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Perchè la errata DATA del 607 A.C. non viene rettificata dalla WTS

Ultimo Aggiornamento: 05/08/2018 14.52
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06/09/2013 16.08
 
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Pur di mantenere la validità di erronee interpretazioni profetiche sulle date recenti e in particolare quella del 1914, la WTS si ostina a negare di aver sbagliato anche su una DATA del passato: quella del 607 in cui secondo la WTS sarebbe avvenuta la deportazione babilonese che invece gli storici collocano al 587/586 A.C.

Fonte:   http://www.infotdgeova.it/


[Modificato da Credente. 05/08/2018 14.52]
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06/09/2013 16.09
 
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Ecco che cosa insegna la Società Torre di Guardia:

«Il babilonese Nabucodonosor distrusse Gerusalemme e il suo tempio nel 607 a.E.V. e portò prigionieri a Babilonia i superstiti» - La Torre di Guardia del 1/9/1983, p. 18.

«Desolazione e restaurazione. Il 9 tammuz del 607 a.E.V. venne aperta una breccia nelle mura della città. Un mese dopo, il 10 ab, Nebuzaradan, inviato di Nabucodonosor, entrò nella città vinta e cominciò a demolirla, incendiando il tempio e altri edifici e abbattendo le mura. Il re e gran parte della popolazione furono esiliati in Babilonia e i tesori di Gerusalemme furono portati via come bottino» - Perspicacia, p.1053, voce "Gerusalemme".

«In 2 Re capitolo 25, in 2 Cronache capitolo 36 e in Geremia capitolo 39 la Bibbia parla della distruzione di Gerusalemme nel 607 a.E.V., dicendo che l'esercito di Nabucodonosor diede alle fiamme la città» - La Torre di Guardia del 15/6/1997, pp.11,12.

«Secondo la Bibbia la devastazione di Babilonia avvenne nel 607 a.E.V.» - La Torre di Guardiadel 15/11/2002, p. 5.

In tutte le sue pubblicazioni la Watch Tower sostiene che Gerusalemme venne distrutta nel 607 a.C. Questo è l'elenco tratto dall'Indice delle pubblicazioni Watch Tower dal 1945 al 1999:

607, caduta di Gerusalemme ad opera di Babilonia: ad 530, 1156; w84 15/1 19-21; kc 134-8, 186-9; w80 1/3 20, 23; w80 15/6 24; w80 15/7 26; w80 15/8 14; w78 1/6 24; gh 22, 40; hs 76; w76 530-1; ts 156-7; pm 136, 161-2; g72 8/11 27-9; si 281; w69 77-8; w65 223-4, 276, 343; w63 429; ln 15; w62 5-6; g60 22/8 7; w55 605-6; w52 312 (Indice 1986-1999:) 607, distrutta Gerusalemme: si 139, 285; it-1 12, 626, 1053; it-2 326, 358, 374, 917; w89 15/3 21-2; w88 1/3 30


Ed ecco cosa insegnano invece gli storici:


G. RICCIOTTI, Storia d'Israele, Torino, vol. I, 1964, p. 492.


G. RAVASI, Antico Testamento, Milano, 2002, pp. 266, 267.


H. HERRMANN, Storia d'Israele, Brescia, 1977, p. 378.


G. FILORAMO (a cura di), Storia delle religioni, Bari, vol. II, 1995, p.


Enciclopedia della Bibbia, Torino, SEI, vol. III, p. 819.

 
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06/09/2013 16.10
 
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Nessuno storico sostiene che Gerusalemme sia caduta nel 607 a.C. Tutti i libri, le enciclopedie, gli atlanti e i manuali di storia datano l'evento al 586-587 a.C. L'oscillazione di un anno (586-87) è dovuta alla difficoltà di far combaciare il calendario antico con quello moderno, che talora è difficile da convertire con assoluta precisione.


Tolomeo e la cronologia

Molte informazioni qui esposte sono tratte dal libro 
I Testimoni di Geova: un'ideologia che logora

di A. Aveta, ed. Dehoniane, Roma, 1990, pp. 252-254.

 

Dato che non esistono storici che accettano la cronologia della Watch Tower sul 607, ecco che la Società deve riuscire a ...creare qualche 'autorità' che sostenga le sue erronee opinioni. Questo è quanto è accaduto con il fisico Robert R. Newton, autore del libro "The Crime of Claudius Ptolemy", citato nella Torre di Guardia del 1/6/1978, p. 30; sotto il titolo "Tolomeo Claudio: un impostore?" ecco cosa si leggeva in quella rivista:


«Quanto è accurata la cronologia dell'antico Impero Babilonese attualmente accettata? Per molti anni i cronologi hanno preso molto seriamente l'elenco dei re compilato da Tolomeo Claudio, studioso greco del secondo secolo, considerato spesso il più grande astronomo dell'antichità.

Tuttavia, nel suo nuovo libro "The Crime of Claudius Ptolemy", il noto fisico Robert R. Newton dell'Università John Hopkins presenta la prova che Tolomeo "inventò di proposito" molte osservazioni astronomiche per dimostrare certe teorie da lui formulate, "onde poter asserire che le osservazioni convalidavano le sue teorie".

La rivista "Scientific American", nei suoi commenti sul libro di Newton, osserva: "In tale falsificazione Tolomeo può essere giunto a inventare la durata del regno dei re babilonesi. Dato che la moderna ricostruzione della cronologia babilonese è stata basata in gran parte su una lista di re di cui Tolomeo si servì per precisare le date di presunte osservazioni babilonesi, secondo Newton 'tutta la cronologia di una certa importanza deve ora essere riesaminata senza più riporre alcuna fiducia nella lista tolemaica [dei re]'". - Ottobre 1977, pag. 80.

Queste scoperte illustrano come non ci sia da fidarsi della storia e dei calcoli cronologici secolari quando contrastano con la Bibbia. A differenza degli storici secolari, gli scrittori della Bibbia non avevano nulla da guadagnare presentando i fatti sotto falsa luce. Inoltre, ciò che scrissero divenne parte di "tutta la Scrittura" che "è ispirata da Dio". - 2 Tim. 3:16».

 

La Torre di Guardia ha però 'dimenticato' di citare in seguito la rivista Scientific American del marzo 1979, nella quale, parlando del  libro The Crime of Claudius Ptolemy di Newton, si riferiva che «storici ed astronomi hanno studiato il libro [di Newton] e parecchi hanno concluso che l'accusa di frode [rivolta a Tolomeo] è infondata». In sintesi la rivista Scientific Americanconcludeva: «Il processo di Newton contro Tolomeo crolla perché esso si basa su una imperfetta analisi statistica e sull'inosservanza dei metodi dell'antica astronomia». Newton ha dovuto poi ammettere che "la cronologia Babilonese non è il [suo] campo".

Ma allora chi ha fornito a Newton le inesatte informazioni riportate nel suo libro? Nella prefazione Newton ringrazia la persona che ha collaborato con lui fornendogli alcuni chiarimenti circa il rapporto esistente tra la cronologia e l'Astronomia. Ebbene, questo collaboratore di Newton è... un testimone di Geova!! Questo spiega l'astio (ingiustificato) di Newton contro Tolomeo: esprimeva, infatti, il punto di vista del suo collaboratore TdG!

Ecco come si sono svolti i fatti:

1) un TdG influenza l'opinione di uno studioso, Robert R. Newton, affinché pubblichi un libro che sostenga il punto di vista della WTS sull'inattendibilità di Tolomeo;
2) La rivista Torre di Guardia pubblicizza il libro di Newton nell'edizione del 1/6/1978; questo permette di far credere ai TdG di tutto il mondo che la posizione della Watch Tower sia scientificamente valida;
3) il lavoro di Newton viene esaminato da vari studiosi e giudicato parzialmente inattendibile e a Tolomeo viene restituita la credibilità che gli spetta;
4) La Società non pubblica comunque nessuna rettifica e le opinioni di Newton vengono ancora oggi ritenute valide dai TdG.

È vero che "gli scrittori della Bibbia non avevano nulla da guadagnare presentando i fatti sotto falsa luce". Questo non si può certo dire tuttavia del modo in cui si è comportata la Società Torre di Guardia, anche in questo caso! 

Atri particolari su R. Newton e l'articolo di Scientifc American
cliccando qui


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06/09/2013 16.11
 
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I 70 anni di desolazione

 

I TdG obiettano che la data storicamente accertata del 587 a.C. per la caduta di Gerusalemme sarebbe in contrasto con la Bibbia, poiché le Scritture dicono che l'esilio durò 70 anni: 

«Quindi risalendo di 70 anni da quando i giudei tornarono nella loro patria nel 537 a.E.V., arriviamo al 607 a.E.V., data in cui Nabucodonosor nel suo 18° anno di regno distrusse Gerusalemme, rimosse Sedechia dal trono e pose fine alla discendenza di re giudei» - Libro Venga il tuo regno, Appendice, p. 189.

Nella stessa appendice (pp. 186,187) la Società Torre di Guardia cita le principali fonti che sostengono la data del 586/7:


«Canone di Tolomeo: Tolomeo Claudio fu un astronomo greco che visse nel secondo secolo E.V. Il suo Canone, o elenco di re, aveva relazione con un'opera di astronomia che egli aveva scritto. La maggioranza degli storici moderni accettano le informazioni di Tolomeo intorno ai re neobabilonesi e alla durata dei loro regni (benché Tolomeo ometta in effetti il regno di Labashi-Marduk). Evidentemente Tolomeo basò le sue informazioni storiche su fonti che risalivano al periodo dei Seleucidi, che cominciò più di 250 anni dopo che Ciro aveva catturato Babilonia. Non sorprende dunque che le cifre di Tolomeo concordino con quelle di Beroso, un sacerdote babilonese del periodo seleucide.

Stele di Harran di Nabonedo (NABON H 1, B): Questa stele (o pilastro con un'iscrizione) contemporanea fu scoperta nel 1956. Menziona i regni dei re neobabilonesi Nabucodonosor, Evil-Merodac, Neriglissar. Le cifre date per questi tre concordano con quelle del Canone di Tolomeo.

VAT 4956 [1]: Questa è una tavoletta cuneiforme che provvede informazioni astronomiche databili al 568 a.E.V. Dice che le osservazioni furono fatte nel 37° anno di Nabucodonosor. Questo corrisponderebbe alla cronologia che pone il suo 18° anno di regno nel 587/6 a.E.V. Tuttavia, si ammette che questa tavoletta è una copia fatta nel terzo secolo a.E.V. Quindi è possibile che le sue informazioni storiche siano semplicemente quelle accettate nel periodo seleucide.

Tavolette commerciali: Si sono trovate migliaia di tavolette cuneiformi neobabilonesi contemporanee che riportano semplici trattative d'affari, recanti l'anno del re babilonese quando avvenne la trattativa. Si sono trovate tavolette di questa sorta per tutti gli anni di regno dei re neobabilonesi conosciuti nell'accettata cronologia del periodo».

 

Dopo aver elencato queste fonti, concordi nel provare che Gerusalemme cadde nel 587/6 a.C., la Società cerca di insinuare dei dubbi sulla loro validità:

«Da un punto di vista secolare, tali criteri possono dare l'idea che sostengano la cronologia neobabilonese con il 18° anno di Nabucodonosor (e la distruzione di Gerusalemme) nel 587/6 a.E.V. Ciò nonostante, nessuno storico può negare la possibilità che la presente immagine della storia babilonese sia ingannevole o errata».

Questo tentativo di invalidare le fonti storiche risulta essere veramente debole e poco convincente. Solo riferendoci, infatti, ad una di queste fonti, il Canone di Tolomeo, possiamo affermare che la cronologia che vi è riportata è fidata e sicura, come è costretta, suo malgrado, a riconoscere la stessa Torre di Guardia: "La maggioranza degli storici moderni accettano le informazioni di Tolomeo intorno ai re neobabilonesi e alla durata dei loro regni".[2]

Tra le acquisizioni più recenti che contribuiscono ad avvalorare ulteriormente la cronologia, vi sono le tavolette di Saros, nelle quali vengono riportati numerosi fenomeni astronomici molto particolareggiati e numerose eclissi di luna con cadenze di 18 anni, che permettono di fissare numerose date assolute. Questi ultimi documenti hanno per gli astronomi una rilevanza tale da rendere addirittura superflue le informazioni contenute nell'Almagesto di Tolomeo. Anche queste tavolette dimostrano che Gerusalemme cadde nel 586/7 a.C.

A proposito di date assolute, la Watch Tower accetta il 539 a.C. come anno della caduta di Babilonia, ritenendola una data certa e fidata. Tuttavia, gli stessi storici che sostengono che Babilonia venne catturata da Ciro nell'ottobre del 539 a.C., affermano che nel 605 a.C. Nabucodonosor sconfisse gli egiziani e tornò poi a Babilonia per assumere il potere regale. Se Gerusalemme venne distrutta nel 18° anno (escluso l'anno dell'ascesa al trono) del regno di Nabucodonosor (Ger. 52:12), questo significa che la distruzione della città avvenne, secondo gli storici, nel 587. Non è possibile accettare una data e respingerne un'altra, altrettanto fermamente stabilita, solo perché in contrasto con le peculiari interpretazioni bibliche e con le speculazioni "profetiche" della WTS.

Basta inoltre qualche semplice calcolo - basato sulle date che la stessa Watch Tower accetta - per dimostrare ulteriormente che la Società è in errore: esistono, infatti, molte migliaia di documenti commerciali, scritti in caratteri cuneiformi e datati, che permettono di stabilire che dal terzo anno di regno di Nabucodonosor fino al primo anno di Dario I° trascorsero 81 anni; quindi 83 anni dividono il primo anno di Nabucodonosor dal primo anno di Dario. Anche i Testimoni di Geova sostengono che il primo anno di Dario corrisponde al 521 a.C. (Cfr.Perspicacia, p. 651) e quindi il primo anno di Nabucodonosor corrisponde al 604 a.C. (521+83 = 604). La data del 607 a.C. non può quindi essere corretta: infatti Nabucodonosor avrebbe dovuto distruggere Gerusalemme tre anni prima di ascendere al trono dal momento che la Bibbia afferma che quella distruzione si verificò durante il suo diciottesimo anno di regno (Geremia 52:29) Anche questo semplice calcolo dimostra così che il 18° anno del regno di Nabucodonosor fu il 587 a.C. (604-18= 587/586), come viene insegnato in tutti i libri di storia. 

Non c'è comunque nessun bisogno di invalidare la cronologia per riuscire ad armonizzare la Bibbia con la Storia. Infatti, è possibile accettare sia la data del 586/7 per la caduta di Gerusalemme, sia i "70 anni di desolazione", senza che vi sia alcun contrasto tra storia e Bibbia.

Si deve innanzitutto notare che la Bibbia non menziona una sola devastazione di Gerusalemme; infatti, Daniele 9:2 parla di "le devastazioni di Gerusalemme" (TNM). Quindi non si trattò di un solo evento ma di una progressione di "devastazioni", verificatesi secondo la seguente successione:

  1. Nel I anno di Nabucodonosor (605 a.C.): II Re 24:1; II Cron. 36:5,6; Dan. 1:1,2;
  2. nel VII anno di Nabucodonosor (598 a.C.): II Re 24:12-17; II Cron. 36:9,10; Ger. 52:28;
  3. nel XVIII anno di Nabucodonosor (587 a.C.): II Re 25:8-12; Ger. 52:29;
  4. nel XXIII anno di Nabucodonosor (582 a.C.): Ger. 52:30.

Con quale criterio la WTS sceglie la data da cui far iniziare la "devastazione" che contrassegnerebbe l'inizio dei 70 anni? Prima che Gerusalemme venisse distrutta nel 18° anno di Nabucodonosor (587 a.C.) la "desolazione" era già cominciata: il tempio era già stato saccheggiato (Dan. 1:2); il meglio della nobiltà ebraica era stato deportato a Babilonia (Dan. 1:3,4); Geremia aveva esortato il popolo d'Israele alla sottomissione pacifica al re di Babilonia (Ger. 27:11,17). Quindi Gerusalemme non sarebbe stata distrutta se gli Ebrei non si fossero ribellati a Babilonia ed i 70 anni di cattività sarebbero trascorsi senza ulteriori danni per Gerusalemme ed il suo popolo (Ger. 29:10-14). Inoltre la Bibbia attesta che le "desolazioni" di Gerusalemme erano già iniziate prima che la città ed il tempio fossero distrutti: "...a Gerusalemme e alle città di Giuda e ai suoi re, ai suoi principi, per farne un luogo devastato, un oggetto di stupore, qualcosa a cui fischiare e una maledizione, proprio come in questo giorno" (Ger. 25:18; TNM). 

In questa ottica i 70 anni di devastazioni, a partire dal I anno di Nabucodonosor, potrebbero includere:

  • un periodo di tempo in cui gli Ebrei vivevano ancora in Giuda, sebbene sotto la supremazia di Babilonia;
  • il tempo della distruzione del Tempio nel 18° anno di Nabucodonosor;
  • un periodo in cui la Giudea fu realmente disabitata.

Come ipotesi di studio da approfondire si può suggerire che i 70 anni, profetizzati da Geremia, potrebbero essere trascorsi dal 609 a.C. al 539 a.C.

  •  Sempre sul piano delle possibili interpretazioni, si può sostenere che la data della distruzione di Gerusalemme si potrebbe ricavare partendo dal completamento del Tempio. Infatti, in Zaccaria (1:12; CEI) si legge: «Signore degli eserciti, fino a quando rifiuterai di aver pietà di Gerusalemme e delle città di Giuda, contro le quali sei sdegnato? Sono ormai settant'anni!». Quando fu completata la ricostruzione del Tempio? Esdra (6:15) afferma che esso fu riedificato e dedicato nel "sesto anno del regno di Dario il re"; i TdG collocano questa data intorno al 515-516 a.C.: «Con la  cooperazione delle autorità e col continuo incoraggiamento dei profeti (Zac 7:1; 8:1-9, 20-23), i lavori del tempio furono felicemente portati a termine "il terzo giorno del mese lunare di adar, cioè nel sesto anno del regno di Dario" (Esd 6:13-15; entro il 6 marzo del 515 a.E.V.)» -Perspicacia, p. 652. Nella Torre di Guardia del 1/12/1960, p.730, si legge: «Ricostruito il tempio di Gerusalemme, 520-516 a.C.» (cfr. Aid to Bible understanding, p. 348; e Paradiso restaurato per il genere umano, dalla Teocrazia!, p. 60). Quindi, risalendo di 70 anni, si giungerebbe al 587/86 a.C. come data d'inizio della desolazione predetta; il che, indirettamente, sosterrebbe questa data come anno della distruzione del tempio di Gerusalemme.

    Alla stessa conclusione si giunge dall'esame del passo di Zaccaria cap. 7, versetti 1 e 5, ove si legge che nel quarto anno di Dario - cioè il 518-517, secondo la stessa Watch Tower (cfr. Tutta la Scrittura, p. 169) -, erano 70 anni che gli ebrei digiunavano ogni anno dalla distruzione di Gerusalemme. Anche in questo caso, con un semplice calcolo - 517+70 = 587 -, si risale in maniera abbastanza precisa al 587 come data della distruzione di Gerusalemme.

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    06/09/2013 16.12
     
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    Possiamo senz'altro affermare che se non fosse per la necessità di giustificare la sua cronologia che porta al 1914, anche la WTS, come tutti, avrebbe accettato la data storicamente accertata del 587. La Società si aggrappa invece alla data erronea del 607 per non dover stravolgere la sua impostazione cronologica e le sue speculazioni "profetiche"; ma è solo questione di tempo e vi sarà certamente, anche su questo punto, qualche "nuovo intendimento" (= correzione dell'errore commesso).

  •  L'anno 609 a.C. segnò la fine dell'egemonia assira nell'area mediorientale e l'inizio dell'era di dominio babilonese sotto Nabopolassar (per i dettagli, si veda Jonsson, I tempi dei gentili, pp. 162-163). Alcuni considerano i 70 anni di Geremia come una "cifra tonda"; secondo costoro, il numero 70 indicherebbe "una quantità estesa ma imprecisata" come in Salmo 90:10; Isaia 23:15-18; e probabilmente in Ger. 50:3 e Giud. 9:2 (cfr, M. Hatton, Appunti di studio per i testimoni di Geova sui 70 anni di Geremia, lavoro inedito); cfr. La Torre di Guardia del 1/1/1986, p.13.


    Come si inventa la storia

    Raymond Franz è stato un membro del Corpo Direttivo della Società Torre di Guardia (si veda la sua biografia). Al tempo della redazione dell’Ausiliario per comprendere la Bibbia (una specie di enciclopedia biblica), fu incaricato della compilazione di uno studio sulla cronologia. Ecco cosa ha scritto in merito nel suo libro Crisi di coscienza:


    «La principale dottrina dei Testimoni di Geova è che la profezia biblica additi l’anno 1914 come la fine dei "tempi dei Gentili" di Luca 21:24 e che in quell’anno Cristo Gesù abbia assunto il potere regale e abbia iniziato a governare in maniera invisibile. I riferimenti ad un periodo di "sette tempi" in Daniele cap. 4 costituirebbero la base dei calcoli che portano a quella data e, mediante altri testi, questi "sette tempi" si trasformerebbero in un periodo di 2.520 anni, iniziatisi nel 607 a.E.V. e finiti nel 1914 E.V. L’anno d’inizio, il 607 a.E.V., fu scelto come l’anno della distruzione di Gerusalemme per mano del conquistatore babilonese Nabucodonosor. Sapevo che la data del 607 a.E.V. appariva una peculiarità delle nostre pubblicazioni, ma non ne conoscevo veramente il motivo. Solo per l’articolo "Cronologia" si impiegarono mesi di ricerche e ne risultò la voce più lunga di tutto l’Ausiliario. La maggior parte del tempo trascorse nel tentativo di trovare qualche prova, qualche sostegno nella storia, per il 607 a.E.V., una data cruciale nei nostri calcoli che approdavano al 1914. Charles Plonger, membro del personale del quartier generale, che collaborava con me in quel periodo come segretario, effettuò ricerche in tal senso nelle biblioteche di tutta la città di New York alla ricerca di qualunque cosa potesse confermare quella data dal punto di vista storico. Non trovammo proprio niente a sostegno del 607 a.E.V. Tutti gli storici additavano una data posteriore di 20 anni. Tra le decine e decine di migliaia di tavolette cuneiformi di terracotta, trovate nell’area mesopotamica e risalenti al tempo dell’antica Babilonia, di cui, prima di dedicarmi alla raccolta per la voce Archeologiasull’Ausiliario ignoravo la consistenza numerica, nessuna comprovava per l’impero Neo-babilonese (epoca in cui è fissato il regno di Nabucodonosor) una durata tale da permettere di includerci il 607 a.E.V., la data da noi sostenuta, come quella della distruzione di Gerusalemme. Tutto additava un periodo più breve di 20 anni rispetto a quello sostenuto nella nostra cronologia pubblicata in vari libri. Sebbene considerassi questo fatto inquietante, ero disposto a credere che la nostra cronologia fosse corretta malgrado tutta l’evidenza contraria. Così, nella stesura del materiale per l’Ausiliario, furono dedicati molto spazio e tempo nel tentativo di togliere credibilità alle evidenze archeologiche e storiche che attestavano l’erroneità della nostra data del 607 a.E.V. e che fornivano un diverso punto di partenza per i nostri calcoli e, conseguentemente, un punto d’arrivo differente dal 1914. Charles Plonger ed io ci recammo alla Brown University di Providence, Rhode Island, per intervistare il professor Abraham Sachs, uno specialista in antichi testi cuneiformi. Volevamo cercare di ottenere qualche informazione attestante qualche falla o un qualsiasi lato debole nelle indicazioni astronomiche contenute in molte tavolette, indicazioni che provavano l’infondatezza del nostro 607 a.E.V. Alla fine fu evidente che, se davvero la nostra data fosse stata quella giusta, si sarebbe verificata una teorica cospirazione da parte degli antichi scribi – senza alcuna ragionevole giustificazione - per falsificare i fatti. E allora, come un avvocato di fronte a una prova che non può annullare, il mio tentativo fu quello di screditare o ridurre la credibilità degli antichi testimoni che avevano presentato quella prova: l’evidenza dei testi storici relativi all’Impero neo-babilonese» - Crisi di coscienza, pagg. 47,48.

     



    [1] La tavoletta VAT 4956, conservata al British Museum di Londra.

    Questa tavoletta attesta, al di la di ogni ragionevole dubbio, la data del 587 per la caduta di Gerusalemme. La sua sola autorità sarebbe quindi sufficiente ad inficiare del tutto le speculazioni cronologiche della Torre di Guardia e la sua erronea data del 607. 

    Alcuni Testimoni di Geova hanno comunque scritto al British Museum dove la tavoletta è conservata insinuando che essa contenga degli errori, in particolare che le righe dove si legge "37° anno di Nabucodonosor" siano delle aggiunte spurie. Ecco la risposta che hanno ricevuto dal British Museum:


    Those of us who try to work with the original Babylonian sources for Babylonian astronomy and history do not regard the tablet VAT 4956 as a fraud. The suggestion that it is a fraud is put about by others who, for various reasons, feel uncomfortable with the chronology which has been accepted by the generality of historians of Mesopotamia throughout the last century.
     
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    Traduzione:


    Quelli che tra noi cercano di lavorare con le fonti originali babilonesi riguardo alla storia e all'astronomia babilonese non considerano la tavoletta VAT 4956 come una frode. L'ipotesi che si tratti di frode è avanzata da altri che, per varie ragioni, trovano scomoda la cronologia che è stata accettata dalla maggioranza degli storici della Mesopotamia dell'ultimo secolo. 

    La nostra posizione è che la cronologia attualmente riconosciuta, le cui linee generali erano già riconosciute dai tempi dell'astronomo greco Claudio Tolomeo, mostrano d'aver resistito al confronto di 150 anni di scoperte di reperti originali babilonesi grazie proprio al fatto che lo stesso Tolomeo ha basato o dedotto la sua cronologia da fonti astronomiche babilonesi.

    Il testo completo della VAT 4956 è stato recentemente ripubblicato in una traduzione in inglese in A.J. Sachs e Hunger, Astronomical Diaries And Related Text from Babilonia, vol.I (Vienna 1988; ISBN 3 7001 1227 0), pagina 4653.

    Il testo della tavoletta che [nome del TdG che ha scritto] cita come Strm-K-400, ma che noi normalmente citiamo come Strassmaier, Cambise n°400, si trova in una tavoletta del British Museum MB 33066. Questa è stata recentemente ripubblicata tradotta in inglese in A.J. Sachs and H. Unger, Astronomical Diaries and Related Text from Babilonia, vol. V (Vienna 001; ISBN 3 7001 3028 7), pagine 164-173. Questo volume è una fonte primaria per chiunque voglia studiare le tavolette delle eclissi Babilonesi.

    Il volume di Sachs e Unger da accesso ai dati originali fondamentali. Potreste prendere questi dati e studiarli da voi stessi con programmi astronomici moderni per fare le vostre valutazioni sull'accuratezza delle osservazioni babilonesi e sull'affidabilità dell'attuale sistema cronologico.

    Sinceramente, 
    Deputy Keeper
    Department of the Ancient Near West
    The British Museum

     

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    Dalla risposta del British Museum si evince quindi chiaramente che la tavoletta VAT 4956 non costituisce una frode. È sottolineato, anzi, che l'ipotesi di frode è avanzata da personaggi che trovano scomoda la cronologia ufficiale! 

    Si può anche osservare che la tavoletta Strassmayer Cambise 400, della quale la cronologia della Torre di Guardia non può fare a meno per stabilire la data 539 a.C., è una copia, non un originale, anzi, a malapena  può essere definita una copia, tanto è lacunosa e zeppa di calcoli introdotti dal copista. Possiamo quindi concludere che nella misura in cui i TdG si accaniscono a denigrare la VAT 4956, denigrano quindi la stessa Strassmayer Cambise 400, senza la quale la Watch Tower non avrebbe alcuna pezza d'appoggio per farsi la sua bella cronologia che porta al 1914.


    [2]: Nel tentativo di mettere in dubbio l'attendibilità del Canone di Tolomeo, la Società Torre di Guardia ha anche citato un noto studioso, il prof. E.R. Thiele, nella rivista Svegliatevi!dell'8/11/1972, p.28:

    «Nel suo libro The Mysterious Numbers of the Hebrew Kings, il prof. E.R. Thiele scrive: "Il canone di Tolomeo fu preparato primariamente per scopi astronomici, non storici. Non pretese di fornire un elenco completo di tutti i governanti di Babilonia o di Persia, né l'esatto mese o giorno del principio dei loro regni, ma fu un accorgimento che rese possibile correggere la collocazione in un ampio schema cronologico di certi dati astronomici che erano allora disponibili. I re i cui regni erano di meno di un anno e che non abbracciavano il giorno dell'Anno Nuovo non erano menzionati" (il corsivo è nostro)»- cfr. anche La Torre di Guardia  del 15/8/1969, p.506.

    Si potrebbe pensare, leggendo queste parole, che il prof. Thiele non ritenga affidabile il Canone di Tolomeo. Ma questo non è assolutamente vero, poiché lo stesso studioso ha scritto riguardo a Canone tolemaico quanto segue:

    «Il Canone Tolemaico può essere usato come guida storica con la massima sicurezza. Poiché il Canone tolemaico dà una data precisa ed assolutamente sicura riguardo alla cronologia che inizia col 747 a.C. ... Ciò che agli occhi degli storici moderni conferisce al Canone una così grande importanza, è la notevole quantità di materiale astronomico che Tolomeo raccolse nel suo Almagesto la cui attendibilità è possibile verificare quasi ad ogni passo, dal principio alla fine. Nell’Almagesto sono riportate più di ottanta posizioni del sole, della luna e dei pianeti con le date relative, posizioni che gli astronomi moderni hanno verificato. Per quanto riguarda le eclissi, i particolari sono descritti in modo talmente minuzioso da non lasciare adito a nessun problema circa l’esatta identificazione dei singoli fenomeni descritti e da rendere possibile una verifica sicura» - E.R. Thiele,The Mysterious Numbers of the Hebrew Kings, Chicago, Unyversity of Chicago press, 1951, pag. 44-46, il grassetto è mio.

    La Società ha riferito ancora una volta il pensiero altrui isolandolo dal contesto generale dell'opinione dello studioso. Cosa pensa il prof. Thiele del modo in cui la WTS ha usato le sue parole? Ecco cosa il professore ha scritto ad un Pastore Avventista:

    «Per oltre quarant'anni ho esposto le mie opinioni riguardo all'antica cronologia ed ai cronologi, e la mia fiducia in Claudio Tolomeo è divenuta ampiamente nota. Tuttavia per molti anni le pubblicazioni dei testimoni di Geova mi hanno presentato come un sostenitore di un'opinione relativa a Tolomeo che è esattamente contraria a ciò che io sostengo. Alcuni che conoscono le mie opinioni mi scrivono da diverse parti del mondo, desiderosi di conoscere perché i testimoni non dicono la verità riguardo alla mia piena fiducia in Tolomeo. Tolomeo fu uno dei più grandi studiosi dell'antichità. (...) I dati cronologici relativi ai governanti dell'antica Babilonia e di Persia forniti da Tolomeo sono astronomicamente fondati. La data del 605 a.C. indicata per l'inizio del regno di Nabucodonosor è verificata da due eclissi e non esiste la minima obiezione riguardo alla sua accuratezza. Ma la data dei testimoni relativa a Nabucodonosor è di venti anni in errore ed i loro calcoli profetici basati sulla loro data sono errati. Per procedere sulla base dell'onestà e dell'integrità coloro tra i testimoni di Geova che hanno esposto nelle loro pubblicazioni delle falsità circa ciò che io ed altri abbiamo scritto dovrebbero ritrattare i loro errori, poiché solo la verità ha il diritto di essere sostenuta. (...) Ci sono molti tra i testimoni di Geova che sono cristiani molto sinceri ed essi dovrebbero stare attenti ad evitare di essere ingannati. (...)» (tratto da Witness, vol. 5, n.1, 1979, p.4).

     
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    Giuseppe Flavio 
    e la durata della desolazione di Gerusalemme


    Lo storico ebreo Giuseppe Flavio, in un'antica stampa.

    Nell'Appendice del libro "Venga il tuo regno", a p. 188, si legge quanto segue:

    Giuseppe Flavio descrive altrove la distruzione di Gerusalemme per opera dei babilonesi e quindi dice che "tutta la Giudea e Gerusalemme, e il tempio, continuarono a essere un deserto per settant’anni". (Antichitàgiudaiche X, ix, 7) Specificamente afferma che "la nostra città fu desolatadurante l’intervallo di settant’anni, fino ai giorni di Ciro". (Contra ApionemI, 19).

    Sembra quindi che questo antico storico ebreo concordi con la Società Torre di Guardia in merito alla durata dell'esilio babilonese. Ma le cose stanno veramente in questo modo? 

    Innanzitutto i TdG dimenticano di osservare che i calcoli di Giuseppe Flavio in AntichitàX.xi. 1.2 implicano che Gerusalemme rimase nella desolazione per 100 anni e non per 70: è quindi evidente che ci devono essere degli errori nella cronologia di Giuseppe, come viene riconosciuto da molti studiosi.

    E che dire della menzione dei 70 anni in Contra Apionem I, 19, passo nel quale Giuseppe riferisce che quanto lui dice concorda con gli scritti dello storico Berosso?<align="center">


    ... Nabopolassar, re di Babilonia e di Caldea; [Berosso] espone le sue [di Nabopolassar] imprese e racconta come egli 
    [Nabopolassar] inviò il figlio Nabokodrosor [Nabucodonosor] con un grande esercito contro l'Egitto e contro il nostro paese, quando seppe che si erano ribellati. Li sottomise, bruciò il tempio di Gerusalemme, deportò tutto il nostro popolo al completo e lo trasferì a Babilonia; avvenne così che la città restò deserta per settant'anni fino a Ciro re dei Persiani.

    Da quello che si legge sembra quindi che secondo Giuseppe Flavio l'incendio del Tempio sia avvenuto durante il regno di Nabopolassar (che regnò dal 625 al 605 a.C.). Ma questo avvenimento in realtà si verificò 18 anni più tardi, nel 18° anno di Nabucodonosor, suo figlio e successore. Può darsi quindi che Giuseppe in questo caso veda i 70 anni come un periodo di desolazione iniziato nell'ultimo anno di Nabopolassar(cioè nel 605 a.C.); se si parte dal 605 a.C. si può quindi parlare di una desolazione durata settant'anni.

     

    La riproduzione del succitato brano del "Contro Apione" 
    Traduzione di Francesca Calabi, Marsilio Editori, Venezia 1993.

    70 o 50 anni?

    Poche righe più avanti però, in Contra Apionem I, 21, Giuseppe scrive quanto segue (grassetto aggiunto):

    Tutto ciò è vero e concorda con i nostri libri. Vi è scritto che Nabucodonosr nel diciottesimo anno di regno distrusse il nostro Tempio il quale cessò di esistere per cinquant'anni; che nel secondo anno del regno di Ciro ne furono gettate le fondamenta e ancora nel secondo anno del regno di Dario fu finito.

     

    Come mai la Società non ha mai citato queste parole di Giuseppe Flavio, mentre cita le sue precedenti dichiarazioni, benché l'evidenza indichi che sono sbagliate o interpretate in maniera sbagliata? Giuseppe, infatti, nella sua opera, presenta ripetutamente affermazioni confuse ed erronee riguardo ai regni Neobabilonesi, ed è soltanto nelle sue discussioni più tarde che le sue affermazioni possono essere presentate come approssimativamente concordanti con le più fidate fonti storiche.

    A questo proposito il traduttore inglese di Giuseppe Falvio, William Whiston, nella sua opera Josephus' Complete Works (Grand Rapid, Kregel Pubblications, 1978, pp. 687-709) osserva che spesso nelle ultime parti delle sue opere Giuseppe Flavio corresse le cifre fornite in precedenza. Dopo aver fatto alcuni esempi di tali correzioni, parlando dei settant'anni che in un primo tempo Giuseppe aveva calcolato trascorressero fra la distruzione del tempio ed il ritorno degli ebrei dall'esilio, Whiston osserva che «si tratta sicuramente di un calcolo di Giuseppe», e aggiunge, a proposito dei 50 anni che Flavio invece attribuisce a questo periodo in Contra Apionem, che «si tratta probabilmente di una correzione apportata da lui personalmente in età avanzata».

    Ci si può chiedere a questo punto se sia davvero onesto citare Giuseppe Flavio a sostegno dell'idea che l'esilio babilonese sarebbe durato settant'anni e tacere in merito al fatto che in uno scritto posteriore egli attribuisce allo stesso periodo la durata di cinquant'anni. Non si può che concludere che l'uso che la Società Torre di Guardia ha fatto delle parole di questo antico scrittore sia chiaramente settario: viene infatti citato solo ciò che apparentemente sembra sostenere le proprie interpretazioni mentre si tace su tutto ciò che invece le può contraddire.

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    19/02/2016 23.05
     
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    L’ “Harper’s Bible Dictionary” e la cronologia della Watchtower.


    Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha citato un dizionario che sembrerebbe sostenere la cronologia erronea del 607 a. C. come data della distruzione di Gerusalemme e incorre a diversi “falsi”. Questo ne è un esempio:


    “Quindi Nabucodonosor si mosse una seconda volta per punire Joiakim. Ciò avvenne nel 618 a. C. – Vedere l’Harper’s Bible Dictionary di M. S. e J. L. Miller, edizione del 1952, pagina 306, sotto “Joiakim”.
    (La Torre di Guardia 15/3/1965, p. 183

    Chi legge questa citazione non può che giungere alla conclusione che il dizionario sostenga la data del 618. Poiché certamente non tutti i testimoni di Geova avranno questo dizionario è a dir poco fuorviante.

    Si menziona un avvenimento e si cita una data in cui questo avvenimento sarebbe avvenuto. E poi si rimanda ad un dizionario che, come conseguenza logica, dovrebbe fornire un sostegna a quanto si è affermato in precedenza, compresa la data.

    Per evitare “equivoci” la WTS avrebbe dovuto formulare la frase in questo modo: “Quindi Nabucodonosor si mosse una seconda volta per punire Joakim. (Vedere l’Harper’s Bible Dictionary di M. S. e J. L. Miller, edizione del 1952, pagina 306, sotto “Joakim”). Ciò avvenne nel 618 q. C.”. Così non ci sarebbe stata nessuna possibilità di fraintendere. Ma la frase così come è stata scritta, lascia invece chiaramente intendere che il dizionario citato sostenga anche la data del 618, e di conseguenza quella del 607 quale anno della caduta di Gerusalemme.
    Consultando questo dizionario ogni lettore si può rendere conto che la durata del regno di Joakim viene datata Dl 609 al 598 a. C. queste date non hanno alcuna relazione col 618 a. C. menzionato in questa Torre di Guardia. Perciò, non si spiega perché il Corpo Direttivo citi l’Harper’s Bible Dictionary dal momento che esso non sostiene il punto di vista cronologico della Società Torre di Guardia.

    “Accuratezza nelle affermazioni. I testimoni di Geova sono un’organizzazione di verità. Dovremmo voler dichiarare la verità ed essere sempre assolutamente accurati in tutti i particolari. Questo si dovrebbe fare non solo riguardo alle dottrine ma anche nelle citazioni, in ciò che diciamo intorno ad altri o nel modo in cui li rappresentiamo, e negli argomenti che implicano dati scientifici o notizie di cronaca”.
    (Manuale per la Scuola di Ministero Teocratico, 1992, p. 110)

    “usare le citazioni e le statistiche in armonia col contesto da cui sono tratte. State attenti che, nel tentativo di esprimervi vigorosamente, “alcuni” non diventino “la maggioranza”, “molti” non diventino “tutti” e “in qualche caso” non si trasformi in “sempre”. Gonfiare una storia o una notizia per quanto riguarda numeri, portata o gravità fa sorgere dubbi sulla credibilità di chi parla”
    (Traete beneficio nella Scuola di Ministero Teocratico, 2001, p. 225)

    Anche in questo caso, quindi il Corpo Direttivo non ha meso in pratica quello che invece raccomanda di fare agli altri.

    “Conoscendo queste cose, che farai? È ovvio che il vero Dio che è il “Dio di verità” e che odia le menzogne, non guarderà con favore quelli che aderiscono alle organizzazioni che insegnano falsità. (Salmo 31:5; Proverbi 6:16-19; Rivelazione 21:8) E, realmente, vorresti ancora associarti con una religione che con te non è stata sincera?”.
    (È questa vita tutto quello che c’è? – 1975, p. 46)



    [Modificato da Credente. 12/01/2018 16.15]
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    10/06/2017 22.37
     
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    Questo cartellone posto nell'odierna Gerusalemme, dice che Gerusalemme fu distrutta dai babilonesi nel 586 A.E.V la prima volta e, nel 70 E.V. dai romani.



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    12/01/2018 16.14
     
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    29/01/2018 13.25
     
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    Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una TORRE, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un NOME...Gen 11,4
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    Santo del giorno

    san francesco d'assisi pastore e martire

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