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CREDENTI DA IMITARE (Eb.13,7)

Ultimo Aggiornamento: 27/05/2018 09.10
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09/05/2018 08.11
 
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San Pacomio


Nacque nell'Alto Egitto, nel 287, da genitori pagani. Arruolato a forza nell'esercito imperiale all'età di vent'anni, finì in prigione a Tebe con tutte le reclute. Protetti dall'oscurità, la sera alcuni cristiani recarono loro un po' di cibo. Il gesto degli sconosciuti commosse Pacomio, che domandò loro chi li spingesse a far questo. «Il Dio del cielo» fu la risposta dei cristiani. Quella notte Pacomio pregò il Dio dei cristiani di liberarlo dalle catene, promettendogli in cambio di dedicare la propria vita al suo servizio. Tornato in libertà, adempì al voto aggregandosi a una comunità cristiana di un villaggio del sud, l'attuale Kasr-es-Sayad, dove ebbe l'istruzione necessaria per ricevere il battesimo. Per qualche tempo condusse vita da asceta, dedicandosi al servizio della gente del luogo, poi si mise per sette anni sotto la guida di un vecchio monaco, Palamone. Durante una parentesi di solitudine nel deserto, una voce misteriosa lo invitò a fissare la sua dimora in quel luogo, al quale presto sarebbero convenuti numerosi discepoli. Alla morte dell'abate Pacomio, i monasteri maschili erano nove, più uno femminile. Del santo restò sconosciuto il luogo della sepoltura.

Bastone pastoraleNella Tebaide, in Egitto, san Pacomio, abate, che, ancora pagano, spinto da un gesto di carità cristiana nei confronti dei soldati suoi compagni con lui detenuti, si convertì al cristianesimo, ricevendo dall'anacoreta Palémone l'abito monastico; dopo sette anni, per divina ispirazione, istituì molti cenobi per accogliere fratelli e scrisse per i monaci una regola divenuta famosa.


Beata Maria Teresa di Gesù (Carolina Gerhardinger)


Nacque in un sobborgo della città di Ratisbona in Baviera, il 20 giugno 1797. Carolina Gerhardinger ottenuto il diploma di maestra elementare, ebbe l'incarico d'insegnante alla scuola femminile. Dopo ebbe l'idea di creare una Congregazione organizzata in modo da inviare le suore, a due alla volta, nelle scuole rurali. Quindi dette vita nel 1833 ad una piccola comunità religiosa in Neunburg nel Palatinato in Baviera. Il 16 novembre 1835, fece la sua professione cambiando il nome in quello di Maria Teresa di Gesù. La sua congregazione si propagò in tutto il mondo. Il 9 maggio 1879 si spense a Monaco. Beatificata il 17 novembre 1985.

Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraicoA Monaco di Baviera in Germania, beata Maria Teresa di Gesù (Carolina) Gerhardinger, vergine, che fondò, con grande lungimiranza, la Congregazione delle Povere Suore Scolastiche di Nostra Signora.


Beato Stefano (Stefan) Grelewski


Stefan Grelewski, sacerdote della diocesi di Radom, cadde vittima dei nazisti nel celebre campo di concentramento tedesco di Dachau. Papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 lo elevò agli onori degli altari con ben altre 107 vittime della medesima persecuzione.Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera, beato Stefano Grelewski, sacerdote e martire, che, durante l'occupazione militare della Polonia in guerra, sfinito dai crudeli supplizi inflittigli in carcere dai persecutori della Chiesa ricevette la gloriosa corona del martirio.


Sant' Isaia


Isaia = Jahvè è il mio aiuto, dall'ebraico.Commemorazione di sant'Isaia, profeta, che, nei giorni di Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia, re di Giuda, fu mandato a rivelare al popolo infedele e peccatore la fedeltà e la salvezza del Signore a compimento della promessa fatta da Dio a Davide. Presso i Giudei si tramanda che sia morto martire sotto il re Manasse.


San Gregorio di Ostia


Gregorio, vescovo di Ostia, sarebbe stato inviato quale legato pontificio nella regione spagnola della Navarra. In quella zona operò molti miracoli, in particolare in difesa dei raccolti minacciati dagli insetti nocivi, contro i quali viene appunto invocato. Morì a Longrono il 9 maggio 1048.L'Ordine Benedettino lo festeggia il 9 maggio.


Beati 20 Martiri Mercedari di Riscala


Nel convento di Santa Maria di Riscala (Francia), 20 Beati dell'Ordine Mercedario, confessando la loro fede in Gesù Cristo furono trucidati in diversi modi dagli eretici Ugonotti in odio alla religione cattolica. Tutti nello stesso giorno con onore raggiunsero la schiera dei martiri.L'Ordine li festeggia il 9 maggio.


San Giuseppe Do Quang Hien


Nella città di Nam-Định nel Tonchino, ora Viet Nam, san Giuseppe Đỗ Quang Hiễn. sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire, che, gettato in carcere, continuò a convertire i pagani a Cristo e a confortare i cristiani nella fede, finché per decreto dell'imperatore Thiệu Trị fu decapitato.


Beato Tommaso Pickering


A Londra in Inghilterra, beato Tommaso Pickering, martire, monaco dell'Ordine di San Benedetto, che fu uomo di sincera semplicità e innocentissima vita e, falsamente accusato di aver congiurato contro il re Carlo II, salì con animo sereno il patibolo di Tyburn per Cristo.


Beato Benincasa da Montepulciano


Presso la cittadina di Monticchiello in Toscana, beato Benincasa da Montepulciano, religioso dell'Ordine dei Servi di Maria, che si ritirò nello speco del Monte Amiata in territorio senese, dove condusse una vita di penitenza.


San Geronzio di Cervia


Patrono di Cagli.A Cagli nelle Marche sulla via Flaminia, transito di san Geronzio, vescovo di Cervia, che in questo luogo si tramanda sia stato crudelmente ucciso di ritorno da un Sinodo celebrato a Roma.


Beato Forte Gabrielli


Nel monastero camaldolese di Fonte Avellana, oggi nelle Marche, beato Forte Gabrielli, eremita.


Sant' Erma di Roma


Commemorazione di sant'Erma, citato da san Paolo Apostolo nella Lettera ai Romani.


San Beato


A Vendôme lungo la Loira in Francia, san Beato, sacerdote, che condusse vita eremitica.


San Dionigi di Vienne


A Vienne nella Gallia lugdunense, in Francia, san Dionigi, vescovo.


Santi Trecentodieci martiri di Persia


In Persia, trecentodieci santi martiri.
10/05/2018 09.48
 
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Sant' Isidora la Stolta


La sua agiografia, infarcita di eventi miracolosi che la rendono poco credibile sul piano storico, non ci fornisce informazioni riguardo alla vita precedente alla sua ordinazione, riferendoci solo che, una volta ammessa ne monastero di Tabenna iniziò a comportarsi come una persona insana di mente, tenendo comportamenti non consoni al suo ruolo e rifiutando in maniera recisa di mangiare con le altre sorelle del monastero.Isidora aveva come compito quello di lavorare in cucina e di pulire ogni angolo del pavimento, compito che pose in essere con diligenza finché non decise, dopo essersi coperta di stracci di non cucinare più per le consorelle e di nutrirsi solo con l'acqua sporca ottenuta con il risciaquo delle stoviglie. A causa delle sue azioni le sue compagne presero a disprezzarla e a a sgridarla per ogni minima piccolezza senza tuttavia riuscire a modificare il suo comportamento. Infatti le agiografie ci riferiscono che Isidora non si arrabbiò mai per i continui ribrotti delle compagne, rassegnandosi di buon grado ad essere giudicata come una pazza (così come lei stessa si considerava).Leggenda vuole che San Pitrim, un monaco asceta del deserto, ebbe una visione in cui un angelo gli ordinava di andare al monastero di Tabenna, di cercare una monaca con un cencio in testa poiché lei sopportava le angherie delle altre sorelle senza lamentarsene, avvicinandosi con i suoi atti alla Passione di Gesù. Il monaco si diresse allora dove gli era stato indicato senza tuttavia incontrare la sorella descrittagli dall'angelo perché le altre monache la tenevano nascosta ai visitatori con il pretesto che fosse posseduta dal demonio. Isidora apparve tuttavia e si inginocchiò davanti al monaco il quale, per tutta risposta si prostrò per terra chiedendole di benedirlo.Alle domande delle consorelle Pitrim raccontò la propia visione concludendo che "Vicina a Dio, Isidora è la più in alto di tutti noi". Dopo quelle parole l'agiografia sulla santa narra che le altre sorelle si pentirono e le chiesero perdono per il loro comportamento.A seguito di quell'avvenimento si racconta che un gran numero di pellegrini iniziò a giungere al monastero per poterle parlare ma Isidora, volendo nascondersi, si allontanò da questo e iniziò una vita eremitica. morì intorno al 365.


San Giobbe


«Visse nel paese di Hus» (Giobbe 1,1), che molti autori identificano con la regione posta tra l'Idumea e l'Arabia settentrionale. Tutto fa credere che non fosse ebreo, ma «retto, timorato di Dio» (1,1; 2,3). Era al colmo della ricchezza e della felicità quando improvvisamente fu colpito da una serie di disgrazie che lo privarono in breve tempo di ogni suo avere e perfino dei figli (1,13-19). Semplici le sue parole di rassegnazione davanti alla perdita delle cose e delle persone piú care: «Jahweh ha dato e JIahweh ha tolto: il nome di Jahweh sia benedetto» (1,21). Colpito da una malattia che lo riduce tutto una piaga, non perde la sua calma, neppure davanti allo scherno e alla derisione della moglie (2, 7-10). Cacciato di casa, è costretto a passare i suoi giorni in mezzo ad un letamaio. Qui lo trovano tre amici che, informati della sua disgrazia, sono accorsi a confortarlo. A questo punto il libro introduce un lunghissimo dialogo (3-41) che discute in forma alta mente poetica il problema dell'origine cioè del dolore nel mondo. La vita di Giobbe dopo la prova è compendiata dal libro sacro in pochissimi versetti (42, 11-17). Riebbe i suoi armenti, generò di nuovo sette figli e tre figlie, visse ancora altri 140 anni.

Giobbe = perseguitato, sopporta le avversità, dall'ebraicoCommemorazione di san Giobbe, uomo di mirabile pazienza in terra di Hus.


San Frodoino


Frodoino figlio di un nobile franco (Magafredo), giovanissimo fu "oblato" al monastero dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa, ove poi fu anche monaco.Il 10 febbraio 773, alla morte dell'abate Asinario, assunse il governo. Egli resse l'abba-zia in uno dei tempi di maggior splendore. Era amico di Carlo Magno, il quale stabilì pres-so la Novalesa il quartiere generale nella battaglia delle Chiuse (presso la Sacra di San Michele) che gli aprì la via verso Roma, immortalata nell'Adelchi manzoniano. Carlo Ma-gno non dimenticò l'amicizia e l'aiuto dell'abate, determinanti per l'esito della guerra e concesse numerose franchigie e donazioni all'abba-zia.Occupata l'Italia, incoronato in Roma nell'aprile 774 re dei Longobardi, Carlo Magno sul-la via del ritorno si soffermò nuovamente in Novalesa, dove affidò a Frodoino il figlio Ugo in tenera età, affinché ne facesse un buon monaco.Frodoino fu uomo di grande saggezza e di grande attività: diede valido incremento agli studi presso i suoi monaci. Sotto di lui lavorò il monaco Atteperto, famoso copista di cui si conserva ancora un magnifico evangeliario.Dopo quarantatre anni di governo, Frodoino, celebre per nobiltà e splendore di virtù, mo-rì in fama di santità nell'816. E' ricordato il 10 maggio.


Beato Enrico Rebuschini


Nato a Gravedona (Como) nel 1860, il beato Enrico Rebuschini a 18 anni comincia un cammino vocazionale, che però non viene ben visto dalla famiglia, appartenente alla buona borghesia lombarda. Soprattutto dal padre, il quale però alla fine cede ed Enrico entra 24enne nel seminario di Como. Poi va al Collegio Lombardo di Roma, ma una crisi depressiva lo riporta in famiglia. Il ritrovato equilibrio, che lui attribuisce all'intervento di Dio, lo porta a impegnarsi per i più bisognosi. Il confessore lo orienta, allora, verso i Camilliani, congregazione dedita a malati e sofferenti. Così, dopo un'illuminazione avuta in una chiesa comasca davanti a un quadro del fondatore, Camillo de Lellis, a 27 anni entra in noviziato. Con una particolare dispensa il vescovo di Mantova Giuseppe Sarto (il futuro Pio X) lo ordina sacerdote già due anni dopo. Svolge il suo ministero per dieci anni a Verona e dal 1899 alla morte, avvenuta nel 1938, nella casa di cura San Camillo di Cremona. È beato dal 1997.

Enrico = possente in patria, dal tedescoA Cremona, beato Enrico Rebuschini, sacerdote dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, che servì in semplicità i malati negli ospedali.


San Cataldo di Rachau


Nato in Irlanda all'inizio del secolo VII, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore, fondato dal vescovo Cartagine, Cataldo divenne vescovo di Rachau. Durante un peilegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, nella cui cattedrale fu sepolto e dimenticato. Nel 1094, durante la ricostruzione del sacro edificio, che era stato distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il suo corpo, come indicava chiaramente una crocetta d'oro su cui era inciso il suo nome e quello della sede episcopale. Questo reperto, che si conserva insieme col corpo ha permesso di stabilire che il santo visse nel secolo VII e erroneamente, quindi, i tarantini lo considerarono loro vescovo, anzi il protovescovo. nominato da s. Pietro apostolo. Il 10 maggio ricorre la festa di Cataldo, che è patrono della città bimare ed è venerato, oltre che in Irlanda, sua patria, nell'Italia Meridionale e insulare. A Modena gli è intitolata una chiesa parrocchiale e Supino, cittadina del Lazio meridionale, è uno dei centri del suo culto.

Bastone pastoralePresso Taranto, san Cataldo, vescovo e pellegrino, che si ritiene venuto dalla Scozia.


San Giovanni d'Avila


Giovanni d’Avila visse nel secolo XVI. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, era dotato di ardente spirito missionario. Seppe penetrare con singolare profondità i misteri della Redenzione operata da Cristo per l’umanità. Uomo di Dio, univa la preghiera costante all’azione apostolica. Si dedicò alla predicazione e all’incremento della pratica dei Sacramenti, concentrando il suo impegno nel migliorare la formazione dei candidati al sacerdozio, dei religiosi e dei laici, in vista di una feconda riforma della Chiesa. Proficua la sua collaborazioni con grandi santi spagnoli suoi contemporanei quali Ignazio di Loyola, Francesco Borgia, Pietro d’Alcantara e Teresa d'Avila. Beatificato nel 1894 e canonizzato nel 1970, Papa Benedetto XVI lo ha proclamato “Dottore della Chiesa” il 7 ottobre 2012.Clero diocesano spagnoloA Montilla nell'Andalusia in Spagna, san Giovanni d'Ávila, sacerdote, che percorse tutta la regione predicando Cristo e, sospettato ingiustamente di eresia, fu gettato in carcere, dove scrisse la parte più importante della sua dottrina spirituale.


Santa Solangia


Nata verso l'863 d.C. a Villemont, in Francia, Solangia era affascinata dal martirio di sant'Agnese e ripeteva che ne avrebbe seguito le orme. Portando al pascolo il gregge della famiglia, talvolta era rapita in estasi. A sedici anni fu notata da Rainolfo, figlio del conte del luogo il quale, raggiuntala al pascolo, le chiese di sposarlo. Ma Solangia rifiutò spiegando che era già sposa di Cristo. All'apparenza rassegnato, in realtà il giovane non se ne fece una ragione e qualche tempo dopo la raggiunse nuovamente. Lei si mise a fuggire ma Rainolfo la inseguì e, accecato dall'ira, sguainò la spada e le recise il capo. Dalla testa staccata di Solangia uscì il grido «Gesù»: il corpo si rianimò, afferrò la testa e riprese a correre sino al luogo in cui sarebbe poi stata sepolta: il campo dove soleva fermarsi in preghiera. (Avv.)

Presso Bourges nella regione dell'Aquitania, in Francia, santa Solangia, vergine, che si tramanda abbia affrontato il martirio per conservare la sua castità.


Beato Niccolò (Nicolò) Albergati


Nicolò,della nobile famiglia Albergati, a 18 anni entrò fra i monaci della Certosa di Bologna, di cui divenne priore. Nel 1417 fu eletto vescovo della città per designazione popolare e da Martino V fu creato cardinale nel 1426. Coltivò l'istruzione religiosa delle classi popolari fondando la Compagnia di San Gerolamo Miramonte. Sotto il suo episcopato, per la prima volta, nel 1433 discese dal Colle della Guardia l'immagine della B.V. di San Luca. Inviato come Legato Pontificio nelle nazioni europee, fu artefice e messaggero di pace tra i popoli, e animatore del Concilio Ecumenico di Ferrara-Firenze nel 1438. Morì a Siena e fu sepolto nella Certosa di Firenze. Benedetto XIV lo annoverò fra i beati nel 1744.Niccolò = variante di NicolaBastone pastoraleA Siena, transito del beato Nicola Albergati, vescovo di Bologna, che entrò giovane nell'Ordine dei Certosini e, ordinato vescovo, giovò molto alla Chiesa con il suo impegno pastorale e con le sue missioni apostoliche.


Sant' Amalario Fortunato di Treviri


Fu insigne teologo e fondatore della scienza liturgica medioevale. Nato a Metz nel 775, pur se non si fece mai monaco dopo l'800 fu eletto abate commendatario di Hornbach. Nell'813 fu legato di Carlo Magno a Costantinopoli; al ritorno si ritirò a Nonantola e in seguito partecipò ai concili di Aquisgrana e di Parigi. Morì in fama di santità e di miracoli a Metz, fra l'850 e l'853. Dopo lunghe e sofferte confutazioni storiche, Amalario fu identificato con Fortunato arcivescovo di Treviri, dal che deriva la doppia denominazione.L'Ordine Benedettino lo festeggia il 10 maggio.


Beato Giusto Santgelp


Francese di illustri natali, il Beato Giusto di Santgelp, cavaliere laico dell'Ordine della Mercede, nell'anno 1284 in redenzione nel regno saraceno di Granada in Spagna, liberò 200 schiavi dalla dura schiavitù degli invasori. La sua carità, umiltà, penitenza furono estremi e morì santamente nel convento di Sant'Antonio abate in Tarragona.L'Ordine lo festeggia il 10 maggio.


Beato Ivan Merz


A Zagabria in Croazia, beato Ivan Merz, che, dedito agli studi umanistici e all'insegnamento, diede ai giovani un fulgido esempio di educatore radicato nella fede in Cristo e di laico cristiano impegnato per il progresso della società.


Beata Beatrice I d'Este


A Padova, beata Beatrice d'Este, vergine, che fondò sui colli Euganei il monastero di Gemmola e, nel breve spazio della sua vita, percorse da monaca un arduo cammino di santità.


San Guglielmo di Pontoise


A Pontoise presso Parigi in Francia, san Guglielmo, sacerdote, che, inglese di nascita, divenuto parroco, rifulse per lo zelo verso le anime e per lo spirito di pietà.


Santi Gordiano ed Epimaco


A Roma sulla via Latina, san Gordiano, martire, che fu sepolto nella cripta, dove già da tempo si veneravano le reliquie di sant'Epimachio martire.


San Comgall


In Irlanda, san Comgall, abate, che fondò il celebre monastero di Bangor e fu padre sapiente e guida prudente di una grande schiera di monaci.


Sant' Alfio


Lentini (SR) e Trecastagni (CT)Alfio = bianco, dal latinoPalmaA Lentini in Sicilia, santi Alfio, Filadelfio e Cirinio, martiri.


Santi Quarto e Quinto


Nello stesso luogo (A Roma sulla via Latina), commemorazione dei santi Quarto e Quinto, martiri.


San Filadelfo


Lentini (SR) e Trecastagni (CT)PalmaA Lentini in Sicilia, santi Alfio, Filadelfio e Cirinio, martiri.


San Cirino


Lentini (SR) e Trecastagni (CT)PalmaA Lentini in Sicilia, santi Alfio, Filadelfio e Cirinio, martiri.


Beato Antonio da Norcia

11/05/2018 06.44
 
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Beato Zeffirino Namuncurà


Zeffirino Namuncurà nasce il 26 agosto 1886 a Chimpay, sulle rive del Rio Negro. Suo padre Manuel, ultimo grande cacico delle tribù indios araucane, ha dovuto arrendersi tre anni prima alle truppe della Repubblica argentina.
Dopo 11 anni di libera vita agreste, il ragazzo è condotto a Buenos Aires: suo padre vuole fare di lui il difensore della sua razza. Ma Zeffirino, entrato nel collegio salesiano, si apre ad altri orizzonti: è meglio diventare il primo sacerdote araucano per evangelizzare i fratelli.
Sceglie Domenico Savio come modello e durante 5 anni, attraverso lo sforzo straordinario per inserirsi in una cultura totalmente nuova, diventa egli stesso un altro Domenico Savio. Esemplare l'impegno nella pietà, nella carità, nei doveri quotidiani, nell'esercizio ascetico.
Questo ragazzo che trovava difficile "mettersi in fila" o "obbedire alla campana" diventò pian piano un vero modello. "Modello - hanno testimoniato di lui - di equilibrio, era l'arbitro nelle ricreazioni: la sua parola veniva accolta dai compagni in contesa". "Mi impressionava la lentezza con cui faceva il segno della croce, come se meditasse ogni parola; anzi correggeva i compagni insegnando loro a farlo adagio e con devozione. Sembrava che si fossero invertite le parti: l'indio convertiva i bianchi".
Nel l903 (ha 16 anni e mezzo e suo padre è stato battezzato a 80 anni), Mons. Cagliero lo fa venire nel gruppo degli aspiranti a Viedma, capoluogo del vicariato, per iniziare il latino. L'anno seguente, lo conduce in Italia per fargli proseguire gli studi in modo più serio e in un clima che sembra più adatto alla salute. Entra nel collegio salesiano di Villa Sora a Frascati. Studia con tanto impegno da essere il secondo della classe. Ma un male non diagnosticato a tempo (forse perché non si lamentava mai) lo minava: la tbc. Il 28 marzo 1905, è trasportato all'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina a Roma. Troppo tardi. Vi muore serenamente l'11 maggio. Dal 1924 i suoi resti mortali riposano nella sua patria, a Fortin Mercedes, dove folle di pellegrini accorrono a pregarlo.
Iniziato il Processo di Canonizzazione il 2 maggio 1944, fu dichiarato Venerabile il 22 giugno 1972 ed è stato beatificato l'11 novembre 2007 sotto il pontificato di Benedetto XVI.


San Gengolfo


Nacque da una delle più illustri famiglie della Borgogna. I suoi genitori furono i principali fautori della sua educazione cristiana, e quando morirono, il santo dovette iniziare ad occuparsi delle terre ereditate che seppe amministrare con prudenza e saggezza. Giunto all'età di sposarsi, Gengolfo prese in sposa una ragazza appartenente a un nobile casato. Questa, però, dimostrò presto di non possedere tutte le virtù del suo santo marito. Essendo uno dei principali signori di Borgogna Gengolfo prese parte come cavaliere alle numerose guerre intraprese da Pipino il Breve. In seguito preferì dedicarsi alla predicazione del Vangelo in Frisia, fatto che giustifica la devozione nei suoi confronti presente ancora al giorno d'oggi in Olanda. Su di lui, infatti, si narrano episodi straordinari. Rientrato a casa, Gengolfo scoprì di essere stato tradito dalla moglie. Decise di non sottoporre a giudizio la donna ma la sistemò in altro luogo provvedendo al suo sotentamneto e si ritirò nel suo castello presso Avallon, vicino a Vézelay. Qui venne raggiunto da un assassino mandato dalla moglie. Morì l'11 maggio 760.

Uomini mal maritati, Varennes (Francia), Avallon (Francia), Saint-Gingolph (FranPalma, CavalloA Varennes nel territorio di Langres in Francia, san Gengolfo.


San Fabio e compagni


Il martirio di questo santo è accomunato a quello di un gruppo di martiri e confessori, radunati attorno al maestro, sant'Antimo. Le notizie pervenuteci si leggono nella «Passio sancti Anthimi» che fu scritta fra il V e IX secolo. Alla fine del III secolo era proconsole dell'Asia Minore Faltonio Piniano, sposato con Anicia Lucina. Antimo riuscì a convertire Piniano e sua moglie al cristianesimo e, richiamati a Roma da Diocleziano, i due portarono con loro il sacerdore e i suoi discepoli. Per sottrarli alle possibili persecuzioni, Piniano decise di allontanarli da Roma, mandandoli in due vasti poderi di sua proprietà. Il diacono Sisinnio con Dioclezio e Fiorenzo, andarono ad Osimo nel Piceno, mentre Antimo, Massimo, Basso e Fabio furono inviati presso la città sabina di Curi. Da qui presero a evangelizzare la regione, non senza scontrarsi però con i culti pagani diffusi nelle campagne. Il gruppo di cristiani venne così arrestato. Sant'Antimo fu decapitato l'11 maggio 305 e sepolto nell'Oratorio di Curi in cui era solito pregare. Anche i suoi discepoli vennero uccisi. Tra questi Fabio fu consegnato al console che dopo averlo fatto torturare, lo condannò alla decapitazione lungo la stessa via Salaria.




Sant' Ignazio da Laconi


Devotissimo e dedito alla penitenza fin da giovane, indossò il saio francescano, nonostante la sua gracile costituzione, e fu dispensiere ed umile questuante nel convento di Iglesias e poi in altri conventi. Dopo quindici anni, fu richiamato a Cagliari nel convento del Buoncammino. Qui, lavorò nel lanificio e come questuante in città, svolgendo per quarant’anni il suo apostolato tra poveri e peccatori, aiutando e convertendo. La gente lo chiamava “Padre santo “ e anche un pastore protestante, cappellano del reggimento di fanteria tedesco, lo definì ‘un santo vivente’. Divenuto cieco due anni prima della morte, fu dispensato dalla questua ma continuò a osservare la Regola come i suoi confratelli.Ignazio = di fuoco, igneo, dal latinoA Cagliari, sant'Ignazio da Láconi, religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che per le piazze della città e le taverne dei porti instancabilmente mendicò offerte per sovvenire alla miseria dei poveri.


Beato Gregorio Celli


Nato a Verucchio nel 1225, a quindici anni vestì l'abito degli eremiti di S. Agostino. Dieci anni più tardi si ritirò a vita eremitica sul Monte Carnerio (nei pressi di Rieti) dove rimase fino alla morte avvenuta nel 1343. Il culto per Gregorio Celli incominciò prestissimo e venne confermato da Papa Clemente XIV nel 1769.A Verrucchio in Romagna, beato Gregorio Celli, sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino, che, scacciato dal monastero dai suoi confratelli, si dice sia morto tra i Frati Minori sul monte Carnerio.


Beato Diego de Saldana


Al mercedario, Beato Diego de Saldana, si deve la fondazione del celebre convento di Conxo presso Santiago di Compostella (Spagna), del quale ne fu commendatore perpetuo e la fondazione del convento di Monterrey (Verin). Vescovo di Beirut e ausiliare di Santiago di Compostella, fu molto devoto a Maria Santissima dalla quale meritò più volte di essere confortato dalla sua visione e consolato dagli angeli, finché con fama di santità rese lo spirito a Dio nella città di Avila nell'anno 1493.L'Ordine lo festeggia l'11 maggio.


San Matteo Le Van Gam


Matteo = uomo di Dio, dall'ebraicoA Saigon in Cocincina, ora Viet Nam, san Matteo Lê Văn Gẫm, martire, che, per avere introdotto nella regione con la sua barca i missionari provenienti dall'Europa, fu arrestato e, dopo un anno di carcere, decapitato per decreto dell'imperatore Thiệu Trị.


Beati Giovanni Rochester e Giacomo Walworth


A York in Inghilterra, beati martiri Giovanni Rochester e Giacomo Walworth, sacerdoti e monaci della Certosa di Londra, che sotto il re Enrico VIII per la loro fedeltà alla Chiesa furono appesi con delle catene ai merli delle mura della città fino alla morte.


San Gualtiero (Gualterio) di Esterp


Nel monastero di Esterp nel terrritorio di Limoges in Francia, san Gualterio, sacerdote, che fu rettore dei canonici e, educato fin da piccolo nel servizio di Dio, rifulse per la mansuetudine verso i fratelli e la carità verso i poveri.


Santi 14 Martiri Mercedari di Carcassona


A Carcassona in Francia, 14 Santi mercedari, furono messi a morte in diversi modi, per la difesa della fede cattolica dagli eretici Ugonotti. Gloriosi salirono in cielo lodando il Signore.L'Ordine li festeggia l'11 maggio.


San Mamerto di Vienne


A Vienne nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Mamerto, vescovo, che nell'imminenza di una calamità istituì in questa città il solenne triduo di litanie in preparazione all'Ascensione del Signore.


San Francesco De Geronimo


Francesco = libero, dall'antico tedescoA Napoli, san Francesco De Geronimo, sacerdote della Compagnia di Gesù, che a lungo si dedicò alle missioni popolari e alla cura pastorale degli abbandonati.


San Maiolo


Presso Sauvigny in Burgundia, ora in Francia, transito di san Maiólo, abate di Cluny, che, fermo nella fede, saldo nella speranza, ricco di carità, riformò molti monasteri in Francia e in Italia.


Sant' Antimo e compagni


A Roma al ventiduesimo miglio della via Salaria, sant'Ántimo, martire.


San Maiulo


Nell'Africa Bizacena, san Maiúlo, martire di Adrumeto, condannato alle fiere.
12/05/2018 08.32
 
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San Filippo di Agira


San Filippo di Agira, tra i santi dell’Alto Medioevo dell’Italia meridionale è uno dei più popolari, è anche noto e venerato in terra macedone nel IX secolo, in Palestina nel XI e dagl’inizi del XIV secolo a Zebbug nell’isola di Malta. E’ detto di Agira e per distinguerlo dagli altri santi di nome Filippo e perché svolse la sua missione in questa cittadina del centro della Sicilia. Cittadino dell’impero bizantino, santo italogreco, a seconda del centro in cui è venerato è inoltre indicato come San Filippo il Costantinopolitano, il Trace, il Grande (per distinguerlo da San Filippo diacono palermitano, detto San Filippo il Giovane ), il Siriaco, ‘u niuru (nero). Figlio di ricchi proprietari di armenti, venne in Sicilia per incarico di un papa romano durante la diaspora dall’Oriente verso l’Italia meridionale di monaci ed eremiti verificatisi tra VII e VIII sec. e ha avuto da Dio il dono del miracolo e la forza di vincere le forze del male simboleggiate dal demonio. La sua visione universale di cristianesimo, le sue caratteristiche di vita che ci sono state tramandate, come ha affermato San Giovanni Paolo II, lo pongono nella «lunga ieratica teoria di uomini e donne, che» in terra di Sicilia «in mezzo a difficoltà e persecuzioni, hanno vissuto in semplicità ed integralità il Vangelo», che non fa distinzione alcuna tra gli uomini. Assieme a tantissimi altri santi della Magna Grecia, Filippo di Agira è, come il patriarca ecumenico Bartolomeo I lo ha definito, palese esempio di unità «avendo vissuto l’esperienza meravigliosa e indicibile che la Santa Chiesa di Cristo era universalmente una ed indivisa».Agira, Calatabiano, Aci San FilippoFilippo = che ama i cavalli, dal grecoDiavolo sconfittoAd Agíra in Sicilia, san Filippo, sacerdote, originario della Tracia.


San Pancrazio


Sull'Ardeatina e sull'Aurelia sono stati sepolti i tre martiri Nereo e Achilleo, e Pancrazio. Benchè ricordati tutti e tre al 12 maggio, il loro culto è stato sempre separato, come precisano gli estensori del nuovo calendario: «La memoria dei santi Nereo e Achilleo e la memoria di san Pancrazio vengono celebrate separatamente con formulari propri secondo l'antica tradizione romana». La storia di san Pancrazio, morto in giovane età sotto Diocleziano, è stata arricchita di tanti elementi leggendari dalla sua tardiva «Passio» che è ben difficile isolare le reali vicende storiche di questo che è stato uno dei santi più popolari non solo a Roma e in Italia, ma anche all'estero: è patrono dei Giovani di Azione Cattolica. A lui sono stati dedicati chiese e monasteri: quello di Roma venne fondato da san Gregorio Magno e quello di Londra da sant'Agostino di Canterbury. Il suo sepolcro si trova a Roma nel cimitero di Ottavilla al secondo miglio della via Aurelia, dove Papa Simmaco costruì una basilica in suo onore.

Pancrazio = lottatore, dal tipo di sport grecoPalmaSan Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia; presso il suo sepolcro il papa san Simmaco innalzò una celebre basilica e il papa Gregorio Magno vi convocò frequentemente il popolo, perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. In questo giorno si celebra la sua deposizione.


Beata Imelda Lambertini


Quella di Imelda Lambertini, al secolo Maria Maddalena, è una vicenda che si iscrive nel capitolo della santità dei bambini e degli adolescenti. Nata a Bologna intorno al 1320, morì nel monastero domenicano di Santa Maria Maddalena in Val di Pietra nel 1333, quindi a soli 13 anni circa. Era entrata nel monastero ancora bambina, desiderosa di ricevere l'Eucaristia. Ciò avvenne per via miracolosa, come attesta la tradizione. Questo prodigio l'ha resa modello di devozione eucaristica. Fu Papa Leone XII a confermare nel 1826 il culto della beata, già attestato nel catalogo dei santi e dei beati della Chiesa bolognese del 1582. Il Domenicano Giocondo Pio Lorgna (1870-1928) mise sotto la protezione della beata la Congregazione da lui fondata, le Suore domenicane della beata Imelda, oggi presenti in Italia, Albania, Filippine, Camerun, Brasile e Bolivia. Si occupano di pastorale parrocchiale, scolastica e giovanile. Per «Amare e far amare Gesù Eucaristia», secondo il detto del fondatore.

Imelda = (forse) attiva in battaglia, dall'antico tedescoA Bologna, beata Imelda Lambertini, vergine, che, accolta fin da piccola come monaca nell'Ordine dei Predicatori, ancor giovinetta, dopo aver ricevuto l'Eucaristia con straordinaria devozione, d'un tratto emise il suo spirito.


Sant' Epifanio di Costanza di Cipro


Nacque ad Eleuteropoli in Palestina verso l'anno 310 da genitori cristiani. Alla morte del padre sarebbe stato adottato da un ricco ebreo, Tryphone. Rinunciò all'eredità lasciandone una parte alla sorella e distribuendo il resto ai poveri. Quindi entrò in monastero. L'esperienza monastica segnò profondamente Epifanio. Conservò lo stile del monaco anche dopo l'ordinazione episcopale. Nel 376 infatti fu nominato vescovo di Salamina, sull'isola di Cipro, dieci chilometri a nord di Famagosta. Durante il suo ministero fondò monasteri e si impegnò in prima persona nella disputa contro lo scisma di Antiochia e le deviazioni dell'origenismo segnalandosi come campione dell'ortodossia ma anche come uomo equilibrato e comprensivo. Una fama che superò i confini di Cipro e resistette anche dopo la sua morte, diffondendosi soprattutto nelle Chiese d'Oriente. Morì nel 403 mentre era in viaggio in mare.

A Salamina sull'isola di Cipro, sant'Epifanio, vescovo, che, insigne per l'ampiezza di erudizione e la conoscenza della letteratura sacra, rifulse anche per la santità di vita, lo zelo per la fede cattolica, la generosità verso i poveri e il dono dei miracoli.


San Nereo


Nereo e Achilleo, secondo la tradizione riferita da Papa Damaso, erano due militari conquistati alla fede dalla fortezza dei martiri cristiani. Decapitati a Roma sotto Diocleziano (304), furono sepolti nel cimitero di Domitilla sull'Ardeatina e onorati anche in una basilica presso le terme di Caracalla. (Mess. Rom.)Nereo = gran nuotatore, da Nereo, dio marino grecoPalmaSanti Néreo e Achílleo, martiri, che, come riferisce il papa san Damaso, si erano arruolati come soldati e, spinti da timore, erano pronti ad obbedire agli empi comandi del magistrato, ma, convertitisi al vero Dio, gettati via scudi, armature e lance, lasciarono l'accampamento e, confessando la fede in Cristo, godettero del suo trionfo. In questo giorno a Roma i loro corpi furono deposti nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina.


Sant' Achilleo


Nereo e Achilleo, secondo la tradizione riferita da Papa Damaso, erano due militari conquistati alla fede dalla fortezza dei martiri cristiani. Decapitati a Roma sotto Diocleziano (304), furono sepolti nel cimitero di Domitilla sull'Ardeatina e onorati anche in una basilica presso le terme di Caracalla. (Mess. Rom.)Achille = bruno, scuro, dal grecoPalmaSanti Néreo e Achílleo, martiri, che, come riferisce il papa san Damaso, si erano arruolati come soldati e, spinti da timore, erano pronti ad obbedire agli empi comandi del magistrato, ma, convertitisi al vero Dio, gettati via scudi, armature e lance, lasciarono l'accampamento e, confessando la fede in Cristo, godettero del suo trionfo. In questo giorno a Roma i loro corpi furono deposti nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina.


Beato Giovanni de Segalars


Originario di Barcellona, il Beato Giovanni de Segalars, entrò nel convento mercedario della stessa città dove ne fu anche il XXI° priore. Come procuratore generale dell'Ordine nel 1439, fu inviato al concilio di Basilea per trattare diverse questioni, passò poi a Napoli per parlare con il Re Alfonso V° e l'anno seguente fu inviato nuovamente a Basilea; da questa città fece visita più volte al papa. Nel 1447, mentre andava come redentore a Tunisi in Africa, la nave fece naufragio; morirono molte persone dell'equipaggio ed egli si salvò quasi per miracolo però perdendo tutto il capitale della redenzione. Morì in pace nella sua città il 24 ottobre 1466 e fu sepolto nella chiesa del suo convento vicino all'altare maggiore.L'Ordine lo festeggia il 12 maggio.


Beata Giovanna di Portogallo


Figlia del re Alfonso V di Portogallo, fin da bambina manifestò un'ardente sete di santità e il desiderio di consacrarsi a Cristo. Ma solo dopo aver vinto le forti opposizioni del padre e della corte, poté entrare nel monastero di Aveiro. Il fratello e il padre la costrinsero ripetutamente e con prepotenza a lasciare il monastero, per proporle dei matrimoni a scopo politico. Giovanna riuscì sempre a ritornare nel monastero di Aveiro, dove condusse una vita di austera penitenza e di umiltà.Ad Aveiro in Portogallo, beata Giovanna, vergine, che, figlia del re Alfonso V, rifiutate più volte le nozze, preferì servire nell'Ordine dei Predicatori, divenendo rifugio per i poveri, gli orfani e le vedove.


San Crispolto (Crispolito) e compagni


Una favolosa passio del XII sec. racconta che Crispolito, oriundo di Gerusalemme, fu mandato da san Pietro a predicare il Vangelo in Italia. Giunto a Bettona (Umbria), operò anche dei miracoli e fu consacrato vescovo da san Brizio. Arrestato dai soldati dell'imperatore Massimiano, fu ucciso tra aspri tormenti. Sua sorella Tutela,insieme con altre dodici donne, voleva seppellire il suo corpo e quelo di un certo Baronzio, ucciso con lui, ma furono arrestate e anch'esse uccise.


San Germano


Il patriarca di Costantinopoli San Germano, insigne per dottrina e virtù, riprese l'imperatore iconoclasta Leone l'Isaurico, autore di un editto contro le sacre immagini.A Costantinopoli, san Germano, vescovo, insigne per dottrina e virtù, che con il coraggio della fede rimproverò l'imperatore Leone l'Isaurico per aver promulgato l'editto contro le sacre immagini.


San Domenico della Calzada


Nella Castiglia in Spagna, in una località poi insignita del suo nome, san Domenico, detto della Calzada, sacerdote, che costruì ponti e strade ad uso dei pellegrini di Santiago di Compostela e provvide con amore alle loro necessità nelle celle e nella foresteria che in questo luogo aveva fatto costruire.


Santa Rictrude


Nel monastero di Marchiennes vicino a Cambrai in Austrasia, nel territorio dell'odierna Francia, santa Rictrude, badessa, che, dopo la morte violenta di suo marito Adalbaldo, su consiglio di sant'Amando prese il sacro velo e con grande rettitudine governò le vergini consacrate.


San Modoaldo


A Treviri nella Renania in Austrasia, nel territorio dell'odierna Germania, san Modoaldo, vescovo, che costruì e ornò chiese e monasteri, istituì molte comunità di vergini e fu sepolto accanto alla sorella Severa.


Santi Cirillo e sei compagni


A Galatz nella Mesia, nell'odierna Romania, san Cirillo, che subì il martirio insieme a sei compagni.
13/05/2018 10.06
 
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Sant' Andrea Uberto Fournet


Nacque a Poitiers, nel villaggio di Saint-Pierre de Maillé nel 1752. Ordinato sacerdote, fu nominato prima vicario del villaggio di Haims, dove era parroco uno dei suoi zii paterni, poi a Saint-Phele de Maillé. Poco tempo dopo successe a un altro zio nella parrocchia di San Pietro di Maillé. Colpito e turbato dalla voce di un povero visse una conversione interiore. Durante la rivoluzione francese, avendo rifiutato il giuramento scismatico, fu parecchie volte sul punto di essere messo a morte. Privato del beneficio parrocchiale, e cacciato dal suolo francese, rifugiò in Spagna. Mentre la persecuzione infieriva ancora nella sua patria egli ritornò segretamente e si tenne nascosto celebrando i sacramenti per i fedeli. Ridata la pace alla Chiesa ritornò nella sua parrocchia in cui era tutto da rifare e là con gli esempi mirabili della sua santità acquistò il titolo di «Buon Padre». Durante questo tempo, per provvedere all'educazione cristiana delle fanciulle, specialmente delle più povere, fondò la congregazione delle Figlie della Croce, con Elisabetta Bichier. Nel 1820 il santo si dimise da parroco e si trasferì nella borgata di La Puye, dove era stabilita la Casa principale della nuova Congregazione. Morì nel 1834.

A Puy-en-Vélay nella regione di Poitiers in Francia, sant'Andrea Uberto Fournet, sacerdote, che, parroco al tempo della rivoluzione francese, benché diffidato, confortò i fedeli nella fede; in seguito, restituita la pace alla Chiesa, fondò insieme a santa Elisabetta Bichier des Âges l'Istituto delle Figlie della Croce.


San Servazio


San Servazio, probabilmente di origine armena, passò alla storia quale una dei più costanti sostenitori di Sant'Atanasio durante la lunga controversia per l'ortodossia nicena. Nei concili di Sardica e Rimini, tenutisi rispettivamente nel 343 e nel 359, sostenne infatti l'ortodossia. Venne tuttavia poi ingannato e firmò un'ambigua formula che fece sostenere a Girolamo che tutto il mondo fosse «divenuto ariano». In seguito, il celebre Sant'Ilario di Poitiers poté chiarire a Servazio il reale significato di tale formula e questi non esitò a disconoscerla. Eletto vescovo di Tongres, in Belgio, non si conosce però la data della sua consacrazione. Negli ultimi tempi della sua vita intraprese, secondo quanto riferisce San Gregorio di Tours, un pellegrinaggio a carattere penitenziale da Tongres sino a Roma in relazione a una presunta profezia secondo la quale Attila, re degli unni, avrebbe invaso la Gallia. La città fu infatti oggetto di saccheggi e di una parziale distruzione proprio nello stesso anno della morte di Servazio, cioè nel 384, mentre è incerto se la sede episcopale sia stata trasferita presso Maastricht prima o subito dopo tale evento.Presso Maastricht nella Gallia belgica, nel territorio dell'odierna Olanda, anniversario della morte di san Servazio, vescovo di Tongeren, che in molti concili convocati per disputare intorno alla natura di Cristo combattè in difesa della retta fede nicena.


Beata Maddalena Albrici


La beata Maddalena nacque a Como verso il 1415. Entrò a Brunate in una casa religiosa, istituita sotto la regola di sant'Agostino che fu da lei trasformata in monastero sotto il titolo di sant'Andrea, ma sempre obbediente alla regola agostiniana. Innamorata della spiritualità del santo le stava a cuore appartenere all'Ordine e stare nella sua giurisdizione. Nel 1455 la Congregazione agostiniana di Lombardia accolse la comunità sotto la sua giurisdizione. Pio II, il 16 luglio 1459, approvò in modo definitivo tale aggregazione. La beata fu una propagatrice della vita agostiniana e ricondusse all'Ordine molte giovani, che vivevano da sole nelle proprie case, e alcuni terziari, accolti nei pressi di Como. Sempre desiderosa di ubbidire più che di comandare infervorava le consorelle a lei soggette alla perfezione delle virtù. Morì nel maggio del 1465. Il papa Pio X confermò il suo culto nel 1907. Le sue reliquie sono custodite nella chiesa di Brunate.



Maddalena = di Magdala, villaggio della GalileaGiglioA Como, beata Maddalena Albrici, badessa dell'Ordine di Sant'Agostino, che suscitò molto il fervore di perfezione delle sue consorelle.


Beata Vergine Maria di Fatima


Il 13 maggio si celebrano le apparizioni della Vergine Maria a Fatima, in Portogallo nel 1917. A tre pastorelli, Lucia di Gesù, Francesco e Giacinta, apparve per sei volte la Madonna che lasciò loro un messaggio per tutta l’umanità. Il vescovo di Leiria, nella sua lettera pastorale a chiusura del cinquantenario, ha affermato che messaggio di Fatima "racchiude un contenuto dottrinale tanto vasto da poter certamente affermare che non gli sfugge alcuno dei temi fondamentali della nostra fede cristiana...".Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all'intima conversione dei cuori.


Sant' Agnese di Poitiers


Agnese = pura, casta, dal grecoA Poitiers nella regione dell'Aquitania, in Francia, santa Agnese, badessa, che, consacrata dalla benedizione di san Germano di Parigi, governò con grande spirito di carità il monastero della Santa Croce.


Santa Gemma


In località Goriano Sicoli in Abruzzo, beata Gemma, vergine, che visse rinchiusa in una piccola cella accanto alla chiesa, da dove poteva vedere soltanto l'altare.

14/05/2018 08.43
 
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San Michele Garicoits


Nato a Ibarre, nei Bassi Pirenei, in Francia, il 15 aprile 1797 era pecoraio, al servizio di un possidente, ma i suoi discorsi erano da adulto ponderato e sicuro, tanto da meritarsi il titolo di «dottorino». Eppure aveva fatto pochi studi, perché i suoi genitori avevano cinque figli e pochi beni. Nel 1819 entrò in seminario a Dax; nel 1823 fu ordinato sacerdote e due anni dopo divenne insegnante di filosofia nel seminario maggiore di Bétharram. Di fronte a un clero impreparato e disorientato decide di cambiare questa situazione. Ebbe così l'idea di creare un istituto per sacerdoti da inviare come collaboratori del clero nelle parrocchie, nei collegi e nei seminari: voleva farne elementi di stimolo creativo, spirituali vitamine nell'impoverito organismo del clero. Fondò così l'istituto dei Preti del Sacro Cuore di Gesù (noti come Preti di Bétharram). Nata nel 1835, l'iniziativa fu poi approvata nel 1841, mentre intorno al fondatore si andava formando un alone di santità. Nel 1853, però, lo coplisce una paralisi, poi superata. Dopo un anno, è di nuovo a letto per altri nove anni, fino alla morte, avvenuta a Bétharram, il 14 maggio 1863.

Michele = chi come Dio?, dall'ebraicoNel territorio di Bétharram vicino a Pau sul versante francese dei Pirenei, san Michele Garicoïts, sacerdote, fondatore della Società dei Sacerdoti Missionari del Sacro Cuore di Gesù.


Santa Maria Domenica Mazzarello


Nacque il 9 maggio 1837 a Mornese (Al). Nel 1860 il paese fu colpito da un'epidemia di tifo e il parroco chiese a Maria di assitere i parenti ammalati. Dopo aver assistito gli zii nella frazione dei Mazzarelli, Maria contrasse la malattia il 15 agosto. Potè rialzarsi soltanto il 7 ottobre. Indebolita dalla malattia, non poté più lavorare nei campi. Decise così di aprire un piccolo laboratorio di sartoria per le ragazze di Mornese. Realizzò questo desiderio insieme all'amica Petronilla. Grazie all'intervento del parroco alcune giovani, fra le quali anche Maria e Petronilla, si consacrarono a Maria come «Figlie dell'Immacolata». Nell'ottobre 1867 le giovani fondarono una loro comunità che nel 1872 si trasferì al collegio di Mornese, destinato loro da Don Bosco. Qui Maria Mazzarello e 10 sue compagne diedero inizio all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, consacrandosi a Dio con i voti. Nel 1879 la Casa Madre venne trasferita a Nizza Monferrato. Qui Madre Mazzarello morì il 14 maggio 1881.



Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico - Domenica = consacraGiglioA Nizza Monferrato in Piemonte, santa Maria Domenica Mazzarello, che insieme a san Giovanni Bosco fondò l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice per l'educazione delle ragazze povere e rifulse per umiltà, prudenza e carità.


Santa Teodora (Anna-Teresa) Guerin


Anna Teresa Guerin nacque a Etables in Bretagna il 2 settembre 1798, da genitori profondamente religiosi.Un suo parente, giovane chierico, le insegnò scienze e lettere. Sentendosi chiamata allo stato religioso desiderò entrare nel Carmelo ma i disegni di Dio la vollero nell'Istituto delle Suore della Divina Provvidenza di Ruillé-sur-Loire con il nome di Teodora, questo avvenne nel 1823. Dopo la professione religiosa, divenne superiora a Rennes e poi a Laulaines; nel 1840 fu inviata a Vincennes nello Stato dell'Indiana (USA) insieme a cinque suore per fondare nuove comunità; la prima scuola si aprì a S. Maria del Bosco (Saint Mary of the Woods). Si dedicò con grande prudenza negli affari di gestione e con ammirabile carità verso le sue suore ed i suoi collaboratori. Dovette sopportare incomprensioni, umiliazioni e sofferenze di ogni genere. Morì a S. Maria del Bosco - Nemus il 14 maggio del 1856.Teodora / Teodoro deriva dal greco Theodoros e significaNella cittadina di Saint Mary of the Woods vicino a Indianapolis negli Stati Uniti d'America, beata Teodora (Anna Teresa) Guérin, vergine della Congregazione delle Suore della Provvidenza, che, nata in Francia, pur tra grandissime difficoltà, confidando sempre nella divina Provvidenza, si prese misericordiosamente cura della nascente comunità del luogo.


San Mattia


Di Mattia si parla nel primo capitolo degli Atti degli apostoli, quando viene chiamato a ricomporre il numero di dodici, sostituendo Giuda Iscariota. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenze divina cade su di lui e non sull'altro candidato - tra quelli che erano stati discepoli di Cristo sin dal Battesimo sul Giordano -, Giuseppe, detto Barsabba. Dopo Pentecoste, Mattia inizia a predicare, ma non si hanno più notizie su di lui. La tradizione ha tramandato l'immagine di un uomo anziano con in mano un'alabarda, simbolo del suo martirio. Ma non c'è evidenza storica di morte violenta. Così come non è certo che sia morto a Gerusalemme e che le reliquie siano state poi portate da sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, a Treviri, dove sono venerate.

Mattia = uomo di Dio, dall'ebraicoFesta di san Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo; per questo, dopo l'Ascensione del Signore, fu chiamato dagli Apostoli al posto di Giuda il traditore, perché, associato fra i Dodici, divenisse anche lui testimone della resurrezione.


Beato Egidio di Santarem (da Vaozela)


Nato nel 1190 a Vaozela in Portogallo da una nobile famiglia, Egidio fu presto avviato alla carriera ecclesiastica, cumulando diversi benefici e spendendone le rendite in una vita tutt'altro che religiosa. Studiò a Parigi medicina e, in questa attività, acquistò una notevole fama. Nel 1220 o nel 1225 distribuì tutti i suoi averi ai familiari e ai poveri ed entrò nell'Ordine dei Frati Predicatori. Compì i suoi studi filosofici e teologici e conobbe da vicino il beato Giordano di Sassonia e Umberto de Romans. Nel 1229 fece ritorno in patria dove si dedicò all'insegnamento e alla predicazione. Nel 1233 fu eletto provinciale di Spagna, ufficio che ricoprì due volte. Ancora in vita acquistò fama di santità. Morì a Santarem il 15 maggio 1265. Benedetto XIV lo ha proclamato beato il 9 maggio 1748.A Santarém in Portogallo, beato Egidio da Vaozela, sacerdote, che, docente di medicina a Parigi, abbandonò la sua vita di dissolutezze e, entrato nell'Ordine dei Predicatori, respinse tutte le tentazioni con le lacrime, la preghiera e i digiuni.


Beato Carlo Jeong Cheol-sang


Carlo Jeong Cheol-sang, vissuto nella Corea del Sud del XVII secolo, apprese i primi elementi del cattolicesimo da suo padre, Agostino Jeong Yak-jong. Lo stesso giorno in cui lui fu decapitato per via della sua fede, anche Carlo venne arrestato. Poiché non rivelò il nascondiglio del primo missionario in Corea, padre Giacomo Zhou Wen-mo, fu condannato a morte: la sentenza venne eseguita il 14 maggio 1801. Inserito col padre, il missionario e i suoi compagni Pietro Choe Pil-je e Lucia Yun Un-hye nel gruppo di 124 martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, è stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del viaggio apostolico in Corea del Sud. Altri membri della sua famiglia, ossia la seconda moglie di Agostino, Cecilia Yu So-sa, e i figli nati dal loro matrimonio, Elisabetta Jeong Jeong-hye (o Chong Chong-hye) e Paolo Jeong Ha-sang (o Chong Hasang), sono stati canonizzati il 6 maggio 1984, compresi nel primo gruppo di 103 martiri coreani.


Sant' Ampelio


Ampelio è il protettore dei fabbri-ferrai e della città di Bordighera, in Liguria. Visse probabilmente al tempo degli imperatori Teodosio I (329-395) e di Onorio (395-423), prima nella Tebaide e poi in Liguria. Ampelio era un fabbro che si ritirò a condurre vita eremitica nella Tebaide " antica regione dell'Alto Egitto con capitale Tebe "; qui il demonio prese a tentarlo sotto forma di una donna impudica. Ma l'anacoreta, che continuava il suo lavoro, scacciò il demonio brandendo un ferro rovente; da allora ottenne il dono di essere insensibile alle scottature. Come sia giunto in Liguria è sconosciuto; stabilitosi nelle vicinanze di Bordighera continuò nella sua vita di preghiera, operando numerosi miracoli; morì il 5 ottobre attorno al 410. Le sue reliquie nel 1140 furono portate al convento degli Olivetani di Sanremo. Nel 1258 furono traslate a Genova nel convento di Santo Stefano. (Avv.)

Ampelio = vignaiolo, dal greco


Beato Diego da Narbona


Di origine francese, il Beato Diego da Narbona, ricevette un'educazione cristiana e da giovane volle farsi religioso nell'Ordine della Mercede. Con una vita esemplare e umiltà profonda, fu ricompensato da più miracoli tanto che la gente lo chiamava Diego il Buono e per questo, per restare più riservato, per un certo periodo si ritirò nel convento di El Puig presso Valenza in Spagna. Partito per l'Africa in missione di redenzione, nella città di Bonne fu flagellato più volte per il suo zelo e per la fede in Cristo, sopportò per un anno intero, legato con catene mani e piedi, un duro carcere; tuttavia liberò 108 schiavi. Ritornato in patria, morì nel convento di Barcellona mentre era in coro per l'ufficio divino e fu sepolto vicino all'altar maggiore.L'Ordine lo festeggia il 14 maggio.


Santi Felice e Fortunato


Già in S. Cromazio, i due martiri sono ricordati come ‘ornamento’ della città di Aquileia per i loro glorioso martirio. Ai due santi era dedicata una basilica aquileiese, sorta fra il IV e V secolo, a sud della città antica, in un’area cimiteriale. In una composizione di Venanzio Fortunato (sec. VI) Felice è detto vicentino e Fortunato aquileiese. Sono ricordati anche dal Martirologio geronimiano.Vicenza, ChioggiaAd Aquileia, oggi in Friuli, santi Felice e Fortunato, che onorarono questa città con il loro glorioso martirio.


San Costanzo di Vercelli


San Costanzo, tredicesimo vescovo di Vercelli, successore di Sant'Eusebio II, fu insigne poeta e cultore della memoria dei santi locali. San Flaviano promosse inoltre la decorazione con particolari ornamenti, dell'antica basilica eusebiana.Costanzo = che ha fermezza, tenace, dal latinoMitra, Pastorale


Sant' Isidoro di Chio


Sant’Isidoro, odiato per la sua intrepida fede cristiana, venne perciò arrestato e gettato in un pozzo presso l’isola greca di Chio nel mar Egeo e morì per annegamento.Sull'isola di Chio, nel mare Egeo, sant'Isidoro, martire, che si ritiene sia stato gettato in un pozzo.


Sant' Abruncolo di Langres


A Clermont-Ferrand nella regione dell'Aquitania, in Francia, sant'Abrúncolo, vescovo, che, scacciato dalla sede di Langres da parte di Gundobaldo re dei Burgundi, giunto a Clermont-Ferrand, fu posto a capo di quella Chiesa.


San Ponzio di Pradleves


Venerato a Pradleves (CN), ove è festeggiato il 14 maggio. Con San Costanzo avrebbe collaborato all'evangelizzazione della zona compresa tra i torrenti Grana e Maira.Pradleves (CN)Palma, Stendardo, Lancia, Scudo


San Massimo


Nella provincia d'Asia, nell'odierna Turchia, san Massimo, martire, che si racconta abbia reso lo spirito a Dio durante la persecuzione dell'imperatore Decio patendo la lapidazione.


Sant' Eremberto di Tolosa


Nel monastero di Fontenelle nel territorio della Neustria, in Francia, sant'Eremberto, già vescovo di Tolosa, che visse seguendo la regola monastica.


San Gallo


Nello stesso luogo (Clermont Ferrand), san Gallo, vescovo, che fu uomo umile e mite, zio di san Gregorio di Tours.


Sante Giusta ed Enedina (Eredina)


In Sardegna, commemorazione delle sante Giusta ed Eredina, martiri.


Santi Vittore e Corona


In Siria, santi Vittore e Corona, martiri, che subirono insieme il martirio.


San Ponzio di Cimiez


A Cimiez in Provenza, in Francia, san Ponzio, martire.

15/05/2018 08.35
 
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Sant' Isidoro l'agricoltore


Nacque a Madrid intorno al 1070 e lasciò giovanissimo la casa paterna per essere impiegato come contadino. Grazie al suo impegno i campi, che fino allora rendevano poco, diedero molto frutto. Nonostante lavorasse duramente la terra, partecipava ogni giorno all'Eucaristia e dedicava molto spazio alla preghiera, tanto che alcuni colleghi invidiosi lo accusarono, peraltro ingiustamente, di togliere ore al lavoro. Quando Madrid fu conquistata dagli Almoravidi si rifugiò a Torrelaguna dove sposò la giovane Maria. Un matrimonio che fu sempre contraddistinto dalla grande attenzione verso i più poveri, con cui condividevano il poco che possedevano. Nessuno si allontanava da Isidoro senza aver ricevuto qualcosa. Morì il 15 maggio 1130. Venne canonizzato il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV. Le sue spoglie sono conservate nella chiesa madrilena di Sant'Andrea.



MadridIsidoro = dono di Iside, dal grecoA Madrid nella Castiglia in Spagna, sant'Isidoro, contadino, che insieme con sua moglie la beata Maria de la Cabeza attese con impegno alle fatiche dei campi, cogliendo con pazienza la ricompensa celeste più ancora dei frutti terreni, e fu vero modello di contadino cristiano.


Sant' Ellero (Ilaro) di Galeata


Nato in Tuscia nel 476, a dodici anni Ellero decise di darsi a vita solitaria: lasciò la casa paterna, si inoltrò sull'Appennino e scelse per propria dimora un monte della valle del Bidente, in Romagna. Qui costruì in tre anni una cappella dove pregare e, sotto, una spelonca dove alloggiare, procurandosi il vitto col proprio lavoro. A vent'anni passò dalla vita eremitica a quella cenobitica. Infatti un nobile ravennate, Olibrio, pagano e posseduto dal demonio, fu condotto da lui perché lo esorcizzasse. Olibrio fu liberato dallo spirito maligno, fu battezzato con tutta la famiglia e, alla morte della moglie, si offerse insieme ai due figli come compagno di vita monastica ad Ellero, donandogli i suoi averi e un piccolo terreno da lavorare. Sorse così, verso il 496, il nucleo monastico di Galeata. Ellero morì a ottantadue anni, il 15 maggio del 558. (Avv.)


Beato Egidio da Vauzela


Nato a Vaozela in Portogallo da una nobile famiglia, fu presto avviato alla carriera ecclesiastica, cumulando diversi benefici e spendendone le rendite in una vita tutt'altro che religiosa. Studiò a Parigi medicina, nel cui esercizio acquistò una notevole fama. Nel 1220 o nel 1225 distribuì tutti i suoi averi ai familiari e ai poveri ed entrò nell'Ordine dei Frati Predicatori. Compì i suoi studi filosofici e teologici e conobbe da vicino il b. Giordano di Sassonia e Umberto de Romans. Nel 1229 fece ritorno in patria dove si dedicò all'insegnamento e alla predicazione. Nel 1233 fu eletto provinciale di Spagna, ufficio che ricoprì due volte. Ancora vivente acquistò fama di santità oltre che di dottrina. Morì a Santarem nel giorno dell'Ascensione, il 15 maggio.


San Simplicio di Fausania


A celebrare il nome del santo vescovo a Olbia è la basilica che gli è dedicata, uno dei massimi monumenti romanici della Sardegna, completamente in granito, risalente all'XI secolo. Cippi di età romana e ritrovamenti di varie epoche storiche (cartaginese, romano, paleocristiano, con reperti fino al tardo Medioevo) fanno dedurre che l'area sulla quale si scelse di edificare la basilica fosse un luogo di particolare valore simbolico.

Bastone pastorale, PalmaIn Sardegna, san Simplicio, sacerdote.


Pentecoste


Per gli Ebrei è la festa che ricorda il giorno in cui sul Monte Sinai, Dio diede a Mosè le tavole della Legge. Per la Chiesa Cattolica è la festa che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.Giorno di Pentecoste, in cui si conclude il tempo sacro dei cinquanta giorni di Pasqua e, con l'effusione dello Spirito Santo sui discepoli a Gerusalemme, si fa memoria dei primordi della Chiesa e dell'inizio della missione degli Apostoli fra tutte le tribù, lingue, popoli e nazioni.


Sant' Achilleo (Achilio) il Taumaturgo


Sant'Achilleo fu vescovo di Larissa in Tessalia e presenziò al Primo Concilio di Nicea. Pieno di zelo e ricco di ogni virtù, si dedicò all'evangelizzazione dei popoli pagani. Godette della fama di taumaturgo.Achille = bruno, scuro, dal grecoA Lárissa in Tessaglia, in Grecia, sant'Achílleo, detto il Taumaturgo, vescovo, che partecipò al primo Concilio Ecumenico di Nicea ed evangelizzò le popolazioni pagane con zelo apostolico contrassegnato da ogni virtù.


Beati Diego da Valdieri e Clemente da Bressanone


Diego nacque a Valdieri. Entrò tra i Minori Riformati di san Francesco. Fu predicatore emissionario. Fu inviato nelle valli pinerolesi a predicare contro i valdesi, assieme alconfratello Clemente da Bressanone. La loro azione produsse conversioni edapprovazioni. Ma il 15 maggio 1655 furono assassinati, con un ragazzo di quattordici anni,Giacomo Bima, nei pressi di San Secondo di Pinerolo.La sua memoria cade il 15 maggio.


Beato Andrea Abellon


Nativo di s. Massimino in Provenza, entrò giovanissimo nel locale convento di s. Massimino dedicato a s. Maria Maddalena. Maestro di teologia e attivo predicatore, promosse energicamente la disciplina regolare. Diede gloria a Dio, non solo con un fecondo ministero apostolico, ma anche con un raro talento per la pittura. Morì ad Aix dove si era recato per assistere gli appestati.


Beato Girolamo da Mondovì


Originario di Mondovì (Italia), il Beato Girolamo, lasciò gli onori del mondo e con grande gioia, su consiglio della Madonna, abbracciò l'Ordine Mercedario. Passò la sua vita nel convento di Sant'Eulalia in Montpellier (Francia) e fu anche cancelliere dell'Università della stessa città finchè, come un angelo di Dio, morì in pace.L'Ordine lo festeggia il 15 maggio.


San Caleb (o Elesbaan, Elsebaan)


In Etiopia, san Caleb o Elésbaan, re, che per vendicare l'uccisione dei martiri di Nağrān affrontò vittoriosamente in battaglia i nemici di Cristo; dopo avere inviato, al tempo dell'imperatore Giustino, il suo diadema regale a Gerusalemme, si ritiene che, come era stato nei suoi desideri, si sia riturato a vita monastica, prima di fare ritorno al Signore.


Santi 50 Martiri Mercedari di Maleville


Nel convento mercedario di Maleville presso Rodez in Francia, tutti nello stesso giorno, 50 Santi padri furono martirizzati dagli Ugonotti. Trucidati barbaramente per la difesa della religione cattolica, nell'anno 1563 si unirono al coro dei martiri di Cristo.L'Ordine li festeggia il 15 maggio.


San Ruperto di Bingen


A Bingen sul fiume Reno vicino a Magonza, nel territorio dell'odierna Germania, san Ruperto, che, duca, partito giovane in pellegrinaggio presso le tombe degli Apostoli, al ritorno nei suoi domini, fece costruire molte chiese e a soli diciannove anni si addormentò nel Signore.


San Witesindo di Cordova


Presso Córdova nell'Andalusia in Spagna, commemorazione di san Vitesindo, martire, che per timore dei Mori abbandonò la fede cristiana, ma, rifiutatosi poi di praticare pubblicamente il loro culto, fu ucciso in odio alla fede cristiana.


San Reticio


Ad Autun nela Gallia lugdunense, in Francia, san Retizio, vescovo, ricordato da sant'Agostino per la sua grande autorità di presule nella Chiesa e da san Girolamo come grande esegeta della Sacra Scrittura.


Santi Cassio e Vittorino


A Clermont-Ferrand in Aquitania, nel territorio dell'odierna Francia, santi Cassio e Vittorino, martiri, che si ritiene abbiano subito il martirio sotto Croco, capo degli Alamanni.


San Severino di Settempeda (di San Severino Marche)


Bastone pastoraleA Settémpeda nelle Marche, san Severino, vescovo, dal quale questa città prese poi il nome.


Santi Pietro, Andrea, Paolo e Dionisia


A Lámpsaco in Ellesponto, nell'odierna Turchia, passione dei santi Pietro, Andrea, Paolo e Dionisia, martiri.
16/05/2018 08.44
 
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Beato Vladimir Ghika


La Congregazione del Vaticano per le Cause dei Santi ha avviato l’iter di beatificazione del martire romeno, Vladimir Ghika. Tra le prove principali si annoverano i documenti che si trovano negli archivi della Securitate, ex polizia politica del regime comunista, nonchè le testimonianze dei colleghi nelle carceri comuniste. Principe ortodosso per nascita, il monsignor Vladimir Ghika fu consacrato sacerdote cattolico a 50 anni. In precedenza, Ghika aveva preso parte alla vita sociale, politica e diplomatica della Romania durante la prima guerra mondiale, agendo per l’unificazione del paese, a Parigi, Roma e al Vaticano, in veste di delegato del Consiglio Nazionale Romeno. Dopo il 1923, quando fu ordinato prete, Vladimir Ghika fu inviato dalla Chiesa Cattolica a Sidney, Budapest, Dublino, Buenos Aires, dove partecipò ai congressi eucaristici internazionali. Inoltre, Ghika intrapprese missioni apostoliche in Giappone, Cina o Ceylon. Soleva benedire con uno spino dalla corona di Gesù Cristo e tra i miracoli da lui compiuti si annoverano la guarigione di alcune persone e la nascita dell’erede del trono giapponese. Si spense, nel 1954, in un carcere comunista in Romania a causa delle torture della Securitate. Vladimir Ghika fu proposto alla beatificazione dalla Diocesi Cattolica di Bucarest. Tra le prove principali, ci sono i documenti che si trovano negli archivi dell’ex polizia politica del regime comunista e le testimonianze degli ex colleghi di carcere.


Sant' Andrea Bobola


Figlio di nobili polacchi nato a Sandomir il 30 novembre 1591, a vent'anni entra fra i Gesuiti e diventa sacerdote nel 1622, con l'incarico della predicazione. Padre Andrea Bobola ha una fede tranquilla, nutrita di studi e stimolata da un vivace gusto personale per il confronto con chiunque. Di lui si può dire che non può vivere senza predicare. Ammirano il suo coraggio i cattolici, ma pure molti cristiani dissidenti. E i nemici lo chiamano «cacciatore di anime», con una avversione che è anche un riconoscimento al suo coraggio, al suo «gridare dai tetti», sempre e davanti a chiunque. Una rivolta di cosacchi al servizio dell'Impero russo (nemico della Polonia) scatena persecuzioni, con chiese e conventi messi a fuoco. Proprio per questo Andrea Bobola rimane a predicare tra i disastri. È di questi esempi che hanno bisogno i fedeli. Una banda cosacca lo cattura e lo uccide dopo molte sevizie: è il 16 maggio 1657. È stato canonizzato da Pio XI nel 1938.

PalmaA Janów presso Pinsk sul fiume Pripjat in Polonia, sant'Andrea Bobola, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che si adoperò strenuamente per l'unità dei cristiani, finché, arrestato dai soldati, diede con gioia la più alta testimonianza della fede con l'effusione del suo sangue.


San Brendano di Cluain Ferta


In irlandese è chiamato Brénnain Clúana Ferta, ma è conosciuto anche come Brendan di Clonfert o Brandano il Navigatore. Negli Annali irlandesi è nominato varie volte, ma la prima notizia certa la troviamo nella «Cronaca» compilata verso il 740; essa ricorda la fondazione della chiesa di Clúain Ferta (baronia di Longford, contea di Galway) a opera di Brendano, avvenimento risalente al 558. La morte, invece, si colloca tra il 577 e il 583. Brendano fu certamente un abate, ma non fu mai consacrato vescovo, e avrebbe fondato il monastero di Enach Dúin (Annaghdown) su una terra donata dal re del Connacht Aíd Abrat (578). Nel X secolo un irlandese compose l'opera letteraria «Navigatio Brendani» in cui sono raccontati i viaggi apostolici e le avventure occorse al santo abate; seguendo il filone delle leggende di viaggi. Un'altra «Vita» afferma che Brendano aveva una sorella, Bríg, ricordata nel Martirologio di Donegal al 7 gennaio e che morì mentre le rendeva visita in Luachair Dedad; inoltre sembra che fosse parente di altri santi irlandesi.

In Irlanda, san Brendano, abate di Clonfert, fervido propagatore della vita monastica, del quale è celebre il racconto di una leggendaria navigazione.


San Possidio


Il ricordo di S. Possidio resta unito, sia come religioso che come vescovo, a quello di s.Agostino, della cui eredità monastica è il maggiore rappresentante insieme a s. Alipio.Il rapporto di amicizia di Possidio con Alipio e Agostino sembrano essere iniziate al tempo della fondazione del monastero maschile ad Ippona.Possidio fu il primo biografo di Agostino, con il quale visse "in dolce familiarità per circa 40 anni". Fu eletto vescovo di Calama verso il 397. Per difendere i diritti della Chiesa africana si recò per ben due volte in Italia. Con Agostino ed Alipio partecipò ai Concili d' Africa, figurando anche, nella famosa riunione avvenuta a Cartagine nel 411 tra cattolici e donatisti, tra i sei prescelti dai 266 vescovi cattolici, per parlare a nome di tutti. S. Possidio muore verso il 437. Dal 1671 l'Ordine agostiniano celebra la sua festa, insieme a quella di s.. Alipio il 16 maggio.Commemorazione di san Possidio, vescovo di Guelma in Numidia, nell'odierna Algeria, che, discepolo e amico fedele di sant'Agostino, fu presente alla sua morte e ne scrisse una celebre biografia.


San Possidonio (Possidio)


In una cronaca medioevale della chiesa di San Pietro di Reggio Emilia, si legge che il vescovo Azone (IX secolo) per concessione dell'imperatore Lodovico il Pio (778-840), trasferì dall'Apulia a «Curtis Latiana» (nei pressi di Mirandola nell'Emilia), il corpo del santo presbitero Possidonio. In un lezionario del secolo XIII appartenente alla basilica di San Prospero di Reggio Emilia, si leggeva che Possidio era di nazionalità greca e oriundo di Tebe. Dal 1500 in poi, contro la tradizione medioevale, si cominciò a parlare delle reliquie del santo Possidio venerate a Mirandola, come quelle del vescovo di Calama in Numidia, Possidio, discepolo e collaboratore del grande sant'Agostino; il quale scacciato dalla sua sede da Genserico, re dei Vandali, nel 437, andò in esilio nell'Apulia dove morì e da qui nel secolo X il suo corpo fu trasferito prima in Germania e poi a Mirandola. Nonostante molte coincidenze non c'è nessuna prova che si tratti dello stesso personaggio, a parte l'assonanza dei nomi.




Sant' Ubaldo di Gubbio


Appartenente ad una nobile famiglia originaria della Germania. Rimasto ben presto orfano di entrambi genitori, Ubaldo fu allevato da un omonimo zio che curò la sua educazione religiosa e l’intellettuale. Ordinato sacerdote nel 1114, qualche anno più tardi Ubaldo veniva eletto priore della sua canonica, di cui riformò la disciplina e il costume. La fama del suo nome e delle sue virtù si era diffusa al di fuori della sua città, tanto che Perugia nel 1126 lo acclamò suo vescovo. Ubaldo però, schivo di tanto onore, si recò subito a Roma per chiedere al Papa Onorio II di essere esonerato da tale incarico, ottenendone grazia. Il vescovo Ubaldo governò la diocesi di Gubbio per 31 anni, durante i quali superò felicemente avversità ed ostacoli, riuscendo a piegare con la dolcezza i suoi nemici e ad ammansire gli avversari con la mitezza d’animo.
Ubaldo = spirito ardito, dal tedescoBastone pastoraleA Gubbio in Umbria, sant'Ubaldo, vescovo, che si adoperò per il rinnovamento della vita comunitaria del clero.


San Vukasin di Klepci


San Vukašin di Klepci nacque nel villaggio di Klepci, in Erzegovina, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. All'inizio della seconda guerra mondiale, il fascisti croato Ustašas, lo fece arrestare e trasportare con altri serbi della regione nel famigerato campo di concentramento di Jasenovac. Dopo giorni di orribili torture, fu condotto dinnanzi ad un soltato Ustascia incaricato della sua esecuzione, ma questi gli offrì ripetutamente un'ancora di salvezza qualora fosse stato disposto a gridare a gran voce: "Viva Ante Pavelic!", leader dei nazionalisti croati. Al suo costante rifiuto gli furono amputate prima le orecchie, poi il naso, la lingua e la faccia infine sfregiata. Ancora Vukasin rimaneva fermamente sulla sua posizione e fu quindi barbaramente assassinato. Il Santo Sinodo dei vescovi della Chiesa Ortodossa Serba nel 1998 ha inserito il suo nome nella lista dei santi serbo-ortodossi quale martire. La sua festa è celebrata al 16 maggio.


Sant' Alipio


Insieme a s. Possidio è il maggiore rappresentante dell’eredità monastica di s. Agostino.Nacque a Tagaste (oggi Souk Ahras, Algeria). Con Agostino condivise gli errori della gioventù, la conversione, la vita religiosa e le fatiche dell'apostolato. Agostino, che lo chiama "fratello del mio cuore", lo descrive come persona di indole religiosa, di grande nobiltà e imparzialità, dato il suo amore per la giustizia. Alipio studiò diritto a Roma, viaggiò in Oriente, dove conobbe s. Girolamo e fu eletto vescovo della sua città verso il 394, ancor prima che Agostino divenisse vescovo di Ippona. Con Agostino e Possidio partecipò ai Concili d' Africa, figurando con loro anche nella famosa riunione avvenuta a Cartagine nel 411 tra cattolici e donatisti, tra i sei prescelti dai 266 vescovi cattolici, per parlare a nome di tutti.Alipio = che ha le ali ai piedi, dal latino


Beato Michele (Michal) Wozniak


Michal Wozniak, sacerdote dell'arcidiocesi di Varsavia, cadde vittima dei nazisti nel celebre campo di concentramento tedesco di Dachau. Papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 lo elevò agli onori degli altari con ben altre 107 vittime della medesima persecuzione.Vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Michele Woźniak, sacerdote e martire, che, dalla Polonia occupata da un regime ostile alla dignità umana e alla fede, fu trasferito nel campo di prigionia di Dachau e, sottoposto a tortura, passò alla gloria del cielo.


Beato Adamo di Fermo


Nato a Fermo nella seconda metà del XII secolo, il beato Adamo, dopo aver condotto per qualche tempo vita da eremita, entrò nel monastero benedettino di San Savino presso la cittadina marchigiana. Successivamente fu eletto abate della comunità. Morì nel 1209 (o nel 1213) e il suo corpo fu in seguito traslato nella cattedrale di Fermo, dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo. È invocato contro l'epilessia.

Adamo = nato dalla terra, dall'ebraicoA Fermo nelle Marche, sant'Adamo, abate del monastero di San Sabino.


Beato Ludovico della Pietà


Grande contemplativo mercedario, fu il Beato Ludovico della Pietà, nel convento di Sant'Antolino in Valladolid (Spagna). Nel 1331 passò in redenzione a Granada e liberò da una pesante schiavitù 207 prigionieri e, portando conforto a tutti, morì santamente a Valladolid.L'Ordine lo festeggia il 16 maggio.


San Fidolo


A Troyes nella gallia lugdunense, in Francia, san Fidólo, sacerdote, che si tramanda sia stato catturato dal re Teodorico durante l'invasione della regione dell'Auvergne, ma, riscattato dall'abate sant'Aventino e da lui formato al servizio di Dio, gli sarebbe poi succeduto nell'incarico.


San Simone Stock


A Bordeaux nella Guascogna, in Francia, beato Simone Stock, sacerdote, che fu dapprima eremita in Inghilterra e, entrato poi nell'Ordine dei Carmelitani, ne fu in seguito mirabile guida, divenendo celebre per la sua singolare devozione verso la Vergine Maria.


Beato Vitale Vladimiro (Vitalij Volodymyr) Bajrak


Nella città di Drohobych in Ucraina, beato Vitale Vladimir Bajrak, sacerdote dell'Ordine di San Giosafat e martire, che dinanzi ai persecutori della religione combatté per la fede, conseguendo il frutto della vita eterna.


Santi Quarantaquattro monaci


XLIV monaci della laura di S. Saba, martiri in Palestina sotto Eraclio.In Palestina, passione dei santi quarantaquattro monaci fatti a pezzi nel monastero di Mar Saba durante le incursioni dei Saraceni, al tempo dell'imperatore Eraclio.


San Germerio di Tolosa


A Tolosa nella regione dell'Aquitania in Francia, san Germerio, vescovo, che si impegnò ad accrescere il culto di san Saturnino e a visitare il popolo a lui affidato.


San Pellegrino d'Auxerre


Bastone pastorale, PalmaNel villaggio di Bouhy nel territorio di Auxerre in Francia, san Pellegrino, martire, venerato come primo vescovo di questa città.


Santi Abda e Ebedieso


In Persia, santi martiri Abda e Ebediéso, vescovi, che furono uccisi sotto il regno di Sabor II insieme a trentotto compagni.


Sant' Onorato di Amiens


Fornai, pasticcieriPala da fornaioAd Amiens nel territorio della Neustria, in Francia, sant'Onorato, vescovo.


Santi Felice e Gennadio


A Uzáli in Africa, commemorazione dei santi Felice e Gennadio, martiri.

17/05/2018 09.51
 
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San Pasquale Baylon


Nacque il 16 maggio 1540, nel giorno di Pentecoste, a Torre Hermosa, in Aragona. Di umili origini, sin da piccolo venne avviato al pascolo delle greggi. Durante il lavoro si isolava spesso per pregare. A 18 anni chiese di essere ammesso nel convento dei francescani Alcantarini di Santa Maria di Loreto, da cui venne respinto, forse per la giovane età. Tuttavia non si perse d'animo, venendo ammesso al noviziato il 2 febbraio 1564. L'anno successivo, emise la solenne professione come «fratello laico» non sentendosi degno del sacerdozio. Nel 1576 il ministro provinciale gli affidò il compito, estremamente pericoloso, di portare documenti importanti a Parigi, rischiando di essere ucciso dai calvinisti. L'impegno venne comunque assolto in modo proficuo. Tutta la sua vita fu caratterizzata da un profondo amore per l'Eucaristia che gli valse il titolo di «teologo dell'Eucaristia». Fu anche autore di un libro sulla reale presenza di Cristo nel pane e nel vino. Morì nel convento di Villa Real, presso Valencia il 17 maggio 1592, domenica di Pentecoste. Fu canonizzato da Alessandro VIII nel 1690. Nel 1897 Leone XIII lo proclamò patrono dei Congressi eucaristici.

Patrono dei Congressi Eucaristici (Leone XIII)Pasquale = in onore della festa cristianaA Villa Real presso Valencia in Spagna, san Pasquale Baylon, religioso dell'Ordine dei Frati Minori, che, mostrandosi sempre premuroso e benevolo verso tutti, venerò costantemente con fervido amore il mistero della Santissima Eucaristia.


Beata Antonia Mesina


Seconda dei dieci figli di Agostino Mesina e di Grazia Rubanu, nacque il 21 giugno 1919 ad Orgosolo (Nuoro) e fu battezzata nella parrocchia di San Pietro. La famiglia di modeste condizioni, era mantenuta dal padre che faceva la guardia campestre. Antonia si formò alla scuola della Gioventù femminile d'Azione Cattolica: dal 1929 al 1931 ne fece parte come «beniamina», mentre tra il 1934 e il 1935 fu socia effettiva. Di carattere riservato e deciso, partecipò con spontaneità agli avvenimenti di Orgosolo: una foto la ritrae che indossa il costume portato dalle donne nelle tradizionali feste dell'Assunta (15 agosto) e di Sant'Anania (prima domenica di giugno). Il 17 maggio 1935, dopo aver partecipato alla Messa, si recò nel bosco circostante per raccogliere la legna; si trovava in località «Obadduthal» quando venne trovata da un giovane compaesano, il quale la tentò per un rapporto d'amore. Un tentativo che trovò un deciso rifiuto da parte della ragazza. Il giovane accecato dal rifiuto, l'aggredì con violenza massacrandola a colpi di pietra: si contarono 74 ferite. Antonia aveva solo 16 anni. I funerali si tennero il 19 maggio 1935. Giovanni Paolo II l'ha beatificata il 4 ottobre 1987.

Antonia = nata prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal grecoNella cittadina di Orgosolo in Sardegna, beata Antonia Mesina, vergine e martire, che, impegnata nella vita della Chiesa, all'età di sedici anni difese fino alla morte la propria castità.


Santa Giulia Salzano


Giulia Salzano trascorse la sua vita dai diciannove anni in poi nella città di Casoria, in provincia di Napoli, dov’era stata destinata come maestra elementare. Non si limitò tuttavia all’insegnamento, ma s’impegnò anche nella diffusione del catechismo. Insieme ad alcune compagne diede vita alle Suore Catechiste del Sacro Cuore, col compito di far conoscere e amare Dio da tutti gli uomini. Morì a Casoria il 17 maggio 1929, a 83 anni. Beatificata a Roma il 27 aprile 2003, è stata canonizzata il 17 ottobre 2010. I suoi resti mortali sono venerati nella cripta sottostante la chiesa della Casa madre delle Suore Catechiste del Sacro Cuore a Casoria, in piazza Giovanni Pisa 20.A Casoria vicino a Napoli in Campania, beata Giulia Salzano, vergine, che fondò la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacratissimo Cuore di Gesù per l'insegnamento della dottrina cristiana e la diffusione della devozione verso l'Eucaristia.


Santa Restituta d'Africa (o di Teniza)


La giovane Restituta con le compagne pregava il suo Gesù nelle grotte, quando un giorno venne imprigionata dal tiranno Proclino, che le chiedeva di credere ai suoi dei: ma Restituta coraggiosamente riaffermò la sua grande fede per Gesù, che è il vero Dio.Proclino la fece torturare con chiodi conficcati nei piedi e, legatala con i suoi lunghi capelli ad un palo, la fece flagellare; dopo tante torture la mise su una barca piena di pece e, accompagnata da un'altra barca dei torturatori, le fecero prendere il largo per bruciarla in mezzo al mare. Ma il miracolo di Dio fece in modo che invece di bruciare la barca di Restituta bruciasse la barca dei carnefici, e Restituta giunse dopo le torture alla spiaggia di San Montano, trascinata dal vento dall'Africa ad Ischia.Palma, Giglio, Grappolo d'uvaIn Africa Proconsolare, nell'odierna Tunisia, commemorazione di santa Restituta, vergine e martire.


Beato Giovanni (Ivan) Ziatyk


Sacerdote ucraino morto nel 1952, quando la sua patria era sotto il giogo sovietico. Nato nel 1899, sacerdote a 24 anni, diventa rettore del seminario cattolico. Nel 1935 entra nei Redentoristi. Nel 1946 con 58 confratelli viene incarcerato: è il primo di una serie di periodi di detenzione, durante i quali subisce interrogatori e torture. È destinato ai lavori forzati in Siberia, a Irkutsk, dove muore e dove oggi la sua tomba è oggetto di venerazione.

Nel campo di prigionia di Oserlag presso Irkusk in Russia, beato Giovanni Ziatyk, sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore e martire, che, in tempo di persecuzione contro la fede, meritò di sedere al convito celeste dei giusti.


Sant' Emiliano I di Vercelli


Emiliano fu vescovo di Vercelli nel VI secolo. Per la verità, avrebbe forse preferito nascondersi in un eremo e vivere in solitudine e contemplazione per meglio gustare il sapore del Signore, ma la chiamata di Dio lo volle al servizio attivo del prossimo ed egli seppe svolgerlo con impegno e fervore. Tra altri provvedimenti di vita pratica, fece anche costruire un acquedotto. A se stesso chiedeva il massimo e non si risparmiava; dagli altri pretendeva quello che potevano dare nel nome del Signore.Cigliano e Villanova MonferratoEtimologia: Emiliano = cortese o emulo, dal latinoBastone pastoraleA Vercelli, traslazione di sant'Emiliano, vescovo.


Beato Bernardo da Verdun


Nobile francese, il Beato Bernardo da Verdun, si ritirò dal mondo per donarsi tutto alla redenzione degli schiavi facendosi religioso mercedario. Grande predicatore, fu onorato per le sue parole ed esempio di vita. Nel 1408 andò a Tunisi in Africa e subendo molte percosse per la fede in Cristo, liberò 300 schiavi dalla prigionia dei saraceni ed in quella città terminò la sua vita con una morte preziosa agli occhi di Dio.L'Ordine lo festeggia il 17 maggio.


San Pietro Liu Wenyuan


Nella città di Guiyang nella provincia del Guizhou in Cina, san Pietro Liu Wenyuan, martire, che, catechista, fu strangolato per la fede in Cristo.


Sant' Adrione


Adrione = Adriano, nativo di Adria (RO), dal latinoAd Alessandria d'Egitto, sant'Adrione, martire.


Santi Eraclio e Paolo


A Tulcea sul Danubio nella Scizia, nell'odierna Romania, santi Eraclio e Paolo, martiri.


San Vittore


A Roma sulla via Salaria Antica nel cimitero di Basilla, san Vittore, martire.
18/05/2018 07.29
 
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Sant' Erik IX


Erik era figlio di Jedward (Edward) da cui il patronimico Jedvardsson e fu nominato re dai popoli dello Svealand nel 1150. Cristiano animato da grande zelo, organizzò una spedizione nella vicina Finlandia pagana, lasciandovi Enrico, vescovo della vecchia Uppsala (Gamla Uppsala) per continuarvi l'evangelizzazione. La tradizione presenta Erik IX come il fondatore del dominio svedese sulla Finlandia, che portò all'unione dei due Stati per quasi 650 anni fino al 1809. Durante una guerra che coinvolgeva i Paesi Scandinavi e la Danimarca, il 18 maggio 1161, re Erik IX «il Santo», in lotta contro il principe danese Magnus Henriksson, mentre partecipava alla Messa nella chiesa della Trinità di Ostra Aros (Uppsala di oggi), fu attaccato dai nemici. Il re volle continuare ad assistere alla celebrazione della Messa fino alla fine e solo dopo si volse contro gli assalitori. Morì per un colpo alla gola durante la battaglia. Fu sepolto nel duomo di Gamla Uppsala e il popolo cominciò da subito a venerarne le reliquie.

A Uppsala in Svezia, sant'Eric IX, re e martire, che durante il suo regno si prodigò nel governare con saggezza il popolo e nel tutelare i diritti delle donne; mandò in Finlandia il vescovo sant'Enrico per diffondervi la fede di Cristo e, infine, aggredito mentre partecipava alla celebrazione della Messa, cadde pugnalato per mano dei suoi nemici.


Beata Blandina Merten


Maria Maddalena Merten nacque nel 1883 a Düppenweiler, nella regione tedesca della Saar. Divenuta maestra elementare, a 25 anni entrò tra le Orsoline di Calvarienberg-Ahrweiler, prendendo il nome di Blandina del Sacro Cuore. Emise i voti perpetui nel 1913 e, su consiglio del gesuita padre Merk, si offrì anche come vittima espiatoria. Continuò a dedicarsi all'apostolato scolastico e all'educazione cristiana dei fanciulli. Ma la sua vita religiosa fu breve. Trasferita a Saarbrücken, nel 1916 si manifestò, infatti, una tubercolosi incurabile, malattia che la condusse a morte nel 1918 a Treviri, dove era stata portata per il clima più mite. Gli ultimi due anni la suora li passò in infermeria, vivendo la croce della sofferenza. «Io e Gesù siamo così vicini», ripeteva. Mentre lei in punta di piedi se ne andava, a soli 35 anni, sulla cittadina tedesca infuriavano i combattimenti della prima guerra mondiale. Blandina Merten è stata beatificata da Giovanni Paolo II nel 1987.

A Mergentheim in Germania, beata Blandina (Maria Maddalena) Merten, vergine dell'Ordine di Sant'Orsola, che unì alla vita contemplativa l'impegno nella formazione umana e cristiana delle ragazze e degli adolescenti.


San Felice da Cantalice


Felice Porro nacque a Cantalice (Rieti), quasi certamente nel 1515; giovanissimo si trasferì a Cittaducale dove prestò servizio nella famiglia Picchi come pastore e contadino. Nel 1544 decise di assecondare il desiderio di farsi Cappuccino. Dopo il Noviziato a Fiuggi, nel 1545 emise i voti nel convento di San Giovanni Campano. Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli e di Viterbo-Palanzana per poi trasferirsi nel convento romano di San Bonaventura (Santa Croce dei Lucchesi sotto il Quirinale), dove nei rimanenti quarant'anni fu questuante per i suoi confratelli. Ebbe temperamento mistico, dormiva appena due o tre ore e il resto della notte lo trascorreva in preghiera. Per le strade di Roma assisteva ammalati e poveri: devotissimo a Maria era chiamato «frate Deo gratias» per il suo abituale saluto. Venne canonizzato da Clemente XI nel 1712.Felice = contento, dal latinoA Roma, san Felice da Cantalice, religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, di austerità e semplicità mirabili, che per quarant'anni si dedicò a raccogliere elemosine, disseminando intorno a sé pace e carità.


San Giovanni Gilabert


San Giovanni Gilabert Jofré, nacque a Valenza (Spagna) il 24 giugno 1350. Studiò diritto a Lerida e ritornato nella sua città, vestì l'abito mercedario nel convento di Santa Maria degli Angeli in El Puig nell'anno 1370. Ordinato presbitero nel 1375, si dedicò alla predicazione, nel 1391 essendo vicario del convento di Lerida, mostrò grande interessamento per la sorte e i doloridei poveri e ricorse a Re Giovanni I° in favore della redenzione degli schiavi. Ma gli anni più intensi per lui iniziarono nel 1409 dopo che fu designato commendatore di Valenza; a lui si deve la fondazione del primo manicomio in Spagna. In compagnia del domenicano San Vincenzo Ferrer, percorse evangelizzando Aragona, Castiglia, Catalogna e Portogallo. Nell'anno 1417, il domenicano lo avvisò della sua prossima morte, allora San Giovanni Gilabert si confessò e partì per Valenza e mentre stava per entrare nella chiesa di El Puig, morì santamente; era il 18 maggio 1417. Il suo corpo incorrotto dopo secoli è ancora venerato nella chiesa dello stesso convento.L'Ordine lo festeggia il 18 maggio.


Beato Guglielmo da Tolosa


Il beato Guglielmo nacque a Toulouse, in Francia, verso l’anno 1297 ed entrò nell’Ordine agostiniano a circa 19 anni di età. Compiuti gli studi a Parigi, trascorse la maggior parte della sua vita a Tolosa. Di sentimenti assai delicati, buon predicatore, attirò molte persone alla vita religiosa. Amante della povertà, si dimostrò tenerissimo verso i poveri. Coltivò la mortificazione, ma la caratteristica della sua vita fu la preghiera, tanto che «pregare o contemplare o parlare di Dio» costituiva la sua attività preferita. Morì il 18 maggio 1369. Il papa Leone XIII confermò il suo culto nel 1893. Il beato Guglielmo ci indica la via per vivere continuamente alla presenza di Dio.A Tolosa sulla Garonna in Francia, beato Guglielmo, sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino.


Santi Teodoto, Tecusa, Alessandra, Claudia, Faina, Eufrasia, Matrona e Giulitta


Il Martyrologium Romanum commemora oggi i santi martiri Teòdoto e Tecusa, sua zia, Alessandra, Claudia, Faìna, Eufrasia, Matrona e Giulitta, vergini. Queste ultime, esposte dal preside in un luogo infame, rimasero intatte; furono poi sommerse in una palude presso Ankara con pesanti sassi legati al collo.Ad Ankara in Galazia, nell'odierna Turchia, santi martiri Teódoto e Tecúsa, sua zia, Alessandra, Claudia, Faina, Eufrasia, Matrona e Giulitta, vergini; queste ultime furono dapprima costrette dal governatore alla prostituzione e poi immerse in una palude con dei massi legati al collo.


Beato Martino Giovanni (Marcin Jan) Oprzadek


Il beato Marcin Jan Oprzadek, sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori, nacque a Koscielec (Kraków), Polonia, il 4 marzo 1884. Durante la Seconda Guerra Mondiale trovò il martirio nelle camere a gas della cittadina di Hartheim presso Linz, in Austria, il 18 maggio 1942. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999.In località Hartheim vicino a Linz in Austria, beato Martino Oprządek, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori e martire, che, di nazionalità polacca, nello stesso tempo e allo stesso modo del precedente raggiunse il regno celeste.


Beato Stanislao (Stanislaw) Kubski


Stanislaw Kubski, sacerdote dell'arcidiocesi di Gniezno, cadde vittima dei nazisti nel celebre campo di concentramento tedesco di Dachau. Papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 lo elevò agli onori degli altari con ben altre 107 vittime della medesima persecuzione.Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Stanislao Kubski, sacerdote e martire, che, in tempo di guerra, rinchiuso in una camera a gas rese lo spirito per Cristo.


Beato Burcardo di Beinwil


Nel territorio di Argovie nell'odierna Svizzera, beato Burcardo, sacerdote, che, parroco del villaggio di Beinwil, si dedicò assiduamente all'impegno pastorale verso il gregge a lui affidato.


San Felice di Spalato (Salona)


Felice = contento, dal latinoBastone pastoraleA Spalato in Dalmazia, nell'odierna Croazia, san Felice, martire durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano.


San Dioscoro di Alessandria


In Egitto, san Dioscoro, martire, che, figlio di un lettore, dopo molti generi di supplizi, portò a compimento il proprio martirio con la decapitazione.


San Potamone


Ad Alessandria sempre in Egitto, santi Potamone, Ortasio, Serapione, sacerdoti e i loro compagni, martiri.

19/05/2018 10.15
 
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San Dunstano


Nasce a Baltonsborough, nella contea di Somerset, intorno al 910. Ancora fanciullo è affidato all'abbazia di Glastonbury, tenuta da sacerdoti secolari. Nel 925 suo zio Atelmo, arcivescovo di Canterbury, lo introduce nella corte di Atelstano. Ne viene cacciato dieci anni dopo per le accuse di consanguinei invidiosi. Spinto da uno zio, sant'Elfego, vescovo di Winchester, Dunstano decide di farsi monaco durante una grave malattia. Emessi i voti monastici a titolo puramente personale, perché il monachismo è pressocché scomparso dall'isola, e ordinato poco dopo sacerdote assieme all'amico sant'Etelvoldo, va già progettando la restaurazione della vita monastica, quando nel 943 il nuovo re Edmondo lo nomina abate di Glastonbury. In 15 anni, Dunstano fa di questa abbazia il centro del nuovo monachismo benedettino in Inghilterra. Degli oppositori, però, inducono il nuovo re, Edwig, sedicenne, ad espellerlo dall'isola. Due anni dopo, nel 958, il nuovo re Edgaro il Pacifico lo richiama in patria e gli affida la sede di Worcester (958), poi quella di Londra (959) e finalmente la sede primaziale di Canterbury (960). Dopo aver fatto fiorire la riforma del monachesimo inglese, muore il 19 maggio 988.

Ciechi, FabbriBastone pastorale, PinzeA Canterbury in Inghilterra, san Dunstano, vescovo, che, dapprima abate di Glastonbury, rinnovò e propagò la vita monastica e nella sede episcopale di Worcester, poi di Londra e, infine, di Canterbury si adoperò per promuovere la concordia dei monaci e delle monache prescritta dalla regola.


San Teofilo da Corte


Nato a Corte, in Corsica, nel 1676 Biagio de Signori entrò a 17 anni tra i Cappuccini, poi passò ai Frati Minori Osservanti tra i quali rimase prendendo il nome di Teofilo. Fu a Roma e a Napoli, dove venne ordinato prete nel convento di Santa Maria la Nova nel 1700. Destinato all'insegnamento, vi rinunciò per vivere dodici anni con san Tommaso di Cori - dal quale fu molto influenzato - nel convento laziale di Civitella San Sisto (oggi Bellegra) sui Monti Prenestini. Ne era il padre guardiano. Percorse, predicando, tutta la Sabina e la zona di Subiaco. Poi, per ristabilire la presenza francescana in Corsica, l'ordine pensò a lui. Quindi tornò sull'isola natìa e divenne padre guardiano della nuova fondazione di Zúani. Ma non finì qui. Fu richiamato a Roma e poi di nuovo a Civitella San Sisto, stavolta come superiore. Infine a Fucecchio, in Toscana, dove morì, nel convento da lui fondato, nel 1740. È stato proclamato santo nel 1930.

Teofilo = amico di Dio, dal grecoA Fucecchio in Toscana, san Teofilo da Corte, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori, che molto promosse l'organizzazione di ritiri per i Frati e mostrò grande devozione alla passione di Gesù e alla Vergine Maria.


San Celestino V - Pietro di Morrone

(Papa dal 29/08/1294 al 13/12/1294)

Pietro da Morrone, sacerdote, condusse vita eremitica. Diede vita all’Ordine dei “Fratelli dello Spirito Santo” (denominati poi “Celestini “), approvato da Urbano IV, e fondò vari eremi. Eletto papa quasi ottantenne, dopo due anni di conclave, prese il nome di Celestino V e, uomo santo e pio, si trovò di fronte ad interessi politici ed economici e a ingerenze anche di Carlo d’Angiò. Accortosi delle manovre legate alla sua persona, rinunziò alla carica, morendo poco dopo in isolamento coatto nel castello di Fumone. Giudicato severamente da Dante come “ colui che per viltade fece il gran rifiuto “, oggi si parla di lui come di un uomo di straordinaria fede e forza d’animo, esempio eroico di umiltà e di buon senso.
IserniaCelestino = venuto dal cielo, dal latinoA Fumone vicino ad Alatri nel Lazio, anniversario della morte di san Pietro Celestino, che, dopo aver praticato vita eremitica in Abruzzo, celebre per fama di santità e di miracoli, ottuagenario fu eletto Romano Pontefice, assumendo il nome di Celestino V, ma nello stesso anno abdicò dal suo incarico preferendo ritirarsi in solitudine.


Beata Pina Suriano


Nasce a Partinico, centro agricolo della provincia di Palermo il 18 febbraio 1915. Nel 1922 fa il suo ingresso nelle file dell'Azione Cattolica Femminile come beniamina, poi aspirante e quindi giovane. Nel 1938 viene nominata delegata delle sezioni minori femminili e per nove anni, dal 1939 al 1948 è segretaria della Sezione di Azione Cattolica, nel contempo dal 1945 al 1948 è presidente delle Giovani. Istituisce in parrocchia l'associazione delle «Figlie di Maria», diventandone la presidente dal 1948. Il 29 aprile 1932 nella chiesetta delle «Figlie della Misericordia e della Croce», che era la sede sociale della Gioventù Femminile di Ac di Partinico, emette il voto di castità. Seguendo il desiderio, mai realizzato, di vivere da religiosa, il 30 marzo 1948, insieme ad altre tre compagne, si offre come vittima per la santificazione dei sacerdoti. In quello stesso anno si presentano i disturbi di una violenta forma di artrite reumatica, che le portò come conseguenza un difetto cardiaco. Muore improvvisamente per un infarto il 19 maggio 1950. È beata dal 2004.




Beato Agostino Novello (da Tarano)


Il beato Agostino nacque a Tarano (Rieti). Studiò a Bologna diritto e fece parte della corte del re Manfredi di Sicilia. Entrò nell’Ordine come fratello laico nell’eremo di Rosia, presso Lecceto, occultando la sua cultura e la sua posizione sociale con una vita austera e penitente. Scoperto il suo valore, fu condotto a Roma dal beato Clemente e avviato al sacerdozio. Nominato penitenziere della Curia romana, nell’anno 1298 fu eletto Priore Generale. Nel 1300, rinunziò al suo ufficio e si ritirò nell’eremo di San Leonardo al Lago, presso Lecceto. Morì il 19 maggio del 1309 o 1310. I suoi resti mortali sono venerati nella chiesa parrocchiale di Termini Imerese (PA).Agostino = piccolo venerabile, dal latinoA Siena, beato Agostino, detto Novello, sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino, cultore della vera umiltà e amante dell'osservanza della disciplina monastica.


Beato Giuseppe (Jozef) Czempiel


Jozef Czempiel, sacerdote dell'arcidiocesi di Katowice, cadde vittima dei nazisti nel celebre campo di concentramento tedesco di Dachau. Papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 lo elevò agli onori degli altari con ben altre 107 vittime della medesima persecuzione.Vicino a Monaco di Baviera in Germania nel campo di prigionia di Dachau, beato Giuseppe Czempiel, sacerdote e martire, che, di origine polacca, durante la guerra si unì al sacrificio di Cristo morendo in una camera a gas.


San Crispino (Pietro Fioretti) da Viterbo


Fratello laico cappuccino noto per le sue estasi contemplative e il suo amore per la natura. E’ stato il primo santo canonizzato a Roma da Papa Giovanni Paolo II, il 20 giugno 1982.A Roma, san Crispino da Viterbo, religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che, mentre viaggiava tra i villaggi montani per mendicare l'elemosina, insegnava ai contadini i rudimenti della fede.


Santa Maria Bernarda (Verena Butler)


Fondatrice delle Francescane Missionarie di Maria Ausiliatrice. E' stata beatificata da Giovanni Paolo II il 29 ottobre 1995 ed infine canonizzata da Benedetto XVI il 12 ottobre 2008.A Cartagena in Colombia, beata Maria Bernarda (Verena) Bütler, vergine, che, di origine svizzera, fondò la Congregazione delle Suore Missionarie Francescane di Maria Ausiliatrice.


Beato Giovanni Battista Saverio Loir (Gianluigi da Besançon)


Nel braccio di mare antistante Rochefort in Francia, beato Giovanni Battista Saverio (Giovanni Ludovico) Loir, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che, durante la rivoluzione francese, imprigionato quasi ottuagenario in una galera per il suo sacerdozio, fu trovato morto inginocchiato.


Sant' Yves (Ivo) Hélory de Kermartin


Ivo = forse variante di GiovanniIn un castello vicino a Tréguier nella Bretagna in Francia, sant'Ivo, sacerdote, che osservò la giustizia senza distinzione di persone, favorì la concordia, difese le cause degli orfani, delle vedove e dei poveri per amore di Cristo e accolse in casa sua i bisognosi.


Beato Lupo da Sagra


Mercedario redentore, il Beato Lupo da Sagra, fu inviato a Granada (Spagna) per redimere, nell'anno 1428 liberò più di 300 schiavi e predicò la fede ai mori. Nella sua vita venne favorito da visioni e rivelazioni celesti finché con una santa morte raggiunse il regno del Signore.L'Ordine lo festeggia il 19 maggio.


Beato Pietro Wright


A Londra in Inghilterra, beato Pietro Wright, sacerdote e martire, che aveva fatto professione di fede nella Chiesa cattolica; ammesso nella Compagnia di Gesù e promosso agli ordini sacri, per il suo sacerdozio fu condotto, al tempo della Repubblica, sul patibolo di Tyburn.


Beata Umiliana de' Cerchi


A Firenze, beata Umiliana, del Terz'Ordine di San Francesco, che sopportò lodevolmente i maltrattamenti del coniuge con pazienza e mansuetudine e, rimasta vedova, si dedicò con tutta se stessa alla preghiera e alle opere di carità.


Beati Giovanni da Cetina e Pietro da Duenas


A Granada in Spagna, beati martiri Giovanni da Cetína, sacerdote, e Pietro da Dueñas, religioso, dell'Ordine dei Minori Conventuali, uccisi per mano dello stesso re dei Mori per aver confessato la fede in Cristo.


Beato Giovanni di San Domenico Martinez


A Suzúta in Giappone, beato Giovanni di San Domenico Martínez, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire, che morì in carcere per Cristo.


Sant' Adolfo di Cambrai


Adolfo = nobile lupo, dal tedescoAd Arras nel territorio della Neustria, in Francia, sant'Adolfo, vescovo insieme di Arras e di Cambrai.


Santi Partenio e Calogero


Sempre a Roma, santi Partenio e Calogero, martiri, che, sotto l'imperatore Diocleziano, resero insigne testimonianza a Cristo.
20/05/2018 09.20
 
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San Bernardino da Siena


Canonizzato nel 1450, cioè a soli sei anni dalla morte, era nato nel 1380 a Massa Marittima, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi. Rimasto orfano dei genitori in giovane età fu allevato a Siena da due zie. Frequentò lo Studio senese fino a ventidue anni, quando vestì l'abito francescano. In seno all'ordine divenne uno dei principali propugnatori della riforma dei francescani osservanti. Banditore della devozione al santo nome di Gesù, ne faceva incidere il monogramma «YHS» su tavolette di legno, che dava a baciare al pubblico al termine delle prediche. Stenografati con un metodo di sua invenzione da un discepolo, i discorsi in volgare di Bernardino sono giunte fino a noi. Aveva parole durissime per quanti «rinnegano Iddio per un capo d'aglio» e per «le belve dalle zanne lunghe che rodono le ossa del povero». Anche dopo la sua morte, avvenuta alla città dell'Aquila, nel 1444, Bernardino continuò la sua opera di pacificazione. Era infatti giunto morente in questa città e non poté tenervi il corso di prediche che si era prefisso. Persistendo le lotte tra le opposte fazioni, il suo corpo dentro la bara cominciò a versare sangue e il flusso si arrestò soltanto quando i cittadini dell'Aquila si rappacificarono.Pubblicitari, PreghiereBernardino = ardito come orso, dal tedescoIHS (monogramma di Cristo)San Bernardino da Siena, sacerdote dell'Ordine dei Minori, che per i paesi e le città d'Italia evangelizzò le folle con la parola e con l'esempio e diffuse la devozione al santissimo nome di Gesù, esercitando instancabilmente il ministero della predicazione con grande frutto per le anime fino alla morte avvenuta all'Aquila in Abruzzo.


Santa Lidia di Tiatira


Vissuta nel primo secolo , non si ha la certezza se Lidia fosse il suo nome o indicasse piuttosto le sue origini. Nacque infatti a Tiatira, città della Lidia, regione dell'Asia minore. Abitò a Filippi, in Macedonia, e non si sa se fosse nubile o maritata. Commerciava la costosa porpora e aveva quindi una posizione sociale ed economica importante. Gli affari terreni non le avevano impedito di dedicarsi anche allo spirito. Apparteneva ai «timorati di Dio», quei pagani che si erano convertiti alla fede dei Giudei. Fino a quando incontrò Paolo di Tarso, nella sua prima missione in Europa. L'episodio è narrato negli Atti degli Apostoli: san Paolo giunse a Filippi con Timoteo, Sila e Luca. Fu allora che Lidia si convertì e sul suo esempio tutti i familiari chiesero di essere battezzati. Prima discepola di Paolo, Lidia ospitò a casa sua il santo e i suoi compagni per tutto il tempo della missione. In quei giorni di predicazione ci furono conversioni, e si formò una comunità di cristiani. Nella casa di Lidia nacque così la prima Chiesa fondata in Europa da Paolo di Tarso.

Lidia = nativa della Lidia (regione dell'Asia Minore)Commemorazione di santa Lidia di Tiátira, che, commerciante di porpora, a Filippi in Macedonia, oggi in Grecia, ascoltando la predicazione di san Paolo Apostolo prima fra tutti credette al Vangelo.


Sant' Arcangelo Tadini


Nacque in una famiglia nobile il 12 ottobre 1846 a Verolanuova (Brescia). Venne ordinato sacerdote nel 1870. Viceparroco e maestro elementare in Val Trompia e successivamente cappellano nella periferia di Brescia fino al 1885, si dedicò completamente all'attività pastorale e all'insegnamento elementare, divenendo in questo campi un precursore per molti aspetti. Nel 1887 divenne parroco a Botticino Sera (Brescia), carica che tenne fino alla morte. Si distinse anche per il forte impegno sociale. Fondò nel 1893 la Società di Mutuo Soccorso e nel 1898 una filanda per evitare l'emigrazione delle ragazze del paese per trovare lavoro; inoltre un pensionato per lavoratrici. Per assicurare l'assistenza alle giovani, fondò nel 1900 una Congregazione religiosa: le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth con i tre voti canonici, vita in comune e abito religioso ma impegnate come vere e proprie operaie. Morì il 20 maggio 1912. È stato canonizzato da Papa Benedetto XVI il 26 aprile 2009.

ClaudicantiNel villaggio di Botticino Sera vicino a Brescia, beato Arcangelo Tadini, sacerdote, che si adoperò per i diritti e la dignità dei lavoratori e fondò la Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, dedita in particolar modo alla giustizia sociale.


Beata Colomba da Rieti


Nata a Rieti nel 1467, Angiolella Guadagnoli fu da subito chiamata Colomba, perché al fonte battesimale le si avvicinò proprio una colomba e ciò fu interpretato come segno di predilezione divina. Fin dall'infanzia, viste le severe penitenze che si infliggeva e la vita di preghiera che conduceva, fu considerata una piccola santa. Promessa in sposa a un nobile quando aveva appena 12 anni, rifiutò risolutamente il matrimonio d'alto lignaggio e sette anni dopo, nonostante l'opposizione della famiglia, vestì l'abito di terziaria domenicana. Si mise, poi, in cammino verso Siena, la patria del suo modello di vita, santa Caterina. Una serie di avversità la bloccò, però, a Perugia, dove rimase e fondò un monastero dedito all'educazione delle fanciulle nobili, chiamato delle "Colombe". Dal 1488 al 1501, data della morte, si adoperò per sanare le discordie della città (fu ascoltata consigliera dei potenti Baglioni, i signori di Perugia). E la salvò dalla peste nel 1494. Il culto è stato riconosciuto da Urbano VIII nel 1627.

A Perugia, beata Colomba (Angela), vergine della Penitenza di San Domenico, che si adoperò per pacificare la città divisa tra fazioni.


Beato Luigi Talamoni


Sacerdote ambrosiano, Luigi Talamoni nacque a Monza il 3 ottobre del 1848 e morì a Milano il 31 gennaio del 1926. Fu professore nel seminario liceale della sua città natale e svolse un intenso ministero pastorale e una benefica attività sociale. A lui si deve, insieme alla vedova Maria Biffi Levati, la fondazione di una Congregazione femminile, le Misericordine di San Gerardo, impegnata nell'assistenza ai malati più poveri.A Milano, beato Luigi Talamoni, sacerdote, che, coltivando la sua vocazione di educatore dei giovani, esercitò il proprio ministero con somma dedizione e con attiva partecipazione alle difficoltà della società del suo tempo e istituì la Congregazione delle Suore Misericordine di San Gerardo.


Beata Maria Crescenzia (Maria Angelica) Perez


Maria Angelica Pérez, nata in Argentina, entrò a diciott’anni tra le Figlie di Nostra Signora dell’Orto o Suore Gianelline col nome di suor Maria Crescenzia. Visse nel nascondimento, adempiendo con straordinaria carità umili mansioni. Coniugò l’apostolato e il servizio con una intensa interiorità, impegnandosi a compiere in tutto la volontà di Dio. Ammalata di tubercolosi polmonare, morì a Vallenar in Cile il 20 maggio 1932, a 35 anni. È stata beatificata il 17 novembre 2012 a Buenos Aires. I suoi resti mortali riposano, dal 26 luglio 1986, nella Cappella del Collegio dell’Orto a Pergamino.


Beati Arnaldo Serra e 30 compagni


A Tunisi in Africa, il Beato Arnaldo Serra e 30 Santi compagni, trovandosi in missione di redenzione per la difesa della fede cattolica, furono presi dai mussulmani ed avendo superato onorevolmente vari tormenti, furono rinchiusi in un carcere puzzolente. Morirono consumati dalla sete e fame nell'anno 1492 unendosi alla corona dei martiri di Cristo.L'Ordine li festeggia il 20 maggio.


San Lucifero di Cagliari


A Cagliari, san Lucifero, vescovo, che, intrepido difensore della fede nicena, patì molto da parte dell'imperatore Costanzo; relegato in esilio, fece poi ritorno nella sua sede, dove morì confessore di Cristo.


San Talaleo (Talleleo)


San Talaleo, medico vissuto in Fenicia, fu martirizzato con i compagni Alessandro ed Asterio nel 284 da Teodoro governatore di Ega in Cilicia.Ad Ayaş in Cilicia, nell'odierna Turchia, san Talaleo, martire.


San Protasio Chong Kuk-bo


A Seul in Corea, san Protasio Chong Kuk-bo, martire, che, dopo avere in un primo tempo abbandonato la fede cristiana, la recuperò nuovamente, professandola in carcere tra i supplizi fino alla morte.


Beata Giuseppa Endrina Stenmanns


Cofondatrice della Congregazione delle Serve dello Spirito Santo. Venerabile dal 14 maggio 1991, Papa Benedetto XVI ha riconosciuto un miracolo per la sua beatificazione il 1° giugno 2007.


Sant' Austregesilio di Bourges


A Bourges nella regione dell'Aquitania, in Francia, sant'Austregesilio, vescovo, che si mostrò ministro di carità soprattutto tra i poveri, gli orfani, i malati e i condannati a morte.


Sant' Ilario di Tolosa


A Tolosa nella Gallia narbonense, in Francia, sant'Ilario, vescovo, che sul sepolcro di san Saturnino, suo predecessore, costruì una piccola basilica in legno.


San Guido della Gherardesca


Guido = istruito, dall'antico tedescoA Castagneto in Toscana, beato Guidone della Gherardesca, eremita.


San Teodoro di Pavia


A Pavia, san Teodoro, vescovo, che patì l'esilio al tempo della guerra tra Franchi e Longobardi.


San Baudelio di Nimes


A Nîmes nella Gallia narbonense, ora in Francia, san Baudelio martire.

21/05/2018 09.26
 
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Beato Giovanni (Jean) Mopinot


Jean (Giovanni) Mopinot era nato a Rheims, in Francia, il 12 settembre 1724 ed era entrato nel noviziato lasalliano (i Fratelli delle Scuole cristiane) il 14 gennaio 1744. Imprigionato durante la Rivoluzione francese su particolari imbarcazioni chiamate pontoni, morì di stenti e per malattia il 21 maggio 1794 al largo di Rochefort, primo di un gruppo di confratelli anch'essi prigionieri. Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 1° ottobre 1995 insieme a 63 martiri morti durante la Rivoluzione transalpina: furono le vittime delle sofferenze patite per la fede, conosciuti come «Martiri dei pontoni di Rochefort». Si salvarono dai maltrattamenti subiti 285 persone che furono liberate il 12 febbraio 1795: tornati nei loro paesi, lasciarono testimonianze scritte dell'eroico esempio dei loro compagni, permettendo così l'avvio dei processi di beatificazione. I Fratelli delle Scuole cristiane imprigionati nei pontoni furono sette. Tre si salvarono, mentre i rimanenti quattro (compreso Jean) morirono in prigione. Dei 4 deceduti in carcere non sono giunte notizie di fratel Pierre-Christope, che non è stato beatificato.

Al largo di Rochefort sulla costa francese, beato Giovanni Mopinot, fratello delle Scuole Cristiane e martire, che, durante la rivoluzione francese, fu detenuto, in quanto religioso, in una sordida galera, dove morì di malattia.


San Eugenio Mazenod


Nato ad Aix in Provenza il 1° agosto 1782 figlio di una nobile famiglia, Carlo Giuseppe Eugenio Mazenod trascorre la sua gioventù in Italia, esule della rivoluzione francese. Torna in patria nel 1802, sei anni più tardi, entra nel Seminario di San Sulpizio a Parigi e viene ordinato sacerdote ad Amiens nel 1811. Torna ad Aix e qui, nel 1816, fonda la Società dei missionari di Provenza che più tardi si chiameranno Oblati di Maria Immacolata. Nominato vicario della diocesi di Marsiglia e poi, nel 1837, vescovo " per ben 37 anni" , attua pienamente il suo motto: «Mi ha mandato per evangelizzare i poveri». Muore il 21 maggio 1861, lasciando in testamento agli Oblati che lo circondava queste parole: «Praticate tra voi la carità, la carità, la carità" e a al di fuori lo zelo per la salvezza delle anime». E' stato beatificato il 19 ottobre 1975 da Paolo VI e proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1995.Carlo = forte, virile, oppure uomo libero, dal tedesco arcaicoBastone pastoraleA Marsiglia in Francia, san Carlo Eugenio de Mazenod, vescovo, che, per portare il Vangelo tra i poveri, istituì i Missionari Oblati di Maria Immacolata e per circa venticinque anni diede lustro alla sua Chiesa con le virtù, le opere, la predicazione e gli scritti.


San Silao


Silao è uno dei vari santi irlandesi venerati in Italia. Il suo culto è ancora vivo a Lucca, che ne possiede anche le sacre reliquie. Nato al principio dell'undicesimo secolo da stirpe regia, fu dapprima sacerdote secolare per poi vestire l'abito benedettino. Divenne vescovo di un'importante e tuttora ignota sede irlandese, ma per la prepotenza di un signore locale fu costretto a recarsi a Roma per invocare l'aiuto di papa Gregorio VII. Durante il viaggio fece una sosta a Lucca per incontrare la sorella Ermengarda, ma qui ne apprese la morte. Proseguì allora verso Roma ma durante il ritorno si ammalò, per cui fu costretto a fermarsi a Lucca, dove morì santamente il 21 maggio di un anno intorno al 1100.L'Ordine Benedettino lo festeggia il 21 maggio.


San Godrico


Nato a Walpole, nel Norfolk, da poveri genitori, Godrico divenne mercante ambulante per aiutare i suoi genitori. In seguito distribuì ai poveri la fortuna abilmente accumulata e si diede alla pratica dei pellegrinaggi, recandosi a Roma, in Terra Santa e a Compostela. Decise poi di dedicarsi alla vita eremitica nelle foreste di Durham e poi in un luogo vicino al santuario di S. Cutberto. La sua fama si diffuse ben presto, tanto che le folle lo visitavano per esserne edificate e confortate. Morì il 22 maggio 1170 e fu sepolto nella piccola chiesa da lui stesso costruita.L'Ordine Benedettino lo festeggia il 21 maggio.


Beati Emanuele Gomez Gonzalez ed Adilio Daronch


Manuel Gomez Gonzalez, sacerdote della diocesi di Feredico Westphalen, nato il 29 maggio 1877 a San José de Ribarteme (Spagna), ed il giovane laico Adilio Daronch, nato il 25 ottobre 1908 a Dona Francisca (Brasile), furono uccisi insieme in odio alla fede cattolica il 21 maggio 1924 nella foresta nei pressi di Feijão Miúdo (Brasile). Dopo un rapidissimo processo di beatificazione, il 16 dicembre 2006 è stato riconosciuto il loro martirio. Sono stati dichiarati "beati" il 21 ottobre 2007.


San Hemming di Abo


Nato a nord di Uppsala in Svezia alla fine del 1200, divenne vescovo di Abo, odierna Turku in Finlandia. Morì il 21 maggio 1366.Bastone pastoraleA Turku in Finlandia, sant'Hemming, vescovo, che rifulse per il suo zelo pastorale: rinnovò la disciplina di questa Chiesa con l'indizione di un sinodo, favorì gli studi dei chierici, diede maggior decoro al culto divino e promosse la pace tra i popoli.


Beato Lucio del Rio


Confessore di Giacomo II°, Re di Castiglia e dell'Infanta Isabella, il mercedario Beato Lucio del Rio, si gloriava della sola croce del Signore. E per i meriti della croce, nel convento di Sant'Eulalia in Barcellona morì centenario nell'anno 1342 raggiungendo le delizie eterne del paradiso.L'Ordine lo festeggia il 21 maggio.


Santi Martiri Messicani (Cristoforo Magallanes Jara e 24 compagni)


Santi Cristoforo Magallanes, sacerdote, e compagni, martiri, che in varie regioni del Messico, perseguitati in odio alla fede cristiana e alla Chiesa cattolica, per aver professato Cristo Re ottennero la corona del martirio.


Santi Martiri di Pentecoste ad Alessandria


Commemorazione dei santi martiri, uomini e donne, che ad Alessandria d'Egitto nei sacri giorni di Pentecoste il vescovo ariano Giorgio, sotto l'imperatore Costanzo, fece crudelmente uccidere o relegare in esilio.


San Paterno di Vannes


A Vannes nella Bretagna, in Francia, commemorazione di san Paterno, vescovo, che si tramanda sia stato ordinato vescovo in questo giorno da san Perpetuo di Tours in un Concilio provinciale qui radunato.


San Teobaldo di Vienne


A Vienne in Burgundia, ora in Francia, san Teobaldo, vescovo, che per quarantaquattro anni onorò questa sede con il suo insigne esempio di carità e pietà.


Sant' Ospizio (Ospicio)


Presso Nizza in Provenza, in Francia, sant'Ospicio, eremita, che fu uomo di mirabile spirito di penitenza e predisse l'arrivo dei Longobardi.


San Timoteo


In Mauritania, nel territorio dell'odierna Algeria, san Timoteo, diacono e martire.


San Polieuto (Polieutto)


A Cesarea in Cappadocia, nell'odierna Turchia, san Polieuto, martire.
22/05/2018 07.58
 
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Santa Rita da Cascia


Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall’adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Visse per quarant’anni anni nell’umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso. Morì il 22 maggio 1457. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. E’ invocata come santa del perdono e paciera di Cristo.Donne maritate infelicemente, Casi disperatiRita = accorc. di MargheritaSanta Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei figli, entrò nel monastero dell'Ordine di Sant'Agostino a Cascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione.


San Giovanni da Parma


Il monastero di San Giovanni Evangelista a Parma è celebre oltre che per la chiesa e il convento, per l'antica "spezieria", cioè la farmacia. Il complesso risale alla fine del X secolo, precisamente al 983, quando fu fatto edificare dal vescovo Sigefrido, che a guidarlo chiamò il santo venerato oggi, di nome proprio Giovanni. Questi era monaco benedettino e aveva vestito l'abito a Gerusalemme, dopo essersi recato molte volte in Terra Santa da pellegrino. Nato da una nobile famiglia della città emiliana, prima di divenire religioso era stato canonico della cattedrale. Guidò per sette anni il monastero, il quale sin dalla nascita era stato influenzato dalla riforma cluniacense, che prevedeva l'elezione dell'abate e la lotta alla simonia. Si recò puntualmente ogni anno pellegrino a Roma, fino alla morte, avvenuta probabilmente proprio nel 990. Dal 1534 è patrono della diocesi di Parma.

A Parma, san Giovanni, abate, che, seguendo i consigli di san Maiólo di Cluny, fissò nel suo cenobio molti precetti per promuovere l'osservanza della disciplina monastica.


Sant' Attone (Atto) di Pistoia


Rimangono controversi la data e il luogo di nascita, la famiglia e le vicende della sua fanciullezza. Nacque tra il 1070 e il 1080. Autori recenti lo ritengono di origine toscana, e precisamente della Val di Pesa o Pescia, o di Passignano. Dopo il XVI secolo prevalse la tesi, sostenuta dal Flórez, che Attone fosse nativo di Badajoz, città dell'Estremadura. È certo che intorno al 1100 egli si trovava nell'abbazia di Vallombrosa, succedendo nella dignità di abate generale ad Almario verso il 1120, in un'epoca di prosperità dell'abbazia. Nominato vescovo di Pistoia con bolla di Innocenzo II in data 21 dicembre 1134, Attone continuò ad osservare le regole dell'Ordine, del quale curava gli interessi con la sua presenza nei capitoli e ricoprendo il ruolo di visitatore nei monasteri. Morì nel 1153.

Bastone pastoraleA Pistoia, sant'Attone, vescovo, che, abate nell'Ordine di Vallombrosa, fu poi posto alla guida della Chiesa di Pistoia.


Santa Umiltà


Rosanna Negusanti, nata a Faenza nel 1226, sposò 15enne Ugonotto dei Caccianemici. Ebbero due bimbi, morti entrambi in fasce. I due abbracciarono la vita religiosa. Lei, assunto il nome di Umiltà, entrò nel monastero vallombrosano di Sant'Apollinare. Alcune donne la presero a maestra e la seguirono a Vallombrosa. Ispirò la loro regola a quella di san Giovanni Gualberto. Morì nel 1310 a Firenze, dove fondò il Monastero delle Donne di Faenza. Riposa nel convento dello Spirito Santo a Varlungo (Fi).

A Firenze, beata Umiltà (Rosanna), che, con il consenso del marito, visse dodici anni come reclusa; su richiesta del vescovo, poi, costruì un monastero di cui divenne badessa e che associò all'Ordine di Vallombrosa.


Santissima Trinità


La solennità della Santissima Trinità ricorre ogni anno la domenica dopo Pentecoste, quindi come festa del Signore. Si colloca pertanto come riflessione su tutto il mistero che negli altri tempi è celebrato nei suoi diversi momenti e aspetti. Fu introdotta soltanto nel 1334 da papa Giovanni XXII, mentre l'antica liturgia romana non la conosceva.
Propone uno sguardo riconoscente al compimento del mistero della salvezza realizzato dal Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. La messa inizia con l'esaltazione del Dio Trinità "perché grande è il suo amore per noi".

Solennità della santissima e indivisa Trinità, in cui professiamo e veneriamo Dio uno e trino e la Trinità nell'unità.


San Michele Ho Dinh Hy


Il laico vietnamita Michele Ho Dinh Hy, coniugato, mandarino, ufficiale dell’imperatore e catechista, fu denunciato quale cristiano e per tale motivo fu atrocemente torturato ed infine decapitato. E’ stato Canonizzato il 19 giugno 1988 da Papa Giovanni Paolo II, insieme con altri 116 martiri suoi compatrioti.PalmaIn Annamia, ora Viet Nam, san Michele Hồ Đình Hy, martire, che, mandarino, ufficiale imperiale e catechista, denunciato come cristiano, morì decapitato dopo atroci supplizi.


Beati Giusto Samper e Dionisio Senmartin


Inviati in missione di redenzione a Tunisi in Africa da San Pietro de Amer nel 1279 per la provincia di Catalogna, i due mercedari Beati Giusto Samper e Dionisio Senmartin, liberarono 216 schiavi cristiani e annunziarono la fede ai mori. Stimati per il loro ardente zelo a favore dei prigionieri e la devozione verso le anime del purgatorio, morirono in pace nel 1350.L'Ordine li festeggia il 22 maggio.


Beati Giacomo Soler e Diego de Baja


Conoscitori delle Sacre Scritture, i Beati Giacomo Soler e Diego de Baja, furono inviati dall'Ordine Mercedario in redenzione ad Algeri in Africa. Predicando il vangelo e soccorrendo gli oppressi, liberarono dal giogo della schiavitù 289 prigionieri. Ricchi di sante opere morirono nel bacio del Signore.L'Ordine li festeggia il 22 maggio.


San Domenico Ngon


Nella città di An-Xà nel Tonchino, ora Viet Nam, san Domenico Ngôn, martire, che, padre di famiglia e contadino, si inginocchiò e adorò la croce che i soldati gli avevano ordinato di calpestare e, avendo professato senza paura davanti al giudice la propria fede cristiana, fu immediatamente decapitato.


Beati Pietro dell'Assunzione e Giovanni Battista Machado


Nella città di Kori in Giappone, beati Pietro dell'Assunzione, dell'Ordine dei Frati Minori, e Giovanni Battista Machado, sacerdoti e martiri, che, per avere esercitato clandestinamente il loro ministero, furono decapitati in odio alla fede cristiana.


Beato Giovanni Forest


A Londra in Inghilterra, beato Giovanni Forest, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori e martire, che subì il martirio sotto il re Enrico VIII per aver difeso l'unità della Chiesa cattolica, bruciato vivo sul rogo nella piazza di Smithfield insieme a delle sacre immagini lignee.


Santi Casto ed Emilio


In Africa, santi Casto ed Emilio, martiri, che conclusero la loro passione nel fuoco. Come scrive san Cipriano, vinti in un primo combattimento, il Signore li rese in una seconda prova vincitori, facendoli più forti di quelle fiamme a cui i corpi avevano precedentemente ceduto.


Beato Pietro da Cordova


Zelante mercedario, il Beato Pietro da Cordova, inviato ad Oran, in Algeria, liberò 84 schiavi anche dal pericolo dell'apostasia. Ornato da molte virtù dando lode a Dio morì in pace.L'Ordine lo festeggia il 22 maggio.


Beata Maria Domenica Brun Barbantini


Fondatrice delle Ministre degli infermi di San CamilloA Lucca, beata Maria Domenica Bruna Barbantini, religiosa, che fondò la Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi di San Camillo.


Santa Giulia


Giulia = appartenente alla 'gens Julia', illustre famiglia romana, dal latinoPalma, giglio, croce.Nell'isola di Corsica, commemorazione di santa Giulia, vergine e martire.


Beato Mattia da Arima


A Omura sempre in Giappone, beato Mattia da Aríma, martire, che, catechista, essendosi rifiutato di tradire un altro missionario, fu torturato fino alla morte.


San Lupo di Limoges


A Limoges ancora in Aquitania, san Lupo, vescovo, che sottoscrisse la fondazione del monastero di Solesme.


Santa Quiteria


Nel territorio di Aire-sur-le-Lys nella regione dell'Aquitania, in Francia, santa Quiteria, vergine.


Sant' Ausonio di Angouleme


Ad Angoulême sempre in Aquitania, sant'Ausonio, ritenuto primo vescovo di questa città.


Sant' Aureliano


Aureliano = oro e sole - latino e greco; che brilla, splendente - dall'etrusco


San Basilisco


A Gumenek nel Ponto, nell'odierna Turchia, san Basilisco, vescovo e martire.

23/05/2018 06.36
 
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San Giovanni Battista de' Rossi


Nacque nel 1698 a Voltaggio, in provincia di Genova ma a 13 anni, per motivi di studio, si trasferì a Roma nella casa di uno zio sacerdote, canonico a Santa Maria in Cosmedin. A Roma frequentò il liceo presso i gesuiti del Collegio Romano avviandosi agli ordini sacri. In quel periodo fu colto dai primi attacchi di epilessia, malattia che lo avrebbe fatto soffrire per tutta la vita. Venne ordinato sacerdote l'8 marzo 1721 e da allora diede ancora più slancio al suo apostolato, avviato in precedenza, tra gli studenti, i poveri e gli emarginati. Sulla scia di quell'impegno nacque la Pia Unione dei sacerdoti secolari di Santa Galla dal nome di un ospizio maschile da lui diretto. Giovanni ne volle uno anche per donne e lo dedicò a Luigi Gonzaga santo cui era devotissimo. Eletto canonico di Santa Maria in Cosmedin, venne dispensato dall'obbligo del coro per potersi dedicare con maggiore libertà ai suoi impegni apostolici. Negli ultimi mesi di vita l'epilessia si aggravò costringendolo a un vero e proprio calvario. Morì il 23 maggio 1764. Fu canonizzato da Leone XIII l'8 dicembre 1881.

Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraicoA Roma, san Giovanni Battista de Rossi, sacerdote, che accolse i poveri e i più emarginati, insegnando loro la sacra dottrina.


San Desiderio di Langres (o da Genova)


La sua esistenza nel secolo IV, è garantita da sant'Atanasio che lo indica come partecipante del Concilio di Sardica (oggi Sofia) nel 343; il suo nome compare anche negli atti del pseudo-concilio di Colonia del 346. San Desiderio, che occupa il terzo posto nella lista dei vescovi di Langres in Francia, sembra fosse originario di San Desiderio, nei dintorni di Genova. Varnacario, chierico di Langres, scrisse un racconto del suo martirio, dove spiega che Desiderio sarebbe stato decapitato durante un'invasione dei Vandali; probabilmente c'è confusione nelle tradizioni locali, perché Langres ebbe diverse invasioni barbariche. Una leggenda dice che dopo la decapitazione, il vescovo raccolse la sua testa e rientrò in città, attraverso una fenditura della roccia che si era aperta per farlo passare. Questa apertura viene mostrata ancora oggi. (Avv.)Bastone pastorale, PalmaPresso Langres nella Gallia lugdunense, ora in Francia, passione di san Desiderio, vescovo, che, come si tramanda, vedendo il suo popolo oppresso dai Vandali, si recò dal loro re per supplicarlo, ma, per ordine di costui, fu immediatamente sgozzato, offrendosi serenamente per il bene del gregge a lui affidato.


Sant' Eutizio di Norcia


Insieme a san Fiorenzo, il monaco Eutizio condusse vita solitaria nei pressi di Norcia. Fu poi eletto abate della splendida abbazia in val Castoriana, alle pendici dei Monti Sibillini, di cui non era stato il fondatore, ma che porta il suo nome. Essa risalirebbe ai primi tempi dell'invasione ostrogota, cioè dopo il 487. Nel Medioevo fu centro benedettino importantissimo. In un codice della sua biblioteca è contenuto un importante testo latino-volgare delle origini della lingua italiana, la Confessione di Norcia (XI sec.). Eutizio scomparve prima di Fiorenzo, la cui morte risale al 540.

Nel territorio di Norcia in Umbria, commemorazione di sant'Eutizio, abate, che, come racconta il papa san Gregorio Magno, dapprima praticò vita solitaria insieme a san Fiorenzo, conducendo molti a Dio con il suo incoraggiamento, e in seguito governò santamente il vicino monastero.


Beato Raimondo Folch


Figlio di Don Giovanni Folch, primo duca di Cardona (Spagna), il Beato Raimondo era destinato alla corte ma quando fu sul punto di essere presentato al Re, il giovane Raimondo si gettò ai piedi del padre supplicandolo di poter entrare nell'Ordine Mercedario. Avuto il consenso del padre, prese l'abito nel convento di Barcellona dove esercitò la via spirituale con umiltà e santità tanto che i reali di Castiglia Ferdinando ed Isabella lo vollero a corte per servirsi dei suoi consigli. Proclamato vescovo di Cuenca vi rinunciò per la sua grande umiltà finché santamente spirò nel convento di Saragozza fra le braccia dei suoi religiosi ed al suo funerale partecipò tutta la corte.L'Ordine lo festeggia il 23 maggio.


Beati Giuseppe Kurzawa e Vincenzo Matuszewski


I sacerdoti diocesani polacchi Jozef Kurzawa, nato a Swierczyn il 6 gennaio 1910, e Wincenty Matuszewski, nato a Chruscienska Wola il 3 marzo 1869, condivisero il martirio nei pressi di Witowo il 23 maggio 1940. Furono beatificati da Giovanni Paolo II a Varsavia (Polonia) il 13 giugno 1999 con altri 106 martiri polacchi.Nella cittadina di Witowo in Polonia, beati Giuseppe Kurzawa e Vincenzo Matuszewski, sacerdoti e martiri, che, durante l'occupazione della patria da parte di una potenza straniera, furono uccisi dai persecutori della Chiesa.


Beato Garcia de Cardenas


Missionario mercedario di grandi virtù, il Beato Garcia de Cardenas, aveva una particolare grazia nella predicazione, e soprattutto per la conversione degli indios. Si portò fino agli estremi confini della terra, fu difensore della fede cattolica e pieno di santità e opere buone si addormentò in una santa vecchiaia.
L’Ordine lo festeggia il 23 maggio.


Beato Cristoforo Soler


Uomo di grande santità e cultura, il Beato Cristoforo Soler, onorò l'Ordine Mercedario con la sua vita esemplare. Inviato ad Oran in Algeria, per redenzione, nel 1380 liberò da una barbara schiavitù 198 prigionieri. Con una santa morte raggiunse il regno dei giusti.L'Ordine lo festeggia il 23 maggio.


San Guiberto di Gembloux


Presso Gemboux nel territorio di Liegi in Lotaringia, nell'odierno Belgio, deposizione di san Guiberto, monaco, che, abbandonata la vita militare e abbracciata la disciplina della vita monastica, costruì un cenobio su un fondo di sua proprietà, ritirandosi poi nel monastero di Gorze in Lotaringia.


Beati 20 Martiri di Beziers


Nel convento mercedario di Béziers in Francia, 20 Santi religiosi dell'Ordine della Mercede, nell'anno 1562 furono crudelmente uccisi dagli Ugonotti per la difesa della loro fede in Cristo e meritarono di ricevere in cielo la corona trionfale. L'Ordine li festeggia il 23 maggio.


Santi Lucio, Montano e compagni


A Cartagine, nell'odierna Tunisia, santi Lucio, Montano, Giuliano, Vittorìco, Vittore e Donaziano, martiri, che, per la religione e la fede che avevano appreso dall'insegnamento di san Cipriano, affrontarono il martirio sotto l'imperatore Valeriano.


Beato Giulio da Porto


Insigne religioso mercedario, il Beato Giulio da Porto, compì una redenzione nella città di Granada (Spagna) dove liberò 100 schiavi dalla prigionia dei mussulmani. Santamente morì nella pace dei giusti.L'Ordine lo festeggia il 23 maggio.


San Michele di Sinnada


A Sínnada in Frigia, oggi in Turchia, san Michele, vescovo, che, uomo di pace, favorì la concordia tra Greci e Latini; relegato poi in esilio per il culto delle sacre immagini, morì lontano dalla patria.


Santi Martiri di Mesopotamia


Commemorazione dei santi martiri, che in Mesopotamia, nello stesso periodo, appesi per i piedi e con il capo rivolto in giù, furono soffocati dal fumo e arsi vivi.


Santi Martiri di Cappadocia


Commemorazione dei santi martiri, che in Cappadocia, durante la persecuzione dell'imperatore Massimiano, morirono con le gambe spezzate.


Sant' Onorato di Subiaco


Presso Subiaco nel Lazio, commemorazione di sant'Onorato, abate, che fu a capo della comunità che era stata in precedenza di san Benedetto.


San Siagrio di Nizza


A Nizza in Provenza, in Francia, san Siagrio, vescovo, che costruì un monastero presso il sepolcro di san Ponzio.


Sant' Efebo


A Napoli, sant'Efébo, vescovo, che governò il popolo di Dio con grande santità e lo servì fedelmente.


Santo Spes


Sempre a Norcia, san Spes, abate, che per quarant'anni sopportò la cecità con mirabile pazienza.
24/05/2018 08.46
 
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Beato Giovanni di Prado


Juan de Prado nacque nel 1563 a Morgovejo, Léon, da una nobile famiglia spagnola. Frequentò l'università di Salamanca e nel 1584 fece la sua professione religiosa nell'Ordine dei Frati Minori. Ricevuta poi l'ordinazione presbiterale, in un primo tempo fu inviato nel suo paese d'origine a predicare. Prestò servizio presso diverse comunità in qualità di maestro dei novizi ed in seguito come guardiano. Da quest'ultimo incarico fu poi però rimosso in seguito ad una falsa accusa. Stabilita definitivamente la sua innocenza, nel 1610 poté così essere eletto ministro della costituenda provincia di San Diego. Nel 1613 la peste in Marocco sterminò tutti i suoi confratelli impegnati nella difficile missione con la locale popolazione mussulmana. Juan venne così nominato dal papa missionario apostolico con poteri speciali. Qui si dedicò con due compagni agli schiavi cristiani. Le autorità locali intimarono loro di lasciare il paese, ma i tre francescani non demorsero e proseguirono nella loro attività. Una scelta che costò loro la carcerazione e i lavori forzati e infine un cruento martirio.

Palma, PietraIn Marocco, beato Giovanni da Prado, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori e martire, che fu mandato in Africa per offrire assistenza spirituale ai cristiani costretti in schiavitù nei regni degli infedeli; arrestato, testimoniò coraggiosamente la propria fede in Cristo davanti al tiranno Mulay al-Walid, per ordine del quale subì il martirio nel fuoco.


San Donaziano


Donaziano e Rogaziano erano fratelli che abitavano a Nantes, ma solo Donaziano aveva ricevuto il Battesimo e predicava la fede cattolica. Nel tempo di una persecuzione la cui data è ancora soggetta a discussione (sotto Diocleziano o sotto Decio) Donaziano, ancora adolescente, fu arrestato e gettato in prigione. Il legato tentò di condurre Rogaziano al culto degli idoli, ma, non essendovi riuscito, lo fece gettare nella stessa prigione. Desideroso del Battesimo, egli pensò che un bacio di suo fratello lo avrebbe sostituito. Tutti e due furono torturati qualche tempo dopo e uccisi. Dopo l'editto del 313 i corpi dei due martiri furono collocati in una chiesa più volte ricostruita, che ha il titolo di basilica minore dal 1889 e fu affidata ai monaci di San Martino di Tours. La data della festa ha subito uno spostamento dopo la Rivoluzione. Tutte le diocesi della Bretagna e anche gli altri paesi evangelizzati dai Bretoni, come il Canada, hanno luoghi di culto dedicati ai «fanciulli nantesi».

A Nantes nella Gallia lugdunense, in Francia, santi fratelli Donaziano e Rogaziano, martiri, dei quali, secondo la tradizione, il primo aveva ricevuto il battesimo, mentre l'altro era ancora catecumeno; giunti alla prova estrema, Donaziano, baciando il fratello, pregò Dio di concedere a colui che non era stato immerso nel sacro fonte battesimale di poter essere asperso dal suo stesso sangue versato.


San Rogaziano


Donaziano e Rogaziano erano fratelli che abitavano a Nantes, ma solo Donaziano aveva ricevuto il Battesimo e predicava la fede cattolica. Nel tempo di una persecuzione la cui data è ancora soggetta a discussione (sotto Diocleziano o sotto Decio) Donaziano, ancora adolescente, fu arrestato e gettato in prigione. Il legato tentò di condurre Rogaziano al culto degli idoli, ma, non essendovi riuscito, lo fece gettare nella stessa prigione. Desideroso del Battesimo, egli pensò che un bacio di suo fratello lo avrebbe sostituito. Tutti e due furono torturati qualche tempo dopo e uccisi. Dopo l'editto del 313 i corpi dei due martiri furono collocati in una chiesa più volte ricostruita, che ha il titolo di basilica minore dal 1889 e fu affidata ai monaci di San Martino di Tours. La data della festa ha subito uno spostamento dopo la Rivoluzione. Tutte le diocesi della Bretagna e anche gli altri paesi evangelizzati dai Bretoni, come il Canada, hanno luoghi di culto dedicati ai «fanciulli nantesi».

A Nantes nella Gallia lugdunense, in Francia, santi fratelli Donaziano e Rogaziano, martiri, dei quali, secondo la tradizione, il primo aveva ricevuto il battesimo, mentre l'altro era ancora catecumeno; giunti alla prova estrema, Donaziano, baciando il fratello, pregò Dio di concedere a colui che non era stato immerso nel sacro fonte battesimale di poter essere asperso dal suo stesso sangue versato.


Beato Luigi Zeffirino Moreau


Nato il 1° aprile 1824 a Bécancour, in Canada, da una famiglia di contadini, Luigi Zeffirino Moreau non godeva di buona salute. Nel 1839 entrò in Seminario a Nicolet, quindi in quello di Québec. Incominciò ad insegnare filosofia ma fu poi mandato nel Seminario di Montréal. Venne ordinato sacerdote 19 novembre 1846 e prestò servizio in vescovado. Fu poi trasferito nella nuova diocesi di Saint-Hyacinthe dove ricoprì l'incarico di segretario di vari vescovi e di parroco della Cattedrale. Nel 1874 fondò l'Unione di san Giuseppe, la prima assistenza laica di assistenza nel Paese. Il 19 dicembre 1875 fu nominato vescovo della diocesi. Riunì vari sinodi diocesani e nel 1877 fondò la Suore di san Giuseppe. Morì il 24 maggio 1901 e fu beatificato da Giovanni Paolo II il 10 maggio 1987. (Avv.)

Nella città di Saint-Hyacinthe in Canada, beato Ludovico Zefirino Moreau, vescovo, che nelle sue molteplici iniziative pastorali, esortava sempre se stesso ad essere in piena sintonia con la Chiesa.


San Vincenzo di Lerino


Si hanno scarse informazioni su di lui. Gallo di nazionalità, entrò già avanti negli anni del monastero di Lérins, fondato da San Onorato. In questo fiorente centro di cultura e di spiritualità compose il Commonitorium, opuscolo di notevole importanza contro l'eresia, e altri testi cristologici e trinitari. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture e dotato di una cultura umanistica, i suoi scritti sono notevoli per vigore ed eleganza stilistica, e per chiarezza e precisione di pensiero.Il suo Commonitorium ha avuto una straordinaria diffusione dalla Riforma ad oggi. Dibattuto dai cattolici e protestanti, vi si trova condensata la dottrina dei Padri sulle fonti della fede cristiana e i criteri per distinguere la dottrina ortodossa.Vincenzo = vittorioso, dal latinoBastone pastoraleNel monastero di Lérins in Provenza, in Francia, san Vincenzo, sacerdote e monaco, insigne per dottrina cristiana e santità di vita e premurosamente dedito al progresso delle anime nella fede.


San Simeone Stilita il Giovane


Il Martyrologium Romanum commemora in data odierna San Simone Stilita, sacerdote e anacoreta in Siria, detto "il Giovane" per distinguerlo dal santo omonimo vissuto un secolo prima. Visse sopra una colonna conversando con Cristo e gli angeli, dotato di poteri straordinari sui demoni e le forze delle natura.Simeone = Dio ha esaudito, dall'ebraicoSul monte Mirabile in Siria, san Simeone Stilita il Giovane, sacerdote e anacoreta, che visse su di una colonna in conversazione con Cristo, scrisse vari trattati di ascesi e fu dotato di grandi carismi.


Santa Giovanna


Il Martyrologium Romanum pone in data odierna la commemorazione di Santa Giovanna, moglie di Cusa, procuratore di Erode. Giovanna con altre donne servì Gesù e gli Apostoli ed il giorno della resurrezione del Signore, trovata la lapide del sepolcro ribaltata, lo riferì prontamente ai discepoli.Commemorazione della beata Giovanna, moglie di Cusa, procuratore di Erode, che insieme ad altre donne serviva Gesù e gli Apostoli con i propri beni e il giorno della Risurrezione del Signore trovò la pietra del sepolcro ribaltata e ne diede annuncio ai discepoli.


Beato Giovanni da Huete


Il Beato Giovanni da Huete, arricchì il convento mercedario di Santa Maria a Huete in Spagna con molti manoscritti, aumentando la biblioteca dello stesso in modo eccellente. Fu carissimo ai Re cristiani e agli infedeli i quali molti furono convertiti a Cristo.Glorioso per i miracoli e le virtù, nell'anno 1442 morì nella pace del Signore e fu sepolto nella chiesa dello stesso convento.L'Ordine lo festeggia il 24 maggio.


Beata Vergine Maria Ausiliatrice


Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno di Dio. “Auxilium Christianorum”, ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto.


Beato Tommaso Vasiere


Di origine francese, il Beato Tommaso Vasiere, religioso del convento mercedario di Santa Maria in Tolosa, si distinse per la sua ardente pietà. Partito come redentore per l'Africa, predicò con lodevole zelo e viva fede liberando 114 schiavi da una dura prigionia. Ritornato in patria morì nel suo convento in odore di santità.L'Ordine lo festeggia il 24 maggio.


Beato Diego Alonso


Missionario in Perù, il Beato Diego Alonso, fu un mercedario che si dedicò completamente per la gloria della chiesa e per la conversione degli indios.Evangelizzando quei popoli si consumò con grande amore per loro, operando molti miracoli e, lasciando una grande fama di santità, si addormentò nel Signore e fu pianto da tutti.L'Ordine lo festeggia il 24 maggio.


Santi Agostino Yi Kwang-hon, Agata Kim Agi e compagni


A Seul in Corea, santi martiri Agostino Yi Kwang-hŏn, nella cui casa si leggevano le Scritture, Agata Kim A-gi, madre di famiglia, che ricevette il battesimo in carcere, e sette compagni, i quali furono tutti insieme decapitati per la loro fede in Cristo.


San Gennadio di Astorga


A Peñalba nelle Asturie in Spagna, san Gennadio, che da abate fu fatto vescovo di questa sede; fu consigliere dei re, ma, spinto dal desiderio di vita monastica, rinunciò alla dignità episcopale, per trascorrere i restanti anni della sua vita da monaco ed eremita.


Santi Trentotto Martiri di Filippopoli (o di Plovdiv)


Commemorazione di trentotto santi martiri, che si ritiene siano stati decapitati a Filippopoli in Tracia, oggi Plovdiv nell'odierna Bulgaria, al tempo di Diocleziano e Massimiano.


Beato Filippo da Piacenza


A Piacenza, beato Filippo, sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino, che, per mortificare più aspramente la sua carne, indossava una armatura di ferro.


San Manahen di Antiochia


Commemorazione di san Mánaen, che, fratello di latte di Erode tetrarca, fu dottore e profeta della Chiesa che era ad Antiochia sotto la grazia del Nuovo Testamento.


San Zoello


A Listra in Licaonia, nell'odierna Turchia, san Zoello, martire.
25/05/2018 08.00
 
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San Gregorio VII

(Papa dal 30/06/1073 al 25/05/1085)

La riforma detta “gregoriana” non è solo opera di Ildebrando di Soana, poi papa Gregorio VII. Ma lui la soffre più di tutti, dopo aver aiutato pontefici riformatori per trent’anni. Di origine toscana, forse monaco, studia al Laterano, diventa cardinale con Alessandro II e nel 1073 gli succede. Riformare significa espellere tutti quelli – vescovi, abati, preti – che hanno mercificato la fede comprando cariche e facendo negozio dei sacramenti. Contro di essi si sono sviluppati dal basso movimenti di riforma (non sempre esenti da violenza). Con Gregorio, è il vertice che compie il massimo sforzo per cacciare gli indegni. E si scontra con i loro famelici parentadi, con gli interessi coalizzati, e con molte casate aristocratiche, da tempo abituate a scegliersi vescovi e preti. Papa Niccolò II (1059-61) ha già tolto ai sovrani e alla nobiltà romana l’ingerenza nelle elezioni papali. Ora Gregorio vieta su tutta la linea al potere laico di conferire i poteri spirituali (Sinodo del 1075). E poco dopo, con un documento detto Dictatus papae, codifica la sua visione di una Chiesa fortemente accentrata sul pontefice, come capo assoluto e diretto di ciascun vescovo, e col potere anche di destituire l’imperatore, esonerando i sudditi dall’obbedienza.
L’imperatore è il tedesco Enrico IV, 25 anni, re in Germania e in Italia, che si scontra col papa facendo eleggere a Milano un vescovo di sua fiducia. Alta protesta di Gregorio; ma Enrico replica, sostenuto da 30 vescovi tedeschi riuniti a Worms, dichiarando deposto il papa ("il falso monaco Ildebrando", dice il documento). Gregorio VII scomunica Enrico, che ora rischia il trono; vescovi e principi tedeschi gli impongono infatti di riconciliarsi col papa, in un incontro a Worms previsto nel febbraio 1077. Ma Enrico già in gennaio è a Canossa davanti al papa, in saio da penitente. E ottiene il perdono di Gregorio VII promettendogli di "sottostare al suo parere". Salva così il regno senza prendere impegni precisi. Poi continua come prima a nominare vescovi e abati. Nuovamente scomunicato, nel 1080 fa eleggere a Bressanone un antipapa (Clemente III). E fa occupare dalle sue truppe Roma.
Chiuso in Castel Sant’Angelo, il papa è poi liberato dal normanno Roberto il Guiscardo che viene dal Sud. Ma viene con mercenari predatori e assassini, che si fanno odiare dai romani per le loro atrocità. E l’odio ricade anche su Gregorio VII, che gli stessi romani nel 1073 avevano acclamato papa, prima ancora dell’elezione. Finisce i suoi giorni a Salerno, in una desolazione ben espressa dalle famose parole che gli sono attribuite: "Ho amato la giustizia e detesto l’iniquità: perciò muoio in esilio". Dice di lui lo storico Muratori: "Pontefice onorato da Dio in vita e dopo morto da vari miracoli, e perciò registrato nel catalogo de’ santi". Papa Paolo V ne autorizzerà il culto nel 1606.
Gregorio = colui che risveglia, dal grecoSan Gregorio VII, papa, che, portando il nome di Ildebrando, condusse dapprima la vita monastica e con la sua attività diplomatica aiutò molto i pontefici del suo tempo nella riforma della Chiesa; salito alla cattedra di Pietro, rivendicò con grande autorità e forza d'animo la libertà della Chiesa dal potere secolare e difese strenuamente la santità del sacerdozio; per tutto questo, costretto ad abbandonare Roma, morì in esilio a Salerno.


Beato Mario Vergara


Padre Mario Vergara, nato a Frattamaggiore (Napoli) il 18 novembre 1910, ultimo dei nove figli, spinto dal desiderio di amare Dio nei fratelli lontani e non credenti, a 19 anni nel 1929 entrò nel Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME). Inviato in Birmania, giunse a Toungoo nel 1934; qui si dedicò allo studio delle lingue delle tribù cariane e dopo qualche mese gli venne assegnato il distretto di Citaciò, della tribù dei Sokù con 29 villaggi. Era amato da tutti e tutti avevano una grande stima di lui, anche i sacerdoti indigeni; prediligeva i più deboli e gli ammalati che assisteva e accudiva con grande dedizione, diventando per tutti, cattolici e non, un punto di riferimento, noncurante dei disagi, del maltempo, della malaria che spesso lo colpì. Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, il 10 giugno 1940 l’Italia dichiarò guerra all’Inghilterra che aveva il protettorato sulla Birmania oggi Myanmar. Tutti i missionari italiani furono considerati fascisti, costretti ad interrompere tutte le attività e il 21 dicembre 1941 furono inviati nei campi di concentramento inglesi situati in India. Dopo tre anni, verso la fine del 1944 alcuni missionari compreso padre Mario Vergara, furono rilasciati e quindi poterono ritornare alle loro missioni. Il suo fisico si era molto indebolito, perché oltre alla spossatezza dovuta alla detenzione di quegli anni, aveva subito alcuni interventi chirurgici, fra cui l’asportazione di un rene. Nonostante la sua fragilità padre Vergara nel 1947 fondò un’altra missione in Birmania, quella di Shadaw. I suoi sforzi apostolici diedero subito ottimi risultati, provocando però il risentimento dei protestanti battisti; intanto in Birmania, che nel 1948 aveva ottenuta l’indipendenza dall’Inghilterra, scoppiò la guerra civile. La posizione di padre Mario Vergara diventò molto precaria, anche per la sua opposizione forte e coraggiosa ai soprusi delle truppe cariane ribelli di religione battista, che opprimevano l’indifesa popolazione, requisendo viveri e imponendo tasse insopportabili. Il 24 maggio 1950 padre Vergara, accompagnato dal suo catechista, il maestro Isidoro Ngei Ko Lat, si recò a Shadaw per protestare per un torto subito e lì vennero arrestati come spie del governo centrale; all’alba del 25 maggio 1950 furono uccisi a colpi di fucile e i loro corpi rinchiusi in sacchi, gettati nel fiume Salween e non più ritrovati; con loro fu ucciso anche padre Pietro Galastri, che dal 1948 era giunto a Shadow ad aiutare padre Vergara. Il 9 dicembre 2013 Papa Francesco ha decretato il riconoscimento del martirio di Padre Mario ed Isidoro.


Santa Maria Maddalena de' Pazzi


Nasce nel 1566 e appartiene alla casata de' Pazzi, potenti (e violenti) per generazioni a Firenze, e ancora autorevoli alla sua epoca. Battezzata con il nome di Caterina, a 16 anni entra nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli in Firenze e come novizia prende il nome di Maria Maddalena. Nel maggio 1584 soffre di una misteriosa malattia che le impedisce di stare coricata. Al momento di pronunciare i voti, devono portarla davanti all'altare nel suo letto. Da questo momento vivrà diverse estasi, che si succederanno per molti anni. Le descrivono cinque volumi di manoscritti, opera di consorelle che registravano gesti e parole sue in quelle ore. Più tardi le voci dall'alto le chiedono di promuovere la «rinnovazione della Chiesa» (iniziata dal Concilio di Trento con i suoi decreti), esortando e ammonendo le sue gerarchie. Scrive così a papa Sisto V, ai cardinali della curia; e tre lettere manda ad Alessandro de' Medici, arcivescovo di Firenze, predicendogli il suo breve pontificato. La mistica morirà nel 1607 dopo lunghe malattie.

Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraicoGiglioSanta Maria Maddalena de' Pazzi, vergine dell'Ordine delle Carmelitane, che a Firenze in Cristo condusse una vita nascosta di preghiera e di abnegazione, pregò ardentemente per la riforma della Chiesa e, arricchita da Dio di doni straordinari, fu per le consorelle insigne guida verso la perfezione.


San Cristoforo (Cristobal) Magallanes


È una pagina recente di storia della Chiesa quella che apriamo oggi con un santo latinoamericano. Pagina sanguinosa: perché anche nel cattolicissimo Messico i credenti sono stati a lungo perseguitati da uno Stato anticlericale. Nato a Guadalajara nel 1869, il sacerdote Cristobal Magallanes Jara fa parte della schiera di martiri messicani che vengono ricordati oggi. Missionario tra gli indigeni "huichole" e fervente divulgatore del Rosario, suscitò numerosissime vocazioni sacerdotali. Quando i persecutori chiusero il seminario di Guadalajara, si offrì di fondarne uno nella sua parrocchia. Davanti al plotone di esecuzione, nel maggio 1927, confortò un suo compagno di martirio: «Stai tranquillo, figliolo: solo un momento, e poi il Cielo». Il primo dei Martiri messicani a essere beatificato è stato il gesuita Miguel Agustin Pro (1988), poi nel 1992 lo seguirono altri 25 beati (22 preti e tre laici). Nel Giubileo del 2000 Giovanni Paolo II ne ha canonizzati 25.

PalmaNella cittadina di Catatlán nel territorio di Guadalajara in Messico, santi Cristoforo Magallanes e Agostino Caloca, sacerdoti e martiri, che, durante la persecuzione messicana, confidando strenuamente in Cristo Re, ottennero la corona del martirio.


Sant' Agostino Caloca Cortes


Nacque a San Juan Bautista de Teúl, Zacatecas (Arcidiocesi di Guadalajara), il 5 maggio 1898. Priore (diacono, economo) nella parrocchia di Totatiche e Prefetto del Seminario Ausiliare sito nello stesso paese, fu un esempio di purezza sacerdotale. Un militare, commosso per la mia giiovane età, gli offrì la libertà, lui l'avrebbe accettata solo se veniva concessa anche al parroco. Di fronte al plotone, di esecuzione, latteggiamento le parole del suo parroco lo colmarono di forza, tanto che esclamò: "Grazie a Dio viviamo e per Lui moriamo". Il 25 maggio 1927 venne fucilato a Colotlán, Jalisco (Diocesi de Zacatecas, Zac.). Di fronte al carnefice ebbe la forza di confortare il suo ministro e compagno di martirio, Padre Agustín Caloca, dicendogli: "Stai tranquillo, figliolo, solo un momento e poi il cielo". Dopo, rivolgendosi alla truppa, esclamó: "Io muoio innocente, e chiedo a Dio che il mio sangue serva per lunione dei miei fratelli messicani".PalmaNella cittadina di Catatlán nel territorio di Guadalajara in Messico, santi Cristoforo Magallanes e Agostino Caloca, sacerdoti e martiri, che, durante la persecuzione messicana, confidando strenuamente in Cristo Re, ottennero la corona del martirio.


Santa Maddalena Sofia Barat


Figlia di un bottaio, Maddalena Sofia Barat nacque il 13 dicembre 1779 a Joigny, presso Auxerre, nella Borgogna; morì a 86 anni nel 1865. Fondò a Parigi nel 1800 la Società del Sacro Cuore con lo scopo dell'educazione e dell'istruzione delle ragazze, specialmente dei ceti superiori; a queste scuole ella sempre annetterà alcune classi per i bambini poveri. La sua spiritualità è essenzialmente ignaziana, così come i principi della sua regola. La stessa santa spiega che "lo spirito della società è fondato essenzialmente sull'orazione e la vita interiore" e che il suo fine è di "glorificare il Sacro Cuore".
Nel corso del Giubileo del 1925 indetto da Papa Pio XI furono celebrate da marzo a giugno numerose canonizzazioni: Pietro Canisio, dottore della Chiesa; Teresa di Lisieux (o di Gesù Bambino), religiosa professa dell'Ordine del Carmelo; Maria Maddalena Postel e Maddalena Sofia Barat, due sante educatrici della gioventù.Maddalena = di Magdala, villaggio della Galilea - Sofia = sapienza, saggezza, daGiglioA Parigi in Francia, santa Maddalena Sofia Barat, vergine, che fondò la Società del Sacro Cuore di Gesù e si adoperò molto per la formazione cristiana delle giovani.


San Beda detto il Venerabile


Fu seguace di San Benedetto Biscop e di S. Ceolfrido, dedicandosi solo alla preghiera, allo studio e all'insegnamento del monastero di Jarrow. Fu anche amanuense e il Codex Amiatinus, uno dei più preziosi e antichi codici della Volgata, conservato nella biblioteca Laurenziana di Firenze, sarebbe stato eseguito sotto la sua guida. Della sua vasta produzione letteraria restano opere esegetiche, ascetiche, scientifiche e storiche. Tra queste c'è L'Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum, un monumento letterario universalmente riconosciuto da cui emerge la Romanità (universalità) della Chiesa. Studioso di tempra eccezionale e gran lavoratore, ha lasciato nei suoi scritti l'impronta del suo spirito umile sincero, del suo discernimento sicuro e della sua saggezza.StudiosiSan Beda il Venerabile, sacerdote e dottore della Chiesa, che, servo di Cristo dall'età di otto anni, trascorse tutta la sua vita nel monastero di Jarrow nella Northumbria in Inghilterra, dedito alla meditazione e alla spiegazione delle Scritture; tra l'osservanza della disciplina monastica e l'esercizio quotidiano del canto in chiesa, sempre gli fu dolce imparare, insegnare e scrivere.


San Gerio (Girio)


Gerio, o Girio, era un nobile francese originario della Linguadoca, il quale lasciò tutti i suoi beni per vivere da eremita. Nato tra il 1270 e il 1274, per una serie di acquisizioni e cessioni territoriali della famiglia, divenne conte di Roccaforte. Volendo vivere da solitario, si recò con il fratello in una zona piena di caverne. Lì rimasero a lungo isolati per la piena di un fiume e furono due serpenti a salvarli, portando del pane. Recatisi nella vicina chiesa per la Messa, raccontarono il miracolo. Presto la notizia si diffuse e molta gente li cercava. Allora partirono col desiderio di recarsi in Palestina. Prima, però, vollero visitare Roma. Qui Gerio seppe che ad Ancona un sant'uomo, Liberio, voleva partire per Gerusalemme. Pensando di viaggiare con lui, andò nelle Marche. Ma a Tolentino si sentì male e morì nei pressi di Potenza Picena (allora Monte Santo), che lo venera come patrono. Il culto è stato confermato nel 1742.

Potenza Picena (anticamente chiamata Monte Santo) (MC)Presso Montesanto nelle Marche, transito di san Gerio, che, un tempo conte di Lunel, visse da eremita e morì durante un santo pellegrinaggio.


Beato Giacomo Filippo Bertoni


Nasce a Celle di Faenza, la stessa parrocchia della Beata Raffaella Cimatti, nel 1454 da una povera famiglia e fu battezzato con il nome di Andrea. Entrò ancora fanciullo nei Servi di Maria di Faenza. Ordinato sacerdote, fu procuratore del convento (1478-1479) e svolse altri incarichi. Servizievole, sobrio nel parlare, mite e modesto, le sue virtù furono poste in evidenza dal suo primo biografo Niccolò Borghese, che guarito miracolosamente dal beato, ne scrisse la vita a soli tre mesi dalla morte. Giacomo Filippo Bertoni condusse una vita rigorosa di penitenza, contentandosi spesso di un solo pasto: per questo il suo aspetto, confermato sia dal Borghese che dall'iconografia, era macilento. Il 24 maggio 1483, vigilia della sua morte avvenuta per tisi, il beato Giacomo Filippo volle visitare i confratelli uno per uno, chiedendo loro perdono e preghiere.

A Faenza in Romagna, beato Giacomo Filippo (Andrea) Bertoni, sacerdote dell'Ordine dei Servi di Maria, insigne per il dono delle lacrime e la mirabile umiltà.


Sant' Antonio Caixal


Maestro in teologia ed arti, Sant'Antonio Caixal, vene eletto XV° Maestro Generale dell'Ordine Mercedario nel settembre 1405. Strenuo difensore dell'unità della Chiesa, i Re aragonesi trovarono in lui un rappresentante di categoriae come ambasciatore, partecipò ai concili di Perpignano (Francia), e Costanza in Svizzera, lottò con efficacia ed impegno per superare lo scisma d'Occidente. Lì fu nominato vescovo di Lyon che però rinunciò fino a che non fosse raggiunta l'unione della Chiesa. Famoso per i miracoli e degno di ricordo eterno morì santamente a Costanza il 25 maggio 1417 lasciando l'Ordine fortificato sia nella vita interna che nella redenzione degli schiavi.L'Ordine lo festeggia il 25 maggio.


San Giovanni da Granada


Figlio di Ozmin Aben Adriz e nipote del Re di Granada Ismael, entrambi saraceni convertiti alla fede cattolica, San Giovanni da Granada, fece gli studi a Salamanca e vestì l'abito dell'Ordine della Mercede nel convento di Valladolid. Per 13 anni fu commendatore del convento di Cordova, durante i quali costruì la nuova chiesa e nel 1407 fu eletto provinciale di Castiglia. Assieme al confratello San Pietro Malasanch fece due redenzioni in Africa nel 1415 e nel 1427, dal ritorno di quest'ultima furono ambedue catturati dai mori. Dopo vari maltrattamenti vennero assassinati a Granada, San Giovanni meritò la corona dei martiri nell'anno 1428.L'Ordine lo festeggia il 25 maggio.


San Pietro Malasanch


Di nobile famiglia catalana, San Pietro Malasanch, nacque a Lerida (Spagna); all'età di 18 anni, dopo aver assistito ad una predica, prese la decisione di entrare nell'Ordine Mercedario. Cominciò così una vita in povertà e santità che tutti i religiosi ne ammiravano il fervore.Nominato redentore compì due redenzioni in Africa con il confratello San Giovanni da Granada negli anni 1415 e 1427, ma dal ritorno dell'ultima, appena arrivati a Granada vennero arrestati dai mori. Subirono diversi maltrattamenti ed infine ricevettero il martirio, San Pietro Malasanch raggiunse la gloria celeste trafitto da frecce nel 1428.L'Ordine lo festeggia il 25 maggio.


Beato Isidoro Ngei Ko Lat


Isidoro Ngei Ko Lat è il primo Beato della Birmania. Il 24 maggio 1950 il giovane catechista Isidoro accompagnò Padre Mario Vergara, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere, a Shadaw per protestare per un torto subito e lì vennero arrestati come spie del governo centrale. All’alba del 25 maggio 1950 furono uccisi a colpi di fucile e i loro corpi rinchiusi in sacchi, gettati nel fiume Salween e non più ritrovati. Con loro fu ucciso anche Padre Pietro Galastri, che dal 1948 era giunto a Shadow ad aiutare Padre Vergara. Il 9 dicembre 2013 Papa Francesco ha decretato il riconoscimento del martirio di Isidoro e di Padre Mario.


Beato Bartolomeo Magi di Anghiari


È commemorato nel necrologio Francescano nel giorno 25 maggio: "Prope Empolim, in Tuscia, B. Bartholomaei Magi, ab Anglario, Confessoris qui castitate, humilitate et patientia exornatus, vitam prope angelicam duxit." Il culto del beato Bartolomeo Magi, oltre che nelle comunità Francescane, fu costante nei secoli anche nella devozione della Parrocchia di Anghiari: anzi la Chiesa di Santa Croce, con l'annesso Convento, rimane monumento in onore allo stesso Beato. Del beato Bartolomeo si ricorda anche il suo fervido incarico di Maestro dei Novizi al Convento della Verna.


San Dionigi Ssebuggwawo


In località Munyonyo in Uganda, san Dionigi Ssebuggwawo, martire, che, all'età di sedici anni, avendo affermato davanti al re Mwanga durante un interrogatorio di avere insegnato a due membri della corte i rudimenti della fede cristiana, fu dallo stesso sovrano trafitto con una lancia.


Beato Gerardo Mecatti


A Villamagna vicino a Firenze, commemorazione del beato Gerardo Mecatti, che, seguendo con passione l'esempio di san Francesco, distribuì i propri beni ai poveri e, ritiratosi in un eremo, per amore di Cristo si adoperò nell'accoglienza ai pellegrini e nell'assistenza agli infermi.


Sant' Aldelmo (Adelmo)


Aldelmo = Adelmo, nobile protettore, dall'antico tedescoBastone pastoraleIn Inghilterra, sant'Aldelmo, vescovo, che, celebre per la dottrina e gli scritti, già abate di Malmesbury, fu poi ordinato primo vescovo di Sherborne tra i Sassoni occidentali.


Beato Nicola (Mykola) Cehelskyj


Nel campo di prigionia della cittadina di Javas in Moldavia, beato Nicola Cehelskyj, sacerdote e martire, che, sotto un regime di persecuzione contro la religione, vinse con la forza della fede i supplizi del martirio.


San Pietro Doan Van Van


Nel Tonchino, ora Viet Nam, san Pietro Doàn Văn Vân, martire, che, catechista e responsabile della parrocchia di Bầu Nọ, ottuagenario suggellò con il sangue la sua perseveranza nella fede sotto l'imperatore Tự Đức.


San Dionigi di Milano


A Milano, commemorazione di san Dionigi, vescovo, che per la sua retta fede fu relegato dall'imperatore ariano Costanzo in Armenia, dove concluse la sua vita insignito del giusto titolo di martire.


San Canio (Canione) di Atella


Bastone pastorale, PalmaAd Atella in Campania, san Canione, vescovo e martire.


San Leone di Mantenay


Nel cenobio di Mantenay presso Troyes in Francia, san Leone, abate.
26/05/2018 08.50
 
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San Filippo Neri


Figlio di un notaio fiorentino di buona famiglia. Ricevette una buona istruzione e poi fece pratica dell'attività di suo padre; ma aveva subito l'influenza dei domenicani di san Marco, dove Savonarola era stato frate non molto tempo prima, e dei benedettini di Montecassino, e all'età di diciott'anni abbandonò gli affari e andò a Roma. Là visse come laico per diciassette anni e inizialmente si guadagnò da vivere facendo il precettore, scrisse poesie e studiò filosofia e teologia. A quel tempo la città era in uno stato di grande corruzione, e nel 1538 Filippo Neri cominciò a lavorare fra i giovani della città e fondò una confraternita di laici che si incontravano per adorare Dio e per dare aiuto ai pellegrini e ai convalescenti, e che gradualmente diedero vita al grande ospizio della Trinità. Filippo passava molto tempo in preghiera, specialmente di notte e nella catacomba di san Sebastiano, dove nel 1544 sperimentò un'estasi di amore divino che si crede abbia lasciato un effetto fisico permanente sul suo cuore. Nel 1551 Filippo Neri fu ordinato prete e andò a vivere nel convitto ecclesiastico di san Girolamo, dove presto si fece un nome come confessore; gli fu attribuito il dono di saper leggere nei cuori. Ma la sua occupazione principale era ancora il lavoro tra i giovani. San Filippo era assistito da altri giovani chierici, e nel 1575 li aveva organizzati nella Congregazione dell'Oratorio; per la sua società (i cui membri non emettono i voti che vincolano gli ordini religiosi e le congregazioni), costruì una nuova chiesa, la Chiesa Nuova, a santa Maria "in Vallicella". Diventò famoso in tutta la città e la sua influenza sui romani del tempo, a qualunque ceto appartenessero, fu incalcolabile.GiovaniFilippo = che ama i cavalli, dal grecoMemoria di san Filippo Neri, sacerdote, che, adoperandosi per allontanare i giovani dal male, fondò a Roma un oratorio, nel quale si eseguivano letture spirituali, canti e opere di carità; rifulse per il suo amore verso il prossimo, la semplicità evangelica, la letizia d'animo, lo zelo esemplare e il fervore nel servire Dio.


San Desiderio di Vienne


Nacque ad Autun intorno al 550, ma abitò a Vienne, nel Delfinato, fin dalla giovinezza e fu incorporato al clero di questa città. Vi ricevette il diaconato sotto il vescovo Verus, cui successe negli ultimi anni del secolo VI. Desiderio aveva fatto studi letterari e, divenuto vescovo, continuava ad insegnare la grammatica. In seguito a certe inimicizie fu vittima di calunnie: tradotto davanti ad un concilio riunito a Chalon-sur-Saone nel 602 o 603, fu deposto ed esiliato. Qualche anno più tardi, tuttavia, fu richiamato Vienne, accolto con gioia dai suoi diocesani, ma poiché la sua coscienza di vescovo lo portava a stigmatizzatizzare apertamente la disolutezza della corte, un giorno fu arrestato in chiesa. Condotto verso una destinazione sconosciuta, fu ucciso dalla scorta in un luogo che poi prese il nome di St.-Didier-sur-Chalaronne nel territorio lionese. Si è voluto affermare che egli sia stato condannato e lapidato su ordine della corte, ma sebbene la responsabilità del re Teodorico II sia incontestabile, si trattò dell'eccesso di zelo di un soldato che lo abbattè con una pietra e lo finì a colpi di bastone. Era il maggio del 607 o 611, secondo le fonti.

Desiderio = figlio tanto attesoBastone pastorale, PalmaNel territorio di Lione in Francia, passione di san Desiderio, vescovo di Vienne, che dalla regina Brunechilde, da lui redarguita per le sue nozze incestuose e altre depravazioni, fu dapprima mandato in esilio e poi, sempre per suo ordine, lapidato, meritando così la corona del martirio.


San Pietro Sanz i Jordà


Nato ad Ascò in Spagna, entrò nel convento domenicano di Lerida nel 1697 e fu ordinato sacerdote nel 1704. Sentito il richiamo missionario, chiese ed ottenne di trasferirsi in Estremo Oriente e arrivò a Manila nel 1713 dopo un viaggio faticosissimo. Dopo aver appreso il cinese si trasferì in Cina come vicario provinciale della regione di Fukien. Esercitò il suo apostolato indefessamente e con successo, nonostante la ripresa della persecuzione anticristiana. Rifugiatosi a Canton, fu ordinato vescovo nel 1730, ma dopo poco fu esiliato a Macao. Nel 1738 riuscì finalmente a tornare nel Fukien, riprendendo con rinnovato vigore a evangelizzare, curare gli ammalati e gli indigenti e a confortare i perseguitati. Nel 1746 si fece spontaneamente catturare dai persecutori per risparmiare ulteriori danni e afflizioni ai suoi buoni fedeli. Dopo una penosa prigionia, vissuta insieme ai confratelli domenicani i santi Francesco Serrano, Gioacchino Royo e Giovanni Alcober, fu decapitato il 26 maggio 1747.Bastone pastorale, PalmaIn località Fuzhou nella provincia del Fujian in Cina, san Pietro Sans i Jordá, vescovo dell'Ordine dei Predicatori e martire, che, arrestato insieme ad altri sacerdoti, attraverso un lungo cammino fu tratto in catene nel tribunale; giunto al luogo del supplizio, si inginocchiò e, terminata la preghiera, porse serenamente il capo alla scure.


Santa Maria Anna di Gesù de Paredes


Rimasta orfana dei genitori ancora fanciulla, si consacrò a Dio; ma non potendo essere accolta in un monastero, iniziò nella sua casa un particolare tipo di vita ascetica, dedicandosi all'orazione, al digiuno e ad altre pie pratiche. Tentò anche di recarsi tra gli Indios pagani per portare loro la fede. Accolta poi nel Terz'Ordine Francescano, si dedicò con grande generosità all'assistenza dei poveri e all'aiuto spirituale ai suoi concittadini. Fu proclamata Patrona dell'Ecuador; canonizzata da Pio XII nel 1950. E' il primo fiore francescano sbocciata alla santità in America Latina.EcuadorA Quito in Ecuador, santa Marianna di Gesù de Paredes, vergine, che nel Terz'Ordine di San Francesco consacrò la propria vita a Cristo e dedicò le proprie forze ai bisogni degli indigeni poveri e dei neri.


Beato Andrea Franchi


Nato a Pistoia ancora giovinetto entrò nel convento di s. Domenico della sua città. Grande predicatore e fervido propagatore della regolare osservanza, nel 1382 fu eletto vescovo per volontà del popolo e tanto fu lo zelo che mostrò per la salute delle anime e nell'aiutare i poveri, da essere chiamato 'Padre dei poveri'.Bastone pastoraleA Pistoia, beato Andrea Franchi, vescovo, che, priore dell'Ordine dei Predicatori, cessata l'epidemia della peste nera, riportò nei conventi dell'Ordine di questa regione l'osservanza della disciplina e approvò nella sua città le Confraternite dei penitenti al fine di favorire la pace e la misericordia.


Beato Francesco Patrizi da Siena


Nacque a Siena nel 1266. A 22 anni entrò nell'Ordine dei Servi. Ordinato sacerdote, si distinse per la sua carità, nell'impegno della predicazione e per la sua saggezza. Su di lui ci è rimasta una "legenda" scritta con tutta probabilità da fra Cristoforo da Parma, contemporaneo e confidente del beato. Francesco morì nel 1328. Il suo corpo si venera a Siena, nella chiesa dei Servi. Benedetto XIV ne confermò il culto nel 1743.A Siena, beato Francesco Patrizi, sacerdote dell'Ordine dei Servi di Maria, che si dedicò con mirabile zelo alla predicazione, alla direzione delle anime e al ministero della penitenza.


Santi Giovanni Doan Trinh Hoan e Matteo Nguyen Van Phuong


Nella città di Đồng Hới in Annamia, oggi Viet Nam, santi martiri Giovanni Đoàn Trinh Hoan, sacerdote, e Matteo Nguyễn Văn Phượng, che, padre di famiglia e catechista, offrì ospitalità al compagno di martirio; per la loro fede furono insieme sottoposti a tortura e ferocemente decapitati sotto l'imperatore Tự Đức.


Beati Arnaldo Buysson e 11 compagni


Ad Algeri in Africa, il Beato Arnaldo uysson e 11 Santi compagni, dopo aver redento 124 schiavi, per la fede di Cristo furono torturati crudelmente e rimanendo costanti nel loro credo ricevettero la palma del martirio nell'anno 1397, onorando l'Ordine Mercedario. L'Ordine li festeggia il 26 maggio.


San Ponziano Ngondwe


In località Ttaka Jiunge sempre in Uganda, san Ponziano Ngondwe, martire, che, ministro del re, mentre già infuriava la persecuzione, ricevette il battesimo; gettato subito in carcere, mentre veniva condotto sul colle del supplizio, fu trafitto con la lancia dal carnefice.


Sant' Andrea Kaggwa


In località Munyonyo in Uganda, sant'Andrea Kaggwa, martire, che, capo dei suonatori di timpano del re Mwanga e suo familiare, da poco iniziato a Cristo, insegnò la dottrina del Vangelo ai pagani e ai catecumeni e fu per questo crudelmente ucciso.


San Giuseppe Chang Song-jib


A Seul in Corea, san Giuseppe Chang Sŏng-jib, martire, che, di professione farmacista, divenuto cristiano, fu messo in prigione e morì tra crudeli supplizi.


San Lamberto di Vence


A Vance in Provenza, in Francia, san Lamberto, vescovo, prima monaco di Lérins, che si prese cura dei poveri e fu vero amante della povertà.


Beata Regintrude di Nonnberg


Badessa benedettina morta intorno al 750. Quarta badessa del convento di Nonnemberg presso Salisburgo.


San Simitrio (Simetrio) di Roma


Sempre a Roma nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova, san Simetrio, martire.


Santa Maria del Fonte presso Caravaggio


CremonaMaria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico


San Berengario di Saint-Papoul


Nel monastero di Saint-Papoul in Francia, san Berengario, monaco.


San Prisco


Nella regione di Auxerre in Francia, passione di san Prisco, martire, e compagni.


Santa Felicissima


A Todi in Umbria, santa Felicissima, martire.
27/05/2018 09.10
 
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Sant' Agostino di Canterbury


Abate benedettino a Roma, fu invitato da San Gregorio Magno ad evangelizzare l'Inghilterra, ricaduta nell'idolatria sotto i Sassoni. Qui fu ricevuto da Etelberto, re di Kent che aveva sposato la cattolica Berta, di origine franca. Etelberto si convertì, aiutò Agostino e gli permise di predicare in piena libertà. Nel Natale successivo al suo arrivo in Inghilterra, più di diecimila Sassoni ricevettero il battesimo. Il Papa inviò altri missionari e nominò arcivescovo e primate d'Inghilterra Agostino, che cercò di riunire la Chiesa bretone a quella sassone senza riuscirci perché troppo forte era il rancore dei bretoni contro gli invasori sassoni. Suo merito però è stato quello di aver convertito quasi tutto il regno di Kent.Agostino = piccolo venerabile, dal latinoBastone pastoraleSant'Agostino, vescovo di Canterbury in Inghilterra, che fu mandato dal papa san Gregorio Magno insieme ad altri monaci a predicare la parola di Dio agli Angli: accolto con benevolenza da Edilberto re del Kent, imitò la vita apostolica della Chiesa delle origini, convertì il re e molti altri alla fede cristiana e istituì in questa terra numerose sedi episcopali. Morì il 26 maggio.(26 maggio: A Canterbury in Inghilterra, deposizione di sant'Agostino, vescovo, la cui memoria si celebra domani)


Sant' Atanasio Bazzekuketta


Atanasio Bazzekuketta fa parte del gruppo - venerato oggi con la dizione Carlo Lwanga e compagni - di 22 martiri ugandesi. Questi furono uccisi in diverse fasi sotto il re Muanga, durante una persecuzione che costò la vita in poco più di un anno, dal novembre 1885 al febbraio 1887, a un centinaio di cristiani. Muanga e il predecessore, re Mutesa, avevano accolto favorevolmente l'annuncio del Vangelo da parte dei missionari Padri Bianchi. Ma l'erede, salito al trono, mutò tragicamente parere. Atanasio era il custode del regio tesoro e fu ucciso il 3 giugno del 1886 a soli 20 anni. Si offrì ai carnefici che durante una marcia di trasferimento dei cristiani imprigionati ne uccidevano uno a ogni crocicchio per incutere terrore agli altri. I martiri ugandesi sono stati beatificati nel 1920 da Benedetto XV e canonizzati nel 1964 da Paolo VI, che nel 1969 consacrò il santuario a loro dedicato nella località ugandese di Namugongo.

In località Nakiwubo in Uganda, sant'Atanasio Bazzekuketta, martire, che, giovane della casa reale, essendo stato da poco battezzato, mentre veniva condotto con gli altri al luogo del supplizio per aver accolto la fede di Cristo, implorò i carnefici di ucciderlo subito e, preso a bastonate, portò a compimento il suo martirio.


San Bruno di Wurzburg


Figlio del duca Corrado I e di Matilde di Svevia, fu capo della Cancelleria imperiale italiana dal 1027 al 1034, quando fu nominato vescovo di Würzburg. Durante il suo episcopato vigilò sulla moralità del clero e si adoperò per la promozione della sua diocesi. Nel 1045 seguì l'imperatore Enrico III nella campagna in Ungheria che gli fu fatale. Mentre mangiava nel castello della contessa Reichilde, a Persenberg sul Danubio, il pavimento della sala da pranzo sprofondò. Molti ospiti morirono sul colpo, Bruno sopravvisse una settimana per poi spirare il 27 maggio 1045. Le sue spoglie sono conservate nella cripta del Duomo di Würzburg, alla cui costruzione aveva dato inizio nel 1040. Bruno ha lasciato numerose opere scritte tra le quali l'«Expositio in Psalmos», commento ai salmi ispirati ai padri della Chiesa soprattutto sant'Agostino e Cassiodoro.

Bruno = allude al colore della carnagioneBastone pastoraleA Würzburg nella Franconia in Germania, san Bruno, vescovo, che restaurò la chiesa cattedrale, riformò il clero e spiegò al popolo le Sacre Scritture.


Beato Dionisio da Semur


Di nazionalità francese, il Beato Dionisio da Semur, fu insigne maestro in Sacra Teologia dell'Ordine della Mercede.Trovandosi, nel 1534, ad Algeri in Africa per redenzione, soffrì molti tormenti per il nome di Cristo.Liberò dalle mani dei mussulmani 109 schiavi e predicò la fede; ritornato in patria morì santamente nel convento di Narbona.L'Ordine lo festeggia il 27 maggio.


San Giulio (il veterano) di Durostoro


A Silistra in Mesia, nell'odierna Bulgaria, san Giulio, martire, che, veterano dell'esercito ormai in pensione, fu arrestato in tempo di persecuzione dagli ufficiali e portato davanti al governatore Massimo e, avendo disprezzato in sua presenza gli idoli e confessato con grande fermezza la fede di Cristo, fu punito con la condanna a morte.


Beati Edmondo Duke, Riccardo Hill, Giovanni Hogg e Riccardo Holiday


In località Dryburne presso Durham in Inghilterra, beati Edmondo Duke, Riccardo Hill, Giovanni Hogg e Riccardo Holiday, sacerdoti e martiri, che, tornati in patria dal Collegio Inglese di Reims, durante il regno di Elisabetta I furono condannati a morte in quanto sacerdoti e impiccati.


San Gausberto


Nel monastero di Montsalvy presso Clermont-Ferrand nell'Aquitania, in Francia, san Gausberto, sacerdote ed eremita, per la cui opera quel luogo, in precedenza selvaggio, divenne un ospizio per l'accoglienza ai pellegrini.


Sante Barbara Kim e Barbara Yi


A Seul in Corea, sante martiri Barbara Kim, vedova, e Barbara Yi, vergine dell'età di quindici anni: entrambe detenute in carcere per la fede in Cristo, morirono di peste.


San Gonzaga Gonza


In località Lubawo sempre in Uganda, san Gonzaga Gonza, martire, che, domestico del re, mentre veniva condotto in catene al rogo, fu trafitto con le lance dai carnefici.


San Restituto di Roma


A Roma al sedicesimo miglio della via Nomentana, san Restituto, martire.


Sant' Eutropio di Orange


A Orange in Provenza, in Francia, sant'Eutropio, vescovo.

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POTRESTE AVERE DIECIMILA MAESTRI IN CRISTO, MA NON CERTO MOLTI PADRI, PERCHE' SONO IO CHE VI HO GENERATO IN CRISTO GESU', MEDIANTE IL VANGELO. (1Cor. 4,15 .
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