una cosa: se Dio è amore e ama i suoi figli, perché allora non prende con sé i figli che sono nell'inferno, visto che soffrono? Insomma, visto che molti di essi saranno pentiti per cio' che hanno fatto in vita, perche' non li perdona?

Prima risposta:
Nessuno di coloro che sono nell’inferno è pentito, essendo l’inferno uno stato definitivo dell’anima (così come il suo opposto, il Paradiso), immutabile. Per avere le idee un po’ più chiare, ti riporto a seguire la definizione dell’inferno, così come è secondo la dottrina cristiana.

E’ altresì opportuno che tu rilegga i passi del Vangelo che ne accennano, e se vuoi approfondire, leggi i libri di Don Gabriele Amorth, il Fondatore e Presidente onorario dell’associazione degli esorcisti, nonché esorcista della Diocesi di Roma, in particolare Un esorcista racconta e Nuovi racconti di un esorcista, delle Edizioni Dehoniane di Bologna. Noi pubblicheremo a breve, l’uscita è prevista per metà marzo, un testo sul suo insegnamento, dal titolo “Presidente degli esorcisti”, in cui a una domanda proprio su questo argomento, egli risponde ribadendo il principio dottrinale.In questa tematica purtroppo molte persone, anche tra i demonologi di buona volontà, come giustamente sottolinea Don Amorth, non hanno le idee chiare e mancano di esperienza, anche tra chi pratica gli esorcismi. Don Amorth quando ha cominciato a effettuare l’esorcista ha fatto 6 anni di “praticantato” presso un alto bravissimo esorcista, e ha nozioni in diversi campi dello scibile, connesse al suo Ministero. L’esperienza diretta e l’esperienza degli altri, olteché l’adesione alla dottrina, sono importanti per non lasciarsi fuorviare.

INFERNO
L'inferno non rappresenta un contrasto al Mistero dell'Amore e della Misericordia di Dio, ma la conseguenza dell'asservimento dell'uomo al peccato e del suo rifiuto di ripudiarlo. In altre parole, l'Inferno - dove si trovano i demoni e le anime dannate - rappresenta la conseguenza non del mancato perdono del Signore, ma, in ultima analisi, della scelta dell'uomo peccatore di non chiederGli perdono per le proprie colpe, scegliendo il Suo Amore. Esiste infatti nell'uomo un attaccamento al peccato, ossia una sua libera decisione di non abbandonarlo, o di non riconoscerlo come tale: il Signore rispetta la decisione dell'uomo, il quale è il vero "creatore" dell'inferno, scegliendolo liberamente con la propria ostinata condotta. Non è tuttavia la debolezza dell'uomo a "creare" l'inferno - la debolezza è compresa dal Signore, il Quale Si è Incarnato per la nostra salvezza, sapendo che gli uomini sono sottoposti alle tentazioni e alle suggestioni del mondo e del demonio - ma il rifiuto orgoglioso dell'uomo di chiedere umilmente perdono per i propri peccati.

Si consideri infine che la Giustizia è una perfezione di Dio e non è un'antitesi alla Misericordia.

"L'annuncio della possibilità della dannazione, lungi dal ridursi alla gelida comunicazione di ciò che capiterà ai malvagi, è un atto della Misericordia di Dio, è la proclamazione appassionata del suo Amore che si fa pressante appello alla conversione di fronte al rischio di ciò che può succedere all'uomo peccatore ma che non deve assolutamente accadere" (Giorgio Gozzolino, in Enciclopedia del Cristianesimo, Novara, 1997, p. 390, prefazione dei Cardinali Joseph Ratzinger e Carlo Maria Martini).
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7/6/2017 6:44 PM
 
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Gesù pregava Dio?
Domanda frequente e obiezione sull'insegnamento delle Scritture in merito alla relazione tra Padre e Figlio.

Un fratello Tdg mi ha chiesto
... chi invocò Gesù in preghiera? Se stesso o il Padre?


Risponde Stefano Greco

Sottinteso a questa domanda vi è il dubbio: come conciliare il credo trinitario con il fatto che Gesù stesso prega DIO? Ma questo, come sempre mi capita di dover rispondere, presuppone una non corretta idea di quello che (d'accordo o meno..) dice il credo trinitario: che non dice che il Padre sia il Figlio (ovvio) ma dice che come io e mio padre siamo uomini perchè condividiamo la natura umana ma io NON sono mio padre e mio padre NON è me.....altrettanto si afferma del Figlio che condivide la natura divina con il Padre, pur rimanendo le stesse persone distinte. Venendo alla domanda precisa: non si vede un problema nel fatto che Dio il Figlio parlasse o pregasse Dio il Padre. Hanno un rapporto eterno ("tu sei mio figlio, oggi ti ho generato") anche prima che Cristo diventasse uomo. Questo rapporto lo si vede molto bene in diversi passi dei Vangeli e ci fa vedere come il Figlio di Dio nella Sua umanità ha portato a compimento la volontà del Padre e, nel farlo, ha acquistato la redenzione per i Suoi figli (Giovanni 6:38). La sottomissione continua di Cristo al Suo Padre celeste fu potenziata e tenuta focalizzata attraverso la Sua vita di preghiera. L’esempio di Cristo in preghiera è per noi, da imitare.

Chiediamoci: Gesù Cristo è in forza di ciò " inferiore" a Dio Padre per il fatto che pregava Suo Padre in cielo? secondo l'avviso mio e di moltissimi altri, caro Luca, Egli ci faceva vedere che, se vogliamo fare la volontà del Padre, una vita di preghiera vitale è importante anche per una vita senza peccato. La preghiera di Gesù al Padre è stata la dimostrazione del rapporto tra le Persone divine ed è un esempio per noi di fiducia in Dio attraverso la preghiera per la forza e la saggezza di cui abbiamo bisogno. Pur essendo Uomo Dio, pur essendo Egli la Sapienza eterna incarnata [ci può mai essere stato un tempo in cui Dio sia stato sprovvisto della sua Sapienza? ;)] Gesù Cristo ci mostra, condividendo la nostra fragile condizione mortale in tutto tranne il peccato, che tanto più noi non possiamo vivere senza pregare. Questo è quello che credo, da quello che è la mia e la meditazione di moltissimi assieme a me, ovviamente, sulle Scritture.

-----
Il FIglio è in continuo dialogo di Amore con il Padre. Quindi la sua preghiera non è altro che una comunicazione con il Padre da cui rimane distinto quanto alla Persona ma non quanto alla natura divina. In Gv 11,41 troviamo: Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». La preghiera di Gesù al Padre è dunque anche un modo per farci capire il rapporto che intercorre tra le Persone divine, senza dimenticare che Gesù è pure uomo a tutti gli effetti e come tale si trova ad implorare il Padre di far passare il calice che stava per bere.
[Edited by Credente. 7/6/2017 7:02 PM]
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7/7/2017 6:34 PM
 
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Da un dialogo intercorso tra un credente (CR) e un non credente (NCR)

NCR
Le RELIGIONI? Tutta una GRANDE COMMEDIA! E' una recita, dove ognuno "legge" la sua parte e vive contento. Nessuno di loro che accetti che dal primo momento che non è possibile che una di esse sia la sola vera in assoluto, allora NESSUNA di esse è VERA!

CR
Cristo ha voluto fondare la Sua Chiesa, non una religione. Lo dice Lui personalmente. E questa Chiesa non sarà mai vinta, nonostante tutte le forze del male si scaglino contro di Essa. (Mt 16, 16-18)

NCR
"...Lo dice Lui personalmente...", come no!
Sai cosa vuol dire "personalmente"? Lo hai sentito tu o lo hai semplicemente letto?
"...(Mt 16, 16-18)...", ok, lo hai letto!
Io ho letto tanti scritti che mettono in cattiva luce tutti i racconti religiosi, posso dire anch'io "PERSONALMENTE" lo scrittore ha detto?

CR
Se per te il Vangelo, che io ho citato, non è attendibile, non posso farci nulla. Qui dibattiamo su cose che si ritengono essere una base comune di discussione (le Scritture). Se poi per qualcuno non lo sono, ogni discussione sarebbe inutile.

NCR
Dibattere... che cosa vuol dire?
Dibattere vuol dire parlare ognuno secondo la propria tesi o "acclamare" tutti lo stesso argomento ritenuto assoluto solo perché letto sul vs. libro preferito?
A dir la verità il vs. è solo un monologo dove non può esserci "dibattito". L'unico pseudo-dibattito che accettare è: SI, SI, SI.........


CR
Il Si, io ritengo vada detto a Dio, che ritengo abbia fatto conoscere all'uomo il suo volere e che ritengo lo abbia fatto attraverso la sua Parola scritta e incarnata nella persona di Gesù. Non credo che la Verità sia stata lasciata inconoscibile da Dio, che ne è la fonte assoluta, ma sono convinto che Egli, che ci ha creati non abbia lasciato le sue creature a vagare nel buio di questo mondo.

NCR
Ecco l'ennesimo MONOLOGO! Se io dico che queste SONO solo idee personali ti dici che non è più un dibattito, ovviamente!
E allora SI, SI, SI, SI, SI.......... va meglio così?

CR
l'importante sarebbe se il tuo SI è detto a Dio.

NCR
Importante per chi? Per me? Per te?
Se è per me, allora vedi che tu non accetti la mia idea.
Tu, anzi VOI, volete rispetto per il vostro libro e per le vs. idee, ma non accettare di fare altrettanto verso le idee degli altri.
Voi vi ritenete assoluti e non accettate la RELATIVITA' delle affermazioni che ognuno può avere.
Ok, credete in quello che volete, leggete quello che volete, pensate come volete (o come vi è stato insegnato o forzato), ma lasciate che anche gli altri abbiano le loro idee e che quando queste vengono qui descritte non debbano essere viste come accuse ma solo un DIBATTITO... fra uomini, qui Dio non c'entra, egli è su un altro "piano" caso mai esista.

CR
Se io accettassi questa tua specifica idea, dovrei pensare che Dio ci abbia abbandonati dopo averci creati. Ma in tal caso butterei alle ortiche tutto ciò che Egli ci ha detto e tutto ciò che Egli ha fatto per amore nostro. RIspetto quello che pensi, ma non ritengo che la tua sia una buona idea. QUesto non significa che tutto ciò che uno dice debba essere accettato come possibile verità perchè in tal caso si accetterebbe un relativismo delle verità, in cui può essere vero tutto e il contrario di tutto, e cio non giova a nessuno, ne a te nè a me.

NCR
Mi spiego meglio...
Non ho la pretesa che tu accetti la mia idea e ti "converta"... assolutamente no.
Quello che dovresti fare è solo dire RISPETTO LA TUA idea pur mantenendo la mia. E nel dirlo dovresti scendere dal pulpito della vostra eccessiva certezza ricordando che nessuna divinità è mai scesa in pazza a parlare in viva voce a tutti, ma lo ha fatto SOLO su scritti umani non privi di errori ed omissioni (quando non peggio).

CR
Neanch'io ho la pretesa che tu accetti la mia convinzione e mi pare di averla espressa nel precedente msg. Però ti faccio notare che anche tu continui ad esprimere la tua, dicendo che nessuna divinità e mai scesa in piazza a parlare in viva voce a tutti. Ebbene, i credenti in Cristo, credono proprio che Egli sia l'Unigenito Dio, che è venuto tra gli uomini a parlare in viva voce, e che le sue parole sono giunte a noi attraverso gli scritti o anche attraverso la predicazione dei suoi apostoli. E credono che la fede in Lui è la base per potersi salvare. Non è poco. Per quanto riguarda l'eccessiva certezza, vorrei tanto averla.

NCR
... ok, è apparso 2000 anni fa e da allora in piazza non si è più visto...
Ogni tanto ci vorrebbe un ripassino visto che le generazioni cambiano ed i furbi si rinnovano anche alla luce del giorno, per chi accetta di vedere ovviamente!
Mi piacerebbe sentire meno chiacchiere e vedere più fatti e non dover aspettare generazioni e generazioni di pettegolezzi per arrivare al dunque...
Troppe promesse, troppe minacce, troppa ingiustizia... dimenticavo che questa è solo colpa dell'uomo... come al solito!
Tanto per separare, come sempre, il bene dal male!
Poi è ovvio che contro la fede non c'è ragione che tenga, è sempre stato così e, purtroppo, ho paura che sempre così sarà.

Parlando tempo fa con tre ex fedeli quando feci notare le loro idee chiuse e stravaganti sulla loro pseudo-verità del loro passato mi hanno detto: E' VERO, PURTROPPO ALLORA TENEVAMO GLI OCCHI TROPPO CHIUSI E NON ACCETTAVAMO DI ASCOLTARE GLI ALTRI.
ERAVAMO QUOTIDIANAMENTE MARTELLATI DALLA PROPAGANDA CHE CI IMPEDIVA D'AVERE LE NOSTRE IDEE PERSONALI! POI... ECCOCI QUA!

Un tuo giudizio personale (pardon, è vero che non potete esprimerli!) sull'episodio di Teramo?

Tutti "cattivi" quelli che buttate fuori?

CR
Forse mi hai scambiato per tdg. Come cattolico penso che l'ostracismo di tipo geovista sia cosa crudele e disumana. E che comunque anche questo ricorso legale non darà luogo a condanne dei capi geovisti, come in un precedente caso, in cui i giudici non hanno ritenuto di penalizzare la wt o suoi rappresentanti.

NCR
Si avevo capito male...
Però sei sempre un fedele... o no?
Si è vero, altra parrocchia, d'accordo... altro tipo di sogni, ma sempre sogni sono!
Scusa la franchezza! Nulla di personale!


CR
Si, la fede implica l'accettazione di eventi e insegnamenti che non sono misurabili o verificabili. Quindi non biasimo chi non è ancora giunto ad accettarla. Comunque partendo da una posizione di apertura almeno alla eventualità che Dio esista, come mi pare che tu abbia manifestato, un cammino di ricerca dovrebbe essere ritenuto un fatto logico e infinitamente importante. Per questo, al di là dei tanti parassiti e sfruttatori che si insinuano in ogni umana associazione, ti invito a non scartare quanto il Signore si è degnato di offrirci. Con stima.


NCR
E cosa ci avrebbe offerto? Io non vedo altro che sofferenza...

Per mie necessità è da un po' di tempo che giro per ospedali... non parlo per i guai personali che fanno ridere a confronto con la sofferenza ingenua di tanti bambini li presenti. Ho pensato: Chissà cosa avranno "combinato" quei piccoli per meritare tutto questo!

Per iniziare un possibile studio dedicato alla sua ricerca è necessario, soprattutto, come fanno i credenti, tapparsi gli occhi, le orecchie, il naso e ogni altro orifizio... Io proprio non ci riesco e non capisco come ciò sia possibile da parte di qualcuno.

Ma la differenza tra ognuno di noi è così grande che c'è posto per tutti i pensieri possibili... anche quelli più assurdi!
Perché quello che più conta è soddisfare la nostra necessità di sentirci rassicurati, essere amati, incoraggiati... non interessa capire se si sta assumendo un medicinale o un placebo, perché è il risultato che conta! E allora continuate a prendere il vs. placebo, fin che funziona!

CR
Anch'io da credente, mi sono posto la domanda del perchè esistono tante sofferenze. Nella Scrittura si trovano le risposte che potrai trovare a questo link, se avrai la pazienza di leggere: credenti.freeforumzone.com/.../discussione.aspx

NCR
Vedi... le risposte non le cerco dagli uomini!
La Bibbia? Tu mi dirai che è dettata da Dio... certo, l'uomo se le inventa tutte per tenere il dominio della massa.
Che strano Dio... ha bisogno di "dettare" la sua volontà a degli uomini che fungono da intermediari verso tutti gli altri uomini. Uno scritto (vecchio dai 1500 anni ai 3000) che dovrebbe permettere all'uomo di capire la sua immensità, ma che è necessario, per capire veramente, l'interpretazione di altri uomini affinché sia chiaro il suo volere! Quanti intermediari... ed ognuno esercita la propria influenza sempre secondo necessità. E' proprio limitato Dio se non sa usare altro metodo che non quello di dare in pasto gli uomini ad altri uomini approfittatori!
Ma siamo ben sinceri ed ammettiamo che tutte le favole chiamate religioni sono SOLO una INVENZIONE umana!

CR
Io sono persuaso che la fede cristiana sarebbe rimasta ben sepolta dal suo sorgere se non fosse stata accompagnata lungo tutto il tempo trascorso finora, da segni soprannaturali che accompagnassero la parola proclamata. I miracoli sono modi che Dio ha sempre usato per certificare la sua Parola. In tal modo si affermò la Parola di Cristo stesso, e allo stesso modo quella di coloro che sono venuti dopo. E' evidente che per chi vuole obiettare vi sarà sempre abbastanza buio da non poter vedere. In ogni caso anche per questi segni c'è una raccolta significativa al seguente link: credenti.freeforumzone.com/.../SEGNI.../cartella.aspx

Per quanto riguarda la tua osservazione che " E' proprio limitato Dio se non sa usare altro metodo che non quello di dare in pasto gli uomini ad altri uomini approfittatori!".... dobbiamo prendere dalla sua Rivelazione le parole per poter comprendere il suo agire. Troviamo In 1Cor 1,27: Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti,... Avrebbe potuto mandare i suoi angeli ad annunciare il vangelo nel mondo, come fece per i pastori alloa nascita di Gesù, ma poi ha preferito che degli uomini illetterati e senza risorse insegnassero la sua parola. Ma quello che dovrebbe stupire in ciò, è che questo piccolo manipolo di uomini, da Lui scelti appositamente così sprovvisti, e poi martirizzati, hanno soppiantato culture, filosofie, regni e regnanti e gettato le basi per una diffusione in ogni dove e in ogni tempo, proprio come Gesù aveva profetizzato paragonando il suo regno ad un piccolo seme che sarebbe divenuto un grande albero su cui si sarebbero posati da ogni parte. Non possiamo sapere di preciso il perchè Dio abbia scelto un percorso tanto lento, difficile e doloroso per tanti, cosa che a te suscita una legittima perplessità, ma possiamo dedurre dalla sua parola che in tal modo, mette alla prova i suoi fedeli, non forza la libertà degli uomini di accettarlo o rifiutarlo,vincendo in tal modo la sfida che il diavolo gli ha lanciato.

NCR
Tutto molto ovvio se lo poni nella posizione adatta a far si che ne risulti l'immagine descritta. Voglio dire che proprio perché nulla della visione divina è assoluto è possibile modificare il punto di vista per ottenere immagini diverse, e tra queste, selezionare quella che concorda con la propria visione. Insomma è sempre SOLO una questione di fede! Nulla più.

CR
E' vero. Concordo che Dio richiede la nostra fede. Ma non ha mancato di lasciare le sue orme sempre ed ovunque, affinchè da tanti indizi possiamo risalire a Lui, deducendo anche per via di logica che esiste un Dio e che non poteva lasciarci dopo averci creati. E la strada per poter sapere cosa ha avuto ed ha in mente l'Indiziato, è quello di cercare tra le sue Carte..

NCR
Mi spiego meglio sul mio significato di assoluto e relativo.
Prendete un foglio di carta perfettamente bianco, cosa vedete?
Se fossimo perfettamente "assoluti" non vedremmo nulla, ovvio il foglio è bianco!
Ma visto che siamo tutti relativi, ognuno di noi vedrà ciò che vuole e per ciascuno di noi quell'immagine (meglio dire immaginazione) è vera e su di essa non si discute...
La religione è estremamente RELATIVA alla ns. IMMAGINAZIONE, in essa ognuno "vede" la realtà secondo la propria "necessità" necessaria alle risposte delle nostre domande classiche sull'esistenza.

CR
Ciò che tu dici potrebbe essere vero se si esclude l'esistenza di Dio. In tal caso infatti quel foglio sarebbe rimasto sicuramente bianco e noi ci saremmo poi immaginati ognuno la nostra idea. Ma se invece si osserva il mondo, le cose create, i fatti accaduti, si deve capire dalle orme lasciate, che Qualcuno è passato dando l'impronta di Se'. Perciò ll foglio non è rimasto bianco ma è stato Scritto, e quello Scritto, confermato dagli interventi prodigiosi di Dio, concorda anche con quanto l'osservazione e la ragione richiedono per poter capire il perchè delle cose.

NCR
Il fatto che io in quel foglio non veda le tue stesse immagini sta a dimostrare che Dio non esiste, altrimenti vedremmo TUTTI le stesse cose. Se esistesse un ASSOLUTO quindi.
Ma visto che le ns. immagini sono puramente RELATIVE ciò significa che l'assoluto non esiste.

CR
Trasferiamo idealmente su un piano diverso la questione per fare un paragone e capire se il tuo ragionamento può essere preso per buono. Se ad osservare le cose ci fosse uno che ha la vista buona e accanto a lui, un'altra persona che ha la vista offuscata o è purtroppo cieca, il fatto che questa ultima non riesca a vedere le stesse cose che vede l'altra persona, non dimostra che davanti a se non ci sia nulla o ci sia qualcosa diversa da ciò che realmente c'è. Parimenti, il fatto che un non credente non veda le stesse cose del credente non dimostra che Dio non c'è, ma al massimo può dimostrare che vede altro. Resta da chiedersi perchè alcuni non riescono a vedere nelle innumerevoli orme lasciate da Dio, il segno della sua esistenza e della sua potenza? Paolo affermava al riguardo:
Rom 1,19 ...poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.
20 Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità;
21 essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa.-------------- SI direbbe che la vista interiore, come quella esteriore, va utilizzata, esercitata, in maniera da rafforzarla e non di farla atrofizzare offuscandola progressivamente, fino a non poter più vedere ciò che per altri è chiaro ed evidente. Perciò diventa ragionevole non escludere nulla ma cominciare col riconoscere che potremmo non vedere bene e cominciare sinceramente a ricercare, innanzitutto Colui (Cristo) che può darci la vista e poi il resto, che può anche essere ritenuto secondario e nonostante la sua importanza, non strettamente necessario, se non si riesce ad accettarlo (la Chiesa).
[Edited by Credente. 9/27/2017 9:22 PM]
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2/18/2019 10:29 PM
 
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Perché secondo San Paolo c’è un legame tra donne e angeli?



 




L'apostolo delle genti ne parla nella Lettera ai Corinzi. Ma per puntare l'indice contro vanità e gloria personale


Una questione interessante, a lungo dibattuta in sede esegetica, riguarda il modo in cui intendere l’espressione «a motivo degli angeli» della Lettera di San Paolo ai Corinzi (1 Cor 11, 10):



“Perciò la donna deve, a causa degli angeli, avere sul capo un segno di autorità”.



Secondo Pasquale Basta in Non fare come gli ipocriti” (Edizioni Città Nuove), per San Paolo c’è un nesso tra donne e angeli in quanto a splendore e bellezza.


Public Domain
San Paolo

Nella chioma delle donne abita la loro parte di gloria. La bellezza dei capelli è da sempre motivo di vanto. Le inorgoglisce. Bisogna però che esse si coprano quando nella preghiera o nella profezia si relazionano con l’uomo, con Gesù e con Dio. A motivo degli angeli. Perché la chioma, e qui il confronto si fa intenso, ha a che fare esattamente con l’atteggiamento degli angeli nei riguardi di Dio.


La vanità


Gli spiriti celesti sono le entità più vicine a Dio, dimorando nella sua corte, ma mai essi si presentano al cospetto dell’Altissimo con la vanità della loro gloria. Se lo facessero, commetterebbero un enorme peccato di vanità rispetto a Dio. Ed essi, si badi bene, hanno molta più gloria dell’essere umano, dal momento che dimorano molto più vicino al trono della presenza.


Alcuni angeli si sono vantati della loro luce, Lucifero su tutti, il cui peccato consiste proprio in questa sua considerazione della propria gloria in contrapposizione a quella di Dio.


La “copertura” della chioma


Allora qual è la considerazione che qui Paolo sta offrendo? La donna, portatrice di una grande gloria che trova sede nei suoi capelli, non deve farne un motivo di vanto o di contestazione, ma coprirsi quando si trovi in contesto orante o profetico accanto all’uomo, che non ha la sua stessa bellezza, ma che può avere altro.


 

Non è spiritualmente corretto utilizzare la preghiera per emanciparsi o per provocare l’uomo in ambiti sacrali, rivendicando una parità o addirittura una superiorità. Perché la relazione uomo-donna deve piuttosto basarsi sullo scambio mutualistico delle qualità, e non su un’asimmetria in base alla quale uno ha di più, l’altro di meno.



Quello che non deve fare l’uomo


Quello di Paolo può sembrare maschilismo. Ma non lo è. L’apostolo delle genti sostiene che anche l’uomo non può “riempirsi troppo”, perché deve sempre riconoscere che tutto ciò che ha proviene da ciò che il Signore gli ha dato. Del resto anche Cristo riconosce l’aspetto fondamentale che Dio è il suo capo. La conclusione è a questo punto semplice.


Si tratta di non approcciarsi in maniera spocchiosa, rivendicativa, autogloriosa davanti a Dio e all’interno della comunità, ma scambiare in maniera tale da valorizzare quel che ognuno ha.

fointe : Aleteja


5/18/2019 7:16 PM
 
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Nel racconto della Passione, in tutti i Vangeli (seppure con particolari diversi) si dice che a Gesù venne offerto aceto da bere. Non ho mai capito bene il motivo: era un gesto di derisione, oppure come ho sentito dire da alcuni commentatori, era l’usanza dell’epoca usare l’aceto per dissetare e lenire il dolore?

 G. Bruni


Risponde don Stefano Tarocchi, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell’Italia Centrale.


In tutti i quattro i Vangeli si fa riferimento all’episodio accennato dal lettore. Probabilmente si tratta di un soldato, fra quelli presenti ai piedi della croce, a dare l’aceto a Gesù. Accade così nel racconto di Luca: «anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso» (Lc 23,36-37). Tuttavia, le parole che il vangelo di Marco mette sulla bocca di chi offre l’aceto a Gesù sulla croce, come vedremo più avanti, si adattano soltanto a un giudeo, l’unico che può scambiare l’invocazione a Dio con il profeta Elia.


Così leggiamo: «alle tre, Gesù gridò a gran voce: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere»» (Mc 15,34-36).


Anche il vangelo di Giovanni racconta il medesimo elemento «dopo questo [l’affidamento della madre al discepolo prediletto, e di questi alla madre], Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete»». vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito» (Gv 19,28-30).


Così invece leggiamo in Matteo: «Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!»» (Mt 27,47-49).





Il gesto di dare l’aceto ad un condannato a morte sulla croce, infatti, non era un atto di misericordia: potrebbe essere così descritto ciò che accade – ma nel solo vangelo di Marco – nel momento precedente la crocifissione, dove si fa riferimento ad un’altra bevanda: «condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese» (Mc 15,22-23). Quest’ultima era invece una bevanda inebriante, fatta per mitigare il dolore: ma Gesù la rifiuta del tutto.


L’aceto, che gli viene dato nel punto estremo della sua permanenza sulla croce avanti la morte, doveva servire solo a prolungare l’agonia di Gesù: era quindi l’estrema offesa di quanti anche sotto la croce rifiutavano il Cristo. Il racconto del vangelo di Marco muove dall’improbabile fraintendimento del grido di Gesù (il Salmo 21: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?») con un’invocazione al profeta Elia. Così Mc 15,36: «vediamo se viene Elia a farlo scendere»); e Mt 27,47.49: «Costui chiama Elia»; «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Così questo estremo momento drammatico della vita di Gesù si lega al gesto di offrire il vino «acuto» (è il significato letterale del termine usato), che noi non a caso chiamiamo «aceto».


Sembra che colui che offre aceto a Gesù voglia attendere la venuta di Elia e – dal suo punto di vista – l’eclatante miracolo della discesa dalla croce, che avrebbe vanificato il senso dell’intera passione.


Di fatto, il grido di Gesù che muore – quasi certamente simbolico, dato che il condannato alla crocifissione moriva soffocato – non si articola in parole, come invece la precedente drammatica invocazione del Salmo 21: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».


Di fronte a quanti partecipano alla passione con i loro rituali estranianti solo il centurione può dire «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39). È la professione di fede, che il rappresentante della dominatrice potenza romana, svela la pienezza del connubio tra l’umanità e la divinità del Cristo.


Qui l’articolo originale pubblicato su “Toscana Oggi”




 

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