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IPOTESI SULLA GENESI

Last Update: 1/16/2021 2:00 PM
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7/28/2018 8:31 PM
 
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Il creato ha avuto una origine ed un suo sviluppo.
Il come e il quando sia avvenuto, è oggetto della ricerca scientifica.
Il Chi lo abbia fatto e voluto, è oggetto di riflessione, dell'esame del creato, ma soprattutto della Rivelazione da parte di Colui che ha messo in atto ogni cosa, che ci permette di conoscere le intenzioni, il progetto, le soluzioni messe in atto per risolvere gli elementi di contrasto contro tale disegno.
[Edited by Credente. 7/28/2018 11:28 PM]
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7/28/2018 11:29 PM
 
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La Rivelazione ci informa che l'opera creativa si è svolta in sei "giorni".
Dalla Bibbia stessa sappiamo che tali "giorni" non sono da intendersi di 24 ore, per il semplice motivo che il sole fu fatto al quarto giorno, e quindi, quei "giorni" non erano scanditi dal moto del sole.
Pertanto non è possibile determinare in base alla Bibbia, secondo il nostro concetto di tempo, la durata effettiva della varie fasi della creazione. Per questo, possiamo fare riferimento ai periodi che la geologia, l'archeologia e le altre discipline scientifiche ci indicano.

Il libro della Genesi ovviamente non descrive nei particolari ogni singolo evento che ha portato fino alla creazione dell'uomo, ma ci da le informazioni basilari per conoscere i punti fondamentali che Dio, in quanto nostro Creatore, ha voluto comunicarci.

Possiamo anche immaginare che prima dell'uomo vi siano stati degli esseri che si sono sviluppati in forme sempre più perfette fino al momento in cui il Creatore abbia ritenuto opportuno di infondere in questo essere maturo, lo spirito, che lo avrebbe per sempre contraddistinto dalla condizione di semplice animale.
In tal caso partendo dagli elementi della terra, man mano Dio può aver plasmato l'uomo, facendo in modo che arrivasse ad avere un corpo adatto per infondergli l'intelletto, la memoria e la volontà e fare quel salto qualitativo enorme verso la coscienza del proprio io, e la capacità di capire e di decidere.


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7/28/2018 11:30 PM
 
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Ma si può anche supporre che, a prescindere da tutte le specie animali già arrivate al loro sviluppo, (o alla loro estinzione), Dio abbia formato l'uomo in un tempo molto breve infondendogli tutte le caratteristiche proprie.
Sia nel primo caso, che nel secondo, a noi credenti interessa sapere che lo sviluppo dei fatti non è opera del caso, o di una cieca necessità, ma di un Essere dotato di una Mente e di una Potenza inconcepibili.

Dio avrebbe potuto fare solo gli animali, obbedienti ai loro istinti naturali, secondo le leggi proprie della loro specie, privi della possibilità di scegliere al di fuori di ciò per cui erano stati creati. Tutto si sarebbe svolto in modo armonioso, la natura non sarebbe stata stravolta, ma la terra sarebbe rimasta integra e salvaguardata da trattamenti dissennati.
Ma gli animali, privi di intelligenza e di libero arbitrio non avrebbero potuto riconoscere l'opera della creazione e tantomeno il Creatore. E men che meno avrebbero potuto comprendere il suo Amore e riamarlo.

Per questo Dio ha voluto fare anche qualcosa di più perfetto: un essere che avesse la capacità di intendere e di volere, capace di capire e interpretare il creato e le intenzioni del Creatore e soprattutto di accettare e ricambiare filialmente il suo amore, che è il vero scopo per cui tutto è stato fatto.
La piccola prova di amore che gli veniva richiesta era PROPORZIONALE alle capacità di cui era originariamente dotato. Si trattava di fidarsi di Dio e di rinunciare a qualcosa di cui non aveva strettamente bisogno e a cui nella sua condizione di massima sufficienza, poteva fare a meno senza problemi.
Una modesta pretesa da parte di Chi ha messo tutto a disposizione dell'Uomo, e che chiede di essere riamato liberamente, dimostrandolo con una piccola rinuncia.
Ma l'Uomo non si è fidato di chi gli prometteva immortalità e benessere.
Non ha creduto in Lui che lo ha anche messo in guardia sulle conseguenze che avrebbe avuto la inosservanza di questo gesto di attenzione, non solo per dimostrare l'amore verso il proprio Creatore, ma anche per preservare se stesso da quanto Egli gli avrebbe voluto evitare.
[Edited by Credente. 7/28/2018 11:31 PM]
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7/28/2018 11:32 PM
 
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Il peccato dei progenitori è stato di NON ESSERSI FIDATI DI DIO, LORO CREATORE, ma di un'altro essere creato,
di aver voluto rendersi INDIPENDENTI DA LUI, al fine DI DIVENTARE COME LUI, GUSTANDO ANCHE CIO' CHE LUI AVEVA PROIBITO, PER IL LORO BENE.

Insomma un insieme di atti ed atteggiamenti messi in opera dai progenitori, contro Dio e contro se stessi, molto gravi, che hanno portato a questa terribile conseguenza di cui tutti noi facciamo ancora esperienza, e che non potremmo capire senza far riferimento a quell'originale mancanza da parte dei progenitori.

VI è da chiedersi quale potrebbe essere stata in concreto, la proibizione di Dio. L'albero della conoscenza del bene e del male è una figura metaforica per indicare altro oppure si tratta di un albero reale?
Non lo possiamo sapere con certezza, in quanto a noi Dio vuole comunicarci il dato di fatto e cioè che vi fu un fatto gravissimo, e non escluso che si possa essere servito di alcune figure e descrizioni simboliche per presentarci le realtà che dobbiamo sapere.
Ma se anche quelle figure narrate fossero realistiche, la conclusione a cui dobbiamo pervenire è identica.

Azzardiamo perciò solo qualche ipotesi basandoci su alcuni dati forniti dai primi capitoli della Genesi per cercare di capire cosa potrebbe essere avvenuto che ha portato l'umanità a perdere la condizione di origine.

Dopo che Dio soffiò il Suo Alito di Vita nell'uomo, possiamo dire che venne infusa l'anima, profondamente unita con lo SPirito di Dio, che inabitava nell'uomo in profonda comunione.
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7/28/2018 11:34 PM
 
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Possiamo immaginare che lo Spirito Santo rendesse soave e leggera la vita dell'uomo che veniva anche rinnovata di giorno in giorno in maniera perenne, senza che egli sperimentasse lo sforzo, la sofferenza e neppure la morte.
Nel momento in cui vi è stata la decisione dei progenitori di fare a meno di Dio e di voler invece addirittura sostituirsi a Lui, diventando come Lui e conoscendo bene e male, lo Spirito Santo è stato contristato e rifiutato in maniera tale che ha cessato di essere presente con la sua Grazia nell'uomo, che ha cominciato a sperimentare la fatica, il dolore e la morte.
Per questo Gesù disse che "lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla". (Gv 6,63)
Da sola la carne, priva dello Spirito vivificante non giova a nulla. Unita allo Spirito, la carne possedeva quelle caratteristiche originarie che lo rendevano impassibile ed eterna.
Cio che noi dobbiamo riconquistare infatti è lo Spirito Santo secondo quanto raccomanda Paolo in Rom.8,13: poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.


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7/29/2018 12:20 AM
 
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La "carne" priva dello Spirito Santo, anzichè essere il contenitore adatto e fatto appositamente per offrirgli una degna dimora, è entrata in conflitto con lo Spirito e sente come un peso e come un conflitto interiore, tutto ciò che è spirituale e che è in armonia con Dio.

Il peccato dei progenitori ha dato il via alla condizione di antagonismo verso lo Spirito Santo che lo poteva vivificare, ed ha instaurato la discesa verso la forma più materiale, carnale e più animalesca dell'uomo.

Possiamo ragionevolmente chiederci se la proibizione da parte di Dio riguardasse solo un frutto o se dietro questa figura si vuole indicare qualcos'altro.
E' legittimo anche se non è importante. Proviamo solo a fare qualche ipotesi.
Immaginiamo che Dio avesse creato degli animali, tra cui alcune specie sviluppatesi nella forma ominide, ma non ancora dotati di quel soffio divino che li rendesse a tutti gli effetti uomini autocoscienti e liberi.
Proviamo ad immaginare che il comando di Dio ai progenitori riguardasse l'attenzione a non gustare il frutto proibito di rapporti sessuali con tali ominidi presenti nella stessa zona, e derivanti da un altro "albero" genealogico.
La tentazione per la donna potrebbe essere stata di avere quei rapporti con una natura inferiore rispetto alla sua e di aver così provocato un drammatico connubio dando origine ad una progenie spuria.
Questa ipotesi trova  qualche fondamento nel fatto che innanzitutto i progenitori provarono vergogna della propria nudità e cercarono di nascondere i propri genitali con delle foglie, quasi a far intendere che il peccato riguardava la sfera sessuale. Inoltre a seguito del "peccato", ad Eva viene detto che avrebbe partorito con dolore. Questo particolare potrebbe denotare il fatto che la natura più raffinata della prima vera donna, non era adatta a unirsi con altri esseri meno perfetti, dai quali avrebbe concepito degli ibridi, più grossolani e che avrebbero determinato parti dolorosi.

Un altro elemento che troviamo nel testo sacro riguardo alle conseguenze del peccato di Eva è il fatto che Dio le dice: "i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te " (Gen.3,16) Anche in questo caso troviamo una conseguenza del peccato che tocca la sfera sessuale.
Eva, dopo aver gustato il frutto proibito non sarebbe più stata capace di far prevalere lo spirito sulla sua carne e avrebbe ceduto sempre più proprio a quella pulsione a cui si era volontariamente abbandonata, rinunciando allo Spirito che poteva darle l'autocontrollo assoluto sul proprio corpo.

L'uomo avrebbe lavorato con fatica e sudore perchè era ormai sceso nella carnalità non più dominata dallo Spirito, e che gli avrebbe permesso di essere il vero dominatore della natura, senza esserne dominato.

Questi connubi tra le forme umane più perfette e quelle meno perfette, in quanto non destinate a diventare uomini, potrebbero poi essersi ripetuti nel tempo successivo dando origine a vari gruppi, di aspetto, di statura e colori differenti gli uni dagli altri.
Tutto questo stravolgimento della natura umana, che Dio avrebbe voluto preservare nella sua forma pura, potrebbe aver portato a un progressivo snaturamento, ad un legame sempre più stretto con la natura più animalesca ma ormai imparentata con quella umana.
Nella Genesi si accenna pure a dei connubi tra le donne e i "figli di Dio". Sono molte le ipotesi formulate a riguardo. Anche questo particolare fa comunque pensare che venivano effettuate unioni tra varie specie portando l'umanità sempre più in basso.

Da tutto ciò si può capire il motivo per cui nel Nuovo Testamento spesso si parli di "CARNE" in opposizione a "SPIRITO", come appunto se la carne sia il risultato, non di una diretta creazione di Dio, ma qualcosa di insano e di impuro, derivante dalle scelte errate dell'uomo fatto originariamente ad immagine e somiglianza di DIo, in tutta la sua perfezione.
[Edited by Credente. 8/27/2018 9:58 PM]
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7/29/2018 12:45 AM
 
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Gen 1,29 Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento.

In questo versetto sembra che all'uomo venga riservato come alimento solo frutta e verdura.
La carne non sembra essere contemplata tra gli alimenti dei progenitori, prima del loro peccato.
Un segno che avvalora l'ipotesi della struttura diversa dei nostri corpi, fatti in modo più spirituale e meno carnale di quanto siamo successivamente diventati.
La necessità di cibarci di carne, è sorta dopo il peccato originale.

Le ipotesi sopra formulate ci permetterebbero anche di capire come il peccato dei progenitori si trasmettesse ai loro discendenti.
Si tratterebbe infatti proprio di caratteri ereditari derivanti da unioni illegittime, la cui discendenza conservava i caratteri semi animaleschi e destinati col tempo a morire.
Tutto ciò ovviamente sono solo ipotesi, che si avvalgono di alcuni elementi fornite dal testo sacro, e tendono a combinarsi con quanto acquisito dalla scienza e dall'osservazione.
Naturalmente la conclusione di queste considerazioni non cambiano nulla in concreto, riguardo alla dottrina della creazione dell'uomo e della donna, della tentazione da parte del serpente antico, del peccato originale e della progressiva caduta dell'uomo come viene insegnato nel catechismo.

[Edited by Credente. 4/14/2019 10:26 PM]
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8/27/2018 10:05 PM
 
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RIporto una ipotesi e che ho trovato interessante e che corrobora la mia idea: 
a questo link:
 https://www.informarexresistere.fr/il-peccato-originale-e-stato-un-atto-dibridazione-alcuni-indizi-a-supporto-dellipotesi/

< Per analizzare il simbolismo di Genesi 2-3 occorerebbe troppo tempo (per chi fosse interessato, lo faccio nel libro L’origine dell’uomo ibrido). Qui voglio solo far notare una curiosità: le donne sono gli unici mammiferi che partoriscono con tanto dolore. Elefanti, giraffe, rinoceronti, ecc., partoriscono senza grossi problemi, senza aver bisogno di ospedali, ostetriche, operazioni e trasfusioni… Perché l’uomo è l’unico mammifero costretto ad affrontare un parto tanto problematico?

Prima e quarta di copertina del libro “l’origine dell’uomo ibrido”

In realtà ci sono delle eccezioni anche nel mondo animale. Se un cavallo si accoppia con un’asina, viene concepito il bardotto (da non confondere con il mulo, che è l’ibrido opposto, generato da un asino e una cavalla). Il bardotto, essendo per metà un asino e per metà un cavallo, è più grande di un asino. Ma è costretto a crescere nell’utero di un’asina, che è adatto a ospitare asini, non bardotti. E dovrà essere partorito dall’asina, che presenta una conformazione ideale per il parto degli asini, non per il parto dei bardotti, che sono più grandi. E quindi, in questo caso, anche l’asina partorirà con dolore…

Una situazione simile si ricrea ogni volta che viene concepito un ibrido da due specie che hanno taglie diverse. Se Dio decidesse di mettere in guardia le asine, forse comunicherebbe loro: «Non ti accoppiare con i cavalli, altrimenti con dolore partorirai figli».

Non pretendo di convincere il lettore che il peccato originale possa esere stato un peccato d’ibridazione solo con questo esempio. E quindi ne faccio un altro.

In un passo di Genesi 6 leggiamo: «i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta». Figli di Dio e figlie degli uomini? Una specie di ibridazione… Più avanti si legge: «C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo -, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli».

Sembra che da questo strano incrocio nascano dei giganti. Ma perché? Cosa c’entrano i giganti con questi accoppiamenti particolari?

Torniamo nel mondo animale: se un leone maschio si accoppia con una tigre femmina, può nascere la ligre. Questo ibrido è il felino più grande del mondo. È più grande sia del leone sia della tigre. In pratica è una specie di gigante. Il motivo è che nei leoni è la leonessa che trasmette il gene inibitore della crescita al figlio mentre nelle tigri e il maschio che trasmette questo gene alla prole. Di conseguenza, nell’accoppiamento leone maschio/tigre femmina, nessuno dei due genitori trasmette questo gene inibitore della crescita al figlio che quindi sarà un gigante.

Ma i figli di Dio con chi potevano ibridarsi? Chi sono le figlie dell’uomo? Oggi la paleogenetica, la disciplina scientifica che studia il DNA antico trovato nei fossili, ha dimostrato che in passato ci sono state numerose ibridazioni tra tipi umani diversi. E se il Primo Testamento raccontasse la stessa storia ma con un linguaggio che, per forza di cose, doveva essere diverso da quello scientifico attuale? Il “peccato originale” si trasmette dai genitori ai figli… esattamente come il DNA modificato da un’ibridazione…

PS Non è vero, come spesso si crede, che tutti gli ibridi siano sterili. Molte volte hanno solo problemi di fertilità ma non sono completamente sterili. E, coincidenza, anche tra gli uomini ci sono problemi di fertilità, problemi che le specie animali “pure” non presentano. >

continua ai prossimi post


[Edited by Credente. 4/14/2019 10:24 PM]
8/27/2018 10:22 PM
 
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[Edited by Credente. 1/16/2021 2:00 PM]
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