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FENOMENI INSPIEGABILI: SEGNI DEL SOPRANNATURALE

Ultimo Aggiornamento: 03/12/2018 23.16
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26/03/2016 09.30
 
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Sacra Spina di Andria: il prodigio si è ripetuto




Il prodigio tanto atteso. Da questa mattina l'attenzione dei fedeli è tutta rivolta alla Sacra Spina esposta nella cappella di San Riccardo in attesa del prodigio. L'ultimo si è verificato il 25 marzo 2005, e cioè in occasione della ricorrenza concomitante dell'annunciazione e del venerdi santo. La prossima ricorrenza coincidente è prevista per il 2157.
L'evento, già dalle prime ore della giornata, ha chiamato a raccolta tantissima gente che sta affollando la Cattedrale della città federiciana in un clima di silenzio e di preghiera.


ECCO LA CRONISTORIA delle varie ore del giorno 25 Marzo 2016 :

- Ore 20.20: Si sta svolgendo, in piazza Catuma, la via Crucis davanti a migliaia di fedeli in preghiera.

Ore 19.30: E' UFFICIALE: IL PRODIGIO E' INIZIATO. La commissione si è espressa e ha sciolto ogni riserva. Da quanto detto, è emerso che alle ore 16,10 si è rilevata la presenza di un rigonfiamento bianco, a forma di gemma, sotto la scheggiatura apicale. successivamente, ne sono emersi altri due: uno all'apice della spina, l'altro pochi millimetri sotto il primo. Alla base è rifiorito il segno del prodigio avvenuto nel 2005.

- Ore 18.45: ARRIVA L'UFFICIALITA' DALLA COMMISSIONE SCIENTIFICA. Questa volta a confermarlo è Paolo Farina che ha affermato: «Annuncio che il prodigio sta per iniziare. Già da questa mattina abbiamo notato qualche segno ma non abbiamo diffuso la notizia per prudenza e quindi evitare ogni esaltazione. I fedeli oggi sono qui per pregare e c'è gente che è tornata in chiesa dopo anni. Questo è il vero prodigio». A quanto pare anche quest'anno il prodigio ci sarà. Un avvenimento storico se si pensa che il prossimo appuntamento è fissato fra oltre un secolo.

- Ore 18.25: La commissione non si sbilancia, ma qualcosa si sta muovendo. A confermarlo è una delle componenti della commissione scientifica, Silvana Campanile, che ha affermato: «Monsignor Calabro ha invitato alla preghiera, evitando ogni tipo di distrazione, perché qualche segno lo stiamo vedendo. La commissione non è concorde, quindi non posso dire nulla con certezza. Un notaio sta verbalizzando ogni aspetto che sta emergendo». Ormai è chiaro che rispetto questa mattina alle 9, quando è iniziate l'ostensione della Sacra Spina, qualcosa è cambiata, ma è ancora presto per gridare al prodigio. Infatti, lo ricordiamo, il legno della spin inizia a scorticarsi e sulla punta è spuntata una bolla.

- Ore 17.45: IL PRODIGIO STA PER COMINCIARE. A dirlo è il vescovo della diocesi di Andria, monsignor Raffaele Calabro, secondo il quale, appena è iniziata la celebrazione eucaristica,la commissione ha individuato dei segni di cambiamento che lasciano pensare a un prodigio. Da quanto emerso si può apprendere che sulla punta della spina ci sia una bolla e il legno stia iniziando a scorticarsi.

- Ore 17.10: PICCOLO CAMBIAMENTO, MA NON ANCORA PRODIGIO. La commissione sta osservando con particolare attenzione l'urna della Sacra Spina. Qualche fedele, addirittura, pare che abbia visto sgorgare delle gocce di sangue. Semplice suggestione o presagio di ciò che sta per accadere: solo i fatti potranno testimoniarlo. Da, inoltre, sottolineare che i componenti della commissione scientifica e pastorale, intervistati finora, non hanno dato alcuna certezza che il prodigio stesse accadendo, però hanno affermato che qualche cambiamento rispetto alle ore 9, quando è iniziata l'ostensione, c'è stato. Da, inoltre, sottolineare che i componenti della commissione scientifica e pastorale, intervistati finora, non hanno dato alcuna certezza che il prodigio stesse accadendo, però hanno affermato che qualche cambiamento rispetto alle ore 9, quando è iniziata l'ostensione, c'è stato.

- Ore 16.30: «Grande affluenza di fedeli». Questo è, secondo don Sabino Lambo presidente della commissione liturgica, il vero segno di grazia che la Sacra Spina sta donando alla città di Andria. «Importante in questa giornata - continua don Sabino - è la liturgia quaresimale che si appresta a farci vivere il mistero pasquale. Il segno rimanda sempre a una realtà, quindi la spina rimanda a Cristo che l'ha portata sul capo e che deve essere sempre il centro della fede»

- Ore 15.50: Un clima di preghiera e di ascolto. Così i fedeli stanno vivendo un'appuntamento con la storia che si ripeterà fra oltre un secolo. A confermarlo è don Gianni Agresti, del capitolo cattedrale, che ha affermato: «C'è una notevole partecipazione. I fedeli stanno vivendo con spirito di preghiera, accostandosi al sacramento della confessione». Un testimone che ha vissuto il prodigio nel 2005 e che oggi potrà essere testimone di un altro pezzo di storia. «In tanti - continua don Gianni - stanno riacquistando la fede proprio grazie a questa attesa. Fino a questo momento, confermano i medici, non c'è stato nessun segno che possa ricondurre a un prodigio».

- Ore 13.00: La commissione scientifica ancora non si pronuncia, ma qualcosa rispetto a questa mattina è cambiata. La conferma arriva dal dottore Antonio Riezzo, componete dell'equipe, che intervisto in diretta, ha affermato: «Nessuno gridi al prodigio, perché, come la storia insegna, occorre che la spina, proveniente dalla corona data a Gesù nel momento della sua crocifissione, sanguini e cambi di colore. Le telecamere che da 4 ore stanno riprendendo nella cappella di san Riccardo in cattedrale non hanno fatto notare nessun segno particolare».
 
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[Modificato da Credente. 26/03/2016 09.41]
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[Modificato da Credente. 31/03/2016 10.59]
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31/03/2016 08.46
 
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31-03-2016   La Sacra Spina della Passione è tornata a fiorire, a San Giovanni Bianco
di Andrea Lavelli
Fedeli nella chiesa di San Giovanni Bianco dove è custodita la Sacra Spina

Alla fine è arrivata anche la conferma ufficiale del vescovo di Bergamo: dopo 84 anni la “Sacra spina” custodita a San Giovanni Bianco è veramente tornata a “fiorire”. È un vero e proprio prodigio quello che sta avvenendo nel piccolo paese della Valle Brembana (provincia di Bergamo) che da più di 500 anni custodisce una delle spine della corona di Cristo. Altre volte in passato la preziosa reliquia aveva fatto registrare il fenomeno miracoloso della “fioritura”, che avveniva soprattutto nella circostanza eccezionale in cui il Venerdì santo coincideva con la data del 25 marzo, solennità dell’Annunciazione: in queste occasioni testimoni oculari avevano notato e registrato la presenza di gemme, fiori e altri segni sulla superficie della spina.

Così è avvenuto anche quest’anno quando, la sera del giorno di Pasqua, si è verificato il miracolo della fioritura di due piccole gemme: il parroco don Diego Ongaro ha raccontato a L’Eco di Bergamo della «trasformazione completa di colore di una gemma e l’apparizione di una nuova escrescenza sulla cima». Insomma la spina, come si dice, è “fiorita”: non avveniva dal 1932. Per verificare il fenomeno, il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, aveva appositamente nominato una variegata commissione – ne fanno parte alcuni sacerdoti, il sindaco e il parroco del paese brembano, il direttore del dipartimento di oncologia e ematologia dell’ospedale “Giovanni XXIII” di Bergamo, un notaio e altri specialisti.

Nella prepositurale di San Giovanni Bianco, dove è custodita la Sacra spina, sono state centinaia le persone che per giorni si sono recate a visitare la reliquia e a vegliare in preghiera giorno e notte in attesa del miracolo in un clima di profonda devozione popolare, preghiera e partecipazione ai sacramenti. La commissione aveva osservato la reliquia quest’inverno e poi nelle giornate di Venerdì e Sabato santo senza riscontrare cambiamenti. «Le osservazioni si sono ripetute come previsto anche nella giornata di Pasqua», ha fatto sapere la commissione. «Nel tardo pomeriggio l’osservazione compiuta ha incominciato a dare sentore di alcuni cambiamenti in atto, che sono divenuti evidenti in serata, durante l’osservazione delle 19,30, poi ripetuta alle 20,30 e alle 21,30». 

Lunedì mattina la commissione ha aperto i sigilli e ha steso il verbale riportando al vescovo che sulla spina «è avvenuto un cambio di colore, particolarmente accentuato sulle gemme presenti nella parte apicale: anch’esse si sono mostrate con un aspetto diverso rispetto alle osservazioni precedenti». Lunedì pomeriggio le campane suonano a distesa e migliaia di persone accorrono in paese. Nel corso dell’affollatissima Messa della sera, il vicario generale legge il comunicato del vescovo che conferma ufficialmente il prodigio, accolto da un applauso scrosciante e dal pianto commosso di alcuni fedeli. «Con grande gioia posso annunciare che il segno si è manifestato. La prudenza, la serietà, le competenze di coloro a cui ho affidato il compito dell’osservazione della reliquia e l’evidenza del segno mi inducono a confermare che questi è avvenuto. Il fatto che il segno avvenga nella concomitanza delle celebrazioni dell’Annunciazione e della Passione e Morte di Gesù e della sua Risurrezione, ci interpella a considerare con la mente e con il cuore la manifestazione dell’amore di Dio che si è comunicato nella vicenda di Gesù di Nazareth, nel mistero dell’Incarnazione e della sua Passione e Morte».

Un miracolo tanto atteso – avvenuto a pochi giorni da altri segni miracolosi registrati sulle reliquie della Passione conservati a Bari, Andria e Umbratico – che in queste ore sta richiamando nel piccolo paese bergamasco una folla sempre crescente di pellegrini. La reliquia sarà esposta alla venerazione fino a domenica, quando nel pomeriggio verrà portata in processione per le vie del paese. «La Sacra Spina dà un segno mentre alcuni cristiani vengono uccisi in Pakistan, il giorno di Pasqua», sottolinea il parroco. La Sacra spina giunge a San Giovanni Bianco tra il 1495 e il 1496 grazie a Vistallo Zingoni, di nobile famiglia bergamasca che durante una battaglia sottrae a un funzionario del re di Francia Carlo VIII la preziosa reliquia della Corona di Spine (oggi custodita a Parigi nella Sainte-Chapelle). Prima di consegnarla ne stacca una spina che dona alla chiesa del paese brembano: da allora la reliquia è oggetto di una profonda venerazione popolare che dura fino ad oggi. 

Numerose sono le attestazioni del fenomeno della “fioritura” che la tradizione racconta avvenisse inizialmente ogni Venerdì santo e in seguito quando si verifica la coincidenza tra Venerdì santo e solennità dell’Annunciazione. Le più importanti risalgono al 1615 – quando il vescovo Emo raccolse alcuni fiori dalla Sacra Spina – alla domenica di Passione del 1885 – quando il prodigio della “fioritura” si ripete alla presenza del vescovo e di decine di testimoni – e nel ventesimo secolo. Il Venerdì santo del 1921 numerosi testimoni riportano la fioritura di piccoli fiori e una colorazione vermiglia; un fenomeno simile si verifica nel 1932, quando nel giorno di Pasqua la Sacra spina si macchia di sangue, evento che richiama in Val Brembana più di 200 mila bergamaschi. In entrambe le occasioni il Venerdì santo coincideva con la solennità dell’Annunciazione. Per la prossima coincidenza bisognerà attendere il 2157.

 


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31/03/2016 10.50
 
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Nel fenomeno straordinario della modificazione della "Sacra Spina" di Bari, anche la formazione di una immagine simile ad un volto apparso su di essa.



VERBALI DELLE COMMISSIONI DI BARI E DI ANDRIA, CHE HANNO CERTIFICATO LE MODIFICAZIONI RILEVATE SULLE "SACRE SPINE"
Leggiamo, nel verbale redatto dal notaio Francesco Saverio Perchinunno che, insieme ad una Commissione scientifica ha osservato i fatti di Bari del 25 marzo:
«Si è rilevata fra le ore venti e minuti quaranta (h 20,40) e le ore ventuno e minuti quaranta (h 21,40) una lieve modificazione cromatica tendente al rosso in corrispondenza della base della scheggiatura apicale della Spina. Tale cromatismo soggettivamente rilevato da ciascun membro della Commissione trova supporto in documentazione oggettiva fotografica digitale. Inoltre, rivisitando i fotogrammi a forte ingrandimento, si è rilevata nella porzione centrale del fusto della Spina la presenza di macchie cromatiche che complessivamente lasciano intravedere un’immagine assimilabile ad un volto umano maschile. In precedenza non si è rilevata alcuna significativa variazione cromatica. Il presente verbale viene chiuso essendo le ore ventitré e minuti trenta (h 23,30)».

Ad Andria, invece, il notaio Paolo Porziotta ha redatto un verbale nel quale si dichiara:
«Verso le ore 16.10, si è rilevata la presenza di un lieve rigonfiamento di colore bianco a forma sferica, a mo’ di gemma, posto a 3mm. circa dall’apice, lato destro della Spina, più precisamente sul bordo della scheggiatura apicale. Successivamente, verso le ore 17.10, si sono rilevate a occhio nudo, una seconda gemma, posta all’apice della Spina, e una terza gemma, posta 4/5 mm. sotto la prima; ancora più verso la base della Spina, il residuo del precedente prodigio dell’anno 2005 è sembrato rifiorire. Tanto è stato constatato direttamente, oltre che dalla Speciale Commissione, anche da mons. Raffaele Calabro, il quale alle 17.40, durante l’omelia dell’azione liturgica del Venerdì Santo ha annunciato ai fedeli: In questa circostanza ho il piacere di annunciare a voi tutti in maniera solenne che il miracolo ha avuto inizio».



IL FENOMENO E' AVVENUTO ANCHE A BERGAMO

In provincia di Bergamo, la presenza della Sacra Spina a San Giovanni Bianco risale al 1495. Quest’anno il fenomeno si è ripetuto nella sera della domenica di Pasqua, quando la Sacra Spina è “fiorita”e si è tinta di un rosso più acceso, un germoglio ha colorato la reliquia. Lo ha annunciato il vescovo Mons. Francesco Beschi, che ha detto “Il segno si è manifestato”. Subito le campane del piccolo centro della Val Brembana hanno iniziato a suonare a festa.

“La prudenza, la serietà, le competenze di coloro a cui ho affidato il compito dell’osservazione della reliquia e l’evidenza del segno mi inducono a confermare che questi è avvenuto”, sono le parole di monsignor Beschi. 




[Modificato da Credente. 08/04/2016 15.43]
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04/04/2016 13.01
 
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13/04/2016 08.31
 
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Eventi miracolosi in casa di Giulio Massa.
Lacrimazioni, Emografie e altri segni.


Come ogni anno Giulio Massa, il Carismatico di Montecorvino Rovella (Sa) sta vivendo in prima persona le sofferenze che portarono Gesù alla morte in Croce.
Durante questa giornata, come negli anni precedenti (a partire dal 2001) e come negli anni successivi, si sono verificati molti fenomeni soprannaturali, tutti documentati, video e audio, dal giornalista autore del libro "In Cammino con Giulio seguendo Gesù".
Giulio presenta sul suo corpo tutti i segni della Passione di Gesù, quelli dei chiodi a mani e piedi, quelli della corona di spine alla fronte e, al costato, la trafittura causata dalla lancia del soldato romano.
Durante le sue estasi Giulio parla in ebraico antico, aramaico e altre lingue che finora non è stato possibile decifrare; ... Se qualche esperto volesse farsi avanti saremmo lieti di poter contare sulla sua offerta di collaborazione.
Ogni anno poi, più volte, nel corso del Giovedì e Venerdì Santo, attraverso Giulio si manifesta in voce Padre Pio che si unisce ai presenti nella recita del Rosario.
ascolta:

Nel filmato si possono vedere la Statua della Madonna di Medjugorie che ha lacrimato più volte (dal 1 Dicembre 2005) e che essuda ininterrottamente un olio profumato. vedi ...

Il Bambino Gesù, anch'esso ha lacrimato più volte sangue e ora è protetto da una teca di vetro. Vedi ....

In questa giornata sono inoltre apparse, sotto gli occhi dei presenti raccolti in preghiera, diverse emografie, quella che mostra il video si è materializzata sul panno che copriva il cuscino di Giulio.
In essa si possono vedere le immagini della Madonna di Fatima e Gesù Crocifisso (ma senza la Croce) con la corona di spine.
La frase, in latino, sotto le due Figure, si può interpretare in diversi modi ma tutti simili nel significato : "Maria, da cui tutto ha avuto inizio", "Maria capitale di tutti", "Maria guida di tutti".
Sopra la frase appaiono altri segni di cui, al momento, non è stato possibile decifrare il significato nonostante il ricorso a diversi esperti e studiosi di lingue antiche.
Tutto è descritto nel libro.
In altri video, già pubblicati e da pubblicare, troverete le immagini di altre emografie, incluse quelle apparse nel 2015 e nel 2016, tutte dal significato inequivocabile e nelle quali appaiono dei quadri molto suggestivi
.
E' importante sottolineare che questi eventi si manifestano alla presenza di diverse persone tra cui, nel tempo, sempre uno o più sacerdoti.

[Modificato da Credente. 03/12/2018 23.16]
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19/04/2016 11.48
 
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Lourdes, in un giorno guarita da una grave paralisi: parola ai medici
Calendar 18 aprile 2016
LourdesEra in barella, non camminava da tempo, la paralisi alla gamba sinistra (a causa di una lombosciatalgia paralizzante) era totalmente invalidante. Si è immersa nella piscina di Lourdes e il giorno dopo, quando durante la processione eucaristica l’ostia consacrata le è passata vicino, ha avvertito la voglia di alzarsi in piedi e ha percorso la via Crucis camminando sulle sue gambe.

Parliamo della incredibile vicenda accaduta a suor Luigina Traverso, 68esima miracolata di Lourdes ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa cattolica. E’ tornata sui quotidiani recentemente grazie ad un’intervista al dott. Franco Balzaretti, direttore del Day Surgery dell’Asl di Vercelli e specialista in chirurgia vascolare e chirurgia d’urgenza, membro del Comitato Medico Internazionale di Lourdes e colui che ha seguito proprio il caso di suor Luigina.

Siamo nel 1965, la religiosa era affetta da lombatosciatica paralizzante in meningocele, le carte mediche realizzate poco prima la partenza per Lourdes parlano di «paziente in condizioni generali sofferenti, pallida, ipotesa: cicatrice chirurgica fresca ed asciutta, dolente alla pressione… rigidità e contrattura del tratto lombo-sacrale della colonna. Mobilità del piede ridotta per paresi dei muscoli tibiale anteriore, estensore dell’alluce, estensore comune delle dita. Ipoefficienza del tricipite surale e del tibiale posteriore. Peroni inerti, decubito prono obbligato». «Aveva già subito diversi interventi chirurgici», ha spiegato il dott. Balzaretti, «i medici le avevano sconsigliato il pellegrinaggio, non pensavano neppure che potesse arrivare viva a Lourdes».

Suor Luigina si reca comunque a Lourdes in barella, si immerge nella piscina del santuario e il 23 luglio 1965 assiste alla processione eucaristica, al momento del passaggio del celebrante con l’ostia consacrata, le accompagnatrici infermiere che le sono accanto testimoniano l’avvertimento di «un forte calore penetrare nel suo corpo e la voglia di mettersi in piedi». La suora si sente meglio e nota «l’improvvisa ripresa della motilità del piede e la scomparsa del dolore». Riportata nella propria camera, alla presenza del dottor Danilo Cebrelli e del delegato vescovile monsignor Lorenzo Ferrarazzo, si mette seduta sul letto. «La religiosa chiede di poter ricevere la benedizione da parte di mons. Ferrarazzo, che replica in modo esplicito: “Suor Luigina, se vuol ricevere la benedizione, si alzi e venga mettersi in ginocchio a pregare”. Suor Luigina prontamente ubbidisce, scende dal letto e si inginocchia».

Al ritorno del pellegrinaggio, il 27 luglio la suora si reca dal prof. Claudio Rinaldi, il quale attesta: «Buone condizioni generali, rachide in asse, indolente, cicatrice chirurgica indolente, assenza di contrattura muscolare e rigidità segmentaria. Arti inferiori completamente mobili con forza pari e simmetrica, anche i fini movimenti di estensione separata dell’alluce delle dita erano possibili. Lasègue negativo, riflessi patellari pronti, achilleo dx pronto, sx assente. Sensibilità normale». Nell’agosto 1965 ricompare anche il riflesso achilleo sinistro. Da allora suor Luigina non ha più accusato alcuna manifestazione della patologia che l’aveva resa invalida.

La vicenda è stata studiata fino al 2010, con tre riunioni all’Ufficio delle constatazioni mediche (nel 1966, 1984 e 2010) e nuovi esami medici, in attesa di verificare e certificare la guarigione permanente. Il 19 novembre 2011 il Comitato Medico Internazionale di Lourdes (C.M.I.L.), composto da venti luminari della scienza medica, ha confermato il carattere scientificamente inspiegabile della guarigione, l’11 ottobre 2012 il vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, lo ha dichiarato ufficialmente “miracolo”.

Si può guarire completamente da un giorno all’altro di gravissima lombatosciatica paralizzante? No, non è possibile, eppure è accadutoproprio a Lourdes, evento certificato da diversi ed autorevoli medici. Lo scettico non ha più possibilità di essere tale, se vuole rimanerlo deve prima confutare il dossier medico-scientifico di suor Luigina. Non serve nascondersi dietro al “su mille paralizzati soltanto uno”, perché quell’uno è guarito perché fosse segno per tutti, come i pochi miracolati da Gesù (che invece poteva, se avesse voluto, guarire tutti quanti). I cristiani non rimproverano al mondo di essere materialista, ma di non esserlo abbastanza. Non rimproverano al mondo di negare Dio, ma di negare la realtà. “Se non volete credere a me, credete almeno alle opere” (Gv 10,38).
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19/04/2016 11.52
 
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21/04/2016 07.56
 
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TESSUTO CARDIACO IN UN'OSTIA.
IL VESCOVO DI LEGNICA, IN POLONIA, RICONOSCE IL MIRACOLO

Tessuto cardiaco in un'ostia. Il vescovo di Legnica, in Polonia, riconosce il miracolo

di Greg Kandra, da Aleteia

Sì, a volte una presunta “ostia che sanguina” dopo gli esami dovuti non si rivela altro che muffa rossa del pane.


A volte, però, mettendo un’“ostia sanguinante” sotto il microscopio e sottoponendola a varie prove si scopre che si tratta di tessuto cardiaco umano.

Nel 2013 in Polonia è stato dimostrato che un’ostia che sanguinava era proprio questo, come ha annunciato il 17 aprile il vescovo Zbigniew Kiernikowski, della diocesi di Legnica:

«Il 25 dicembre 2013, durante la distribuzione della Santa Comunione, un’ostia consacrata è caduta a terra, e poi è stata raccolta e deposta in un recipiente pieno di acqua (vasculum). Poco dopo sono apparse delle macchie di colore rosso. Il vescovo emerito di Legnica, Stefan Cichy, ha istituito una commissione per studiare il fenomeno. Nel febbraio 2014 un piccolo frammento rosso dell’ostia è stato separato e posto in un corporale. La commissione ha ordinato l’estrazione di alcuni campioni per sottoporli ad analisi rigorose da parte di importanti istituti di ricerca.

Nell’annuncio finale del Dipartimento di Medicina Forense si legge quanto segue: “Nell’immagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato trasversale. (…) L’insieme (…) assomiglia molto al muscolo cardiaco, con le alterazioni che appaiono di frequente durante l’agonia. Gli studi genetici indicano l’origine umana del tessuto”.

Nel gennaio di quest’anno ho presentato la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano. Oggi, seguendo le indicazioni della Santa Sede, ho ordinato al vicario parrocchiale Andrzej Ziombro di preparare un luogo adeguato per l’esposizione della reliquia, di modo che i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata».

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Due giorni dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, l’8 aprile, la Chiesa ha riconosciuto un fatto straordinario, accaduto in Polonia, proprio lì dove in questi giorni sono attesi migliaia di giovani che il 27 luglio prossimo arriveranno da tutto il mondo per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù. Il 10 aprile la Congregazione della dottrina per la fede ha infatti autorizzato il culto di un’ostia consacrata presso il santuario di san Giacinto nella cittadina polacca di Legnica. E ha ordinato di esporre la reliquia «affinché i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata».

LE ANALISI SCIENTIFICHE. Era il 25 dicembre del 2013, quando presso il santuario una particola consacrata, raccolta da terra e messa nell’acqua da un sacerdote, anziché decomporsi cominciò a colorarsi di rosso. L’allora vescovo della città, monsignor Stefan Chiky, diede subito il via alle indagini scientifiche che hanno portato la Santa Sede a riconoscere il miracolo eucaristico due anni e mezzo dopo. La cardiologa Barbara Engel, membro della commissione di studi aperta dal vescovo, in occasione del riconoscimento del miracolo ha spiegato che «abbiamo inviato dei campioni anche al dipartimento di medicina legale dell’Università di Medicina della Pomedria (…). Tra le analisi effettuate c’è stata quella del Dna. La conclusione dei ricercatori è stata la seguente: si tratta di tessuto del miocardio di origine umana. Tutti gli studi effettuati non hanno spiegato il fenomeno né come sia potuto accadere». Ovviamente, per non influenzare i risultati, i ricercatori non conoscevano la provenienza del materiale analizzato. Il miracolo è che l’ostia posta nell’acqua (dove si usa metterla quando cade) non si sia dissolta, ma sopratutto che si sia trasformata in un pezzo di cuore, straziato dagli spasmi e dal dolore. Inoltre il gruppo sanguigno è di tipo AB, in generale molto raro ma abbastanza diffuso nelle zone in cui è nato e vissuto Gesù.

ANCHE AL PAPA. Lo stesso accadde il 12 ottobre del 2008 a una particola consacrata nella chiesa di Sant’Antonio a Sololka, una cittadina a nordest della Polonia. La curia chiese a due specialisti di anatomia patologica di analizzare il tessuto che fu identificato come un muscolo cardiaco con segni di spasmi veloci tipici della fase di agonia precedente la morte. Esattamente identici anche gli esiti delle analisi compiute su una particola consacrata proveniente da una parrocchia di Buenos Aires. Pure lì, il 15 agosto del 1996, dopo aver sciolto l’ostia nell’acqua, un sacerdote vide il pezzo di tessuto insanguinato e fece presente il fatto all’allora vescovo ausiliare, Jorge Mario Bergoglio. Inizialmente Bergoglio ordinò di riporre la particola nel tabernacolo ma dopo due anni autorizzò le analisi, quando il prete gli comunicò che il materiale non si era decomposto.

«È UN MISTERO». Fu quindi inviato ai ricercatori della Columbia University di New York, anch’essi ignari della sua provenienza, i quali poi affermarono: «Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole» e «il cuore era vivo al momento del prelievo visto che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subìto un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto». Il 26 marzo del 2005 il dottor Frederic Zugibe della Columbia University, una volta che le analisi furono terminate e l’origine del campione fu svelato, dichiarò: «Come e perché un’ostia consacrata possa mutare e diventare la carne e il sangue di un essere umano vivente rimane un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero al di fuori della sua competenza». Mistero che ricordò anche l’angelo apparso ai pastorelli di Fatima, esattamente 100 anni fa (in preparazione delle apparizioni mariane avvenute l’anno successivo). Con il calice e l’ostia in mano disse loro: «Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio».

UN SEGNO PER I PELLEGRINI. L’attuale vescovo di Legnica, Zbigniew Kiernikowski, prima dell’inizio della Gmg e in occasione della Messa celebrata per l’esposizione della reliquia, ha auspicato «che tutto questo serva ad approfondire la devozione all’Eucarestia e che abbia un impatto sulla vita di coloro che passeranno di fianco a questa reliquia. Interpretiamo questo segno come un’espressione della generosità di Dio, che si è piegato così in basso per stare insieme all’uomo»



[Modificato da Credente. 15/08/2016 22.41]
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La Madonna che ha vinto il terremoto in Ecuador


Un'immagine di Maria è rimasta intatta, trasformandosi in simbolo di consolazione




La foto sta facendo il giro del mondo e non smette di sorprendere le persone. Si tratta di una fragile urna di vetro con l’immagine di Nostra Signora della Luce rimasta intatta dopo il terremoto di grado 7.8 che sabato 16 aprile ha colpito l’Ecuador.

Mentre tutto ciò che la circonda è distruzione e macerie.

La foto della Vergine, che sta circolando sui social network, è stata scattata presso la scuola Leonie Aviat della parrocchia di Tarqui, a Manta, una delle zone maggiormente colpite dal sisma.

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Come segnalato da diversi membri della comunità degli Oblati di San Francesco di Sales, in dichiarazioni riportate da diversi media, la meraviglia è stata grande quando il luogo in cui era la foto, una scuola, era crollata del tutto.

 


Come ha potuto un’immagine della Madonna, talmente delicata, resistere a un terremoto? È questa la grande domanda delle ultime ore.

Per molti forse non c’è risposta, ma alla fine potrebbe essere vista come un’immagine trionfale davanti a una situazione totalmente devastata. Quindi, un’icona di consolazione.

Un miracolo quando tutto sembrava perduto

Nei giorni scorsi l’instancabile lavoro dei soccorritori e dei volontari ecuadoriani ha salvato la vita di molte persone rimaste sotto le macerie.

Tre giorni dopo il terremoto ad esempio – anche nella città di Tarqui, dove è avvenuto il miracolo della immagine della Vergine – sono stati tratte in salvo tre persone in vita che erano stati intrappolati in un edificio, secondo quanto riportato dall’ABC.

In questo caso, gli eroi sono stati i pompieri di Quito, che in quello stesso giorno hanno salvato altre due persone nel Distretto Metropolitano.

Anche a Tarqui, continua l’ABC, è stato salvato dalle macerie di un mercato – dopo 32 ore – un uomo conosciuto come “Don Segundo”. Con lui sono state liberate altre due persone.

Nel frattempo un altro salvataggio straordinario è avvenuto nella città costiera di Pedernales, epicentro del disastro, dove un uomo di 65 anni è stato salvato dalla Polizia Nazionale. E anche un anziano di 82 anni, che rimane in stato di choc e incapace di parlare.

Una delle prime

A 20 ore dal sisma, una delle prime persone salvate è stata anche lei di Pedernales. Si tratta di una bambina rimasta intrappolata in un edificio.

“Tranquilla, tranquilla”, sono state le prime parole pronunciate dai soccorritori vedendola sopravvissuta.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]


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01/06/2016 15.31
 
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DUE NUOVI MIRACOLI EUCARISTICI

E’ accaduto in una città polacca della Slesia, Legnica, che prende il nome dalle sue miniere di lignite. E’ un evento enorme, ma si è verificato in sordina.

Il 25 dicembre del 2013, nella chiesa parrocchiale di San Jacek, durante la Messa di Natale, il sacerdote distribuisce la comunione e un’ostia consacrata cade inavvertitamente per terra.

Secondo le norme in questi casi si raccoglie la particola e la si pone dentro il tabernacolo in un bicchiere d’acqua dove di lì a poco si dissolverà.

Così hanno fatto. Ma dieci giorni dopo, il 5 gennaio del 2014, uno dei sacerdoti si accorge che l’ostia c’è ancora e, in una sua parte, è diventata rosso sangue. Viene avvertito il vescovo che – passate due settimane – istituisce una commissione di studio.

Si prelevano alcuni campioni dalla zona rossa della particola e si sottopongono a rigorose analisi del Dipartimento di Medicina Legale che – alla fine degli esami di laboratorio – trae queste conclusioni: “Nell’indagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato. L’insieme assomiglia molto al muscolo cardiaco, con le alterazioni che appaiono di frequente durante l’agonia. Gli studi genetici indicano l’origine umana del tessuto”.

FATTI CLAMOROSI

Com’è noto la Chiesa – sulla base delle parole di Gesù – riconosce che il pane e il vino consacrati dal sacerdote durante la messa diventano realmente il corpo e il sangue di Cristo, pur conservando l’apparenza del pane e del vino.

Ma da secoli si verificano miracoli in cui quelle apparenze spariscono e il pane e il vino consacrati mostrano, anche scientificamente, di essere diventati davvero carne e sangue umani.

In questo caso addirittura carne di un cuore vivo che sta soffrendo nell’agonia: la sofferenza del Salvatore che viene rifiutato dal mondo.

Il vescovo mons. Zbigniew Kiernikowski, il 17 aprile scorso, dopo aver ottenuto a Roma il placet della Congregazione per la dottrina della fede, ha firmato il riconoscimento ufficiale del miracolo e ha fatto esporre la reliquia.

La diocesi ha convocato una conferenza stampa per dare tutte le informazioni sull’accaduto e sulle analisi mediche che sono state così accurate da fornire un’assoluta certezza morale.

Prodigi simili si sono verificati anche in passato. Per esempio il miracolo eucaristico di Lanciano avvenne in quella cittadina abruzzese nell’VIII secolo e la reliquia è tuttora lì conservata.

Il clamoroso miracolo eucaristico di Bolsena data al XIII secolo. Si potrebbe sospettare che per quei tempi così lontani non sia garantita la veridicità delle testimonianze.

Ma il miracolo eucaristico di Siena – avvenuto nel XVIII secolo – dura ancora oggi, contro tutte le leggi naturali e proprio nei mesi scorsi è stato nuovamente analizzato dagli scienziati e riconosciuto come evento inspiegabile.

Soprattutto però è significativo che i miracoli eucaristici continuino a verificarsi anche ai giorni nostri.

Non si sono dissolti davanti al tribunale dell’analisi scientifica. Anzi, accadono addirittura con una frequenza superiore al passato. E sembra quasi che il buon Dio faccia le cose in modo da spazzar via ogni sospetto di imbroglio.

DIO AL MICROSCOPIO

Consideriamo un altro recente caso, accaduto sempre in Polonia, nel 2008, a Sokolka, nella chiesa di S. Antonio.

I fatti sono praticamente identici a quelli di Legnica. Il grumo rosso dell’ostia è stato analizzato da specialisti della facoltà di medicina dell’università di Bialystok, Maria Elzbieta Sobaniec-Lotowska e Stanislaw Sulkowski, i quali hanno rilevato che il fenomeno non si è prodotto per l’azione di batteri: una quantità di indicatori inducono a identificare il campione come proveniente da muscolo cardiaco e si tratta di fibre non necrotiche. In pratica tessuto vivente.

Oltretutto la lunga permanenza in acqua avrebbe dovuto avviare un processo di autodistruzione dovuto agli enzimi intracellulari, ma nulla di tutto questo si è verificato.

Sui giornali polacchi qualcuno ha insinuato che quella sostanza rossa potesse in realtà provenire dal cuore di un cadavere per essere posta appositamente sull’ostia.

Ma la particola è sempre stata sotto chiave, nessuno ha potuto manipolarla. E soprattutto i medici legali hanno escluso quella manipolazione perché hanno rilevato un dettaglio impressionante: i tessuti della particola sono inestricabilmente interconnessi con il tessuto cardiaco umano, tanto compenetrati che le particelle dell’ostia a un certo punto si trasformano in tessuto cardiaco.

Cose mai viste. Nessuno sulla terra è in grado di fare questo. La professoressa Sobaniec-Lotowska ha dichiarato: “Nemmeno gli scienziati della Nasa, che pure dispongono delle più moderne tecnologie, sarebbero in grado di riprodurre artificialmente una cosa del genere”.

SCIENZA E MIRACOLI

Paradossalmente nella modernità i miracoli eucaristici, anziché sparire (come avrebbero immaginato gli scettici), si sono moltiplicati e sono divenuti ancora più credibili, proprio grazie al vaglio della scienza. Essa ha finito col diventare – di fatto – la migliore alleata della Chiesa Cattolica.

Perché la Chiesa – diversamente da quanto credono i disinformati e i faziosi – dà un posto d’onore alla ragione e riconosce il ruolo fondamentale della conoscenza scientifica.

E’ proprio alla scienza che la Chiesa chiede il primo responso sui presunti miracoli, sia quelli analizzati nelle cause dei santi, sia quelli che si verificano a Lourdes o di altri santuari (perlopiù miracoli di guarigioni straordinarie).

Solo se e quando la scienza attesta che il fatto è scientificamente inspiegabile la Chiesa lo prende in considerazione e lo studia per riconoscere l’eventuale sua origine soprannaturale.

Così – volente o nolente – il mondo scientifico di fatto fornisce la sua autorevole convalida a quei fenomeni che superano la nostra ragione, sovvertono le leggi naturali e sono infine chiamati “miracoli”.


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05/06/2016 17.15
 
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Santa Manna



Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

 


La santa manna è un liquido, chimicamente assimilabile all'acqua pura,[1] che può trasudare da reliquie di santi o da immagini sacre, apparentemente senza spiegazione.


Le spiegazioni scientifiche proposte al fenomeno sono legate all'umidità o alla capillarità di pietre o marmi, ma nella maggior parte dei casi analizzati le suddette spiegazioni avevano forti limiti di adattamento.


Gli episodi sono quasi sempre ciclici ed avvengono durante particolari ricorrenze.


I principali luoghi italiani dove avviene tale fenomeno sono:





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05/06/2016 17.34
 
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07/06/2016 09.04
 
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Il sole pulsante di Medjugorje?
Non è frode, né allucinazione collettiva

medjugorjeSe bisogna avere estrema prudenza quando si parla del fenomeno delle apparizioni di Medjugorje, su cui la Chiesa non si è ancora pronunciata ufficialmente (nonostante siano conclusi i lavori della commissione presieduta dal card. Ruini), ancora più cautela è necessaria sui presunti prodigi secondari che avverrebbero in quel piccolo paesino della Bosnia ed Erzegovina.

Parliamo, per la precisione, dell’effetto del “sole pulsante” o “miracolo del Sole”, durante il quale il sole cambierebbe repentinamente la sua dimensione, dilatandosi e contraendosi, avvicinandosi e allontanandosi. Un evento simile accadde anche a Fatima e venne testimoniato perfino dalla stampa laicista e anticlericale (come il quotidiano O Seculo), presente sul posto in quanto il giorno precedente la veggente Lucia aveva preannunciato un segno divino per il giorno successivo.

Diversi razionalisti e critici di Medjugorje, come il poco affidabile Marco Corvaglia, hanno velocemente liquidato il fenomeno sostenendo che si tratti di una frode ottenuta dalla ripetuta apertura e chiusura dell’otturatore della videocamera, tanto che lo stesso Corvaglia è riuscito vagamente a riprodurlo. Una conferma di ciò emergerebbe dall’analisi di alcuni video che il critico ha trovato sul web, nei quali sarebbe chiaro che ad osservare il fenomeno è soltanto colui che lo sta videoriprendendo, non invece le persone accanto. Questa è la prova regina utilizzata anche da tutti coloro che hanno inteso smentire tale fenomeno.

Se i razionalisti hanno senza dubbio ragione quando attribuiscono alla videocamera la comparsa di una macchia nera al centro del sole, non si può tuttavia dire lo stesso rispetto alla pulsazione. Infatti, Youtube è pieno di filmati amatoriali (non solo italiani), girati a Medjugorje, in cui oltre alle pulsazioni del sole vengono riprese anche le persone attorno che ammirano a loro volta il fenomeno anche ad occhi nudi, commentando estasiate (qui uno tra i tanti esempi). Non solo, si possono anche trovare testimonianzecon nome e cognome, di persone, inizialmente scettiche, che testimoniano ciò a cui hanno assistito.

La testimonianza più autorevole arriva però dalla trasmissione televisiva “La Storia siamo noi”: in una puntata andata in onda su Rai3 nel febbraio 2011 (più sotto il video), la giornalista Elisabetta Castana, inviata a Medjugorje, ha assistito al “miracolo del sole” in prima persona durante l’apparizione alla veggente Mirjana. Il fenomeno non è stato catturato dalla sua telecamera ma, riprendendo le persone attorno a lei, ha testimoniato:«Inaspettatamente accade qualcosa che distrae la moltitudine, il sole comincia a pulsare, si dilata e si contrae, un’esperienza incredibile. La mia telecamera non riesce a catturare ciò che vedo, ma non è una mia illusione, lo osserviamo tutti». Il fenomeno accade saltuariamente e non si è ripetuto all’arrivo di un fisico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Valerio Rossi Albertini, chiamato dalla giornalista, il quale ha potuto soltanto escludere -in un diverso contesto temporale rispetto al fenomeno- la presenza di corpi estranei all’interno dell’immagine solare.

La “danza” del sole, quindi, non è certamente provocata dalle videocamere, amatoriali e non. Si tratta allora di un’allucinazione collettiva? Questa è una ipotesi soventemente avanzata seppur la letteratura scientifica abbia accertato l’accadimento di pochissimi casi, collegandoli oltretutto all’isteria, quindi ad un chiaro disturbo psicopatologico che affligge le varie persone vittime dell’allucinazione, cosa impossibile da sostenere per le miriadi di persone che hanno testimoniato i fatti accaduti a Medjugorje. Senza contare che, ad assistere al fenomeno, è stata anche la psicoterapeuta Fausta Marsicano, docente presso l’Università Europea di Roma, la quale ha affermato (più sotto il video): «Ho visto nel sole questo cerchio pulsante, mobile. Come psicoterapeuta mi sono chiesta se potesse essere un’esperienza di contagio emotivo o di suggestione collettiva, però devo dire che la percezione è stata sincronica, non c’è stata un’iniziale percezione da parte di qualcuno a cui poi gli altri si sono in qualche modo adeguati, quello che ho visto con i miei occhi è innegabile».

Cosa si può concludere? Non molto, certamente non è una prova che la “danza” del sole è una manifestazione divina e non prova la veridicità di quanto accade a Medjugorje. Altrettanto certamente, però, si può concludere che Marco Corvaglia è senza maschera: le sue obiezioni, anche per quanto riguarda la pulsazione del sole, sono insostenibili e facilmente smentite, così come lo sono quelle dei vari critici di Medjugorje. Il sole pulsante potrebbe essere un fenomeno naturale, ma bisognerebbe spiegare perché accade a Medjugorje, e non nei paesi confinanti, e perché in occasione di determinati eventi. Attualmente non esiste una adeguata spiegazione scientifica che faccia luce sul fenomeno, tenendo conto di tutti i fattori attraverso cui esso si manifesta.

 


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20/01/2017 23.19
 
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Tragedia dell’hotel Rigopiano:
dopo la slavina una forma angelica appare nel cielo. Ecco la foto.

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L’incredibile foto che vi mostriamo è stata scattata nei pressi dell’hotel Rigopiano, divenuto tristemente famoso  a causa della slavina che lo ha travolto. Al momento sono stati recuperati 2 cadaveri, e sono stati ritrovati altrettanti superstiti. Le ricerche continueranno fino a quando non si ritroveranno anche le altre persone (in tutto dovrebbero essere una trentina) e si spera che si possano ritrovare vivi.

”Speranza”, è proprio questo il termine che dobbiamo usare, quello di cui dobbiamo servirci per descrivere il sentimento che viene inspirato da questa foto. Riguardo a ciò che rappresenta c’è poco da dire: è ben evidente una nuvola che assume la forma di un angelo in posa di preghiera. “L’Angelo della speranza”, così è stata ribattezzata la foto fatta da un abitante del luogo. Il fenomeno, raccontano, è durato per qualche minuto, e si è verificato nelle primissime ore del mattino, dopo la valanga quindi, come a voler dare l’inizio ad un giorno di speranza, ma anche di dolore e bisogno di conforto…quello che solo la fede può dare. 

 

Numerosi sono i testimoni, il parroco don Giuseppe raggiunto dai giornalisti sul posto ha dichiarato: “non avevo mai visto niente di simile, ero appena uscito per dare soccorso ai miei parrocchiani impauriti quando ho visto una signora con i suoi due bambini, immobile quasi spaventata, con lo sguardo rivolto verso il cielo, la donna si è poi inginocchiata ed è scoppiata in lacrime”.

Tutte le impressioni, e ovviamente la foto, sono adesso al vaglio di alcuni esperti. In molti sono scettici e non credono che si tratti di qualcosa di così miracoloso. Qualcuno ha dichiarato che si sia trattato solo del caso, un allineamento fortuito delle nuvole, una clamorosa coincidenza, che ha ricreato un’immagine netta e così mistica. A prova di tale tesi sarebbe stata proposta la mutevole condizione delle pressioni atmosferiche della zona, cambiamenti di pressione particolarmente spiccati in questi ultimi giorni.

Eppure sembra che la scienza e gli scienziati vogliano negare ciò che evidentemente sia: un miracolo. E non è la prima volta che succede qualcosa de genere . Negli ultimi 30 anni, durante i fenomeni catastrofici più gravi, in Italia, sono state scattate diverse foto raffiguranti angeli o entità (sotto ne riportiamo alcune). Questa della tragedia del Gran Sasso è solo l’ultima verificata, e speriamo che sia l’ultima per sempre.

 

                                             

 

da http://www.ilgiornaleitaliano.it/2017/01/19/tragedia-dellhotel-rigopiano-dopo-la-slavina-un-angelo-appare-nel-cielo-tutte-le-foto/
[Modificato da Credente. 02/06/2017 18.10]
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21/01/2017 00.21
 
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Il sito www.americaneedsfatima.org ha diffuso quest’anno il resoconto di un evento registrato l’ultimo giorno della visita apostolica di papa San Giovanni Paolo II negli Stati Uniti nel 1995.


Il resoconto è stato presentato da padre Albert J. Byrne in un articolo intitolato Nature’s Evidence of the Real Presence (Una prova naturale della Presenza Reale) a proposito di Gesù Cristo presente e vivo in Carne, Sangue, Anima e Divinità nell’Eucaristia.


In base al resoconto era stata una giornata piena di eventi, a cominciare dalla Messa presso l’Oriole Park di Camden Yards seguita da una parata per le vie del centro di Baltimora, una visita alla basilica dell’Assunzione, la prima cattedrale del Paese, il pranzo in una mensa locale gestita da Catholic Charities, un servizio di preghiera presso la cattedrale di Mary Our Queen e infine una breve sosta al seminario di Santa Maria.


Il programma era così serrato che era previsto che il pontefice salutasse semplicemente i seminaristi mentre questi erano in piedi sui gradini esterni della struttura, ma Giovanni Paolo II si aprì un varco tra di loro ed entrò nell’edificio. Voleva fare una visita al Santissimo Sacramento.


Quando fu resa nota la sua intenzione, i responsabili della sicurezza esaminarono immediatamente tutta la struttura, prestando particolare attenzione alla cappella in cui il papa sarebbe andato a pregare. A questo scopo, vennero utilizzati cani addestrati per localizzare le persone quando crollano gli edifici o si verificano catastrofi naturali, per accertarsi che non ci fossero individui nascosti.


I cani percorsero rapidamente atri, uffici e classi e aule, e vennero poi fatti entrare nella cappella. Andarono su e giù lungo le navate, arrivando infine nella cappella laterale in cui era custodito il Santissimo Sacramento. Raggiunto il tabernacolo, si fermarono e rimasero con lo sguardo fisso come fanno quando individuano una persona tra le macerie. Fissando il tabernacolo annusavano, ringhiavano e si rifiutavano di uscire dalla cappella. Per loro, lì dentro c’era una persona nascosta. I cani si ritirarono solo dopo aver ricevuto ordini dai loro responsabili.
Avevano percepito la presenza di Qualcuno vivo nel tabernacolo!


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20/03/2017 15.43
 
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Marthe Robin: la sua unica fonte di sostentamento
per più di 50 anni è stata la Santa Eucaristia

 
 Ha provato che è possibile vivere solo d'amore

Marthe Robin nacque il 13 marzo 1902 a Drome, in Francia. Era la sesta e ultima figlia di Joseph e Amelie-Celestine Robin, che avevano una fattoria. I suoi genitori lavoravano sodo, e se fossero vissuti al giorno d’oggi sarebbero stati considerati della classe media. Erano cattolici, ma non frequentavano la chiesa. Questo ha influito sulla fede degli altri figli ma non su Marthe, che fin da piccola venne attirata da Dio e pregava per conto suo.

La malattia colpì Marthe nel suo secondo anno di vita. Insieme alla sorella Clemence contrasse la febbre tifoide. Clemence non sopravvisse, Marthe sì, ma da quel momento fu sempre debole e fragile. A 13 anni lasciò la scuola per aiutare nei lavori della fattoria. Frequentava comunque il catechismo e ricevette la Confermazione nel 1911. Il 15 agosto 1912 fece la sua Prima Comunione.

Anche se da quando aveva avuto la febbre tifoide era sempre malaticcia, nell’adolescenza sembrava felice. Era spensierata, amava ballare e rideva di cuore agli scherzi della nonna. Nel 1918, però, si ammalò di nuovo, e venne costretta a letto. I medici pensavano che potesse avere un tumore al cervello o un’encefalite. Non capirono davvero di cosa soffrisse fino a quando uno di loro le diagnosticò l’isteria. Era ormai stata “etichettata”.

Per il 1928 la parte inferiore del corpo di Marthe era ormai paralizzata, e nel 1929 accadde lo stesso alle braccia. Non era certo il risultato dell’isteria. Alla fine, senza prove, la sua condizione venne definita encefalite letargica, una rara forma di encefalite, ma la diagnosi non venne mai confermata.

Marthe viveva a casa in una stanza da letto scura per via dell’ipersensibilità alla luce. A 28 anni era ormai completamente paralizzata e allettata. All’inizio era in grado di usare il pollice e l’indice e riusciva a sgranare il rosario, ma alla fine perse la capacità di fare anche quello. Tutto ciò che riusciva a fare era muovere la testa. Non era più in grado di mangiare o perfino di bere un sorso d’acqua. I medici cercarono di costringerla a bere, ma l’acqua le usciva dalle narici. C’era tuttavia una cosa che assumeva senza problemi: la Santa Eucaristia.

All’inizio della sua malattia, Marthe venne visitata dalla Madonna, che la confortò molto. A volte, durante il 1928, le apparve Cristo stesso, e queste apparizioni la cambiarono per sempre. Fu allora che decise di “offrirsi completamente a Dio” e di “offrire le sue sofferenze in unione con Lui attraverso la preghiera e l’amore”. Si concentrò sempre di più sulla Passione di Cristo, avvicinandosi progressivamente anche alla Madonna.

Dagli anni Trenta, l’unica fonte di sostentamento di Marthe fu Cristo nell’Eucaristia. Dalle sue labbra non passarono mai né cibo né acqua. Il venerdì, quando riceveva la Santa Comunione, riviveva la Passione di Cristo – all’inizio spiritualmente, poi anche a livello fisico. Martha ricevette le stigmate. Dio l’aveva inclusa tra le persone che aveva scelto in modo particolare, come San Francesco, Santa Caterina da Siena e Padre Pio.

In Marthe si svolgeva il triduo della Passione, Morte e Resurrezione di Nostro Signore: il sangue era fresco e umido il venerdì, si asciugava il sabato e scompariva la domenica. Marthe Robin ha sicuramente sperimentato la Santa Eucaristia in modo straordinario, e lo ha fatto per ben 51 anni, fino alla morte, avvenuta nel 1981.

Anche se Marthe non ha mai concluso gli studi, era in grado di consigliare molte persone che le facevano visita con parole di grande saggezza. Possedeva un fortissimo senso di compassione e aveva una memoria straordinaria. Nel corso della sua vita, si stima che più di 100.000 persone siano andate da lei ricevendone indicazioni e guida. Ha onorato migliaia di richieste di preghiera, e la sua influenza è andata ben oltre la sua camera da ltto.

Papa Francesco ha dichiarato Marthe Robin venerabile il 7 novembre 2014. Oggi una media di 400.000 persone all’anno visita la casa in cui ha vissuto ed è morta. Si dice che Marthe abbia detto: “Voglio gridare a quelli che mi chiedono se mangio che mangio più di loro, perché sono nutrita dall’Eucaristia del sangue e della carne di Gesù. Vorrei dire che sono loro a bloccare gli effetti di questo cibo in se stessi”.


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02/06/2017 17.45
 
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I corpi incorrotti dei santi, una truffa?
5 tesi che smentiscono gli scettici

In “Il miracolo dei corpi incorrotti” di Giuseppe Fallica (edizioni Segno), l’autore con cinque argomentazioni chiare e precise smonta le tesi degli scettici.

Per incorruzione, s’intende la conservazione di un corpo giudicata miracolosa secondo la fede (cioè dovuta ad un intervento diretto di Dio), in quanto verificatasi senza trattamenti d’imbalsamazione e in maniera inspiegabile per le leggi della scienza. Sono prodigi contraddistinti da certe peculiarità e riguardanti salme d’individui vissuti in fama di santità.

Le obiezioni solitamente avanzate dai critici si possono riassumere in cinque punti.

1) RADIAZIONI E MUFFE

Il fenomeno è dovuto a cause che agiscono (in un determinato luogo) ad “ampio raggio”, come radiazioni o muffe. Sono spiegazioni da scartare in partenza, in quanto, laddove tali condizioni si sono verificate, le mummificazioni appaiono una costante e presentano le medesime caratteristiche. Al contrario, nel caso degli incorrotti si riscontrano casi singoli di Santi, in luoghi dove normalmente avviene la decomposizione.

2) DIETE ASCETICHE

Il fenomeno è favorito dalle diete ascetiche praticate dai monaci. Una congettura scettica fa capo ai frequenti digiuni praticati, com’è noto, da tanti religiosi e che favorirebbero le conservazioni.

Tuttavia questi individui sono appartenuti ad epoche e stili di vita spesso totalmente diversi tra loro; e in ogni caso, nello studio delle mummificazioni naturali, non è mai stata verificata una speciale incidenza di soggetti che praticavano diete ascetiche; né l’incorruzione è mai stata riscontrata tra le vittime di carestie o in regioni dove, a causa dell’estrema povertà, gli abitanti praticano (loro malgrado) regimi alimentari molto ristretti.

3) FRODI

I critici più ostili al mondo cattolico arrivano persino ad ipotizzare che si tratti di truffe perpetrate ai danni degli ingenui devoti.

Stando al loro punto di vista, dunque, dovremmo supporre che i custodi di questi corpi (di solito persone consacrate), commettano frodi in totale antitesi ai principi e ai valori che essi hanno scelto come unica ragione di vita, sottoponendo ad efficacissimi trattamenti d’imbalsamazione queste salme (perennemente esposte nelle chiese), senza che alcuno se ne accorga.

E questo senza tenere conto del fatto che i corpi incorrotti vengono spesso sottoposti ad esami medico/scientifici, i quali certamente individuerebbero eventuali tracce di trattamenti.

4) PROCESSO NATURALE MALE INTERPRETATO

Si tratta di semplici mummificazioni, corificazioni, o saponificazioni naturali, interpretate erroneamente come evento miracoloso.

uesta tesi appare improbabile per quanto riguarda le mummificazioni e le corificazioni, in quanto le modificazioni esterne subite dal cadavere (raggrinzimento e concia della pelle, riduzione della massa e del peso corporeo, deformazione dei lineamenti) rendono facilmente riconoscibili questi fenomeni naturali, anche in assenza di un’indagine necroscopica; mentre le descrizioni testimoniali sugli incorrotti parlano solitamente di corpi umidi, freschi, flessibili e con un colorito naturale.

 

La questione è invece più complessa per le saponificazioni, dove le caratteristiche esterne del cadavere (mantenimento di una massa corporea quasi costante, colorito e lineamenti naturali) potrebbero effettivamente essere scambiate per una conservazione miracolosa. Si tratta però di fenomeni circoscritti a particolari condizioni, quali la forte umidità, e da cui si possono escludere gli eventi in cui fu eseguita una ricognizione necroscopica del cadavere, giacché sarebbe stata immediatamente scoperta l’adipocera.

 

TRE CASI ECCEZIONALI

 

Nel caso, per esempio, della Beata Marianna Navarro di Gesù, una commissione d’undici chirurghi studiò il cadavere (un secolo dopo la morte) alla ricerca di una causa naturale o artificiale della prodigiosa conservazione. Ebbene, ciò che trovarono non fu una massa d’adipocera ma gli organi interni e i visceri ancora freschi e molli.

 

Oppure si può citare il caso del Gesuita Sant’Andrea Bobola, il cui cadavere venne sottoposto ad un’accurata ricognizione e non fu segnalata alcuna presenza di sostanze particolari al posto dei muscoli e degli organi interni.

 

O ancora il caso della Serva di Dio Maria Margherita degli Angeli; per il quale abbiamo una relazione dei medici che esaminarono le interiora della salma, trovandole fresche e intatte.

 

Ma c’è un altro aspetto di cui tenere conto. Il fenomeno della saponificazione è accompagnato da un forte odore sgradevole; laddove, nel caso degli incorrotti, nessun testimone ha mai riscontrato l’emissione di cattive esalazioni. Piuttosto, le testimonianze vanno in senso diametralmente opposto.

 

5) IMBALSAMAZIONI DI CUI SI ERA PERSA LA MEMORIA

 

Sono imbalsamazioni eseguite senza alcun intento di frodare, ma di cui, col tempo, si era persa ogni memoria. Di questa tesi si è fatto portavoce il paleopatologo Ezio Fulcheri dell’università di Torino. Egli fu invitato da Monsignor Gianfranco Nolli (ispettore del Museo Egizio del Vaticano) ad esaminare la salma di Santa Margherita da Cortona, e scoprì che il cadavere presentava una serie di tagli, indizi questi di un trattamento conservativo. Notò anche una forte fragranza per tutto il corpo, che egli spiegò come proveniente dagli unguenti e dalle spezie utilizzate dagli imbalsamatori.

 

Un’ulteriore conferma Fulcheri la trovò nei documenti ecclesiastici e storici, dove risultava che gli abitanti di Cortona avevano chiesto al Vescovo il permesso di imbalsamare il corpo. La petizione ovviamente non fu occultata; ma col trascorrere dei secoli l’intervento conservativo venne dimenticato e nacque la convinzione del miracolo. La conclusione dello studioso è che la Chiesa praticherebbe di frequente l’imbalsamazione già dai primi secoli; così come la rimozione dei visceri. Tramite nuove indagini egli avrebbe identificato altri cinque corpi imbalsamati alla stessa maniera: Santa Chiara da Montefalco, Santa Margherita da Metola, Santa Caterina e San Bernardino da Siena, Santa Rita da Cascia. Tutti vissuti, tra il XIII e il XV secolo, in Umbria e in Toscana.

 

Occorre riconoscere a Fulcheri il merito di aver dato un importante contributo nello studio degli incorrotti. In particolare egli ha evidenziato la necessità in certi casi (quelli più antichi, specialmente) di cercare eventuali tracce che possano essere ricollegate a pratiche conservative, in quanto è possibile (come lui ha dimostrato) che alcuni casi d’incorruzione siano in realtà imbalsamazioni di cui s’era persa memoria.

 

PRATICHE MOLTO RARE

 

Occorre aggiungere, con altrettanta onestà, che alcune conclusioni cui egli perviene sono meno condivisibili. In particolare laddove sostiene che le pratiche d’imbalsamazione erano ricorrenti nella Chiesa già dai primi secoli. Secondo gli storici, infatti, tali pratiche furono rare in ambito cristiano, in quanto incompatibili col monito biblico “pulvis es et in pulvem reverteris”. Molti ordini religiosi (ai quali appartenevano gli incorrotti) credevano e rispettavano il processo naturale della polvere che tornava alla polvere, al punto da inumare i corpi nella nuda terra e senza la bara. La Chiesa stessa, in determinate epoche, prese una posizione apertamente contraria nei confronti di queste pratiche (vedasi il caso dei pietrificatori del XIX secolo), avendo ragione di temere che si perdesse il rispetto dovuto al defunto e la salma fosse trasformata in un oggetto da manipolare a piacimento, per il gusto di una macabra sperimentazione fine a se stessa. Ovviamente, se questo era il modus pensandi abituale da parte della Chiesa, ci furono delle eccezioni.

 

Nel caso dei Pontefici defunti, per esempio, il Vaticano ha utilizzato spesso il metodo dell’imbalsamazione (sin dal XIV secolo) per la necessità di tenere esposta a lungo la salma e di consentire la venerazione dei fedeli. In questi casi, l’invito di Fulcheri ad una maggiore prudenza è naturalmente fondato. Pochi anni fa, per esempio, suscitò clamore la notizia che il corpo di Giovanni XXIII era stato trovato intatto. Il miracolo fu però smentito, quando si seppe che la salma era stata trattata con un’iniezione di sostanze conservative.

S.Bernardetta  morta nel 1879


S.Vincenzo De Paoli  morto nel 1660




[Modificato da Credente. 02/06/2017 18.03]
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21/06/2017 11.44
 
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12 fenomeni inspiegabili che si verificano sui corpi incorrotti dei santi





Dalle luci prodigiose ad odori particolari, dalle membra flessibili al sangue liquido a distanza di decenni e secoli


Il prodigio dell’incorruzione del corpo dei santi è accompagnato quasi sempre da fenomeni insoliti e inspiegabili, che appaiono come un ulteriore segno dell’intervento diretto di Dio.


Come spiega Giuseppe Fallica in “Il miracolo dei corpi incorrotti” (edizioni Segno), possono essere suddivisi in dodici categorie.


1) L’ODORE DI SANTITA’


Il fenomeno costatato con più frequenza è quello di una dolcissima fragranza preternaturale, percettibile nelle vicinanze del corpo del defunto, e che qualche volta dura per mesi o persino per anni.


Qui basti citare il caso di Sant’Alberto Magno (m. nel 1280), fragrante a 200 anni di distanza dal trapasso; quello del Beato Angelo da Sansepolcro (m. nel 1306), profumatissimo dopo 176 anni; quello di Santa Teresa d’Avila (m. nel 1582), dopo 330 anni, o ancora quello di Santa Rita da Cascia (m. nel 1447), fragrante ancora oggi.



La principale obiezione dei critici è che si possa trattare di un odore prodotto da balsami che furono utilizzati per la conservazione della salma. Tuttavia, diversi elementi concorrono a smentire tale ipotesi.


In primo luogo le prove testimoniali che, oltre ad escludere il ricorso a sostanze conservative, dimostrano come solitamente il profumo cominci immediatamente dopo il decesso (per esempio San Vincenzo Pallotti, Beata Giuseppa di Sant’Agnese, ecc).


In secondo luogo le circostanze della morte o della sepoltura, che consentono di escludere l’applicazione di balsami. Per esempio la santa di York, Inghilterra, Santa Margherita Clitherow Middleton, martire, fu condannata a morte dai protestanti, stesa al suolo legata con le mani e i piedi a dei pioli. Poi sotto la schiena fu posta una pietra aguzza e sul corpo una porta di legno sulla quale furono ammassati grossi pesi fino a schiacciarla mortalmente. Il martirio durò in tutto una quindicina di minuti, poi il corpo fu gettato in una fossa di acqua putrida e melmosa. Per sei settimane venne ricercato il suo corpo, finché non fu ritrovato ancora incorrotto fresco, puro e profumato. Il Beato Bernardo Scammacca, invece, fu gettato in una fossa comune, e quando si aprì la tomba per trasferirlo in un luogo più dignitoso, il suo corpo era incorrotto e rilasciava un odore inebriante.


In terzo luogo le ricognizioni necroscopiche dei corpi, durante le quali non fu mai riscontrata l’applicazione di trattamenti (per esempio Serva di Dio Maria Margherita Wake, San Gaspare Del Bufalo, ecc.).


Per di più, in certi casi il miracolo non si limita alla salma. L’aroma sulla salma di Santa Lucia da Narni (m. nel 1544) si trasmise a tutti gli oggetti con cui la reliquia venne a contatto durante la sua esposizione. Nel caso di San Vincenzo Pallotti (m. nel 1850), il profumo esalato dal cadavere persistette per un mese nella stanza in cui era deceduto, malgrado la finestra aperta.


2) LA FLESSIBILITA’ PERMANENTE DELLE MEMBRA


Dopo il buon odore, l’assenza della rigidità cadaverica è il fenomeno riscontrato con più frequenza nei corpi di persone morte in fama di santità.


Alla morte della Beata Maria della Passione (1912), per esempio, il suo medico testimoniò: “Nonostante la stagione fosse caldissima, essendosi al 27, 28, e 29 luglio, nell’Italia meridionale, in Chiesa piccolissima e con numeroso concorso di popolo, tuttavia il corpo ancora flessibilissimo, e sebbene maltrattato dal continuo toccare delle persone che si avvicinavano, con meraviglia di tutti, rimase sempre incorrotto e senza tramandare il benché minimo cattivo odore; anzi si osservò che il volto diveniva sempre più bello e profilato” (l. Fontana)


3) L’EFFUSIONE DI SANGUE FRESCO


Il flusso di sangue fresco nei corpi santi, anche dopo un intervallo di settimane, mesi, o persino anni, è un fenomeno abbastanza ricorrente nei casi d’incorruzione, anche se meno comune dell’odore di santità e del- l’assenza del rigor.


Tra i tanti episodi che si possono citare, ricordiamo il flusso di sangue fresco scaturito dalle narici di Santa Caterina da Bologna (m. nel 1463) a distanza di tre mesi dalla dipartita; il versamento generato dal- l’amputazione di un dito della salma di San Giovanni della Croce (m. nel 1591), nove mesi dopo il trapasso; l’effusione di sangue dal naso che si verificò il ventiquattresimo giorno d’esposizione del corpo di San Bernardino da Siena (m. nel 1444).



4) L’ESSUDAZIONE DI FLUIDI


Un altro evento tipico è l’essudazione di particolari fluidi, descritti (secondo i casi) come olio vegetale, liquore, unguento, manna, profumo o acqua; e in grado di operare miracolose guarigioni.


Dalle luci prodigiose ad odori particolari, dalle membra flessibili al sangue liquido a distanza di decenni e secoli


Ad esempio su San Gerardo Maiella (m. nel 1756 e sepolto a Materdomini, Avellino), un secolo dopo la sua scomparsa le autorità ecclesiastiche ordinarono una ricognizione delle reliquie. All’apertura della tomba si scoprì che un olio fragrante sgorgava copiosamente dal cranio e dalle ossa.


A Toledo, in Spagna, il corpo della Beata Maria di Gesù (m. nel 1640) essuda ancora oggi un profumo (descritto come aroma di rose e gelsomini), insieme con una manna oleosa.





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Il fenomeno risulta assolutamente inspiegabile per la scienza, che non è stata in grado di individuare casi simili d’essudazione, né sui corpi conservati artificialmente, né su quelli preservati da cause naturali. Naturalmente è da scartare in partenza l’ingenua tesi che si possa trattare di balsamo utilizzato per la conservazione delle salme: come spiegare, infatti, la quantità e la durata di tali secrezioni (persino centinaia d’anni), la loro cadenza periodica, oppure il fatto che ad essudare siano semplici ossa o una lapide?


5) IL MANTENIMENTO DEL CALORE


Meno frequente, ma riferita da testimoni degni di fiducia, è la persistenza del calore per molto tempo dopo la morte; a volte con una temperatura notevolmente alta.


Nel caso della Serva di Dio Maria Villani (m. nel 1670), il chirurgo che eseguì (nove ore dopo il decesso) l’intervento per l’estrazione del cuore, ebbe difficoltà a introdurre la mano nelle cavità addominali, talmente forte era il calore. Lo stesso fenomeno venne riscontrato con la Venerabile Serafina di Dio (m. nel 1699), a trenta ore di distanza dal trapasso.


Secondo la scienza, è possibile che i fenomeni putrefattivi possano com- portare il ritorno di un certa temperatura, ma l’ipotesi non è applicabile agli incorrotti, in quanto (nel loro caso) il calore si accompagnava alla constatazione di organi freschi, assenza di cattivo odore e nessuna traccia di putrefazione.


6) I MOVIMENTI RAZIONALI E VOLONTARI DELLA SALMA


Non mancano gli episodi in cui il Santo, già morto, abbia alzato un braccio per benedire (San Gibriano, Santa Eustochia da Messina), sollevato un piede per essere baciato (Sant’Agnese da Montepulciano), aperto gli occhi e rivolto il capo verso il Santissimo Sacramento (San Pasquale Baylon), coperto le parti intime con le mani mentre veniva rivestito (San Filippo Neri, San Gerardo da Aurillac), incrociato le braccia sul petto (Beata Veronica da Binasco), oppure abbia sorriso mentre veniva trasportato davanti all’altare (Santa Caterina De’ Vigri).


Si tratta di eventi, per i quali si deve escludere la possibilità di uno stato catalettico o di una morte apparente, a causa delle circostanze stesse che accompagnano il fenomeno; così come, la razionalità e la logica dei gesti escludono la possibilità di movimenti convulsivi del cadavere dovuti alle conseguenze della putrefazione.


7) IL RINGIOVANIMENTO DEI CORPI


Il corpo incorrotto generalmente non suscita né orrore né spavento, anzi colpisce per la serenità dell’aspetto, simile a quello di una persona addormentata. Ma si conoscono casi clamorosi in cui i testimoni presenti al trapasso hanno assistito ad autentici miracoli: in pratica (scomparse improvvisamente le tracce che il tempo e le malattie avevano lasciato) le sembianze del defunto apparivano abbellite e ringiovanite di molti anni.


Un caso esemplare è quello di San Francesco d’Assisi. Ma si possono citare anche Sant’Antonio da Padova, Santa Lutgarda, Sant’Andrea Avellino, la Beata Colomba da Rieti.


8) LA CRESCITA DELLE UNGHIE, DELLA BARBA, DEI CAPELLI


In alcune circostanze, oltre al fenomeno dell’incorruzione è stata riscontrata una prodigiosa crescita delle unghie, dei capelli o della barba. Citiamo ad esempio San Gaudenzio, San Jodoco, Sant’Amando da Maastricht, la Venerabile Maria Lorenza Longo, la Beata Elena Enselmini.



9) LA TRAS-VERBERAZIONE DEL CUORE


A volte, durante la ricognizione della salma è stata notata la presenza di stigmate nel cuore, già preannunciate (e descritte minutamente) dal Santo mentre era in vita. In alcuni casi il muscolo cardiaco è apparso letteralmente trapassato da una lesione (Santa Teresa d’Avila), mentre in altri conteneva escrescenze carnose raffiguranti il crocifisso, i chiodi della passione, o altri simboli religiosi (Santa Veronica Giuliani, Santa Chiara da Montefalco, la Venerabile Caterina Savelli, la Venerabile Serafina di Dio, ecc.).


Alcuni critici hanno contestato la realtà di questi miracoli, sostenendo che si trattava piuttosto di patologie cardiache scambiate ingenuamente per prodigi. Una tesi, questa, che non regge alla prova dei fatti, in quanto furono proprio medici e chirurghi ad eseguire le autopsie.


Inoltre, rimarrebbe inspiegabile come questi grandi mistici abbiano potuto anticipare le immagini, poi trovate all’interno dei loro corpi.


10) LA COMPARSA DI LUCI PRODIGIOSE


Numerosi testimoni hanno assistito all’apparizione di luci, provenienti dai corpi o dalle tombe di alcuni di questi Santi. Subito dopo la morte di San Luigi Bertrand (1581), una misteriosa luce uscì per parecchi minuti dalla sua bocca illuminando l’intera cella. Durante i due giorni d’esposizione della Beata Marianna di Gesù (m. nel 1624), molti testimoni videro il viso effondere luminosità, al punto da rischiarare l’umile stanzetta dove visse.


Ma la manifestazione più impressionante avvenne nella tomba di San Charbel Makhlouf (m. nel 1898): la forte luce che brillò per quarantacinque notti sopra la sepoltura, venne osservata da molti compaesani e in seguito si ripeté durante l’esumazione.


11) L’INCORRUZIONE ESTESA AGLI ABITI, AI FIORI, ECC


In alcuni casi, il fenomeno dell’incorruzione è sembrato estendersi anche agli abiti ed agli oggetti presenti all’interno della sepoltura.


Nel 2001, in occasione dell’esumazione della Serva di Dio Teresa di Gesù da Coopersburg (m. nel 1939), è stato trovato un ramoscello di palma ancora verde dentro la bara. Altri casi rilevanti riguardano Santa Gemma Galgani (fiori intatti dopo sei anni), Santa Lucia Filippini (fiori di giacinto, freschi e fragranti dopo centoventi anni).


12) LA GERMINAZIONE DI FIORI DAL CUORE O DALLA BOCCA


E’ un genere di miracoli talmente inverosimile da apparire leggendario; eppure, anche per questi eventi non mancano le testimonianze.


All’apertura del sepolcro del Beato Cherubino da Avigliana (m. nel 1479), si vide che un giglio profumatissimo era germogliato dal cuore. Lo stesso avvenne col Beato Ugolino da Cortona m. nel 1367) e col Beato Francesco da Siena (m. nel 1328). Invece, nel caso della Beata Elena Enselmini (m. nel 1241) e del Beato Antonio da Monticiano (m. nel 1311), il fiore germinò dalla bocca.


 






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30/06/2017 11.53
 
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2. 


Nel 2013 il vescovo Zbigniew Kiernikowski, della Diocesi di Legnica, ha dichiarato:



Il 25 dicembre 2013, durante la distribuzione della Santa Comunione, un’ostia consacrata è caduta sul pavimento e poi è stata raccolta e messa in un contenitore con dentro dell’acqua. Poco dopo apparvero macchie di colore rosso. L’ex vescovo di Legnica, Stefan Cichy, ha istituito una commissione per approfondire il fenomeno. Nel febbraio 2014 un piccolo frammento rosso dell’ostia è stato separato e messo su un corporale. La Commissione ha ordinato di prelevare dei campioni per permettere ai competenti istituti di ricerca di eseguire test approfonditi.




Dopo le indagini, il Dipartimento di Medicina Forense ha dichiarato:



Nell’immagine istopatologica sono stati trovati frammenti di tessuto contenenti le parti frammentate di un muscolo striato. (…) Il tutto (…) assomiglia di più al muscolo cardiaco, con delle alterazioni che spesso appaiono durante l’agonia. Studi genetici indicano l’origine umana del tessuto.



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30/06/2017 11.57
 
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 Tixtla, Messico


Il 21 ottobre 2006, durante un ritiro parrocchiale, un’ostia consacrata che stava per essere distribuita emanò una sostanza rossastra. Il Vescovo del luogo, Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Alejo Zavala Castro, convocò una commissione teologica per determinare se si trattasse di una truffa o di un vero miracolo. Nell’ottobre 2009 invitò il dott. Ricardo Castañón Gómez a condurre una ricerca scientifica con un gruppo di scienziati, e verificare l’eventuale natura miracolosa del fenomeno. Recenemente il dottor Gómez ha terminato le sue indagini sul miracolo verificatosi a Buenos Aires.


La ricerca scientifica condotta tra l’ottobre 2009 e l’ottobre 2012 ha reso pubblica la seguente dichiarazione:



La sostanza rossastra analizzata corrisponde al sangue. In essa sono presenti emoglobina e DNA di origine umana.


Due studi che eminenti esperti forensi hanno condotto con metodologie diverse hanno dimostrato che la sostanza deriva dall’interno, escludendo l’ipotesi che qualcuno possa averla posta dall’esterno.


Il gruppo sanguigno è AB, simile a quello trovato nell’Ostia di Lanciano e nella Sacra Sindone di Torino. Un’analisi microscopica di ingrandimento e penetrazione rivela che la parte superiore del sangue è coagulata dall’ottobre 2006. Tuttavia gli strati sottostanti interni rivelano, nel febbraio 2010, la presenza di sangue fresco.


L’evento non ha una spiegazione naturale.



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17/09/2017 19.59
 
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FENOMENO EUCARISTICO A SOKOLKA NEL 2008

Le analisi di laboratorio confermano che la struttura della fibra del muscolo cardiaco e quella del pane erano legate in un modo impossibile per ingerenza umana

Tutti i giorni, su tutti gli altari del mondo, si verifica il più grande miracolo che sia possibile: la trasformazione del pane e del vino nel vero Corpo e Sangue di Gesù Cristo.

Quando riceviamo la Comunione possiamo toccarlo solo per fede, perché ai nostri sensi è offerta solo la forma del pane e del vino fisicamente inalterata dalla consacrazione.

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Cosa offre allora alla nostra fede l’evento eucaristico di Sokólka, in Polonia?
Tutto è avvenuto domenica 12 ottobre 2008, subito dopo la beatificazione del servo di Dio padre Michele Sopocko.

Nella Santa Messa celebrata alle 8.30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Sokólka, un’ostia consacrata è caduta dalle mani di uno dei sacerdoti accanto all’altare durante la distribuzione della Comunione.

Il sacerdote ha interrotto la distribuzione, ha raccolto l’ostia e, in base alle norme liturgiche, l’ha collocata nel vasculum, un piccolo recipiente contenente acqua che in genere si trova accanto al tabernacolo e serve perché il sacerdote possa lavarsi le dita dopo la distribuzione della Comunione. L’ostia avrebbe dovuto dissolversi in quel recipiente.

Suor Julia Dubowska, delle congregazione delle Suore Eucaristiche, era in servizio in parrocchia come sagrestana. Alla fine della Messa, su richiesta del parroco, padre Stanisław Gniedziejko, ha versato il contenuto del vasculum in un altro recipiente, sapendo che ci sarebbe voluto un po’ di tempo perché l’ostia consacrata si dissolvesse, e ha collocato l’altro recipiente nella cassaforte della sagrestia della parrocchia, della quale solo lei e il parroco avevano le chiavi.

Una settimana dopo, il 19 ottobre, domenica dedicata alle Missioni, suor Julia, interpellata dal parroco sullo stato dell’ostia, è andata a verificare nella cassaforte. Aprendo la porta ha sentito un aroma delicato di pane azzimo. Quando ha aperto il recipiente ha visto l’acqua pulita con l’ostia che si stava dissolvendo, e in mezzo ad essa una macchia arcuata rosso intenso, che ricordava un coagulo di sangue. L’acqua era rimasta trasparente.

La suora ha informato immediatamente il sacerdote, che ha portato sul posto i presbiteri locali e il missionario padre Ryszard Górowski. Tutti sono rimasti attoniti per quello che hanno visto.

Hanno mantenuto discrezione e prudenza, ben consapevoli dell’importanza del fatto, visto che si trattava di pane consacrato che, per il potere delle parole di Cristo nel cenacolo, è davvero il Suo Corpo. Dal punto di vista umano è stato difficile definire se la forma alterata del frammento di ostia fosse il risultato di una reazione organica, chimica o di altro tipo.

È stato subito informato l’arcivescovo metropolita di Białystok, monsignor Edward Ozorowski, che si è recato a Sokólka insieme al cancelliere di curia, ai sacerdoti prelati e ad alcuni esperti. Tutti sono rimasti profondamente commossi da quanto hanno constatato, e l’arcivescovo ha ordinato di proteggere l’ostia, aspettare e osservare cosa sarebbe accaduto.

Le analisi di laboratorio confermano che la struttura della fibra del muscolo cardiaco e quella del pane erano legate in un modo impossibile per ingerenza umana

Il 29 ottobre il recipiente con l’ostia è stato trasportato nella cappella della Divina Misericordia, nella casa parrocchiale, e collocato nel tabernacolo. Il giorno dopo, per decisione dell’arcivescovo, l’ostia con la macchia visibile è stata tolta dall’acqua e collocata in un piccolo corporale e poi nel tabernacolo. In questo modo l’ostia è stata conservata per tre anni, fino ad essere portata solennemente in chiesa il 2 ottobre 2011. Durante il primo anno è stata custodita in segreto. È stato un periodo di riflessione sul da farsi, visto che si trattava di un segno di Dio che bisognava interpretare.

Fino a metà del gennaio 2009 il frammento di ostia alterata si è seccato in modo naturale ed è rimasto come coagulo di sangue. Da allora non ha mutato il suo aspetto.

Nel gennaio 2009 l’arcivescovo ha ordinato delle analisi pato-morfologiche dell’ostia, e il 30 marzo ha istituito una commissione ecclesiale per analizzare il fenomeno.

Il frammento raccolto di ostia in forma alterata è stato analizzato dalla professoressa Maria Sobaniec-Lotowska e dal professor Stanisław Sulkowski in modo indipendente l’uno dall’altra, per ottenere risultati della massima credibilità. Entrambi sono esperti di pato-morfologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Białystok. Le analisi sono state realizzate nell’Istituto di Pato-Morfologia della stessa università. Il lavoro dei due esperti si è basato sulle norme degli scienziati per analizzare ogni problema scientifico secondo le direttive del Comitato di Etica della Scienza dell’Accademia delle Scienze Polacche. Le analisi sono state descritte e fotografate in modo esaustivo, e la documentazione completa è stata consegnata alla Curia Metropolitana di Białystok.

Quando sono stati raccolti i campioni per l’analisi, la parte non dissolta dell’ostia consacrata era già incorporata nel tessuto, ma la struttura di sangue scuro del frammento di ostia non ha perso nulla della sua chiarezza. Il frammento era secco e fragile, intimamente legato alla parte restante dell’ostia in forma di pane. Il campione raccolto è stato sufficiente a svolgere tutte le analisi indispensabili.

I risultati di entrambe le analisi indipendenti si sono sovrapposti completamente, e hanno concluso che la struttura del frammento di ostia analizzato è identica a quella del tessuto del muscolo cardiaco di una persona viva ma in stato di agonia. In base alle dichiarazioni della professoressa Sobaniec-Lotowska, la struttura della fibra del muscolo cardiaco e quella del pane erano legate in modo molto stretto, impossibile da realizzare per ingerenza umana.

Le analisi svolte hanno provato che non sono state aggiunte altre sostanze all’ostia consacrata, ma che il suo frammento ha assunto la forma del tessuto del muscolo cardiaco di una persona in stato di agonia. Questo tipo di fenomeno non è spiegabile in base alle scienze naturali. L’insegnamento della Chiesa ci dice che l’ostia è il Corpo di Cristo, per il potere delle parole che ha proferito durante l’Ultima Cena.

Il risultato delle analisi pato-morfologiche del 21 gennaio 2009 è stato incluso nel protocollo consegnato alla Curia Metropolitana di Białystok, che nel suo comunicato ufficiale ha affermato che

“l’evento di Sokólka non si oppone alla fede della Chiesa, ma la conferma. La Chiesa professa che dopo le parole della consacrazione, per il potere dello Spirito Santo, il pane si trasforma nel Corpo di Cristo e il vino nel Suo Sangue. Oltre a questo, si tratta di un appello affinché i ministri dell’Eucaristia distribuiscano il Corpo del Signore con fede e cura e i fedeli Lo ricevano con adorazione”.
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19/09/2017 18.33
 
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L’immagine della Vergine sopravvive miracolosamente all’Uragano Harvey

L’uragano Harvey

Una statua della Vergine Maria è stato l’unico oggetto a resistere al fuoco devastante che ha distrutto tre case dell’area Corpus Christi, durante l’Uragano Harvey.

Il proprietario della casa ha osservato il significato della santa statua della
Vergine Maria, che rimaneva in piedi nel bel mezzo del disastro in corso.

Alcuni incolpano Dio e altri incolpano l’uragano, ma la sola cosa rimasta in piedi sono state le cose sacre. Come potete vedere, questa statua è la sola cosa sopravissuta. Ho scavato per cercare le mie cose e tutto quello che ho trovato è la Vergine Maria”, ha raccontato Natali Rojas alla NBC locale, affiliata KRIS.

La famiglia Rojas aveva preparato le proprie case ed era evacuata mentre l’Uragano Harvey si avvicinava.

Ma un incendio di origine elettrica scoppiò in una delle case quando la tempesta ha colpito e, i forti venti dell’uragano forza 4, hanno causato l’estendersi delle fiamme a tutte e tre le case prima che i Vigili del Fuoco potessero spegnerle.

 

Tutte e tre le case erano completamente distrutte.

Ricerche e salvataggi son proseguiti tutto il giorno e i funzionari hanno detto che ci vorrà del tempo prima di conoscere la completa entità dei danni dell’Uragano Harvey e le vittime che ha causato.

Il papà di Natali, Jesus Rojas, è grato che nessuna vita è andata perduta nell’incendio e ha sottolineato l’importanza della Fede e della Famiglia.

Per tutta la mia vita ho sofferto molto. Eravamo migranti. Abbiamo lavorato tutta la nostra vita nei campi e tentato di mostrare alle nostre famiglie come rimanere uniti, come credere in Dio e restare tutti uniti insieme come una famiglia”, ha raccontato Jesus Rojas.

Anche Natali Rojas ha espresso gratitudine.

La prima cosa che ho pensato è stata che saremmo morti se fossimo rimasti. Siamo partiti, per questo siamo ancora vivi, e sono contenta che non siamo rimasti”, ha affermato Natali.

Hanno ringraziato il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Robstown per aver fatto tutto quello che potevano in quell’impossibile situazione, e detto loro che hanno avuto coraggio ad uscire e tentare di far del loro meglio durante l’uragano.

L’apparizione della statua di Nostra Signora di Guadalupe come unico oggetto rimasto tra le macerie delle loro case, nel mezzo di così tanta devastazione, forniva una potente immagine di Speranza.

Apprezza quello che hai, ascolta gli avvertimenti, abbraccia i tuoi bambini e ringrazia Dio per Ieri e per Oggi, e prega per un Domani migliore”, ha condiviso Natali Rojas.


18/11/2017 12.11
 
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Le foto e il video del fenomeno avvenuto nell'ottobre 2017

Il 13 ottobre, la Chiesa ha ricordato i cent’anni del “Miracolo del Sole”, il prodigio che si è verificato davanti alla folla a Fatima (Portogallo), dove il sole “tremò” in una specie di “danza” dopo l’ultima apparizione della Madonna e che secondo i vescovi della Nigeria si sarebbe ripetuto venerdì scorso nella città africana di Benin.

La storia si è ripetuta nella città di Benin, in Nigeria, durante il Congresso Nazionale Mariano.

Com’è avvenuto cent’anni fa a Fatima, in Portogallo, si è verificato di nuovo il 13 ottobre 2017. Che grande miracolo della nostra Madre Maria, Nostra Signora di Fatima!”, ha affermato la Conferenza dei Vescovi Cattolici della Nigeria sulla sua pagina Facebook.

Le parole dei vescovi sono state pubblicate insieme a quattro fotografie. In una di esse, il sole appare molto brillante, e nelle altre i fedeli guardano il cielo, nella maggior parte dei casi con le braccia alzate.

Qui sotto c'è un video di tale evento che è stato postato su youtube:

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